Nella terra del Prosecco DOCG: tour tra colline, vino e storia

Un viaggio per scoprire il Prosecco DOCG e la sua terra. Un tour dalle colline al fiume Piave per incontrare luoghi, persone ed eventi che insieme creano il territorio di uno dei vini più famosi d’Italia.

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Si potrebbe parlare per giorni di Italia e di cibo. Ogni regione ha un numero incredibile di storie e di ricette da tramandare, di piatti che hanno una tradizione così antica che risulta impossibile trovare un’origine.

Ho la fortuna di vivere in una provincia, quella di Treviso, a metà tra il mare e la montagna, dove in tavola si alternano colori e sapori stagionali che, in alcuni casi, sono famosi in tutta la penisola.


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Vi ho già raccontato la storia del Radicchio Rosso di Treviso IGP e ora è venuto il momento di riempire i bicchieri con un’altra eccellenza del territorio: il Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene DOCG.


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Tenuta La Rivetta, Villa Sandi

Differenza tra Prosecco DOC, Prosecco Superiore DOCG e i suoi cru

Una premessa. Quando si parla di Prosecco, una sola lettera può fare una grande differenza. Quello a Denominazione di Origine Controllata viene prodotto in Veneto (ad esclusione delle province di Verona e Rovigo) e in Friuli-Venezia Giulia. Quello a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, invece, solo nelle aree collinari di Asolo su una sponda del fiume Piave e di Conegliano e Valdobbiadene sull’altra, entrambe in provincia di Treviso.


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Vigneti a Santo Stefano

All’interno di quest’ultima denominazione ci sono poi altri due preziosissimi vini: il Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG e il “Rive”. Il primo può essere realizzato solo con le uve coltivate in un’area di 107 ettari all’interno del comune di Valdobbiadene, il secondo viene creato con vitigni posti in forte pendenza e dove la vendemmia e la cura dei tralci sono eseguite esclusivamente a mano.

Col San Martino

Al di là dei nomi e delle aree di coltivazione, ciò che differenzia maggiormente il Prosecco DOC da quello DOCG sono le condizioni ambientali.

Nelle aree collinari c’è un maggior sbalzo termico tra il giorno e la notte, ci sono spazi ventilati e ore di luce differenti. Inoltre, la pendenza del terreno e la sua componente rocciosa obbligano le radici ad andare più in profondità per cercare i nutrienti dei quali hanno bisogno. Tutto ciò riesce a dar vita a uve di qualità superiore, fornendo così una materia prima diversa da quella delle aree pianeggianti.

Cantina Merotto

IL TOUR ALLA SCOPERTA DELLE AREE DEL PROSECCO

Alle spalle di una bottiglia di Prosecco c’è un territorio intero. È fatto di natura, certo, ma anche e soprattutto di mani e di storia. Per capire appieno le bollicine nel bicchiere bisogna quindi scoprire da dove arrivano: luoghi, eventi e persone che fanno sì che il nostro brindisi sia tra i migliori.

In occasione di Primavera del Prosecco ho potuto avvicinarmi a queste realtà più di quanto abbia mai fatto. Un giro in bici da Santo Stefano di Valdobbiadene al fiume Piave per immergermi in una zona della mia provincia che ha tantissime storie da raccontare.

Vigneti a Santo Stefano

SANTO STEFANO

Santo Stefano è una frazione del comune di Valdobbiadene, nel cuore delle colline che danno vita al Prosecco Superiore DOCG. È qui che inizia il tour alla scoperta del territorio e del suo vino più famoso, in un centro dove abitano solo poco più di 500 persone.

Vigneti a Santo Stefano

Uno dei suoi cittadini più illustri è il Colle delle Bastie, o Colle Cartizze, dal quale si possono ammirare le distese di vitigni e dove nasce quello che è l’omonimo cru, forse il più famoso dei due del Prosecco Superiore. Anche se io sono rimasta a Santo Stefano, l’area del Cartizze tocca anche le frazioni di San Giovanni, Barbozza e Saccol.

È in questo poco spazio che nasce una delle eccellenze del territorio trevigiano e dell’Italia intera.

Vigneti a Santo Stefano

CANTINA MEROTTO

A un paio di chilometri da Santo Stefano c’è Col San Martino, una frazione di Farra di Soligo, ed è qui che incontro una delle realtà della zona che trasformano l’uva in vino.

Cantina Merotto

La cantina Merotto fu fondata dal signor Graziano nel 1972, ma la storia vitivinicola della famiglia è più antica e risale all’inizio del Novecento. Qui Silvia e Mark, l’enologo, ci raccontano le attività che ruotano intorno ai loro vini, dalla raccolta alla produzione, passando per la cura delle piante.

Ci spiegano l’importanza del terreno, la storia delle viti e il loro ciclo naturale, seguìto passo dopo passo con interferenze ridotte al minimo grazie alle nuove tecnologie e alle conoscenze tramandate. Ci raccontano poi che alcune piante sono più giovani di altre perché si rispetta la vita di ciascuna di loro e vengono sostituite solo quando è strettamente necessario. È anche questo mix a regalare profumi e sapori unici all’uva prima e al vino poi.

Cantina Merotto

Infine ci fanno assaggiare tre spumanti a tiratura limitata: il Cuvée del Fondatore Graziano Merotto (Brut), il Castèl (Extra Dry) e la Primavera di Barbara (Dry). I primi due profumano di mela, il terzo di pera, perché all’interno sono presenti anche uve di varietà Perera, tipiche della zona.

Insomma, una visita per scoprire l’intero percorso del frutto e goderne poi nel migliore dei modi.

