Riyad: cosa vedere e cosa fare nella capitale dell’Arabia Saudita (e nei dintorni)

Riyad, nella regione del Najd (o Neged), è la capitale dell’Arabia Saudita e una città in continuo mutamento. In questo post vi racconto la sua storia, vi suggerisco i luoghi da non perdere e le esperienze da vivere nel cuore della Penisola Arabica.
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La storia di Riyad
Riyad (الرياض) fu fondata in epoca pre-islamica dalla tribù araba Banū Ḥanīfa con il nome di Hajr (حجر) e per secoli fu capitale della provincia di Al-Yamamah, che comprendeva il centro e la parte orientale della Penisola Arabica.
Nell’866, la provincia fu divisa: una parte cadde sotto il dominio dell’Impero Abbasid, l’altra (nella quale era compresa anche l’attuale Riyad) sotto la dinastia Banu ‘l-Ukhaidhir, che decise di spostare la capitale ad Al-Khari. Per Hajr, che all’epoca era una vera e propria oasi con canali e giardini, iniziò così un lungo declino che portò a lotte interne e alla suddivisione della città in singole proprietà.

La situazione rimase immutata fino al 1737, quando Deham ibn Dawwas prese il controllo di Hajr e vi costruì un muro tutt’intorno trasformando le singole oasi in un’unica città fortificata. Questa fu ribattezzata Riyad, un termine traducibile con “giardini” e che aveva già fatto una prima comparsa in alcuni documenti risalenti al 1590.
Nel 1750, il teologo arabo Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb si alleò con l’emiro Muhammad ibn Sa’ud, che all’epoca governava la confinante cittadina di Dirʿiyya (o Diriyah), e insieme provarono a conquistare l’intera regione per dare vita a uno stato islamico unificato con capitale proprio Diriyah. Deham ibn Dawwas, dopo un primo tentativo di resistenza, fu costretto a scappare da Riyad, che entrò così nell’orbita saudita nel 1774.

Nel 1818, il Primo Stato Saudita fu messo in ginocchio dalle truppe guidate da Muhammad ʿAli Pascià, oggi riconosciuto come il padre dell’Egitto Moderno e all’epoca al servizio dell’Impero Ottomano. Ebbe così inizio il Secondo Stato Saudita, guidato per conto degli ottomani da Turki bin Abd Allah bin Muhammad Al Sa’ud; fu lui a spostare nuovamente a Riyad la capitale nel 1823.
Quando nel 1834 Turki bin Abd Allah bin Muhammad Al Sa’ud fu assassinato, il figlio maggiore Faysal decise di vendicarlo e di rifiutare il controllo egiziano e, quindi, ottomano. La ribellione portò all’invasione della regione del Najd da parte delle truppe nemiche e alla sua cattura, ma quando l’Egitto divenne indipendente, Faysal riuscì a liberarsi, a tornare a Riyad e a consolidare il potere saudita sulla Penisola Arabica. Rimase sul trono fino al 1865.

Con la morte di Faysal, il regno cadde nel caos a causa delle lotte interne tra i suoi figli. Gli Ottomani, guidati da Muhammad bin Rashid, ne approfittarono per riconquistare la zona, ma nel 1889, Abd al-Rahman bin Faysal Al Sa’ud, terzo figlio di Faysal, riprese il controllo sulla regione del Najd. Le lotte interne, però, non cessarono e nel 1891 Muhammad bin Rashid ne approfittò nuovamente, questa volta causando la caduta del Secondo Stato Saudita.
Dopo la fuga in Kuwait di Abd al-Rahman bin Faysal Al Sa’ud, nel 1902 suo figlio ʿAbd al-ʿAzīz ibn ʿAbd ar-Raḥman ibn Fayṣal Āl Suʿūd riconquistò l’intero territorio: evento chiave fu la Battaglia di Riyad, considerata uno dei primi tasselli che portarono alla nascita della nazione. Nel settembre 1932, sotto il suo controllo, fu proclamata la nascita dell’Arabia Saudita, un nuovo regno con capitale Riyad.
Da allora, Riyad non ha mai smesso di crescere trasformandosi in meno di un secolo in una vera e propria metropoli; basti pensare che dai 18.000 abitanti del 1918 si passò, nel 1987, a più di un milione. Oggi, il Paese e Riyad (così come Gedda) si trovano nel pieno di una rivoluzione culturale e architettonica basata sul progetto “Saudi Vision 2030“: un programma strategico che ha come obiettivo il ridurre la dipendenza dal petrolio diversificando l’economia e puntando, tra le altre cose, su turismo e intrattenimento.

