Un giorno a Treviso: cosa vedere all’interno delle mura

Una passeggiata nel cuore della città veneta e l’itinerario per scoprire i luoghi da non perdere. Ecco cosa vedere a Treviso in un giorno (e le informazioni utili). 

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Treviso è una delle città che preferisco in Veneto. Piccola, se paragonata ad altri capoluoghi della regione come Verona o Padova, ma incredibilmente vivace, con scorci che non hanno niente da invidiare alla vicina Venezia e una storia antichissima.

Treviso

Si sviluppò soprattutto dopo l’anno Mille, in Età Comunale, e per secoli fu un punto di riferimento nel territorio: l’ultimo grande centro abitato dell’entroterra prima di entrare in laguna.

Chiesa di San Vito

Grazie alle numerose celebrazioni, in quel periodo era nota anche come la città gioiosa et amorosa, un’urbs picta elegante e ricca di palazzi affrescati.

Dopo continui passaggi di potere, nel 1339 si unì spontaneamente alla Serenissima diventando la prima città della terraferma veneta sotto il governo della Repubblica.

Treviso

Treviso è una città che va vissuta a piedi, tra portici e corsi d’acqua, piazze e chiese. All’interno delle mura cinquecentesche si scopre un centro storico a metà tra il contemporaneo e l’antico, dove le tracce del Medioevo convivono con quelle lasciate dal Sedicesimo secolo.

Vi accompagno tra le sue vie. Ecco cosa vedere a Treviso in un giorno.

Piazza San Vito

Porta Altinia

Porta Altinia rischia quasi di passare inosservata, perché spesso si entra in città da altri ingressi, più frequentati e sicuramente più vistosi. Nonostante questo, però, lei è la più antica rimasta a Treviso e la prima della cinta cinquecentesca ad essere stata costruita. Per questo penso sia il luogo perfetto per iniziare questo viaggio in città.

Da qui entravano viaggiatori e mercanti in arrivo dalla laguna e il suo nome è legato a una città vicina verso la quale è rivolta: Altinio, oggi Quarto d’Altino, in provincia di Venezia.

Porta Altinia

Chiesa di Santa Margherita

La chiesa di Santa Margherita risale alla seconda metà del Tredicesimo secolo, ma fu sconsacrata nell’Ottocento. Successivamente fu utilizzata come stalla militare e dopo decenni di maltrattamenti ne fu ordinata la demolizione, bloccata dall’intervento di Luigi Bailo nel 1882.

Lo studioso e religioso trevigiano aveva trovato al suo interno dei preziosi affreschi trecenteschi di Tommaso da Modena raffiguranti le storie di Sant’Orsola: un tesoro che non poteva essere distrutto. Le opere furono staccate e oggi sono conservate all’interno del Museo Civico di Santa Caterina.

Santa Margherita

La chiesa è ricordata anche come luogo del funerale di Pietro Alighieri, figlio di Dante e di Gemma Donati, avvenuto nel 1364. Oggi l’uomo è sepolto all’interno della Chiesa di San Francesco, dall’altra parte della città.

Informazioni: attualmente l’edificio fa parte del museo statale “Collezione Salce”, ma non è ancora aperto al pubblico perché sono in corso dei lavori di ristrutturazione. Per raggiungere la prossima tappa vi consiglio di proseguire su Riviera Santa Margherita, una bella passeggiata lungo il Sile.

Riviera Santa Margherita

Quartiere Latino

Le strade e gli edifici principali dell’attuale Quartiere Latino facevano parte dell’ospedale civile San Leonardo, ma l’intera area fu riorganizzata nel 2006 e trasformata in zona residenziale, commerciale e universitaria.

Il mulino di Piazza Pola

Per raggiungerlo dalla chiesa di Santa Margherita, consiglio di attraversare il Ponte dell’Università, che vi regalerà un bellissimo scorcio non solo sul Sile, ma anche su Ponte Dante, due luoghi dei quali ho parlato nel post su Treviso e i suoi fiumi.


 Leggi anche: Treviso sulla via dell’acqua: scoprire la città lungo i suoi fiumi


Ponte Dante dal Ponte dell'Università

Passeggiando per il Quartiere Latino comincerete a vedere i mulini della città (ne incontrerete altri), ma anche ciò che resta delle antichissime mura romane, in Piazza della Dogana.

Mura romane in Piazza della Dogana

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Il nome completo di questa chiesa è basilica di Santa Fosca in Santa Maria Maggiore, ma è spesso abbreviato in Santa Maria Maggiore o, in trevigiano, Madona Granda.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

La sua storia, iniziata con la prima pietra posta qui nel Primo secolo, è lunga e travagliata, segnata da danni e distruzioni: la prima nell’899, quando fu rasa al suolo dagli ungari e fu ricostruita solo seicento anni dopo, l’ultima nel 1945, quando un bombardamento aereo distrusse la navata principale.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Nel 1509, poi, la Repubblica di Venezia, che allora governava il territorio, decise di costruire intorno a Treviso una possente cinta muraria in grado di difendere la città dalle truppe spagnole, francesi e papali, allora in guerra contro la Serenissima.

