Treviso sulla via dell’acqua: scoprire la città lungo i suoi fiumi

Alla scoperta di Treviso seguendo i suoi corsi d’acqua. Una passeggiata nel centro città tra ponti e canali per esplorare la “piccola Venezia della terraferma”.

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Quando si pensa al Veneto l’unica città d’acqua che viene in mente è Venezia. In realtà, però, non è la sola. Treviso è più piccola e modesta, ma non meno elegante, e anche lei è bagnata dalle acque di fiumi e canali, tanto che spesso è chiamata la “piccola Venezia della terraferma”.

Riva del Cagnan

I due corsi principali sono il Sile, quello più importante, e il Botteniga. Quest’ultimo, una volta entrato in città si divide in cagnani, canali più piccoli che attraversano tutto il centro. Il maggiore è il Cagnan Grande, ci sono poi il Canale dei Buranelli e il Cagnan della Roggia, chiamato anche Siletto.

Riva del Cagnan

Passeggiando per il capoluogo veneto è facile incontrare mulini, ponti e angoli d’acqua suggestivi sui quali si affacciano gli eleganti palazzi che appartenevano o appartengono a note famiglie trevigiane.

Il mulino di Piazza Pola

Mi era già capitato di scoprire una città attraverso i suoi fiumi, a Forlì, ma questa volta è diverso.


Leggi anche: Oderzo: cosa vedere nell’antica città romana in provincia di Treviso


In città ci sono stata tante volte, perché è a pochi chilometri da Oderzo, dove vivo, e qui sul blog ho creato anche un percorso per scoprire Treviso in un giorno, ma non l’avevo mai vista sotto questo punto di vista.


 Leggi anche: Un giorno a Treviso: cosa vedere all’interno delle mura


Questo itinerario mi ha fatto conoscere la sua storia, quella legata ai suoi corsi d’acqua, e ora voglio portarvi con me.

Via vicino alla Pescheria

Riviera Santa Margherita

È la riviera per eccellenza, quella che segue il Sile dal ponte di via Roma alle antiche mura cittadine. Non distante da questo primo attraversamento c’è la centrale idroelettrica della città, ancora attiva e non visitabile.

Riviera Santa Margherita, la centrale idroelettrica

Su Riviera Santa Margherita si affacciano edifici moderni e antichi, segni del passato elegante di Treviso. In alcuni punti sembra davvero di essere tra le calli di Venezia se non fosse per le auto e per l’assenza di gondole che galleggiano sull’acqua.

Riviera Santa Margherita

Passeggiando lungo il Sile si può anche vedere una delle prime aree abitate della città, quella che oggi è occupata dai Giardinetti di Sant’Andrea. È uno dei punti più alti di Treviso insieme a Piazza dei Signori.

Riviera Santa Margherita

Canale delle Scorzerie

Se si fa una piccola deviazione mentre si passeggia lungo Riviera Santa Margherita, si può raggiungere il Siletto (basta attraversare il ponte di via Lodovico Fiumicelli). Questo piccolo corso d’acqua, all’altezza dell’antico portico, è chiamato il Canale delle Scorzerie, nome dovuto alle numerose concerie che vi si trovavo qui in passato.

Canale delle scorzerie

Ponte dell’Università

Il Ponte dell’Università, in legno d’acero, èuno dei più recenti di Treviso e risale al 2006. È stato progettato dall’architetto Paolo Portoghesi a immagine e somiglianza dell’antico Ponte di Santa Margherita, oggi in pietra e con una struttura diversa da quella originale.

Il Ponte dell'Università

Ponte Dante

Dal Ponte dell’Università si può vedere un angolo letterario di Treviso citato nella Divina Commedia: «dove Sile e Cagnan s’accompagna». Infatti, se si guarda bene l’incrocio tra i due corsi d’acqua, pare davvero che si accompagnino senza mescolarsi mai fino a Ponte Gobba.

Proprio in onore dello scrittore fiorentino, il piccolo ponte sulla riva sinistra del fiume è stato chiamato Ponte Dante. In realtà tra gli abitanti era conosciuto come Ponte dell’Impossibile, perché quando era in legno è crollato talmente tante volte che pareva strano potesse rimanere in piedi.