Cantina Merotto

L’AREA DEI PALÙ

A Col San Martino parte anche il tour in bicicletta durante il quale siamo affiancati da un istruttore certificato e da un’accompagnatrice turistica. Nel centro del paese ci aspettano le e-bike, le Mountain Bike a pedalata assistita che permettono di scoprire il territorio in lungo e in largo e con uno sforzo nettamente inferiore a quello richiesto dalle bici tradizionali. In aree a pendenza variabile come questa sono di grande aiuto.

Isola dei morti

Poche pedalate e si arriva nel bel mezzo dell’area dei Palù. La zona si estende per circa 1000 ettari tra i comuni di Farra, Vidor, Sernaglia e Moriago della Battaglia e un tempo era coperta da paludi che si formavano per il ristagno dell’acqua causato dal terreno più basso rispetto a quello circostante.

I primi lavori di bonifica, eseguiti dai religiosi del vicino monastero benedettino di Vidor, risalgono al Tredicesimo secolo e oggi l’intera area è protetta. È un continuo alternarsi di campi chiusi, vigneti e fossati e questi ultimi raccolgono l’acqua che andrà poi ad alimentare non solo le coltivazioni, ma anche le vicine falde acquifere naturali.

Area di Palù

IL LUOGO DELLA MEMORIA DI MORIAGO DELLA BATTAGLIA

Dopo aver superato i Palù si raggiunge il comune di Moriago e il suo Luogo della Memoria. Qui, bagnata dal fiume Piave, c’è l’Isola dei Morti, chiamata così per i numerosi corpi dei soldati che venivano trasportati a valle dalla corrente e si fermavano in questo punto.

Su questa “isola” si faticava a camminare, tanto era l’ingombro di cadaveri.

Un ragazzo del ’99

Il fiume Piave

Proprio in questo punto, il 27 ottobre 1918, i soldati italiani attraversarono il fiume per conquistare Moriago e dare il via alle operazioni che portarono alla Battaglia di Vittorio Veneto, conflitto finale della Prima Guerra Mondiale.

Il fiume Piave

Oggi, non distante dalla sponda sinistra del fiume, in quello che viene chiamato Piazzale Ragazzi del ’99, ci sono un cippo commemorativo e il piccolo tempio votivo alla Madonnina del Piave. Per entrambi sono stati usati non solo i sassi trasportati dal fiume, ma anche filo spinato e altri cimeli della Prima Guerra Mondiale in onore dei soldati caduti e di quelli sopravvissuti.

Cippo degli Arditi, Isola dei morti

L’intera zona è inserita nel percorso dedicato alla Grande Guerra e non c’è un luogo su questa o sull’altra sponda del fiume che non ricordi i tragici eventi del ’15-’18.

Tempio votivo della Madonnina del Piave, Isola dei morti

LA PRIMAVERA DEL PROSECCO SUPERIORE

Proprio alla Prima Guerra Mondiale è dedicata l’edizione di quest’anno della Primavera del Prosecco Superiore. A cento anni dal conflitto, le pro loco hanno raccolto testimonianze, fotografie e cimeli di quel periodo per condividerli con abitanti e visitatori.

Pro Loco di Santo Stefano

L’evento, quest’anno dal 17 marzo al 10 giugno, è giunto alla ventitreesima edizione e per l’occasione vengono organizzate “Mostre del Vino” ed eventi collegati, sia enogastronomici che turistici. Lo scopo è quello di promuovere non solo i prodotti tipici, ma anche il territorio nella sua interezza, perché tutta l’area è fatta di buon cibo, buon vino e tanta, tantissima storia.

Abitiamo nelle nostre vigne da secoli. Ne respiriamo l’aria e ne conosciamo ogni collina, ogni vite, ogni zolla. Qui è nato il Prosecco Superiore, qui siamo nati noi tutti. Il territorio di Conegliano Valdobbiadene è dove viviamo da sempre ed è il nostro patrimonio più importante: per questo ce ne prendiamo cura […].
Non ha pareti, ma orizzonti. Non ci sono stanze, ma una biodiversità da amare e proteggere. Non c’è il tetto, ma un paesaggio unico al mondo.

Consorzio di tutela Prosecco Superiore

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Conoscevate la zona di Conegliano e Valdobbiadene? Sapevate la differenza tra Prosecco DOC e Prosecco DOCG? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG può essere realizzato solo in 15 comuni della Marca Trevigiana: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene e Vittorio Veneto.

La cantina Merotto Spumanti si trova in via Scandolera 21 a Col San Martino di Farra di Soligo. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30, il sabato solo la mattina. Le visite guidate sono solo su appuntamento.

I tour Experience Prosecco Hills si possono fare in e-bike, come vi ho raccontato, in Vespa o a bordo di un mezzo con autista e in tutti e tre i casi si è accompagnati da una guida. Lungo il percorso non si scopriranno solo i tesori naturali del territorio, ma anche quelli enogastronomici. Se scegliete il tour in bici, vi consiglio di informare l’istruttore e la guida del vostro livello di allenamento o delle vostre condizioni fisiche, sicuramente sapranno scegliere il percorso più adatto alle vostre necessità e capacità. Per maggiori informazioni sui tour disponibili visitare il sito, dove potete trovare anche quelle dedicate agli eventi e alle mostre organizzati in occasione di Primavera del Prosecco superiore.

Ringrazio ZetaGroup e Primavera del Prosecco per avermi invitato al blog tour #PrimaveraDelProsecco e per avermi fatto conoscere il prodotto e il territorio.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


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