Nonostante la recente ricostruzione, fu ordinato di abbattere la chiesa per far posto alle mura, ma l’intervento dei cittadini riuscì a bloccare in parte la demolizione. Erano infatti molto devoti alla Madonna col Bambino, un affresco di Tommaso da Modena che si trovava nell’abside, e la parte dell’edificio tra l’opera e la facciata principale fu risparmiata.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Il suo campanile fu realizzato proprio in quel periodo come torre difensiva strategica e fu donato alla chiesa nel 1516 dopo la vittoria contro le truppe nemiche. La sua altezza attuale si deve ai lavori eseguiti nell’Ottocento.

Informazioni: la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Porta San Tomaso

Porta San Tomaso, che prende il nome da una chiesa ormai distrutta dedicata a San Tommaso di Canterbury, è una delle tre che sono riuscite a sopravvivere a secoli di battaglie e continui mutamenti.

Porta San Tomaso

Risale al Cinquecento e fu realizzata in pietra d’Istria, un materiale che si può ritrovare spessissimo sul territorio e che è una sorta di eredità lasciata dagli anni di governo della Serenissima. Proprio alla Repubblica di Venezia è legato anche il simbolo della porta, il leone di San Marco, anche se purtroppo quello che si può vedere oggi è solo una copia del 1857.

Le feritoie che si possono notare al centro e sull’entrata destra servivano per i tiranti dell’antico ponte levatoio.

Porta San Tomaso

Chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco fu fondata da alcuni frati inviati a Treviso dallo stesso santo nel Tredicesimo secolo. Inizialmente non era altro che un semplice convento dedicato alla Vergine, ma i fedeli erano tanti che l’edificio dovette essere ampliato pochi anni dopo la costruzione.

Chiesa di San Francesco

Al suo interno ci sono cappelle e tombe importanti come quella della famiglia Da Camino, nobile casata medievale, di Pietro Alighieri e di Francesca Petrarca, figlia del poeta toscano.

Chiesa di San Francesco (e tomba di Alighieri)

Purtroppo, in epoca napoleonica, i chiostri furono distrutti e la chiesa utilizzata come stalla e magazzino. Solo i restauri tra fine Ottocento e inizio Novecento riuscirono a riportare l’edificio alla semplice bellezza originaria e a mostrare la Madonna col Bambino e i sette santi, un affresco di Tommaso da Modena.

Informazioni: la chiesa è aperta tutti i giorni dalle 6.50 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30.

Chiostro della Chiesa di San Francesco

I Buranelli e la Treviso sull’acqua

Anche di questa parte della città ho già parlato nel post dedicato al percorso per scoprire Treviso seguendo i corsi d’acqua, quindi non mi dilungherò troppo.

Quella dei Buranelli è una delle zone più suggestive di tutto il capoluogo e forse quella che riesce a mostrare nel migliore dei modi il motivo per il quale è conosciuto anche come “piccola Venezia della terraferma”.

Se arrivate dalla chiesa di San Francesco, vi suggerisco di raggiungerli da Piazza Rinaldi, in questo modo potrete vedere anche l’area dove un tempo erano solite riunirsi le lavandaie.

Buranelli

Ugualmente affascinante, anche se spesso più affollata, è l’Isola della Pescheria, tuttora un luogo di mercato e un punto di riferimento in città. Da non perdere, non distante, c’è il Ponte della Malvasia, che regala uno scorcio splendido sul canale dei Buranelli.

Un post condiviso da artinaway (@martinasgorlon) in data:

A due passi c’è anche Ca’ dei Carraresi, un edificio medievale oggi sede di mostre temporanee dal calibro internazionale, ma che un tempo è stata prima dimora privata e poi ostello per viaggiatori e mercanti. Era conosciuta come l’Osteria alla Croce.

Isola della Pescheria

Loggia dei Cavalieri

La Loggia dei Cavalieri è una delle testimonianze più importanti della Treviso Comunale e fu costruita nella seconda metà del 1200.

Inizialmente era un luogo di incontro e di discussione, di convegni e di giochi per i nobili cittadini (i Cavalieri, appunto), ma poi venne utilizzata anche come magazzino per legname e, addirittura, casse mortuarie.

Loggia dei Cavalieri

La struttura, che per alcuni decenni vide chiuse le sue arcate con porte in legno, rischiò di essere distrutta due volte: prima nell’Ottocento, quando venne presentato il progetto di una piazza completamente sgombra, poi durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa dei bombardamenti.

