Quadrilatero della Moda di Milano: cosa vedere tra le vie meneghine del lusso

Il Quadrilatero della Moda di Milano è noto per le sue boutique, per i suoi showroom e i negozi di alcune delle marche più prestigiose al mondo, ma è molto di più. In questo post condivido con voi tutti i luoghi da non perdere, tra storia, chicche e curiosità, per scoprirlo in modo più approfondito.
Cosa vedere nel Quadrilatero della Moda
Il Quadrilatero della Moda di Milano deve il suo nome all’alta concentrazione di boutique, showroom e negozi di lusso (tra abbigliamento, gioielli e oggetti di design) che si alternano tra le sue vie e dall’essere delimitato da quattro specifiche strade: via Manzoni, via Montenapoleone, via della Spiga e Corso Venezia.
Eccole nel dettaglio e tutti i luoghi da non perdere all’interno del Quadrilatero, tra punti di riferimento storici, musei e curiosità.

Via Manzoni
Via Manzoni era un tempo nota con due nomi distinti, a seconda del tratto al quale si faceva riferimento: Corso del Giardino, da Piazza della Scala all’incrocio tra via Croce Rossa e via Montenapoleone, e Corso di Porta Nuova, dalla stessa intersezione agli archi di Porta Nuova. Tutto cambiò il 22 maggio 1873, giorno della morte di Alessandro Manzoni, che abitava nella vicina casa di via Morone.
Uno degli aspetti più curiosi è che, prima che i riflettori fossero puntati su via Montenapoleone, era l’attuale via Manzoni il cuore del lusso e della moda di Milano. Per questo è qui che si trovano alcuni dei palazzi più eleganti della zona, come palazzo Gallarati Scotti, affrescato dal Tiepolo; palazzo Borromeo d’Adda, menzionato anche da Stendhal, o palazzo Olivazzi, che su uno dei lati presenta ancora oggi un ampio ingresso pensato per le carrozze. Quest’ultimo edificio, che nel 1894 ospitò anche Albert Einstein e la sua famiglia, nel Diciannovesimo secolo era abitato dalla contessa Clara Maffei, il cui salotto era frequentato, tra i tanti, da Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi e Francesco Hayez.

Sulla stessa via si affacciano anche il Grand Hotel et de Milan, inaugurato il 23 maggio 1863 e che, alla fine del secolo, era l’unico della città ad offrire il servizio telegrafico e postale ai suoi ospiti. È qui, nella stanza 105, che nel 1872 Giuseppe Verdi stabilì la sua dimora milanese e compose parte dell’Otello. Il compositore morì nella stessa camera il 27 gennaio 1901: i funerali vennero celebrati nella vicina chiesa di San Francesco da Paola qualche giorno dopo, il 1 febbraio 1901.
Le Gallerie d’Italia
All’incrocio tra Piazza della Scala e via Manzoni ci sono le Gallerie d’Italia: un polo museale creato da Intesa Sanpaolo per esporre le proprie collezioni artistiche, oggi suddivise tra quattro diverse sedi: Torino, Napoli, Vicenza e Milano, inaugurata il 3 novembre 2011.
Le gallerie milanesi, all’interno di un complesso architettonico che comprende tre diversi edifici (Palazzo Anguissola Antona Traversi, Palazzo Brentani Greppi e il Palazzo della Banca Commerciale d’Italia), sono dedicate in particolare all’arte dell’Ottocento e del Novecento, con qualche piccola parentesi legata alla fine del Diciottesimo secolo. Da non perdere anche il Giardino di Alessandro Manzoni.
Trovate tutte le informazioni utili per la visita nel post interamente dedicato alle Gallerie d’Italia di Milano.

Museo Poldi Pezzoli
Il Museo Poldi Pezzoli (in via Manzoni 12) è parte del circuito delle Case Museo di Milano — insieme al Museo Bagatti Valsecchi, alla Casa Museo Boschi Di Stefano e Villa Necchi Campiglio — ed è ospitato all’interno di Palazzo Moriggia Della Porta, eretto nel Sedicesimo secolo per volere della famiglia Della Porta e poi passato in eredità ai marchesi Moriggia.
Nel 1800, l’edificio passò poi in mano a Giuseppe Poldi Pezzoli e a sua moglie Rosa Trivulzio, entrambi di famiglia nobile e figure di spicco dei salotti letterari neoclassici di Milano, che all’epoca vedevano tra i protagonisti anche i letterati Giuseppe Parini e Vincenzo Monti. Il figlio, Gian Giacomo Poldi Pezzoli, seguì le orme dei genitori e nel corso della sua vita si dedicò alla collezione di numerosissime opere d’arte, comprese armi e armature.

Dopo alcune esperienze fatte all’estero (anche mentre era in esilio per aver supportato i moti rivoluzionari), Gian Giacomo tornò a Milano e commissionò numerosi interventi per modificare il palazzo di famiglia, aggiungendo elementi sia barocchi che rinascimentali e dando vita a stanze pensate appositamente per ospitare le opere d’arte.
Nel 1871, attraverso disposizione testamentaria dello stesso Gian Giacomo, nacque la Fondazione artistica Poldi-Pezzoli, volta a raccogliere e custodire i pezzi della collezione, diventati poi il nucleo fondante del museo.

Tra le opere ci sono sculture, tappeti, pizzi, gioielli, porcellane, arredi, orologi e tele di pittori di fama internazionale, come Perugino, Piero della Francesca, Botticelli, Michelangelo, Mantegna, Hayez e. Canaletto, solo per citarne alcuni. Il museo, che oggi ospita oltre 5.000 pezzi che spaziano dall’antichità al Diciannovesimo secolo, fu inaugurato il 25 aprile 1881.
Il palazzo, gravemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fu completamente ristrutturato dopo il termine del conflitto e il museo riaprì le sue porte nel 1951. L’armeria, uno dei punti focali della visita, fu invece riallestita nel 2000 seguendo un progetto dello scultore Arnaldo Pomodoro.
Il museo è aperto dal mercoledì al lunedì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.
Il biglietto costa 14€ a tariffa intera e 10€ a tariffa ridotta per over 65, i ragazzi fino ai 18 anni e gli studenti possono acquistare un ticket ridotto a 6€; l’ingresso è gratuito per i bambini sotto gli 11 anni e per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia. Se volete visitare anche le altre Case Museo di Milano, potete risparmiare acquistando la card (25€) che consente l’accesso a tutte e quattro.

Casa Museo di Alessandro Manzoni
La Casa Museo di Alessandro Manzoni (via Morone 1, una laterale di via Manzoni) ha ospitato lo scrittore dal 1814 alla sua morte, avvenuta nel 1873 in seguito a una caduta sui gradini della vicina chiesa di San Fedele; oggi l’autore è sepolto al Cimitero Monumentale (ve ne parlavo nell’articolo dedicato cosa vedere nel quartiere Isola e dintorni). È a lui che si devono i lavori di rifacimento della facciata su piazza Belgioioso, realizzata in stile Neorinascimentale nella seconda metà del Diciannovesimo secolo.
Per anni sede della Società Storica Lombarda (ora alla Biblioteca Nazionale Braidense) e poi Centro nazionale di studi manzoniani, oggi l’edificio ospita un museo dedicato allo scrittore, con interni d’epoca (come lo studio e la camera da letto), opere d’arte, libri, illustrazioni e oggetti che ripercorrono la vita del Manzoni, oltre che le sue opere.
Di questo luogo vi parlerò in maniera più approfondita in un post dedicato. Nel frattempo, trovate tutte le informazioni utili sul sito ufficiale.

Via Montenapoleone
Cuore del Quadrilatero della Moda e tra le strade più famose di Milano, via Montenapoleone è il punto di riferimento per il mondo della moda, degli acquisti di lusso e del prêt-à-porter, tanto che nel 2022 ha ottenuto il terzo posto tra le vie più care al mondo, dopo la Fifth Avenue di New York e la Tsim Sha Tsui di Hong Kong e il primo tra quelle europee, almeno secondo il report condiviso da Cushman & Wakefield.
La strada segue l’antico tracciato delle mura romane, erette lungo il fiume Seveso (che oggi scorre sotterraneo), e un tempo era nota come contrada di Sant’Andrea o contrada delle sbarre di Sant’Andrea, nome che mantenne fino alla fine del Diciottesimo secolo e che era collegato a uno dei numerosi conventi della zona.
Il nome cambiò una prima volta con l’arrivo degli austriaci, che aprendo qui il nuovo monte di pietà ribattezzarono la strada contrada del Monte di Santa Teresa (in onore di Maria Teresa d’Austria), e poi con i francesi e la dominazione napoleonica, quando il toponimo si trasformò, nel 1804, in contrada del Monte Napoleone, dal quale deriva quello attuale.

Durante le Cinque Giornate di Milano (18 marzo 1848 – 22 marzo 1848), dopo che la città era tornata sotto il dominio austriaco, via Montenapoleone ospitò alcune delle più importanti sedi patriottiche, dalle quali partivano gli ordini per coordinare le insurrezioni in tutto il capoluogo.
Con la nascita del Regno d’Italia, la via, chiamata scherzosamente dai milanesi el Quartier de Riverissi (in riferimento all’usanza degli uomini di togliersi il cappello in segno di riverenza), continuò ad accogliere molte figure di spicco della borghesia e della nobiltà milanese, complice la vicinanza al Duomo e al Teatro alla Scala. Con “la Milano bene” arrivarono anche antiquari, sarti e gioiellieri di fama internazionale che piano piano trasformarono la strada in quella che conosciamo oggi.
Tanti i personaggi illustri che l’hanno abitata, tra loro il poeta Carlo Porta (a Palazzo Taverna, civico 2), lo scrittore Tommaso Grossi (al civico 1) e Giuseppe Verdi, che secondo alcuni qui avrebbe composto il Nabucco.
Museo Bagatti Valsecchi
Il Museo Bagatti Valsecchi, in una strada laterale che collega via Montenapoleone e via della Spiga e anch’esso parte del circuito Case Museo di Milano, è ospitato all’interno dell’omonimo palazzo, nel cuore del Quadrilatero della Moda.
L’edificio, proprietà della famiglia da generazioni, fu trasformato alla fine dell’Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi con l’obiettivo di creare una dimora ispirata ai palazzi rinascimentali lombardi. Per trasmettere le atmosfere del Quattrocento e del Cinquecento furono usati tutti elementi originali: arredi, decorazioni, ceramiche, vetri, gioielli, arazzi, quadri, mobili, oggetti d’arte collezionati negli anni risalgono infatti tutti a un periodo che spazia dal Quindicesimo al Sedicesimo secolo.

Oggi, la collezione che ne è derivata è gestita dalla Fondazione Bagatti Valsecchi – ONLUS, creata dagli eredi dei due fratelli con lo scopo di esporre al pubblico gli oggetti e le opere, così come le sale. Nel 1975, il palazzo fu acquistato dalla Regione Lombardia, che nel 1994 inaugurò la casa museo, oggi tra le più importanti e meglio conservate d’Europa. Da non perdere anche l’affascinante Galleria delle Armi.
Il museo, in via Gesù 5, è aperto il mercoledì dalle 13.00 alle 20.00, il giovedì e il venerdì dalle 13.00 alle 17.45, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 17.45.
Il biglietto costa 12€ a tariffa intera e 9€ a tariffa ridotta per over 65 e studenti universitari, i ragazzi fino ai 18 anni possono acquistare un ticket ridotto a 2€; l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni e per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia. Se volete visitare anche le altre Case Museo di Milano, potete risparmiare acquistando la card (25€) che consente l’accesso a tutte e quattro.

Via della Spiga
Via della Spiga, che collega Corso Venezia e via Manzoni, è una delle strade che delimitano il Quadrilatero della Moda e, come via Montenapoleone, è sede di boutique e negozi di lusso.
Un tempo parte del sestiere di Porta Nuova — uno dei sestieri storici di Milano— e nota come contrada della Spiga, vanta un nome che è ancora un po’ un mistero. Secondo alcuni deriverebbe dalla famiglia Spighi, contemporanea di Francesco II Sforza, figlio di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este; secondo altri, sarebbe dovuto alla raffigurazione di una spiga davanti a un’antica osteria oggi scomparsa; altri ancora credono sia legata a una lapide latina, un tempo nell’edificio che ospitava le Orsoline del Santo Spirito, sulla quale era riportata la parola pacis, della quale il termine latino spica è un anagramma.
All’angolo con Corso Venezia da notare è la facciata di Casa de Maestri: in particolare, su uno degli angoli, si possono vedere i danni causati dai cannoni austriaci durante le Cinque Giornate di Milano, nel marzo del 1848.
Palazzo Morando
Palazzo Morando, in una laterale che collega via della Spiga e via Montenapoleone, è uno storico edificio milanese che nel corso dei secoli ha ospitato numerose famiglie meneghine di spicco, come i Casati e i Villa, ai quali (in particolare alla figura di Giovanni Villa) si deve la struttura attuale del palazzo, ispirata allo stile barocchetto lombardo.
Con la morte di Carlo Villa, podestà di Milano morto senza una persona alla quale lasciare in eredità la proprietà, l’edificio passò di famiglia in famiglia fino ad arrivare ai conti Gian Giacomo e Lydia Morando Attendolo Bolognini. Fu lei che, non avendo eredi, alla morte decise di donarlo al Comune di Milano.