Cosa vedere a Riyad
La capitale dell’Arabia Saudita è un luogo dove le poche tracce del passato convivono con un futuro che si sta avvicinando alla velocità della luce. Da una parte il centro storico e cittadelle Patrimonio UNESCO, dall’altra mega schermi e grattacieli: tutti volti di una stessa città che meritano di essere scoperti e inseriti nell’itinerario. Ve li presento uno per uno: ecco cosa vedere a Riyad.

Il quartiere Qaṣr al-Ḥukm: il centro storico
Il centro storico di Riyad, un tempo delimitato dalle mura settecentesche quasi del tutto abbattute negli anni Cinquanta, è molto piccolo e copre appena un chilometro quadrato, ma permette comunque di scoprire il volto più antico e tradizionale della capitale.
Tra le sue strade potete incontrare alcuni dei luoghi storico-culturali più importanti della capitale saudita, tutti nei pressi di piazza Deera (ساحة الديرة), un tempo luogo di esecuzioni pubbliche; tra questi ci sono la Grande Moschea Imam Turki bin Abdullah (جامع الإمام تركي بن عبد الله), ricostruita nel 1993 e oggi una delle più grandi del paese; e il palazzo governativo al-Hukm (قصر الحكم), dal quale il quartiere prende il nome
Edificio simbolo del quartiere è però la Fortezza di Masmak (قصر المصمك). Costruita tra il 1865 e il 1895, fu teatro della Battaglia di Riyad che portò alla nascita dell’Arabia Saudita e rimase un luogo chiave per il regno fino al 1938, quando il re trasferì la corte a palazzo Murabba. Completamente ristrutturato negli anni Novanta, oggi il forte ospita un museo dove sono conservati abiti e artefatti tradizionali, così come antiche armi e strumenti agricoli.
Imperdibile, quando si visita il centro storico di Riyad, un giro nel Souk Al Zal (سوق الزل), l’antico mercato dove ancora oggi si danno appuntamento venditori e acquirenti alla ricerca di oggetti di ogni tipo, dai libri ai piatti, passando per coltelli di pregio, abiti e opere d’arte. Le botteghe sono aperte tutti i giorni, solitamente dalle 15.30 alle 22.30, mentre le aste si tengono dopo la preghiera pomeridiana.

