Padiglione d'oro

Il Padiglione d’Oro e il Padiglione d’Argento: gioielli di Kyoto

In visita al Padiglione d’Oro (Kinkaku-ji) e al Padiglione d’Argento (Ginkaku-ji) di Kyoto. La loro storia, i costi, gli orari e come raggiungerli.

Divisore tag

Kyoto è una città ricchissima di storia, di santuari, come quello di Fushimi Inari, e, soprattutto, di templi. È impossibile visitarla senza inserirne almeno uno nel proprio itinerario: il Kiyomizu-dera, il Tō-ji, il Padiglione d’Oro, il Padiglione d’Argento. La lista potrebbe continuare.


 Leggi anche: Il Fushimi Inari di Kyoto e i diecimila torii rossi


Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Questi ultimi due si visitano spesso in coppia, nonostante si trovino ai lati opposti della città, e quando ci si trova a Kyoto viene quasi naturale inserirli entrambi nel proprio itinerario.

Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Sono luoghi immersi completamente nella natura e dove si percepisce un’armonia perfetta tra terra e acqua. Sono affascinanti per motivi diversi, ognuno a modo suo, e forse non è facile scegliere quello che si preferisce, ma questo lo deciderete voi.

Vi porto a scoprire il Padiglione d’Oro e il Padiglione d’Argento: due templi e gioielli di Kyoto.


 Leggi anche: Kyoto: cosa vedere nella storica capitale del Giappone


Ginkaku-ji

Kinkaku-ji: il Padiglione d’oro

Il Padiglione d’oro sembra essere uscito magicamente dall’acqua. Soprattutto se lo si guarda da lontano, pare uno di quegli edifici rappresentati nelle opere d’arte orientali conservate nei musei e per un attimo pare impossibile sia davvero lì davanti a noi, con la sua fenice sul punto più alto.

Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Nacque alla fine del Quattordicesimo secolo, quando lo shogun Ashikaga Yoshimitsu decise di trasformare quella che era una semplice abitazione in un edificio completamente ricoperto di lacca dorata e foglia oro. Quando Yoshimitsu morì, la dimora venne trasformata in un tempio Zen e oggi conserva al suo interno le ceneri del Buddha.

Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Anche se i lavori terminarono nel 1397, quello che noi vediamo oggi è il risultato di una ricostruzione avvenuta dopo un terribile incendio che trasformò il padiglione in un misero scheletro di legno. Fu appiccato da un monaco nel 1950 e la vicenda è stata romanzata nel libro Il Padiglione d’Oro di Yukio Mishima.

Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

È circondato non solo da un laghetto, ma anche da un’ampia zona verde all’interno della quale ci sono piccoli luoghi di preghiera.

Il Padiglione e la natura che lo circonda dovrebbero rappresentare il paradiso del Buddha ed è per questo che è criticato da molti: l’opulenza e l’oro che riveste l’edificio sono simboli di ricchezza terrena e vanno in contrasto con la filosofia zen.

White snake Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Visitare il Padiglione d’Oro

Dalla stazione di Kyoto prendere l’autobus numero 205 (con fermata a Kinkakujimichi), il viaggio dura circa 45 minuti e costa ¥230. Dal Ginkaku-ji prendere l’autobus numero 204 (con la stessa fermata), il viaggio dura circa 50 minuti e costa ¥230.

L’ingresso costa ¥400. Il Padiglione è aperto dalle 8.30 alle 17.00 da marzo a novembre e dalle 9.00 alle 16.30 il resto dell’anno.


 Leggi anche: Curiosità sul Giappone: le cose da sapere prima di partire


Kinkaku-ji, Padiglione d'Oro

Ginkaku-ji: il Padiglione d’argento

Il Padiglione d’Argento venne fatto costruire alla fine del Quindicesimo secolo da Ashikaga Yoshimasa, discendente di Yoshimitsu. La situazione economica e sociale del Paese impedì però di portare a termine il progetto iniziale e l’edificio non venne mai ricoperto d’argento come previsto.

Oggi è una struttura abbastanza semplice (se paragonata al suo parente più “ricco”), in uno stile tipicamente giapponese e, anche qui, una fenice posta sulla cima del tetto.

