Nel sud dell’Islanda seguendo la Ring Road: da Reykjavík a Diamond Beach

L’Islanda è una destinazione perfetta per un viaggio on the road e la Ring Road è il punto di partenza più semplice per costruire un itinerario attraverso il Paese. La strada principale attraversa gran parte dell’isola e, soprattutto nel sud, permette di raggiungere facilmente alcune delle attrazioni naturali più conosciute: cascate, spiagge nere, vulcani, ghiacciai e lagune glaciali.
In questo post trovate cosa vedere nel sud dell’Islanda e lungo la Ring Road meridionale, da Reykjavík fino alla costa sud-orientale dell’Islanda, con alcune deviazioni che vale la pena aggiungere se avete più tempo a disposizione.
Cos’è la Ring Road?
La Ring Road, conosciuta anche come Route 1 o Þjóðvegur 1, è la strada principale che percorre l’Islanda formando un anello intorno all’isola. È lunga circa 1.322 chilometri e collega gran parte delle città e dei villaggi islandesi, attraversando alcuni dei paesaggi più caratteristici del Paese.
Per chi organizza un viaggio on the road in Islanda, la Ring Road rappresenta quindi il punto di riferimento principale. Percorrendola è possibile spostarsi tra Reykjavík e le diverse regioni dell’isola senza dover affrontare necessariamente le strade interne degli altopiani, molte delle quali sono invece classificate come strade F e richiedono un veicolo adatto, come vi raccontavo nel post dedicato al guidare in Islanda.
La Ring Road non è però una strada panoramica nel senso tradizionale del termine: è innanzitutto la principale arteria stradale del Paese e viene utilizzata anche dalla popolazione locale. Proprio per questo, in alcuni tratti attraversa centri abitati e zone agricole, mentre in altri corre per chilometri attraverso paesaggi completamente aperti.

Cosa vedere lungo la Ring Road meridionale
Il sud dell’Islanda e il tratto meridionale della Ring Road sono probabilmente quelli che concentrano il maggior numero di attrazioni facilmente accessibili in auto. In poco più di qualche centinaio di chilometri si passa dalla capitale a cascate, vulcani, spiagge nere e lagune glaciali.
A fare spesso da sfondo c’è Hekla, un vulcano che storicamente ha avuto un ruolo importante nell’immaginario islandese ed è stato anche associato all’idea della “porta dell’Inferno”. Dal punto di vista pratico, però, non lo considererei una tappa autonoma: l’Hekla si trova nell’entroterra e, per raggiungerlo da vicino, è necessario allontanarsi dalla strada principale. Se non avete intenzione di partecipare a un’escursione dedicata o a un tour in Super Jeep (potete trovare diverse opzioni su GetYourGuide*), è sufficiente osservarlo durante il tragitto, quando le condizioni di visibilità lo permettono.

Reykjavík: la capitale
Reykjavík è il punto di partenza (o di arrivo) naturale per molti itinerari in Islanda e, anche se non si trova sulla Ring Road meridionale nel senso stretto del termine, è difficile non inserirla all’inizio o alla fine di un viaggio dedicato alla costa sud. Io, per esempio, le ho dedicato la mia ultima mezza giornata sull’isola.
La capitale islandese è una città relativamente compatta, dove le principali attrazioni del centro possono essere raggiunte facilmente a piedi. Il centro si sviluppa principalmente attorno all’area di Aðalstræti, Laugavegur e del porto, mentre alcuni dei luoghi più riconoscibili della città si trovano a breve distanza l’uno dall’altro.
Se avete soltanto qualche ora a disposizione, una passeggiata nel centro permette già di vedere alcuni degli edifici e dei luoghi simbolo della capitale, mentre con una giornata intera si possono aggiungere musei, piscine geotermali o alcune delle aree verdi della città.
Tra gli edifici più riconoscibili ci sono Hallgrímskirkja, la grande chiesa che domina il centro di Reykjavík, con la sua architettura che richiama le forme delle colonne di basalto e delle colate laviche, e l’Harpa, il centro concerti e congressi affacciato sul porto. Se invece preferite una passeggiata all’aperto, potete raggiungere il Sun Voyager, la scultura a forma di nave che si trova sul lungomare, oppure proseguire verso il porto vecchio o verso il parco Tjörnin.
Per esplorare la città potete anche partecipare ai tour guidati, come quelli disponibili su Civitatis* o GetYourGuide*.
DOVE MANGIARE A REYKJAVÍK: trovate alcuni indirizzi nel post dedicato a cosa mangiare in Islanda.
Il Circolo D’Oro
Il Circolo d’Oro (Golden Circle) non fa parte della Ring Road, ma è una deviazione molto semplice da inserire nell’itinerario nel sud dell’Islanda. Si sviluppa nella parte sud-occidentale dell’Islanda e comprende tre delle attrazioni più conosciute del Paese: il Parco Nazionale di Þingvellir, l’area geotermale di Geysir e la cascata Gullfoss.
È uno dei percorsi più frequentati dell’Islanda e, proprio per questo, tende a essere molto più affollato rispetto ad alcune delle tappe che incontrerete proseguendo lungo la costa. Allo stesso tempo, ha un vantaggio importante: permette di vedere in una sola giornata ambienti molto diversi tra loro, passando da un’area di grande interesse storico e geologico a una zona geotermale, fino a una delle cascate più conosciute dell’isola. Le tre tappe principali sono abbastanza vicine tra loro da poter essere visitate nella stessa giornata.
Tra le possibili aggiunte ci sono invece Hrunalaug Hot Spring, una piccola sorgente naturale, e Secret Lagoon*, una piscina geotermale attrezzata (meglio prenotare), entrambe nei dintorni di Flúðir. Se non avete una vostra auto, potete anche partecipare a un tour guidato con partenza da Reykjavík, si può prenotare su Civitatis*.

Il Parco Nazionale di Þingvellir
Il Parco Nazionale di Þingvellir è probabilmente la tappa più particolare del Golden Circle perché qui si incontrano due aspetti molto diversi dell’Islanda: la storia del Paese e la sua geologia, con il paesaggio che è stato modellato dai movimenti delle placche tettoniche e dalle fratture che caratterizzano questa parte dell’Islanda.
È qui, infatti, che intorno al 930 venne istituito l’Alþing, l’assemblea generale islandese, che continuò a riunirsi a Þingvellir fino al 1798 e che rappresenta il più antico parlamento d’Europa (nonché uno dei primi al mondo), nato dall’accordo delle tribù vichinghe dell’isola. Sempre qui si trova Lögberg, la Roccia della Legge, ossia il luogo dal quale il lögsögumaður, il portavoce della legge, recitava pubblicamente le leggi dell’Alþing.
Dal punto di vista geologico, invece, uno dei punti più riconoscibili è Almannagjá, una grande faglia che attraversa il paesaggio e lungo la quale passa uno dei principali percorsi pedonali della zona. Non lontano è anche possibile nuotare tra due continenti, o meglio nella faglia che divide la placca europea e quella nordamericana: Silfra; potete prenotare l’esperienza su Civitatis* o su GetYourGuide* per assicurarvi un posto, sono limitati.

Geysir
La seconda tappa del Golden Circle è l’area geotermale di Geysir, nella valle di Haukadalur. È proprio da qui che deriva la parola “geyser”, oggi utilizzata in molte lingue per indicare questo tipo di fenomeno geotermico.
Il nome dell’area deriva da Geysir, uno dei geyser più conosciuti al mondo. Oggi, però, Geysir è generalmente inattivo: l’attività che vedrete durante la visita è soprattutto quella di Strokkur, che erutta fino a 30 metri d’altezza a intervalli regolari di circa 5-10 minuti. Nell’area sono presenti anche numerose altre sorgenti calde e manifestazioni geotermiche, tra cui pozze e piccoli geyser.
L’area geotermale si visita camminando lungo i percorsi predisposti e permette di osservare da vicino fenomeni che fanno capire quanto sia attiva, dal punto di vista geologico, questa parte dell’Islanda. L’auto può essere lasciata nel parcheggio a pagamento.
Gullfoss
La terza grande tappa del Golden Circle è Gullfoss (“Cascata d’oro”), una delle cascate più conosciute dell’Islanda e una delle più imponenti. Nata dal fiume Hvítá, che sgorga dal ghiacciaio Langjökull, si sviluppa attraverso due grandi salti prima di proseguire all’interno di una stretta gola e presenta numerosi punti panoramici, per ammirarla in tutta la sua possenza.
Secondo una leggenda locale, Gullfoss sarebbe stata anche teatro di una storia d’amore. Si racconta infatti che, un tempo, due giovani incaricati di sorvegliare il bestiame vivessero sulle rive opposte del fiume. Tra loro c’erano l’acqua impetuosa e la cascata, che rendevano impossibile raggiungere facilmente l’altra sponda, ma i due iniziarono comunque a parlarsi da una parte all’altra del fiume e, con il tempo, si innamorarono. Il giovane arrivò a chiedere alla ragazza di sposarlo, ma lei gli pose una condizione: se voleva davvero diventare suo marito, avrebbe dovuto attraversare il fiume e raggiungerla di persona. Il ragazzo accettò la sfida e riuscì ad arrivare sull’altra sponda, dove i due poterono finalmente stare insieme.
Se questa è una storia che appartiene al folklore, alla cascata è legata anche una storia realmente accaduta e molto più recente: quella di Sigríður Tómasdóttir, la donna che all’inizio del Novecento si oppose ai progetti per sfruttare Gullfoss nella produzione di energia idroelettrica.

Le cascate: da Selfoss a Gljúfrabúi
Proseguendo verso est, la Ring Road regala numerose cascate con caratteristiche molto differenti: alcune sono facilmente raggiungibili dal parcheggio, altre richiedono una breve camminata e in alcuni casi è persino possibile avvicinarsi al getto d’acqua o passare dietro la cascata.
Una delle caratteristiche che rende queste tappe facili da inserire in un itinerario on the road è proprio la loro posizione. Seljalandsfoss, Gljúfrabúi, Skógafoss e Kvernufoss si trovano infatti a poca distanza dalla Route 1 e possono essere visitate senza affrontare escursioni impegnative.

Seljalandsfoss e Gljúfrabúi
Seljalandsfoss è una delle cascate più riconoscibili dell’Islanda. Alta circa 60 metri, precipita dal fiume Seljalandsá lungo una parete che si trova ai piedi dell’Eyjafjallajökull. La sua caratteristica principale è il sentiero che permette, quando le condizioni lo consentono, di passare dietro il getto d’acqua. È una delle poche cascate islandesi in cui è possibile farlo e rappresenta anche il motivo per cui conviene arrivare preparati a bagnarsi. La cascata produce infatti una notevole quantità di spruzzi e il terreno lungo il percorso può essere bagnato e scivoloso. Una giacca impermeabile è quindi praticamente indispensabile se volete percorrere il sentiero posteriore.
C’è però un aspetto a cui prestare particolare attenzione durante i mesi freddi. L’acqua nebulizzata può congelare sulle pareti e sul sentiero, mentre il disgelo può provocare la caduta di blocchi di ghiaccio. Per questo il percorso dietro la cascata può essere chiuso quando le condizioni non sono sicure. In caso di chiusura, non bisogna cercare di aggirare le barriere.
A poca distanza si trova Gljúfrabúi, una cascata molto diversa dalla vicina Seljalandsfoss. Il salto è di circa 40 metri, ma gran parte della cascata rimane nascosta all’interno di una stretta gola. Per raggiungerla si può partire dalla stessa area di Seljalandsfoss e camminare per poco meno di dieci minuti. Il percorso conduce verso l’apertura della gola, dove si può osservare la cascata dall’esterno oppure, se le condizioni lo permettono e con l’abbigliamento adeguato, entrare nell’acqua bassa per avvicinarsi maggiormente.
Skógafoss e Kvernufoss
Skógafoss, nata dal fiume Skógá, è una delle cascate più conosciute dell’Islanda meridionale e una delle più semplici da inserire in un itinerario lungo la Ring Road. Si trova nei pressi di Skógar, poco distante dalla Route 1, e il salto misura circa 60 metri.
Il parcheggio si trova a breve distanza dalla cascata e dalla zona di arrivo si può raggiungere facilmente la base del salto. Qui la forza dell’acqua è evidente soprattutto quando ci si avvicina: gli spruzzi possono essere molto intensi, quindi è utile avere una giacca impermeabile, anche se la visita dura soltanto pochi minuti. Per chi vuole vedere Skógafoss da una prospettiva diversa c’è anche una scalinata che sale lungo il fianco della cascata. Dalla sommità si può proseguire lungo il corso del fiume Skógá, dove si incontrano numerose altre cascate.
A poca distanza c’è Kvernufoss, che si trova all’interno di una piccola gola circa 1,5 chilometri a est di Skógafoss. Il sentiero per raggiungerla parte dall’area del museo di Skógar.

Dyrhólaey
Dyrhólaey è uno dei punti panoramici più interessanti della costa sud dell’Islanda e si trova poco a ovest di Vík. Si tratta di un promontorio alto circa 120 metri, formato da antiche attività vulcaniche e modellato successivamente dall’erosione del mare. Il nome significa, in modo piuttosto letterale, “isola con il foro della porta” e fa riferimento al grande arco naturale scavato nella roccia dall’oceano. Dall’alto si può osservare la costa in entrambe le direzioni, con la lunga distesa di sabbia nera che si estende lungo il litorale e, verso est, le formazioni rocciose di Reynisdrangar.
Dyrhólaey non è però interessante soltanto per il paesaggio: è soprattutto uno dei luoghi migliori della costa sud per osservare le pulcinelle di mare, che durante la stagione riproduttiva nidificano sulle scogliere del promontorio. Le pulcinelle arrivano generalmente in Islanda dalla fine di aprile e rimangono fino a metà agosto, con le maggiori possibilità di avvistamento tra metà maggio e l’inizio di agosto.
Io le ho viste durante il mio viaggio e, se siete appassionati di fotografia naturalistica, vi consiglio di arrivare preparati. Non è possibile avvicinarsi ai nidi per fotografarle da vicino, sia per non disturbare gli animali sia perché ci si trova in prossimità di scogliere e terreni molto esposti. Per questo motivo, portate con voi un teleobiettivo o comunque uno zoom con una buona lunghezza focale.
La zona è protetta e l’accesso può essere limitato durante il periodo di nidificazione, proprio per ridurre il disturbo alla fauna. L’ente ambientale islandese può imporre restrizioni tra il 1° maggio e il 25 giugno, sulla base delle condizioni della fauna e delle valutazioni effettuate annualmente. Solitamente l’accesso è consentito solo tra le 9.00 e le 19.00.

Reynisfjara Beach
Reynisfjara è la celebre spiaggia di sabbia nera (dovuta all’origine vulcanica dei materiali che la compongono) che si trova vicino a Vík. Oltre al colore, a rendere riconoscibile Reynisfjara sono anche le colonne di basalto, con alla base Hálsanefshellir, una grotta marina formatasi all’interno della roccia; la parete rocciosa di Reynisfjall; e i grandi faraglioni di Reynisdrangar, che emergono dall’oceano per circa 66 metri poco al largo della costa. Come spesso accade in Islanda, anche queste rocce sono legate a una leggenda: secondo la tradizione locale, sarebbero dei troll rimasti pietrificati dalla luce del sole mentre cercavano di trascinare una nave verso la riva.
La parte più importante da sapere prima di visitare Reynisfjara riguarda la sicurezza. La spiaggia è nota per le cosiddette sneaker waves, onde che possono arrivare molto più in alto sulla battigia rispetto alle precedenti e trascinare una persona verso il mare. Il problema è che possono comparire senza che il mare sembri particolarmente agitato: per questo non bisogna mai avvicinarsi alla riva per fotografare le onde e non bisogna mai dare loro le spalle.
Il vulcano Katla
Proseguendo verso est lungo la Ring Road, il paesaggio cambia nuovamente e sopra la pianura di Mýrdalssandur compare il Mýrdalsjökull, una delle principali calotte glaciali dell’Islanda. Sotto questo ghiacciaio si trova Katla, uno dei sistemi vulcanici più attivi e conosciuti del Paese. Il vulcano è infatti completamente ricoperto dal ghiaccio e la sua caldera raggiunge circa 10 km di diametro, con uno spessore del ghiaccio che può arrivare a circa 700 metri.
Qui fuoco e ghiaccio sono strettamente legati. Le eruzioni avvengono sotto la calotta glaciale e possono provocare lo scioglimento improvviso di grandi quantità di ghiaccio, generando i cosiddetti jökulhlaup, violente alluvioni glaciali che trasportano acqua, ghiaccio, sabbia e materiale vulcanico verso valle. Proprio queste eruzioni hanno contribuito nel corso dei secoli alla formazione del vasto Mýrdalssandur che si attraversa più avanti lungo la Route 1.
Il Mýrdalsjökull è anche la base di partenza per una delle esperienze più particolari della costa sud: la visita alle grotte di ghiaccio di Katla. Ve ne parlavo nel post interamente dedicato alle grotte di ghiaccio in Islanda.