Ponte Dante dal Ponte dell'Università

La Pescheria

L’isola della Pescheria è stata realizzata nel 1856 su progetto dell’architetto Francesco Bomben, ma si appoggia su alcuni isolotti naturali bagnati dalle acque del Cagnan Grande. Proprio qui si affaccia Ca’ dei Carraresi, uno dei poli culturali della città.


 Leggi anche: Casa dei Carraresi: la mostra “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500”


La Pescheria

Ogni mattina (tranne il lunedì e la domenica), l’isolotto ospita il mercato ittico della città, ma se visitate la zona di sera, sappiate che è piena di ottimi localini dove fare un buon aperitivo trevigiano in compagnia.

Via Pescheria

Piazza Rinaldi

Come vi ho raccontato quando ho condiviso con voi la storia del Radicchio Rosso di Treviso IGP, il Sile è un fiume di risorgiva. Nasce dalle acque che scorrono sotto terra dalle Dolomiti e tornano in superficie solo quando incontrano un terreno argilloso e impermeabile.


 Leggi anche: Il Radicchio Rosso di Treviso IGP: dalla terra alla tavola


A Treviso, in Piazza Rinaldi, c’è un angolo dove alcune acque sotterranee tornano alla luce, esattamente come fa il fiume principale della città. A volte, infatti, può capitare di vedere alcune polle nel cortile del primo edificio che si incontra sulla destra arrivando da Vicolo Rinaldi.

Piazza Rinaldi

Canale dei Buranelli

Il Canale dei Buranelli, un ramo del Botteniga,è forse uno degli angoli più famosi e suggestivi di Treviso epuò essere considerato uno dei cuori d’acqua del capoluogo. Deve il suo nome all’edificio che nel Cinquecento ospitava i commercianti di Burano e le loro mercanzie ed è stato per decenni uno dei punti di ritrovo delle lavandaie (lavandere) della città.

Buranelli

Oggi, su uno dei palazzi che vi si affacciano, c’è un’opera in metallo di Mario Martinelli. La sagoma raffigura lo scrittore trevigiano Giovanni Comisso, che ha abitato proprio su una delle case costruite lungo il canale.

Buranelli

Ponte della Malvasia

È uno degli angoli di Treviso che preferisco e spesso capita di incontrarlo per caso mentre si passeggia tra le vie del centro storico. Il Ponte della Malvasia si specchia nell’acqua del Canale dei Buranelli, ma sembra di essere in un luogo completamente diverso.

Ponte della Malvasia

Fontana delle Tette

La Fontana delle Tette, uno dei simboli della città, si nasconde tra il labirinto di strade e vicoli del centro in Galleria della Strada Romana. Quella che si può vedere oggi è una ricostruzione in pietra d’Istria, mentre l’originale, che risale al 1559, si trova in una teca sotto la Loggia dei Trecento, in Piazza dei Signori.

Quando la città era sotto il dominio della Repubblica di Venezia, in occasione dei festeggiamenti per il nuovo Doge, dai seni della statua sgorgavano vino bianco e vino rosso per tre giorni.

La fontana delle tette

Siete mai stati a Treviso? Vi piacerebbe visitarla? Conoscevate tutti questi angoli? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Questo percorso a piedi è lungo poco meno di un chilometro e mezzo. Ringrazio IgersTreviso, Unipli Treviso e lo IAT di Treviso per avermi fatto scoprire la città gratuitamente attraverso questo itinerario insolito.

Se siete alla ricerca di un localino tranquillo e molto carino nel centro della città vi consiglio Mecenate Tea Lounge. Fanno un ottimo tiramisù e hanno una vasta selezione di tè e infusi. Si trova in Piazzetta della Torre 9, a due passi dalla Fontana delle Tette.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.


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2 Comments

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      Ciao Danilo! Mi fa davvero molto piacere, Treviso è una bellissima città. Abitando molto vicino non ho mai avuto necessità di trovare un alloggio, quindi non saprei consigliartene uno in particolare, però ti suggerisco di cercare un B&B o un albergo che ti permetta di scegliere solo camera+colazione, così potrai scoprire davvero la cucina locale in uno dei ristoranti o in una delle osterie del centro. Ne vale davvero la pena 🙂

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