Ginkaku-ji

Ciò che sorprende del Ginkaku-ji è però il suo splendido giardino Zen: un lago bianco di ghiaia perfettamente ordinata. A una delle estremità spicca il Kogetsudai, un cumulo di sabbia che dovrebbe rappresentare il Monte Fuji.

Ginkaku-ji

Anche l’area verde è affascinante. Un continuo susseguirsi di salite e discese, di stagni e piccole cascate. Personalmente l’ho preferita a quella del Kinkaku-ji, perché più raccolta, accogliente e rilassante nonostante i numerosi visitatori.

Ginkaku-ji

Visitare il Padiglione d’Argento

Dalla stazione di Kyoto prendere l’autobus numero 17 (con fermata a Ginkakujimae), il viaggio costa ¥230. Dal Kinkaku-ji prendere l’autobus numero 204 che costa ¥230. In entrambi i casi, dopo essere scesi dall’autobus, bisogna camminare per circa 10 minuti. Considerato anche questo tragitto i viaggi durano tra i 40 e i 45 minuti.

L’ingresso costa ¥400. Il Padiglione è aperto dalle 8.30 alle 17.00 da marzo a novembre e dalle 9.00 alle 16.30 il resto dell’anno.

Ginkaku-ji

Sono rimasta colpita dalla struttura del primo e il suo essere quasi un tutt’uno con il laghetto sul quale si affaccia e si specchia e ho adorato la natura nella quale è immerso il secondo, così rilassante e accogliente con il suo tappeto di muschio.

Non saprei dire quale dei due ho preferito o quale dei due meriti di più. Sono due volti della stessa Kyoto a distanza di un secolo, opposti e simili allo stesso tempo e non credo si possa visitare uno senza vedere anche l’altro. Mancherebbe un pezzo del puzzle.

Ginkaku-ji

Avete mai visitato il Padiglione d’Oro o il Padiglione d’Argento? Li inserireste in un vostro ipotetico itinerario di viaggio a Kyoto? Lasciate un commento 🙂

Divisore tag
Informazioni

A Kyoto il miglior mezzo (e quello più economico) per spostarsi è l’autobus. Si sale dalla porta posteriore e non ci sono biglietti, si paga poco prima di scendere dalla porta anteriore. Vicino all’autista, infatti, c’è una piccola macchinetta nella quale inserire l’importo esatto (ogni corsa costa ¥230). Importante sapere che non dà il resto, ma che è disponibile anche un’altra macchinetta che permette cambiare le monete da ¥50, ¥100 e ¥500 e le banconote da ¥1000.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


Arashiyama

Arashiyama: cosa vedere (non solo la foresta di bambù)

Arashiyama e cosa vedere. Vi porto alla scoperta di questa zona di Kyoto, famosa per la sua foresta di bambù, per vedere anche altri luoghi di interesse.

Divisore tag

Arashiyama è una delle zone più a ovest di Kyoto. Cercando immagini della città o del Giappone intero quasi tutti siamo incappati in una fotografia splendida scattata nella sua celebre foresta di bambù, ma questa non è l’unica cosa da vedere.


 Leggi anche: Viaggio in Giappone: itinerario di tre settimane da Tokyo a Osaka


Foresta di Bambù

Durante la mia mezza giornata in quest’area ho visitato anche altri luoghi d’interesse che mi hanno permesso di scoprire qualcosa in più. Ecco cosa vedere ad Arashiyama: la foresta, certo, ma non solo.


 Leggi anche: Kyoto: cosa vedere nella storica capitale del Giappone


Neo sposi alla Foresta di Bambù

La foresta di bambù di Sagano

La foresta di bambù di Sagano richiama a sé ogni anno migliaia di viaggiatori. Io per prima ho raggiunto quest’area occidentale di Kyoto per poter camminare tra le altissime piante verdi. Le ho viste immortalate in decine e decine di fotografie ed era uno dei luoghi che volevo vedere assolutamente in Giappone.

Foresta di Bambù

La passeggiata è molto piacevole, ma l’ideale sarebbe farla la mattina presto, quando i numerosi turisti non l’hanno ancora raggiunta ed è ancora possibile immergersi in un’atmosfera surreale.