Fjaðrárgljúfur
Proseguendo verso est, una delle deviazioni che vale la pena aggiungere alla Ring Road è quella per Fjaðrárgljúfur, un canyon che si trova a circa 6 chilometri dalla Route 1. Il canyon è lungo circa 2 chilometri e raggiunge una profondità di circa 100 metri, con pareti ripide e una forma stretta e sinuosa.
Il paesaggio è stato modellato dall’acqua alla fine dell’ultima era glaciale, circa 9.000 anni fa: il canyon si è formato attraverso l’erosione della roccia da parte dell’acqua proveniente da un antico lago glaciale e oggi al suo interno scorre il fiume Fjaðrá.
La visita si svolge lungo il percorso panoramico che segue il bordo del canyon, permettendo di osservare dall’alto le profonde gole scavate dall’acqua. Potete parcheggiare al limite meridionale della gola (e proseguire a piedi in salita) oppure raggiungere il parcheggio in alto e fare una breve camminata di 5-10 minuti, a voi la scelta.
UNA TAPPA VELOCE PRIMA DI RAGGIUNGERE DIAMOND BEACH:
Lungo la strada si possono vedere i resti della vecchia Skeiðarárbrú, il ponte che venne inaugurato nel 1974 e la cui apertura segnò il completamento della Ring Road attorno all’Islanda. Nel 1996 un enorme jökulhlaup, provocato da un’eruzione nel sistema di Grímsvötn, distrusse gravemente il ponte. Oggi ne rimangono soltanto due grandi travi d’acciaio deformate, visibili accanto alla strada.
Jökulsárlón
Proseguendo verso est lungo la Ring Road si arriva a una delle zone più particolari dell’Islanda meridionale: Jökulsárlón, la grande laguna glaciale che si è formata ai margini del Breiðamerkurjökull, una delle lingue del Vatnajökull. La laguna si trova proprio accanto alla Route 1 e fa parte del Parco Nazionale del Vatnajökull.
Qui il ghiaccio che si stacca dal ghiacciaio raggiunge la laguna sotto forma di grandi blocchi e iceberg, che vengono lentamente trasportati verso l’oceano attraverso il breve corso d’acqua che collega Jökulsárlón all’Atlantico. Le dimensioni e le forme del ghiaccio cambiano continuamente, così come le tonalità: accanto al bianco si possono vedere blocchi dalle sfumature azzurre, particolarmente evidenti quando il ghiaccio è molto compatto.
Una delle cose che rende Jökulsárlón interessante è proprio il fatto che non esiste un paesaggio sempre uguale. Il numero, la posizione e le dimensioni degli iceberg cambiano continuamente e, con un po’ di fortuna, è possibile vedere anche delle foche nuotare nella laguna o riposarsi sui blocchi di ghiaccio (anche se per vederle bene vi consiglio di raggiungere la Penisola di Snæfellsnes, ve ne parlavo nel post dedicato).
Qui è inoltre possibile partecipare a escursioni in barca o in kayak tra gli iceberg, disponibili tramite operatori autorizzati, come quelli presenti su GetYourGuide*.
Diamond Beach
Dall’altra parte della laguna, a pochi minuti a piedi, si trova la spiaggia di Breiðamerkursandur, conosciuta dai visitatori internazionali come Diamond Beach. Il nome deriva dai blocchi di ghiaccio che, dopo essere usciti dalla laguna e aver raggiunto l’oceano, vengono riportati sulla spiaggia dalle maree e dalle onde.
Anche qui il paesaggio cambia continuamente. Non è detto che troviate la spiaggia ricoperta di grandi blocchi di ghiaccio: quantità, dimensioni e posizione dipendono dalle maree, dal vento, dal moto ondoso e dalla stagione. Per questo eviterei di considerare le fotografie che vedete online come una rappresentazione garantita di ciò che troverete durante la vostra visita: durante il mio viaggio la spiaggia era completamente vuota.
Altri luoghi da vedere nel sud dell’Islanda
Il mio viaggio nel sud dell’Islanda e lungo la Ring Road meridionale è terminato qui, ma se avete più tempo a disposizione e volete allontanarvi leggermente dal percorso principale, ci sono altre tappe che possono essere aggiunte all’itinerario.
Potete per esempio raggiungere Svartifoss, una cascata all’interno dell’area di Skaftafell, nel Parco Nazionale del Vatnajökull, caratterizzata dalle colonne esagonali di basalto scuro che la circondano, oppure il Múlagljúfur Canyon, con il suo sentiero che permette di raggiungere diversi punti panoramici sulla gola e sulle cascate che scendono dalle pareti.
Tornando verso ovest, potete invece inserire la Gluggafoss, una cascata conosciuta anche come Merkjárfoss e caratterizzata dalle aperture nella parete rocciosa attraverso cui l’acqua si fa strada, oppure il cratere di Kerið, lungo la strada che attraversa l’area del Circolo d’Oro. Si tratta di un cratere vulcanico occupato da un lago e caratterizzato dal contrasto tra le tonalità rossastre della roccia e il blu-verde dell’acqua.
Per chi è interessato alla geologia, un’altra possibilità è The Lava Tunnel*, ossia la grotta lavica di Raufarhólshellir, a est di Reykjavík. Si è formata in seguito a un’eruzione vulcanica e oggi può essere visitata esclusivamente partecipando a un’escursione organizzata.
Se invece state percorrendo la zona della penisola di Reykjanes, potete aggiungere Seltún, un’area geotermale caratterizzata da sorgenti calde, pozze di fango e depositi minerali dai colori molto intensi, accompagnati dal caratteristico odore di zolfo, o dedicare qualche ora al relax non lontano dalla capitale, optando per la celebre Blue Lagoon* o per la Sky Lagoon*.

