Il Rifugio Venezia da Zoppè di Cadore: trekking tra natura e briciole di storia

Raggiungere il Rifugio Venezia da Zoppè di Cadore: Un percorso anche per principianti tra natura, paesaggi mozzafiato e un po’ di storia locale. 

Divisore tag

Quando si pensa ai sentieri di montagna molte volte vengono in mente esperienze riservate a pochi, percorsi che per durata o difficoltà permettono solo ai veri appassionati e alle persone allenate di ammirare panorami splendidi.

Il sentiero che porta da Zoppè di Cadore al Rifugio Venezia

In realtà non è così, per fortuna. Ci sono tantissimi rifugi a due passi dalle cime che sono accessibili quasi a tutti, basta saper scegliere la strada giusta, come nel caso del Rifugio Venezia o del Città di Fiume, del quale vi ho già parlato.


 Leggi anche: Rifugio Città di Fiume: un sentiero per tutti sul Monte Pelmo


Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

I sentieri che portano al Venezia, divisi tra la Val di Zoldo e la Valle del Bóite, hanno tutti difficoltà e lunghezze differenti, ma quello più semplice parte da Zoppè di Cadore e inizia a pochi metri dalla malga Livan, leggermente più a nord rispetto al centro del paese.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia, Malga Livan

Dallo stesso comune si può seguire anche un altro percorso, che però è molto più impegnativo a causa della pendenza non indifferente, quindi, se cercate quello adatto a tutti, assicuratevi di aver superato l’eliporto e raggiunto la malga prima di proseguire.

In quest’area ci sono anche un paio di posti auto.

Zoppè di Cadore: eliporto

Lasciando la malga alle vostre spalle dovrete fare solo un paio di minuti prima di raggiungere l’ingresso del sentiero e della strada sterrata. Prima di arrivare, però, vi consiglio di fare due brevi soste che vi permetteranno di scoprire un po’ la storia di questo territorio.

I carbonai di Zoppè di Cadore

Da una parte ci sono i carbonai di Zoppè, che tramandano un mestiere antichissimo e dei quali vi parlerò tra un paio di paragrafi, dall’altra gli alberi dedicati ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Un piccolo segno, che passa quasi inosservato, in memoria di chi ha lasciato il paese per non tornare più.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

Il sentiero da Zoppè di Cadore

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia da Zoppè è percorribile in poco meno di due ore ed è una vera e propria camminata in mezzo al verde.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

Camminando si superano prati, una piccola casa ancora oggi abitata e una abbandonata, cavalli al pascolo e, soprattutto, un bosco che a volte si apre per regalare dei suggestivi panorami sulla valle.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

La pendenza è minima e aumenta leggermente solo verso la fine del percorso, dove la ghiaia lascia lo spazio alla roccia, ma non ci sono dei punti davvero pericolosi (anche se, ovviamente, bisogna sempre prestare la giusta attenzione).

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

Poco prima di arrivare al rifugio gli alberi si diradano e il Monte Pelmo compare in tutta la sua bellezza. Ve lo ritroverete davanti, un altissimo muro verso il cielo, e non potrete far altro che rimanere incantati con il naso all’insù.

Personalmente credo sia il punto più bello di tutto il percorso.

Il Pelmo visto dal sentiero che porta da Zoppè di Cadore al Rifugio Venezia

Il Rifugio Venezia

Il Rifugio Venezia (1947 m s.l.m.) si trova proprio ai piedi del ghiaione sud orientale del Pelmo e si affaccia sul monte Cristallo, sulla Croda Marcora e sul monte Antelao. Quest’ultimo è anche chiamato il Re delle Dolomiti perché con i suoi 3264 metri è il secondo più alto dopo la Marmolada, la loro regina.

Rifugio Venezia

Il rifugio, che si trova nel comune di Vodo di Cadore, fu costruito nel 1892 e questo lo rende il primo italiano sulle Dolomiti e il secondo in assoluto dopo l’austriaco Dreizinnenhütte, il Rifugio Antonio Locatelli, ora italiano e inserito nel parco naturale Tre Cime di Lavaredo.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

L’edificio che vediamo oggi, però, è il risultato della ricostruzione degli anni Cinquanta, perché la struttura originaria fu distrutta durante un rastrellamento tedesco nel 1944.

Dopo la nuova apertura fu dedicato ad Alba Maria De Luca, deceduta nel 1947 mentre percorreva la vicina via Innerkofler-Eotvos.