Loggia dei Cavalieri

Piazza dei Signori

Piazza dei Signori è il cuore di Treviso, impossibile visitare la città senza passare di qui almeno una volta e sarebbe un vero peccato non fermarsi un po’ ad ammirare i palazzi che la circondano.

Piazza dei Signori

I più importanti sono il Palazzo del Podestà, risalente al Tredicesimo secolo e riconoscibile per la sua Torre Civica, e il Palazzo dei Trecento.

Quest’ultimo, noto anche come Palazzo della Ragione, era la sede del Maggior Consiglio (la Domus major Comunis) e il luogo dove veniva messa in atto la giustizia. Attualmente vi si riunisce il Consiglio Comunale ed è visitabile in occasione di mostre ed eventi.

Palazzo dei Trecento

Fu parzialmente distrutto nel 1944 e durante i lavori di ricostruzione si è deciso di lasciare un segno sulla parete, una sorta di cicatrice, che divide la parte antica da quella “moderna”, per non dimenticare i terribili avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale.

Palazzo dei Trecento

Non distante da Piazza dei Signori, in una via pedonale laterale, c’è la famosissima Fontana delle Tette, della quale vi ho parlato nell’articolo segnalato in precedenza.

Fontana delle Tette

Chiesa di San Vito e di Santa Lucia

La chiesa di San Vito è una delle più antiche di Treviso ancora in piedi e probabilmente risale al Nono o Decimo secolo. Oggi è un tutt’uno con la chiesa di Santa Lucia, consacrata invece nel 1389.

Chiesa di San Vito

Quest’ultima, secondo me, è la più affascinante delle due. Sorge dove un tempo c’erano le antiche prigioni e nonostante l’ambiente molto piccolo, è incredibilmente suggestiva con i suoi affreschi e le pareti con i mattoni a vista.

Informazioni: le chiese sono aperte tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00, il sabato e la domenica anche dalle 15.30 alle 18.30.

Chiesa di Santa Lucia

Fontana dei Tre Visi

La fontana dei Tre Visi è composta da due elementi principali. La parte inferiore, dalla quale esce l’acqua e dove c’è la vasca circolare nella quale viene raccolta, e quella superiore, dove è stato posto un busto con tre volti.

Proprio quest’ultima, un tempo sulla scalinata del Palazzo dei Trecento, potrebbe avere a che fare con il nome della città, anche se, secondo gli studiosi, esistono due ipotesi più valide.

La prima e più accreditata è che il termine derivi dalla lingua celtica e dalla parola tarvos, toro. L’altra, ugualmente realistica, ma meno accettata, è che il termine sia invece collegato ai tre colli (ter-visius in latino) sui quali sorge: quelli di Piazza Duomo, di Piazza dei Signori e di Sant’Andrea.

Fontana dei Tre Visi

Duomo di Treviso

Il Duomo di Treviso, intitolato a San Pietro Apostolo, non può passare inosservato, perché dopo aver passeggiato per le strette stradine medievali e rinascimentali del centro, ci si ritrova improvvisamente in uno spazio più ampio sul quale si affaccia una struttura che ricorda un antico tempio romano.

Duomo di Treviso

La facciata della cattedrale fu completata nel 1836 ed è un perfetto esempio di architettura neoclassica, anche se, in realtà, l’intero edificio è un mix di stili: romanico (la cripta), rinascimentale (le cappelle), neo-rinascimentale (le navate principali) e neoclassico, appunto.

È sormontato da sette cupole, visibili soprattutto arrivando da Piazza dei Signori, e all’entrata si possono vedere i due leoni in marmo rosso di Verona, eredità della prima chiesa duecentesca.

Tomba di San Liberale, Duomo di Treviso

Al suo interno sono conservate le spoglie di personaggi illustri e beati, primo fra tutti San Liberale, patrono di Treviso, che si trova nella cripta. Nella cappella del Malchiostro, invece, è possibile ammirare una pala d’altare realizzata da Tiziano: la Pala dell’Annunziata.

Pala di Tiziano, Duomo di Treviso

Informazioni: il duomo è visitabile dalle 7.15 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30 nei giorni feriali, dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00 nei giorni festivi.

Duomo di Treviso

Al duomo sono affiancati il Battistero di San Giovanni Battista, costruito prima del 1200 e nato come una chiesa vera e propria, e il campanile.

La forma tozza della struttura pare essere legata a un ordine arrivato direttamente da Venezia: i lavori sono stati interrotti perché il Doge non voleva che superasse in altezza quello della Basilica di San Marco.

Duomo di Treviso

Le Canoniche Vecchie, accessibili da una via laterale, ospitano oggi il Museo diocesano di arte sacra, dove sono conservate opere di artisti come Tommaso da Modena e il tesoro del duomo. Per raggiungerlo passate da via Canoniche e troverete ciò che rimane di un bellissimo mosaico paleocristiano riportato da pochi anni in superficie.