Informazioni utili per visitare l’Islanda Meridionale
La costa sud dell’Islanda è una delle zone più semplici da visitare in autonomia, ma il fatto che molte attrazioni siano facilmente raggiungibili non significa che il viaggio sia privo di difficoltà. Il meteo può cambiare rapidamente e alcune attrazioni naturali, come Reynisfjara o le aree glaciali, richiedono particolare attenzione.
È possibile percorrere la Ring Road con un’auto normale?
Sì. La Ring Road è una strada principale e per percorrerla non è necessario un veicolo 4×4. Questo non significa però che tutte le strade secondarie dell’itinerario siano adatte a qualsiasi auto: prima di imboccare una deviazione è sempre necessario controllare il fondo stradale e le condizioni aggiornate.
Quanti giorni servono per visitare il sud dell’Islanda?
Dipende molto dal numero di tappe che volete inserire. Il tratto meridionale della Ring Road può essere percorso anche in pochi giorni, ma per visitare con calma cascate, spiagge, canyon e aree glaciali è preferibile non concentrare troppe attrazioni nella stessa giornata.
Qual è il periodo migliore per visitare il sud dell’Islanda?
La costa sud è visitabile durante tutto l’anno, ma le condizioni cambiano molto in base alla stagione. In estate le giornate sono molto lunghe e permettono di organizzare più soste, mentre in inverno è necessario considerare maggiormente le condizioni delle strade, il ghiaccio e le poche ore di luce. La cosa più importante è controllare le condizioni prima di partire.
Dove dormire lungo la Ring Road meridionale?
Per un itinerario dedicato alla costa sud può essere utile dividere il viaggio in più tappe, evitando di tornare ogni sera a Reykjavík.
Le località di Vík, Kirkjubæjarklaustur, la zona di Skaftafell e Höfn sono punti strategici da valutare in base alla direzione del viaggio e alle attrazioni che volete visitare. Durante l’alta stagione conviene prenotare gli alloggi con largo anticipo, soprattutto nel tratto compreso tra Selfoss e Höfn. Durante il mio viaggio ho soggiornato due notti al The Barn* di Vík, che consiglio caldamente.
Bisogna prenotare le attrazioni?
Non tutte. Molte delle principali attrazioni naturali della costa sud sono accessibili autonomamente e non richiedono prenotazione. Le attività organizzate, invece, possono richiedere una prenotazione anticipata. Lo stesso vale per alcune piscine geotermali: la Secret Lagoon, per esempio, raccomanda esplicitamente di prenotare perché senza prenotazione non viene garantita la disponibilità.
Si può visitare il sud dell’Islanda senza macchina?
Sì, affidandosi a tour organizzati, molti dei quali con partenza da Reykjavík, come quelli disponibili su Civitatis*, su Tiqets* o su GetYourGuide*. Come vi dicevo nel post dedicato al guidare in Islanda, i mezzi pubblici sono limitati.
Se avete dubbi, domande o suggerimenti su cosa vedere nel sud dell’Islanda, lasciate un commento!
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