Blogging tips | 5 consigli per superare il blocco dello scrittore

Le cose da fare per ricominciare a scrivere quando una pagina bianca ci sembra un ostacolo invalicabile. Ecco quali sono i miei 5 consigli per superare il blocco dello scrittore.

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Scrivere è una delle attività che preferisco, perché mi permette di mettere nero su bianco pensieri e informazioni senza inciampare nelle parole.

Da quando ho il blog, attraverso la scrittura posso anche condividere opinioni, esperienze e informazioni con persone che non conosco e che abitano a chilometri di distanza e scrivere è diventata una delle mie attività principali. Raramente ci sono giorni nei quali non creo dei post nuovi o sistemo e aggiorno quelli vecchi.

Se da una parte, però, adoro dedicare le mie giornate a una delle cose che amo di più, dall’altra è più facile vivere quello che è chiamato il “blocco dello scrittore“. Avere a che fare con tante parole ogni giorno aumenta il rischio di litigarci e di finire con lo stendere appena un paio di righe delle quali non sono minimamente soddisfatta.

Nel corso del tempo ho raccolto alcune pratiche che mi aiutano a far pace con le parole quando la pagina bianca diventa l’Everest e, condividendole qui, spero possano essere utili anche a qualcuno di voi. Probabilmente quando si deve dar vita a dei romanzi la situazione è un po’ più complicata, ma in questo caso voglio concentrarmi solo sul blogging.

Ecco quali sono le 5 cose da fare, secondo me, per superare il blocco dello scrittore (o del blogger, mettiamola così).

superare il blocco dello scrittore

1 | Fate ordine e trovate il vostro ambiente

Spesso il blocco dello scrittore nasce dalla confusione: troppe cose intorno a noi e troppe parole. La creatività si blocca e per farla scorrere bisogna fare ordine dentro e fuori.

Nel primo caso a volte basta una pausa, un po’ di riposo, staccarsi dal foglio bianco, digitale o cartaceo che sia. Nel secondo caso si può, per esempio, iniziare dal riordinare la scrivania, fare pulizia nella propria stanza o studio o andare alla ricerca di un nuovo ambiente che ci faccia sentire a nostro agio. Io di solito amo scrivere in silenzio, ma nulla vi vieta di trovare il “vostro posto” in una caffetteria affollata.

Nel mio caso, la prima cosa da fare è liberare completamente la scrivania sulla quale spesso si accumulano fogli e appunti di ogni genere. Poi passo alla bacheca in sughero sulla quale appendo qualunque cosa: memo, volantini, immagini. Entrambe si riempiono velocemente e anche le informazioni più utili si perdono in mezzo a tante altre. Fare ordine lì mi permette di fare ordine anche nella mia testa. Butto ciò che non serve, archivio ciò che è importante.

Arriva poi il momento di trasformare quell’ambiente in un luogo amichevole e stimolante ripartendo da zero, da uno spazio vuoto. Stampo qualche frase che mi ha colpito particolarmente e che mi ispira, posiziono una delle mie piante grasse vicino a me, magari accendo una candela o mi preparo una tazza di tè. Qualunque cosa mi possa aiutare in quel momento deve essere a portata di mano e di occhi per raccogliere positività, tranquillità e creatività.

La mia bacheca

2 | Create un piano editoriale

Quando si gestisce un blog, spesso si ha in mente una lista di argomenti da trattare o di articoli da scrivere. Nel caso di uno a tema viaggi, per esempio, una volta tornati a casa sappiamo che pubblicheremo un post dedicato ai luoghi da vedere, magari uno su dove mangiare e così via.

Un conto, però, è “averlo in testa” e un conto è mettere tutto nero su bianco. Creare un piano editoriale permette di avere sotto gli occhi la lista dei post che vogliamo o dobbiamo scrivere e di scegliere quello che ci ispira di più in quel determinato momento.

Il piano editoriale, però, non deve contenere solo post che ci sentiamo in dovere di scrivere o che riteniamo più utili, ma anche quelli che si sono venuti in mente “quella volta sul treno” o “quella sera prima di dormire”. Possono essere approfondimenti, nuovi argomenti, post personali, questo dipende da voi e dal vostro blog.

Senza un elenco di titoli raccolti nel tempo, ci concentreremmo solo sui post che ci vengono in mente in quell’istante e non è detto che siano quelli che abbiamo voglia di scrivere. Avere una lista, invece, ci permette di scegliere tra tanti titoli diversi. Sicuramente ce n’è uno per il quale ci sentiamo più ispirati.

Creare un piano editoriale per superare il blocco dello scrittore

3 | Leggete qualcosa di stimolante

Per scrivere (bene) bisogna leggere (tanto). È una frase che si sente spesso e, che ci piaccia o no, è la verità. Leggere aiuta ad arricchire il nostro vocabolario, aiuta ad associare immagini nuove ai termini che già conosciamo e stimola il cervello come poche altre attività. Nel caso del blocco dello scrittore, secondo me, leggere aiuta a far pace con le parole.

Ovviamente dipende da cosa e come si legge. A mio parere ci vogliono calma e silenzio, bisogna abbracciare le parole come se fossero state scritte per noi, altrimenti si mescolerebbero a tutte le altre che ci capitano sotto il naso durante il giorno e allora tutto questo non avrebbe alcun senso.

Personalmente, quando mi sento bloccata e non riesco a scrivere un post o un testo, anche se non destinato al blog, comincio a sfogliare i volumi nella mia libreria: apro quelli che ho adorato, quelli nei quali ho sottolineato a matita le frasi che mi hanno colpito di più.

Non ho mai avuto bisogno di rileggere libri interi e mi sono sempre limitata a passaggi in grado di ispirarmi, ma mai dire mai. In caso saprei a quali affidarmi e credo sia importante avere a mente una sorta di bussola, una lista di libri salvagente nei quali tuffarci in caso di bisogno.

Non si deve per forza ripercorrere i propri passi, ci si può anche immergere nella lettura di un libro che avevamo adocchiato da tempo e che ci ispira, e non devono essere necessariamente libri motivazionali: possono essere romanzi, saggi, diari, basta che ci stimolino in qualche modo.

Libri per il blocco dello scrittore

4 | Giocate con la scrittura

A volte per riuscire a sbloccare la situazione, se non riusciamo a scrivere interi post si può iniziare da testi semplici, di poche righe o parole. Non devono essere per forza seri o legati al proprio lavoro o compito: con la scrittura si può giocare.

In questo caso io ho trovato molto utili due volumi, uno che ho letto e studiato per un esame all’università e uno che mi è stato regalato.

Il primo è di Gianni Rodari, un maestro nell’uso delle parole, e si intitola Grammatica della Fantasia*, edito da Einaudi. In realtà è un volume pensato per chi vuole creare vere e proprie storie, per stimolare l’immaginazione, ricco di trucchi e consigli, ma io lo trovo utilissimo anche per realizzare testi pratici.

«Tutti gli usi della parola a tutti» mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.

Gianni Rodari

Il secondo è Il nuovo blocco dello scrittore* di Maura Parolini e Matteo Cartoni, edito da Fabbri Editori. Si tratta di un vero e proprio blocco che all’interno ha principalmente spazi bianchi sui quali scrivere, ma a ognuno è affiancato uno spunto.  Domande e punti di partenza per inventare storie (le “palestre di scrittura”), citazioni, consigli di editor, incipit ed excipit di romanzi famosi e piccole curiosità sugli scrittori più noti.

Ovviamente questi sono solo due esempi di libri che possono aiutare a giocare con la scrittura, sicuramente ne esistono tanti altri in commercio.

Libri per superare il blocco dello scrittore

5 | Non iniziate…dall’inizio

Questo è un consiglio che mi è stato dato alle superiori in occasione di un tema di italiano e che ho fatto mio da allora.

Spesso la parte più difficile da mettere nero su bianco è proprio l’incipit e così si continua a guardare la barra spaziatrice che lampeggia in attesa di un nostro comando. Ma chi l’ha detto che bisogna cominciare dall’inizio?

Quando il post è pubblicato, il lettore trova un testo completo e poco importa se avete scritto prima la conclusione, il punto 4 o l’inizio. L’importante è che il tutto sia coerente e che, alla fine, scorra.

In caso di articoli come questo, in punti, le cose si fanno più semplici: basta iniziare da quello che troviamo più facile, quello nel quale dobbiamo scrivere di meno o di più, a seconda di cosa ci ispira. Nel caso di post non divisi in sezioni, invece, si può iniziare dalla conclusione, dalle informazioni pratiche, o da tutti quelle parti più o meno standard che caratterizzano i testi che normalmente pubblichiamo, se ce ne sono.

Io, prima di iniziare a scrivere, inserisco sempre le due pennellate alla fine e all’inizio del post, le “informazioni” in fondo al testo, quelle che riguardano l’attrezzatura fotografica, come raggiungere un luogo o altro, e la call to action. In questo modo non devo mai iniziare a scrivere su una pagina completamente bianca. Non è detto che quelle frasi rimangano invariate, ma intanto ho scritto qualcosa e sviluppare il testo diventa più semplice.

Procedere in ordine casuale ci permette anche di pensare per scompartimenti, vale a dire “intanto scrivo questo pezzo”. A volte questa idea ci fa rimandare gli altri paragrafi a data da destinarsi, ma altre ci si ritrova alla fine con un testo che sembra essersi completato da solo perché dopo aver iniziato le parole hanno cominciato a scorrere come un fiume in piena.

Blogging Tips | 5 consigli per superare il blocco dello scrittore

Avete altri consigli per superare il blocco dello scrittore? Quali di questi funzionano con voi? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Questa non vuole essere una guida definitiva, ma solo un insieme di consigli basati sulla mia esperienza personale. Spero che almeno uno di loro possa aiutarvi.

Nella sezione digital trovate altri consigli e post dedicati al mondo del blogging. Se avete altre domande, scrivetemi una mail o lasciate un commento qui sotto. 🙂

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4 Comments

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    L’ultimo consiglio è l’unico che seguo, per il resto sono un disastro 🙂
    Comunque è vero, io in genere butto giù a raffica quello che voglio scrivere senza preoccuparmi troppo di come verrà. Poi rileggo, e in genere mi viene più facile aggiungere un inizio e una fine.
    Sul piano editoriale proprio non ci siamo, è una cosa che non riesco a stilare (nè a seguire). Sono un caso disperato!

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