Rewind: i ricordi positivi del 2018 e dei miei 26 anni

Il mio 2018 in pillole positive e le esperienze che mi ha regalato e che voglio ricordare. 26 anni tra viaggi, esperienze, lavori e letture. 

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L’ho scritto anche nella newsletter di fine dicembre: il 2018 è stato uno degli anni più difficili vissuti finora. Almeno dal punto di vista psicologico.

Lavorare sodo per mesi e vedere pochi risultati non aiuta, peggio se a questo si aggiungono le email senza risposta, i “le faremo sapere” che diventano silenzi infiniti e tanti piccoli (e meno piccoli) problemi normalissimi che quando si coalizzano sembrano insuperabili o ti tolgono ogni energia.

rewind 2018

È stato un anno di sospiri, di “ma chi me lo fa fare” e di “respira che ti fa bene”. Di caffettiere nelle quali dimenticavo di mettere l’acqua e di sapone al posto del dentifricio. Di pause prese con la forza e di altre obbligate perché la casella email rimaneva vuota e il telefono non squillava.

Ora non voglio portarmi dietro il peso di un anno frustrante, voglio portare avanti con me le cose imparate in un anno difficile, ma nel quale sono accadute anche cose belle.


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Mettere nero su bianco i ricordi piacevoli aiuta a far sbiadire gli altri, o almeno mi ha aiutato lo scorso anno, quindi ho deciso di ripetere.

Ecco il mio 2018 (e i miei 26 anni) in pillole positive. Sperando che il 2019 (e i miei 27 anni) me ne regalino ancora di più. Buon compleanno a me e buon 2019 a tutti voi.

casa da sogno

I pianti fatti per Harry Potter

Leggendo solo il titolo potrebbe sembrare una cosa strana o brutta da ricordare, ma vi assicuro che non lo è.

Un’edizione di Harry Potter e la pietra filosofale ha girato per casa mia per mesi, ma non mi sono mai davvero convinta a prenderlo tra le mani. Poi, a fine 2017, ho deciso di leggerlo, complice l’insistenza di Agnese, di I’ll B right back, che oltre a essere una perfetta Grifondoro è anche una vera e propria Potterhead, una fan sfegatata della serie.

Per il mio compleanno proprio lei mi ha regalato il secondo volume. Poi ho letto il terzo e da lì li ho divorati tutti. A ogni morte era un colpo al cuore e una valle di lacrime. Emozioni che pochi altri libri sono riusciti a darmi e che, per questo motivo, hanno fatto diventare questa serie una delle mie preferite in assoluto.

I libri che ho apprezzato di più? Il terzo e il settimo. La mia casa? Corvonero. E no, non mi vergogno di aver letto Harry Potter a 26 anni.

Harry Potter

Il primo regalo spedito da un lettore

Paolo mi ha contattata ad aprile. Mi ha raccontato la sua storia, mi ha detto che è cresciuto in un paese a non troppi chilometri da casa mia, ma che ora vive in Canada con Lindsay, la sua compagna. Mi ha detto che aveva letto il mio blog e che voleva condividere con me il suo libro. Senza impegno, voleva solo un parere in privato.

Non mi ha chiesto niente in cambio, neanche una misera foto su uno dei social, sono io che ho deciso, alla fine, di scrivere un post perché il libro mi è piaciuto davvero.


Leggi anche:In America Centrale inseguendo le ombre dei colibrì


Per me quello di Paolo è stato uno splendido regalo e la sua mail è stata una delle belle sorprese del 2018.

Inseguendo le ombre dei colibrì

Il matrimonio targato Exploreading

Quando io e Agnese abbiamo creato Exploreading non ci saremmo mai immaginate una notizia simile: due persone che si sono conosciute proprio all’interno del gruppo si sono sposate. Ma ci pensate? Una notizia splendida. Tanti auguri a tutti e due!


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L’apertura della partita IVA

Un vero e proprio salto nel vuoto senza sapere se, sul fondo, ci fosse una rete di sicurezza oppure no. Non l’ho ancora scoperto. L’apertura della partita IVA, a giugno, è stata una scommessa, una di quelle ancora in attesa di un risultato.

Ora c’è e si continua a lavorare sodo per mantenerla aperta, sperando anche in un pizzico di fortuna, che non guasta mai.

Questa foto l’ho scattata in un bar poco prima di salire nello studio del commercialista e firmare tutti i documenti. Ho preso quello smile come un segno del destino.

Smile

Exploreading a Venezia

Exploreading è nato nel 2016. Lo abbiamo sempre definito un “salotto virtuale” dove amanti dei libri e dei viaggi potevano incontrarsi e parlare delle due passioni che li accomunavano. Quest’anno abbiamo fatto un passo avanti e da virtuale è diventato “reale”.

Grazie ad Artès, che ha creduto nel nostro progetto e ci ha affiancate passo dopo passo, abbiamo organizzato un evento dedicato agli Exploreaders nella splendida Venezia. Un percorso per scoprire Cannaregio, il ghetto e l’antica arte della creazione delle gondole mentre si realizza un proprio taccuino di viaggio.


 Leggi anche: Venezia insolita: scoprire Cannaregio creando il proprio taccuino di viaggio


Di questa esperienza vi ho già parlato in maniera approfondita e non mi dilungherò troppo, ma sappiate che noi non vediamo l’ora di ripetere e di raggiungere altre città italiane.

Ponte dei Ormesini, Cannaregio

Le capitali europee viste per la prima volta…

Il primo vero viaggio dell’anno è arrivato a marzo e mi ha portata a Praga. Un sogno che avevo inserito nei Travel Dreams 2017 e che, come spesso accade, si è realizzato con un anno di ritardo.


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Tra le tante cose, ho macinato chilometri (come sempre), mangiato degli ottimi Trdl (i dolci-camino) e vissuto la mia prima esperienza con Airbnb.

Il Castello visto da Ponte Carlo

Ad aprile è stato il momento di Bruxelles, dove mi aspettava un’amica trasferitasi lì da un po’ di mesi. La città non mi ha colpita, anzi, ma sono contenta di averla vista e di essermi fatta un’idea mia.


 Leggi anche: Tre giorni a Bruxelles: cosa vedere nella capitale belga


Anche lei, però, ha degli angolini adorabili, come Place Flagey e gli Étangs d’Ixelles, il quartiere di Marolles e Sablon. Vogliamo poi parlare del cioccolato?

Grand Place

A giugno sono volata a Berlino, un altro Travel Dream (questa volta espresso per il 2016) realizzatosi in ritardo. Anche questa città non mi ha convinta del tutto.


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Berlino è stata inevitabilmente cambiata dalla storia e il cielo quasi sempre grigio non ha aiutato a farla brillare, ma i colori visti l’ultimo giorno hanno lasciato una porticina aperta. Forse ci sarà una prossima volta.

Brandeburger Tor

L’ultimo viaggio all’estero dell’anno è stato a Budapest, dove mi ha accolto il freddo pungente di inizio dicembre. Questa volta il sogno mi ha anticipato, perché la capitale ungherese sarebbe stata uno dei prossimi Travel Dreams.

Mi ha colpito con la sua imponenza e la sua eleganza e ne ho approfittato per mangiare di nuovo i trdl, anzi, dei dolci molto simili che lì si chiamano kürtőskalács e che hanno un chilo di cannella, come piace a me. L’ultima sera ho salutato la città con uno da mezzo chilo. La gioia.

Ponte delle Catene

…e le città italiane viste per la prima volta…

La Toscana, le Marche, la Basilicata e la Puglia. Le ultime tre una novità per me, perché non le avevo mai visitate.


 Leggi anche: Ascoli Piceno: cosa vedere in un giorno nel centro storico


Ho scoperto Ascoli Piceno e i suoi piccoli segreti grazie a un arzillo signore incontrato per caso e che ha fatto due passi con noi. Ho camminato per i vicoli dei Sassi di Matera, Capitale Europea della Cultura del 2019. Ho visto per la prima volta i trulli di Alberobello e le torri di San Gimignano, delle quali avevo tanto sentito parlare.

Sasso Caveoso

Un anno con una buona dose d’Italia che non manca (e non deve mancare) mai. Viviamo in un Paese incredibile dal punto di vista storico e turistico, ma spesso ce lo dimentichiamo.


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Vista dalla Torre Grossa

…ma anche quelle che ho rivisto

Da una parte i mille viaggi a Venezia, dall’altra gli altrettanti a Milano. Da una parte la riscoperta della mia zona, dall’altra il ritorno a Firenze, città nella quale spero già di ritornare.

Firenze

Anche i ritorni fanno bene. Quelli per i progetti, quelli per rivedere le persone care (e ridere fino alle lacrime), quelli per eliminare i ricordi negativi e riscoprire con occhi diversi i luoghi che conosciamo già.

Terrazze del Duomo di Milano

L’intervista podcast (e una piccola uscita dalla comfort zone)

Come forse sapete, non amo comparire in foto o in video, ma anche espormi attraverso la voce non mi ha mai entusiasmato più di tanto. Di solito sono più brava con le parole scritte.

Nel 2018, però, ho accettato di fare una lunga intervista con Roberta via Skype, registrata e poi condivisa come podcast sul suo blog. Il risultato? Mi sono divertita molto e quest’esperienza ha messo un piccolo seme tra le mille idee che ho già in testa e, chi lo sa, magari un giorno avrò un podcast tutto mio. Mai dire mai.

Libri per il blocco dello scrittore

Voi che cosa volete ricordare dell’ultimo anno? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Le prime due foto sono tratte da Pixabay e sono di pubblico dominio. Le altre sono state scattate con una Canon 1100D* e con un iPhone 6s*.

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2 Comments

  1. 1

    Sono corsa a leggere questo post perché credo nel focalizzarsi sulle cose belle di ogni giorno quando intorno si hanno dei problemi. Aiuta a cambiare prospettiva e se non sistema le cose, le rende più leggere. Complimenti per l’apertura di una tua attività (perché in fondo questo significa avere una partirà iva). Spero che il 2019 ti porti più risposte positive, intanto non smettere di seminare.

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