Il King Abdullah Financial District
A partire dagli anni Cinquanta, il volto di Riyad ha iniziato a cambiare e oggi, se da una parte c’è un piccolo centro storico che mantiene vive le atmosfere del passato, dall’altra c’è un’area proiettata verso il futuro.
Volto di questa trasformazione è il King Abdullah Financial District (KAFD), cuore economico della capitale, che si può raggiungere percorrendo la King Fahd Road, a sua volta costeggiata da altissimi e futuristici grattacieli. Tra questi il Kingdom Centre, che supera i 300 metri d’altezza; il Burj Rafal, alto oltre 307 metri; e il Burj Al Faisaliyah, il primo grattacielo costruito in Arabia Saudita e caratterizzato da una forma piramidale.
Najd Village
Il Najd Village (القرية النجدية) è un ristorante che regala un’esperienza immersiva nella cultura e nella cucina della regione del Najd grazie a un menù ricco di piatti locali e a un’ambientazione tipicamente saudita, data sia dagli arredi che dalla conformazione dell’ambiente, che si sviluppa intorno a un cortile centrale. Si mangia rigorosamente seduti per terra, come vuole la tradizione.
Il ristorante, che si trova lungo Abi Bakr As Siddiq Road, è aperto dalle 11.00 a mezzanotte, tranne il venerdì, quando apre alle 12.30. L’esperienza si può vivere anche con una guida e con un transfer dall’hotel prenotando qui*. Dei piatti da assaggiare e di altri ristoranti da non perdere vi parlerò nel post dedicato a cosa mangiare in Arabia Saudita.
Al-Ṭurayf a Dirʿiyya
Sul limite nord-occidentale di Riyad c’è un luogo dove ci si può immergere nel passato: è la cittadina di Dirʿiyya (الدِرْعِيّة), terra natale della dinastia saudita e capitale dalla prima metà del Settecento fino 1818. È qui che si trova al-Ṭurayf, un distretto che dal 2010 rientra tra i Patrimoni dell’Umanità tutelati dall’UNESCO e che oggi è uno dei più importanti siti storici del paese.
Fondato nel Quindicesimo secolo, è ancora oggi un preziosissimo esempio di centro abitato fortificato in perfetto stile Najd ed è in qualche modo considerato la culla dell’attuale Arabia Saudita. Saccheggiato dagli Ottomani nel 1818, fu progressivamente abbandonato nei decenni successivi a favore della vicina Riyad. Nel 2000, ormai completamente disabitato, è stato ristrutturato e trasformato in un punto di riferimento turistico, con esposizioni dedicate alla tradizione araba e saudita, da quelle che raccontano lo stretto rapporto del popolo arabo con i cavalli fino a quelle sulle armi usate nelle più importanti battaglie.
Oggi, al-Ṭurayf è un vero e proprio museo a cielo aperto, con una cittadella composta da un labirinto di strade ed edifici perfettamente conservati alla quale si accede attraversando un’area ristoro con locali e bancarelle dedicate ai turisti. Durante il giorno vengono organizzati spettacoli, workshop ed esibizioni per raccontare la tradizione artistico-culturale dell’Arabia Saudita. La visita si può fare anche con una guida, trovate un’opzione, con pick up in hotel, qui*.

Riyad Season: Boulevard City e Boulevard World
Riyadh Season (موسم الرياض) è un evento nato nel 2019 e che si tiene ogni anno da ottobre a marzo. Cuore dell’appuntamento è Boulevard City (بوليفارد سيتي), un ampia area ricca di grattacieli, megaschermi, locali e negozi che ospita competizioni sportive, spettacoli e concerti e che pare sia ispirata a luoghi come la newyorkese Times Square e la londinese Coventry Street.
Da qui, attraverso la funicolare o attraversando l’ampio parcheggio a piedi, si giunge a Boulevard World (بوليفارد وورلد): un grande parco divertimenti nel quale sono stati replicati alcuni tra i più importanti monumenti e punti di interesse del mondo: dalle Piramidi egiziane ai canali di Venezia, passando per le casette bianche e azzurre di Santorini.
Il parco è solitamente aperto da ottobre a marzo dalle 16.00 a mezzanotte, ma gli orari possono variare; vi consiglio di visitare il sito ufficiale per le informazioni aggiornate. All’interno delle due aree si possono scattare foto solo con il cellulare.
Edge of the World
Jabal Tuwaiq (جَبَل طُوَيْق) è un’affascinante scarpata al limite dell’altopiano di Najd, a circa un centinaio di chilometri dal centro di Riyad. L’angolo più affascinante di questa meraviglia naturale è stato ribattezzato Edge of the World: uno strapiombo di centinaia di metri che sembra davvero il limite estremo del mondo.
Affacciato su quello che milioni di anni fa era il fondo del mare, l’Edge of the World può essere raggiunto solo con auto in grado di affrontare sterrati e dislivelli, ma, anche se avete un 4×4, vi consiglio di non affrontare questa avventura in autonomia. La strada, infatti, non è segnalata e potreste ritrovarvi a vagare per il deserto senza indicazioni specifiche (non c’è campo nemmeno per chi ha una sim locale), soprattutto se rientrate dopo il tramonto, quando le uniche luci sono i fari dell’auto. Tratto da una storia realmente accaduta.
Il mio suggerimento è quindi quello di affidarvi a escursioni organizzate con servizio transfer da Riyad, così da non dovervi preoccupare di nulla. Potete prenotare qui* (per un’esperienza al tramonto e con cena), qui*, qui* o qui* (per gli appassionati di trekking).