Era il 1945 e la città era stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. A cadere, sotto le bombe, furono anche gli appartamenti monumentali di Palazzo Sormani (in Corso di Porta Vittoria 6, oggi sede della Biblioteca Comunale Centrale), che fino ad allora avevano ospitato il Museo della Città di Milano. Con l’acquisizione di Palazzo Morando, la collezione scampata alle bombe — costituita in gran parte da arredi, cimeli e dipinti donati da Luigi Beretta — fu quindi trasferita al suo interno dando vita all’attuale museo.
Oggi, il museo — che dal 2004 espone anche la collezione di opere d’arte donata dalla duchessa Eugenia Litta Visconti Arese — vanta sculture, oggetti e dipinti che raccontano la storia della città e la sua evoluzione nel tempo. Passeggiando tra le sale si possono quindi incontrare antiche vedute di Piazza Duomo e dei Navigli (ora in gran parte interrati), così come una delle “sirenette” originali che decoravano il ponte di ghisa di via San Damiano e oggi installato nel cuore di Parco Sempione. È un affascinante viaggio nel tempo che vi consiglio di non perdere; in alcune sale sono installati anche degli schermi che vi mostrano foto attuali affiancate ai dipinti, per vedere tutte le differenze.
Dal 2010, Palazzo Morando è anche sede della collezione Costume Moda Immagine, che racconta l’evoluzione della moda milanese nel corso dei secoli.
Il museo, in via Sant’Andrea 6, è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17.00. L’accesso è gratuito.

Corso Venezia
Corso Venezia, che rappresenta il confine sud-orientale del Quadrilatero della Moda e che un tempo era noto come Corso di Porta Orientale, unisce piazza San Babila a Porta Venezia (da dove partivano le strade che conducevano a Bergamo e Monza). Il corso è lungo poco più di un chilometro, ma il tratto che fa parte del Quadrilatero della Moda in realtà raggiunge appena i 250 metri e va dalla piazza all’incrocio con via San Damiano.
La strada e l’intero quartiere furono riqualificati a partire dal 1770 grazie a Ferdinando d’Asburgo, figlio di Maria Teresa d’Austria, che abbellì le mura spagnole e diede vita a quello che fu il primo parco pubblico di Milano aperto alla cittadinanza: i Giardini di Porta Venezia, oggi intitolati a Indro Montanelli. Grazie a queste migliorie, molte famiglie nobili e borghesi decisero di costruire i loro palazzi e di trasferirsi nei pressi del parco, dando vita a un nuovo quartiere elegante e lussuoso.
Tra gli edifici simbolo c’è Casa Fontana Silvestri (Corso Venezia 10), uno dei pochi palazzi rinascimentali ancora esistenti a Milano. Costruita nel Dodicesimo secolo e modificata nel Quattordicesimo (secondo alcuni su progetto del Bramante), la struttura è nota anche come “Ca’ del Guardian”, perché qui, nel 1476, abitava il custode di Porta Orientale, Angelo Fontana. L’accesso alla città si trovava proprio a lato dell’edificio, ma fu demolito nel Diciannovesimo secolo.
Piazza Quadrilatero: l’ex seminario vescovile
L’ex seminario vescovile di Milano (Corso Venezia 11), istituito da San Carlo Borromeo e inaugurato nel 1564, fu per anni un punto di riferimento religioso meneghino. Tutto cambiò nel 1798, quando, in epoca napoleonica, divenne la sede del Ministero della Guerra della Repubblica Cisalpina.
Con la caduta di Napoleone e il passaggio di proprietà alla curia, per l’edificio iniziò un periodo di decadenza che culminò nel 1930, quando anche gli ultimi seminaristi furono trasferiti. Nel 2002 iniziò però un importante restauro che portò alla nascita di Piazza Quadrilatero: uno spazio circondato da hotel di lusso, boutique e spa.
Informazioni utili per visitare il Quadrilatero della Moda
Il Quadrilatero della Moda, complice la sua posizione centrale, è facilmente raggiungibile in metropolitana, autobus o tram. Di seguito vi lascio le principali fermate:
- metro gialla (M3) con fermata Montenapoleone o Duomo;
- metro rossa (M1) con fermata San Babila;
- metro blu (M4) con fermata San Babila;
- tram linea 1 con fermata Montenapoleone;
- autobus linee 61 o 94 con fermata Duomo/Porta Volta.
Trovate tutti i dettagli e le informazioni utili nel post dedicato a come muoversi a Milano.

INFORMAZIONI UTILI PER UN VIAGGIO A MILANO:
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Se avete dubbi, domande o suggerimenti sul Quadrilatero della Moda di Milano, lasciate un commento!
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