La vista dal Rifugio Venezia

Il Rifugio Venezia non è solo una delle tappe del percorso Anello del Pelmo, ma anche una di quelle inserite nelle Alte Vie delle Dolomiti numero 1 (dal Lago di Braies a Belluno) e numero 3 (da Villabassa, Bolzano, a Longarone, Belluno) ed è per questo che spesso è molto frequentato.

Il Pelmo visto dal sentiero che porta da Zoppè di Cadore al Rifugio Venezia

Il panorama è davvero splendido e, anche se il rifugio offre dei pasti caldi abbondanti, i prati a due passi dall’entrata invitano a fermarsi a fare un pic-nic mentre si ammirano le rocce bianche delle Dolomiti all’aria aperta.

Se mai ci sarà una seconda volta, probabilmente arriverò in cima con i panini nello zaino.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

I carbonai di Zoppè di Cadore

Poco prima di iniziare il sentiero che porta al Rifugio Venezia, incontrerete sulla vostra destra l’ultima carbonaia tradizionale (poiat) di Zoppè di Cadore, quella della “ial inte i alberch” (lo spiazzo tra gli alberi).

I carbonai di Zoppè di Cadore

Quest’area del Cadore, come la vicina Val di Zoldo, era strettamente legata alla lavorazione del ferro e per questo tipo di attività era sì necessaria la forza dello scorrere dei torrenti, ma anche il carbone vegetale, un necessario alleato per la creazione di energia.

I carbonai di Zoppè di Cadore

Le carbonaie più antiche sorsero dove oggi si trova il centro del paese ed erano regolamentate, ma dopo secoli di tradizioni tramandate e di attività, nel 1980 a Zoppè erano rimasti solo due uomini capaci di costruire il tradizionale poiat: i fratelli De Nadal.

Il professor Donato Maria Bortolot li convinse così a realizzarne uno nella ial inte i alberch per documentare l’evento dal taglio della legna alla cottura, passando per la costruzione del camino e la copertura con il manto di frasche. L’intero processo dura circa due settimane.

I carbonai di Zoppè di Cadore

Le fotografie scattate e i numerosi documenti raccolti in tutta la zona, alcuni dei quali risalenti al 1500, hanno permesso di creare il Museo Etnografico di Zoppè di Cadore: uno spazio culturale dove scoprire tradizioni e storie di questo paese.

I carbonai di Zoppè di Cadore

Oggi la carbonaia non è più attiva e viene utilizzata solo in occasioni speciali, come l’Incontro Internazionale dei Carbonai che c’è stato nel 2012, o l’incontro dell’agosto di quest’anno.

Nonostante questo, però, un pannello informativo vi mostrerà alcune foto d’epoca arricchite da delle didascalie in modo che possiate scoprire questo antico mestiere.

Informazioni: tra i carbonai che ad agosto si sono dati appuntamento per ricreare il poiat c’era il signor Sagui, che mi ha raccontato la storia di questa attività secolare. Lui stesso, però, non sa quando accadrà di nuovo. Per maggiori informazioni vi consiglio di contattare il Museo Etnografico o di visitarlo; è aperto solo il sabato e la domenica.

Il sentiero che porta al Rifugio Venezia

Avete mai raggiunto il Rifugio Venezia o altri nella zona? Lasciate un commento 🙂

Divisore tag

Informazioni

Il Rifugio Venezia, nel comune di Vodo di Cadore, è aperto dal 16 giugno al 22 settembre 2018.

A parte i due citati nel post, ci sono diversi percorsi che portano al Rifugio Venezia: dal Passo Staulanza (circa 2 ore e mezza), da Palafavèra (circa 2 ore e un quarto), da Brusadàz (tra le 2 ore e mezza e le 3 ore), da San Vito di Cadore-Sèrdes (circa 3 ore e mezza), dalla malga Ciauta a Borca di Cadore (circa un’ora e un quarto) o da Vodo di Cadore-Forcella De Cuze (circa 2 ore e mezza).

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


*All’interno di questo post sono stati inseriti link di affiliazione che vi permetteranno di vedere i prodotti citati su Amazon. Se decidete di acquistare uno o più oggetti, utilizzando direttamente questi link contribuirete senza costi aggiuntivi a supportare questo blog e il lavoro che si nasconde dietro ogni articolo pubblicato. Grazie ❤


Ti piacciono i miei contenuti? Puoi trovare nuovi post, codici sconto e anteprime tutti in una sola mail! Iscriviti ❤

Cliccando su "Iscriviti" accetti automaticamente alla raccolta dei dati da te forniti. Questi dati verranno utilizzati nel più completo rispetto della privacy. Qui maggiori informazioni

Condividi questo viaggio

Belluno

Potrebbero interessarti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *