Visita alla Pinacoteca di Brera di Milano: scoprire la collezione

Alla scoperta della Pinacoteca di Brera di Milano. La sua storia e la sua collezione, le opere da non perdere e le informazioni per visitare questa meraviglia dell’arte. 

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La Pinacoteca di Brera è uno dei tesori di Milano e al suo interno conserva una delle collezioni pittoriche più importanti del nostro Paese.


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Pinacoteca di Brera

Era da tanto che sognavo di visitarla. Volevo ammirare dal vivo dipinti che avevo avuto modo di studiare solo durante le lezioni di storia dell’arte, osservare colori e pennellate che avevo visto solo sui libri.

A volte, quando ci sono tante aspettative, il rischio di rimanere delusi è dietro l’angolo, in questo caso, però, dietro l’angolo ho trovato solo meraviglie.

 

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Lo stesso edificio nella quale è ospitata è splendido: imponente, ma elegante, uno di quelli che mi hanno fatto pensare alla fortuna che hanno gli studenti che camminano tra quelle aule e quei corridoi.

Sposalizio della Vergine, Raffaello, sala 24

Sì, perché all’interno del palazzo, un tempo convento dell’ordine degli Umiliati, ci sono anche l’Accademia di Belle Arti e la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio e l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. Fuori, invece, l’Orto Botanico.

Osservatorio della Pinacoteca di Brera

Nel 1571, quando l’ordine degli Umiliati fu soppresso, il convento passò nelle mani della Compagnia di Gesù che lo ampliò e trasformò in Università. I lavori terminarono ufficialmente secoli dopo, quando anche l’ordine dei Gesuiti fu abolito e l’edificio era ormai proprietà austriaca.

Pinacoteca di Brera

L’Accademia, la Biblioteca e l’Orto Botanico nacquero nel 1776 per volere di Maria Teresa d’Austria, ma bisogna aspettare l’intervento francese per la vera e propria creazione della Pinacoteca.

Pinacoteca di Brera e Napoleone come Marte pacificatore di Canova

La nascita della Pinacoteca di Brera

La collezione di opere dell’Accademia cominciò ad arricchirsi a partire dai primi anni dell’Ottocento.

Quando Napoleone ordinò la soppressione degli ordini religiosi, tesori inestimabili, fino a poco prima ospitati in chiese e monasteri, si sparsero per l’Italia e la Francia, Parigi in primis, e alcuni arrivarono qui.

Osservatorio della Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera aprì ufficialmente le sue porte il 20 aprile 1810 e la sua collezione da allora continuò ad ampliarsi, anche se con la caduta di Napoleone tanti dipinti lasciarono l’edificio per tornare nelle mani dei legittimi proprietari.

Pinacoteca di Brera

Nel 1882 si separò dall’Accademia diventando un’istituzione a parte e, nonostante i rischi corsi durante le Guerre Mondiali e il bombardamento di Milano nel 1943, oggi è più bella che mai.

Pinacoteca di Brera, sala 8

Le sale e la collezione della Pinacoteca di Brera

Il percorso all’interno della Pinacoteca di Brera è circolare e ruota intorno al cortile dell’edificio. Comincia dalla Cappella di Mocchirolo e dai suoi affreschi risalenti al Trecento e termina con le opere del Diciannovesimo secolo.

Insomma, nelle sue 37 sale c’è la storia della pittura italiana dal medioevo al Novecento.

Pinacoteca di Brera, sala 9

Qui sono esposte la statua di Napoleone come Marte pacificatore di Canova, il Cristo morto di Mantegna, il Ritrovamento del Corpo di San Marco di Tintoretto e la Cena in casa di Simone di Paolo Veronese. Quattro capolavori.

Cristo Morto di Mantegna, sala 6

Per non parlare della Cena in Emmaus di Caravaggio, dello Sposalizio della Vergine di Raffaello o delle vedute veneziane di Canaletto, che avevo visto anche alla Pinacoteca del Castello Sforzesco, ma che sono sempre bellissime.


 Leggi anche: Castello Sforzesco a Milano: visitare i suoi musei


Cena in Emmaus, Caravaggio, sala 28

Ci sono poi opere di Jacopo e Giovanni Bellini, del Perugino, di Vittore Carpaccio, Tiziano, Cima da Conegliano e Piero della Francesca (erano anni che volevo vedere la Pala di Brera e dal vivo è ancora più bella, luminosa ed elegante).

Pala di Brera, Piero della Francesca, sala 24

L’elenco potrebbe continuare con nomi più o meno famosi, soggetti religiosi e non, ma l’unica cosa sensata da fare, in questi casi, è acquistare il biglietto ed entrare.

Bisogna immergersi tra pennellate su tela e altre su tavola, fermarsi a guardare il laboratorio di restauro e, magari, avere la fortuna di trovare al suo interno qualcuno che lavora con estrema attenzione a uno dei dipinti. Un’altra occasione straordinaria da vivere in questo paese delle meraviglie dell’arte.

Il Bacio, Hayez, sala 37


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Informazioni

La Pinacoteca di Brera è aperta dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.15 (la biglietteria chiude alle 18.40). È chiusa il lunedì, il 1 gennaio e il 25 dicembre.

Il biglietto costa 10,00€ a tariffa intera e 7,00€ a tariffa ridotta, ma la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito. L’audioguida (disponibile in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco) costa 5,00€.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.


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