Curiosità sul sestiere Dorsoduro: chicche e dettagli per arricchire la visita

Le curiosità su Dorsoduro: tra le calli di questo sestiere di Venezia per scoprire dettagli nascosti e piccole chicche per arricchire la propria visita.

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Venezia è una città piena di stimoli, di cose da vedere e di esperienze da provare almeno una volta nella vita. Camminando per le sue calli e attraversando i suoi ponti è quasi impossibile rendersi conto di tutti i dettagli nascosti. Accade in ogni sestiere e accade a Dorsoduro.

In questo post ho raccolto alcune chicche e curiosità scoperte durante le mie gite in città, dettagli e informazioni che vi permetteranno di arricchire il vostro itinerario.


 Leggi anche: I sestieri di Venezia: mini guida e le informazioni utili


Dorsoduro

Il ponte dei pugni nel sestiere di Dorsoduro

Un tempo, a Venezia, c’erano due fazioni principali. Da una parte i Castellani, gli abitanti della zona di San Pietro di Castello, nell’omonimo sestiere, che lavoravano nell’industria navale del vicino Arsenale e indossavano cappelli e sciarpe rosse. Dall’altra i Nicolotti, gli abitanti della zona di San Nicolò dei Mendicoli, nel Sestiere Dorsoduro, che invece vestivano di nero ed erano principalmente dediti alla pesca.

Ponte dei Pugni

Le due fazioni usavano sfidarsi nella cosiddetta “Guerra dei Pugni”, uno scontro che si teneva su alcuni ponti della città che un tempo non avevano ringhiere. Lo scopo era quello di far cadere gli avversari in acqua e “conquistare il ponte”.

Ponte dei Pugni

Le lotte, però, erano talmente frequenti, che un decreto del 1292 non solo decise che potevano avvenire esclusivamente da settembre a Natale, ma stabilì anche delle regole. Erano concessi solo tre tipi di scontri: una lotta a due, chiamata la “mostra”, una lotta multipla, la “frota”, oppure un combattimento di gruppo, la “guerra ordinata”. Nonostante questo, però, gli incontri erano talmente animati che non mancarono le vittime e la città li proibì a partire dal 1705, sostituendoli con prove di abilità e con le regate.

In memoria di quegli scontri, sul Ponte dei Pugni di Dorsoduro, sono state poste delle impronte e lo stesso accade nel sestiere di Cannaregio, sul Ponte di Santa Fosca.


 Leggi anche: Curiosità sul sestiere Cannaregio di Venezia: le cose che forse non sapevate


Ponte dei Pugni

I principi di Polignac e Palazzo Contarini dal Zaffo

Attraversando il ponte dell’Accademia, sul Canal Grande, sul lato di Dorsoduro si può vedere uno splendido palazzo risalente alla seconda metà del Quattrocento. È Palazzo Contarini dal Zaffo e lo si può distinguere dagli altri grazie alle decorazioni circolari sulla facciata.

L’edificio fu per decenni un salotto culturale importante della città e vide tra i suoi proprietari molti personaggi illustri del panorama lagunare. Tra questi ci fu Winaretta Singer, figlia dell’inventore delle macchine da cucire e di Isabelle Boyer, che pare sia stata la modella per la Statua della Libertà.

Winaretta da giovanissima dichiarò la sua omosessualità, ma dopo un matrimonio annullato dalla chiesa cattolica, a 29 si sposò nuovamente, questa volta con il principe Edmond de Polignac, di trent’anni più vecchio e anche lui dichiaratamente omosessuale.

I due erano accomunati dall’amore per la musica e per le arti, ma sfortunatamente lui morì otto mesi dopo aver acquistato il palazzo nel 1901. Winaretta, invece, continuò a passarvi molto tempo, soprattutto dipingendo seguendo le indicazioni di uno dei suoi maestri: Claude Monet. Lui stesso ritrasse l’edificio in uno dei suoi quadri nel 1908.

Palazzo Contarini Poloignac

Le patere della chiesa dei Carmini

Camminando per Venezia si incontrano spesso medaglioni in pietra incastonati nei muri di case e palazzi. Sono le patere: bassorilievi decorativi tipici della laguna veneta molto diffusi tra il Decimo e il Dodicesimo secolo.

Ne esistono tantissime (alcuni ne hanno contate più di mille) e sono tutte diverse, anche se quasi tutte rappresentano animali o elementi naturali, ognuno con un proprio significato simbolico.

Secondo alcuni, tra le più belle ci sono quelle della chiesa dei Carmini, nel sestiere di Dorsoduro. Sono cinque e tutte realizzate in marmo greco. Quattro di loro, quelle con le aquile e il grifone che sconfiggono lepri e consigli, simboleggiano l’elevazione spirituale che annienta i bisogni fisici, la quinta, invece, rappresenta un pellicano con in bocca un pesce: entrambi simboli di Gesù.

Chiesa dei Carmini

L’unico Bansky di Venezia

Per chi ama la street art, il Sestiere Dorsoduro regala una vera e propria chicca unica nel suo genere: un’opera di Bansky.

Realizzata nel 2019, raffigura un bambino con un giubbotto di salvataggio e un razzo segnaletico rosa: chiaro riferimento al fenomeno dei migranti, in particolare quelli che attraversano il Mediterraneo.

Per trovare l’opera vi basterà raggiungere la farmacia Santa Margherita e guardare dall’altro lato del canale.

Banksy a Venezia

Il cippo di Campo San Trovaso

Se raggiungete Campo San Trovaso per visitare la vicina chiesa o lo squero dove ancora oggi si costruiscono le gondole, fate caso a un dettaglio che si affaccia sul canale: il cippo in pietra d’Istria.

Si tratta di un cippo porta pennone e fu realizzato in occasione dell’Indipendenza Italiana dell’ottobre 1866, proprio come è scritto su uno dei lati.

Unità d'Italia

La caserma dei vigili del fuoco

Venezia, come ogni città, ha la sua caserma dei Vigili del Fuoco e si trova a Dorsoduro, affacciata su Rio Nuovo e non distante dall’Università Ca’ Foscari.

Ovviamente, a differenza delle normali caserme, qui non ci sono camion pronti a partire, ma barche e motoscafi e affacciandovi sul rio potrete vederli parcheggiati in attesa di una chiamata. Avete mai visto una caserma dei pompieri simile?

Caserma dei Vigili del Fuoco di Venezia

Conoscete altre curiosità legate al sestiere Dorsoduro di Venezia? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


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