Informazioni: il museo è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, il lunedì e il martedì solo la mattina. L’ingresso costa 3€.

Mosaico Paleocristiano

Porta Santi Quaranta

Porta Santi Quaranta è la terza e ultima porta delle mura cinquecentesche di Treviso e deve il suo nome alla vicina chiesa di Sant’Agnese, un tempo dedicata ai quaranta martiri di Sebaste. Fu realizzata in pietra d’Istria, proprio come Porta San Tomaso, anche se è molto più semplice.

Porta Santi Quaranta

Interessante notare come i viaggiatori vengano salutati in modo diverso a seconda della direzione. Chi lascia la città trova l’iscrizione in latino, Porta Sanctorum Quadraginta, chi, invece, vi entra la trova in veneto, Porta de Sancti Quaranta.

Porta Santi Quaranta

Chiesa di San Nicolò

La chiesa di San Nicolò è la più grande di Treviso e la sua costruzione iniziò nel Tredicesimo secolo. È uno dei pochi edifici antichi di questa zona, perché quasi tutti furono distrutti dai bombardamenti del 1944.

Se nella parte nord orientale del capoluogo c’erano i frati francescani, qui, in quella sud-occidentale c’erano i domenicani: due punti di riferimento religiosi ai due angoli opposti della città.

Chiesa di San Nicolò

La chiesa è un mix di stile romanico e stile gotico: semplice, ma imponente, con un’altissima navata centrale e  pareti in mattoni rossi lasciati a vista. Anche qui si possono trovare affreschi di Tommaso da Modena, in qualche modo l’artista protagonista di questo viaggio.

Chiesa di San Nicolò

L’edificio sacro è davvero imponente ed è il mio preferito tra quelli inseriti in questo itinerario. Al suo interno c’è un’atmosfera molto particolare data dagli stili diversi e dalle decorazioni a tratti semplici e a tratte minuziose che vi si possono trovare.

Informazioni: San Nicolò è aperta dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00, la domenica mattina non è consentito l’accesso ai turisti per rispetto nei confronti dei fedeli in preghiera.

Chiesa di San Nicolò

Piazza della Vittoria

Piazza della Vittoria è un ampio spazio con una grande opera dedicata ai soldati trevigiani morti durante le due guerre, anche se inizialmente fu eretta per ricordare quelli caduti sul campo durante la Prima. Il monumento, inaugurato il 4 novembre 1931, è il più grande del suo genere in Veneto.

Piazza della Vittoria

Teatro Mario Del Monaco

Il teatro Mario Del Monaco si affaccia su Corso del Popolo e, aperto nel 1692, era inizialmente noto come Teatro Sociale o Comunale e Teatro d’Onigo, dal nome della famiglia che ne era proprietaria.

Subì decenni di abbandono e poi fu distrutto da un incendio, ma negli anni d’oro ospitò, tra le tante, opere dirette da Toscanini e altre interpretate da Enrico Caruso e Mario del Monaco, al quale fu intitolato nel 2011.

Informazioni: se si esclude l’entrata per assistere agli spettacoli, si può scoprire il teatro solo attraverso una visita guidata a pagamento (gruppi di massimo 20 persone). Il costo totale è di 60€ e il percorso, della durata minima di un’ora, permette di vedere il palcoscenico, la sala, il loggione, la graticcia e altri angoli del teatro solitamente non aperti al pubblico. È necessaria la prenotazione e la disponibilità varia in base al calendario degli eventi, in genere non sono previste visite in luglio e in agosto.

Teatro Mario Del Monaco

Avete mai visitato la città? Ci sono altri luoghi che inserireste in un itinerario dedicato a cosa vedere a Treviso? Lasciate un commento 🙂

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Nonostante l’importanza di alcuni musei della città, come i Musei Civici di Santa Caterina e il Museo Bailo, ho deciso di non inserirli all’intero dell’itinerario e di dedicarmi solo ai luoghi che non necessitano di troppo tempo per essere visitati e che permettono di scoprire Treviso in un giorno camminando tra le sue strade.

L’itinerario proposto è immaginato partendo dalla stazione di Treviso Centrale. Per chi arriva in auto, un buon parcheggio gratuito è quello dello Stadio Omobono Tenni, non distante da Porta San Tomaso. Si trova al di fuori delle mura e vi permetterà di evitare le zone a traffico limitato. In questo caso l’itinerario può partire da Porta San Tomaso e terminare in Santa Maria Maggiore (o in Santa Caterina, se inserite i musei nell’itinerario). L’intero tragitto è lungo circa 6 chilometri, tutti percorribili a piedi.

Se avete occasione di visitare Treviso la quarta domenica del mese, sappiate che in Borgo Cavour (zona di Porta Santi Quaranta) si tiene il mercatino dell’antiquariato.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


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