Le dune di sabbia rossa “Hafirat Nisah”
Allontanandosi da Riyad e seguendo la strada 5395 si raggiungono le dune di sabbia rossa “Hafirat Nisah” (كثبان الرمال الحمراء, Red Sand Dunes, in inglese), un’ampia area dove è possibile ammirare paesaggi spettacolari mentre ci si diverte a bordo dei quod o dove è possibile salire in groppa a cavalli e cammelli per un’esperienza più ravvicinata con la tradizione araba.
Vi consiglio di portare con voi occhiali da sole e un foulard per coprire gli occhi e la bocca, utili soprattutto in caso di giornate particolarmente ventose. L’esperienza si può acquistare in loco o prenotare qui* o qui*, dove è compreso anche il transfer.

Altre cose da vedere a Riyad
Se avete un po’ di tempo in più, potete anche dedicarvi ai musei di Riyad, come quelli appartenenti al complesso del Museo Nazionale dell’Arabia Saudita (potete prenotare qui*) o il Royal Saudi Air Force Museum, dedicato all’aviazione. In più, potete partecipare a tour guidati che vi porteranno alla scoperta dei luoghi simbolo della città, come il tour di Riyad con guida in inglese (qui*), quello che comprende anche la salita sullo Sky Bridge (qui*) o quello tra passato e futuro (qui*).
Per arricchire la vostra esperienza, potete dare anche un’occhiata anche a queste escursioni:
- Escursione a Ushaiqer: una delle più antiche località dell’Arabia Saudita (qui*)
- Gita nel deserto alla Riserva Reale King Khalid (qui*)
- Tour di un giorno della collina di Al Qara e di Jawatha Al Ahsa (qui*)

Informazioni utili per visitare Riyad
Di seguito ho raccolto tutte le informazioni utili per visitare Riyad. Inoltre, vi segnalo che trovate chicche per arricchire il vostro viaggio nel post dedicato alle curiosità sull’Arabia Saudita. Buon viaggio!
Come raggiungere Riyad?
La città è collegata con altre destinazioni nazionali e internazionali dal King Khalid International Airport (RUH). Se avete bisogno di un transfer che vi porti al vostro alloggio e/o vi accompagni in aeroporto, potete prenotarlo a questo link*.
Come muoversi a Riyad?
Riyad va scoperta in auto, che sia un mezzo a noleggio, un taxi o un Uber, due opzioni consigliate, queste ultime, soprattutto se non volete guidare nel traffico (a tratti folle) tipico di una metropoli. I mezzi pubblici sono scarsi e, soprattutto, non raggiungono tutti gli angoli della città, almeno durante il mio viaggio (sono in corso i lavori per una metropolitana sopraelevata).
Dove dormire a Riyad?
Durante il mio soggiorno ho pernottato in una casa privata, ospite di amici, ma se cercate un alloggio potete cercare su Booking*.
A Riyad ci sono Wi-Fi pubblici?
Se volete utilizzare internet al di fuori dell’albergo, vi servirà una sim locale o una e-sim, perché i Wi-Fi sono difficili da trovare. Potete acquistare la versione digitale a questo link* o a questo link*, in entrambi i casi l’opzione è valida per un minimo di 7 giorni. In alternativa potete acquistarla su Airalo o su Holafly; ve ne parlavo nell’articolo dedicato alle eSIM per viaggiare, dove trovate anche degli sconti per voi.
Se avete domande o suggerimenti su cosa vedere e cosa fare a Riyad, lasciate un commento!
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