Foresta di Bambù

È un luogo affascinante e non stupisce ci sia moltissima gente. Soprattutto non sorprendono le tantissime coppie di neo sposini che ho incontrato durante la mia camminata e che hanno scelto la foresta di bambù come location per le foto del matrimonio.

Foresta di Bambù

Il santuario Nonomiya-Jinja

Questo piccolo santuario si trova proprio ad uno degli ingressi della foresta di bambù. Anche se di dimensioni ridotte, è un luogo di importanza storica e religiosa per il Giappone ed è chiamato anche “il santuario delle principesse”.

Nonomiya-Jinja Shrine

In passato, le figlie non sposate degli imperatori diventavano sacerdotesse dell’importante santuario di Ise, del quale vi parlerò presto. Prima di raggiungerlo però dovevano trascorrere un paio di anni a Nonomiya-Jinja per purificarsi.


 Leggi anche: Ise, Giappone: visita al santuario shintoista


Oggi è meta soprattutto di ragazze che sono alla ricerca di un compagno o di donne che stanno per partorire e che sperano in un travaglio non problematico e poco doloroso.

Nonomiya-Jinja Shrine

Il tempio di Tenryū-ji

Questo tempio risale al Quattordicesimo secolo ed è oggi patrimonio UNESCO. È stato eretto dove un tempo sorgeva il primo tempio Zen del Giappone, il Danrin-ji.

Tenryu-ji

Il Tenryū-ji è famoso soprattutto per i suoi giardini. La visita, infatti, si trasforma quasi interamente in una passeggiata tra piante più e meno autoctone, ognuna identificata attraverso tavolette di legno. In primavera inoltrata, quando tutti i fiori sbocciano, è una meraviglia.

Tenryu-ji

Una delle aree più rilassanti, insieme a quella del laghetto, è senza dubbio l’affascinante giardino Zen, dove i sassolini bianchi sono sistemati in maniera straordinariamente ordinata.

Tenryu-ji

Il tempio e i suoi giardini sono visitabili dalle 8.30 alle 17.30 (fino alle 17.00 da ottobre a marzo). L’entrata costa ¥500 con un supplemento di ¥300 se volete vedere l’interno della struttura (circa 3,90€+2,40€).

Tenryu-ji

Il Parco delle scimmie Iwatayama

Il Parco delle Scimmie Iwatayama si trova non distante dal fiume Katsura. Dalla biglietteria bisogna percorrere un pezzo di strada a piedi in salita per raggiungerlo, perché si trova su un versante del monte Karasugadake, dal quale è poi possibile vedere Arashiyama dall’alto.

Monkey Park Iwatayama
Monkey Park Iwatayama

I macachi giapponesi sono liberi, ma abituati alla presenza dei turisti. Nonostante questo però è bene non avvicinarli troppo o guardarli negli occhi, perché potrebbe essere inteso come gesto di sfida.

Monkey Park Iwatayama

Sono animali vivaci e spesso alla ricerca di cibo. Se si avvicinano è per mangiare qualcosa, quindi bisogna tenere stretto tutto ciò che si ha tra le mani o in borsa e cercare di non accucciarsi.

Il parco è visitabile dalle 9.00 alle 17.00. L’entrata costa ¥240 (circa 1,90€).

Monkey Park Iwatayama

Raggiungere Arashiyama

Ho visitato Arashiyama durante la mia ultima settimana in Giappone, quando soggiornavo a Osaka. Ho raggiunto questa zona di Kyoto in treno e per farlo ho usato prima uno Shinkansen (i treni super veloci giapponesi) da Shin-Osaka a Kyoto e poi la JR Sagano fino a Saga-Arashiyama.

Questo tragitto dura meno di un’ora e costa in totale ¥3300 (circa 26€), se invece si parte da Kyoto il costo è di ¥240 (circa 1,90€) per 16 minuti di viaggio. Se però avete il JR Pass non dovrete pagare nulla in entrambi i casi.


 Leggi anche: Japan Rail Pass: come funziona e come muoversi in Giappone


Monkey Park Iwatayama

Questi sono i luoghi di Arashiyama che sono riuscita a vedere durante il mio viaggio, quali altri consigliereste? 🙂

Divisore tag
Informazioni

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.