La Torre Eiffel: storia e curiosità del simbolo di Parigi

La Torre Eiffel: alla scoperta del simbolo di Parigi. La sua storia, qualche curiosità e tutte le informazioni utili per visitarla.

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Quasi ogni città ha il suo simbolo: un edificio maestoso incarnazione dell’ingegno dell’uomo, come la Sagrada Familia di Barcellona, una meraviglia antica come il Colosseo di Roma, una statua piena di significato come la Statua della Libertà di New York.

Spesso basta la loro sagoma per condurre la mente verso la città, a volte pure verso l’intera nazione. Quando si parla di Francia c’è la Torre Eiffel.

La storia della Torre Eiffel in pillole

Per il 1889, anno dell’EXPO di Parigi, all’ingegnere Gustave Eiffel venne affidato il compito di progettare e realizzare quella che ora è la struttura più alta in città (324 metri) e che è stata fino al 1930 (anno del completamento del Chrysler Building di New York) la più alta del mondo.

La Torre fu costruita nel Campo di Marte, sulla riva sinistra della Senna e a un paio di chilometri a sud rispetto all’Arco di Trionfo che, allora, era il monumento incontrastato di Parigi.


Fino al XVIII secolo l’area [n.d.r. il Campo di Marte] era stata una gradevole successione di orti e piccoli lotti coltivati. Ma poi, lungo il bordo meridionale del rettangolo, era stata costruita una grande scuola militare e gli orti che da lì arrivavano fino alla Senna erano stati trasformati in uno spazio per le parate e, dopo la Rivoluzione, in luogo per grandi raduni.
Il sito era diventato ancora più splendido pochi anni dopo, quando l’imperatore Napoleone, per celebrare una delle sue tante vittorie, aveva ordinato che, proprio di fronte, venisse costruito un bel ponte sulla Senna, il pone di Iéna. Di conseguenza il Campo di Marte era stato una scelta eccellente quale sede dell’Esposizione Mondiale del 1889. I visitatori avrebbero potuto attraversare il ponte di Iéna per raggiungere la riva sinistra e poi passare direttamente sotto la stupefacente torre di Monsieur Eiffel, i cui quattro piedi di ferro avrebbero costituito un colossale arco di accesso.

Paris*, Edward Rutherfurd

La Tour Eiffel.

Inaugurata il 31 marzo 1889, la Torre Eiffel è diventata nel tempo uno dei simboli di Parigi e perfetto esempio dell’ingegno francese e delle abilità di Eiffel, famoso per i suoi ponti.


Il grande quadrato di centoventiquattro metri di lato dove la torre avrebbe piantato i suoi piedi era contrassegnato da enormi fosse ai quattro angoli – nord, sud, est e ovest – nelle quali squadre di operai erano indaffaratissime a scavare. […]
Per prima cosa andarono a guardare due grandi scavi, uno all’angolo meridionale e l’altro a quello orientale, in fondo ai quali si poteva già vedere una buona base asciutta dove gettare le fondamenta in cemento. Poi raggiunsero un sito lungo il fiume. E qui Thomas rimase senza fiato.
La gigantesca fossa che vedeva davanti a sé sembrava il pozzo di una miniera. Sul fondo c’era un’enorme scatola metallica aperta, del tipo utilizzato durante la costruzione dei pilastri del ponte per tenere all’esterno l’acqua del fiume. All’interno della scatola gli operai aggredivano il terreno con pale e picconi.
«Sono già sotto il livello della Senna» spiegò la guida. «Il luogo è stato deciso dal comitato, ma quando Monsieur Eiffel lo ha testato, ha scoperto che il terreno lungo il fiume era così acquitrinoso che non avrebbe potuto sostenere normali fondamenta». L’uomo sorrise. «Parigi avrebbe avuto la sua torre pendente come Pisa, ma cinque volte più alta».
«Si può costruire comunque?»
«Oh, sì. Avrà due fondamenta all’asciutto e due sotto il livello del fiume, come questa […]. È una vera fortuna che Eiffel sappia come si fa a costruire nei fiumi».

Paris*, Edward Rutherfurd

La Tour Eiffel.

Salire sulla Torre Eiffel

Iniziare a scoprire Parigi dalla Torre Eiffel è come entrare in una casa dalla porta principale: il modo più ovvio, ma anche il migliore.

Dal basso è imponente e affascinante, ma non basta ammirarla con il naso all’insù per scoprirla e apprezzarla davvero. La Torre offre uno dei più bei panorami di Parigi e dei suoi celebri tetti grigi proposti all’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 2014.

Salendo con gli ascensori o a piedi (gli scalini sono ben 1665), si può raggiungere la cima o anche solo il secondo piano. Non si tratta semplicemente di un’esperienza consigliata, ma è quasi obbligatoria per chi visita la città.


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La Tour Eiffel.

I biglietti per salire sulla Torre Eiffel e gli orari d’apertura

Salire sulla Torre Eiffel ha diversi costi a seconda delle modalità e del visitatore (sotto i 4 anni l’ingresso è gratuito):

  • Ascensore fino al secondo piano: 16,60€ adulti, 8,30€ per ragazzi tra i 12 e i 24 anni, 4,10€ per i bambini dai 4 agli 11 anni e per i diversamente abili;
  • Ascensore fino in cima: 25,90€ adulti, 13,00€ per ragazzi, 6,50€ per bambini e per i diversamente abili;
  • Scale fino al secondo piano: 10,40€ adulti, 5,20 € per i ragazzi, 2,60€ per i bambini e per i diversamente abili;
  • Scale fino al secondo piano e poi ascensore fino in cima: 19,70€ per gli adulti, 9,80€ per i ragazzi, 5,00€ per i bambini.

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Gli orari della torre variano a seconda del periodo:

  • Dal 13 giugno al 29 agosto: ascensore aperto dalle 9.00 alle 0.45 (ultima salita alle 23.30 e per la sommità alle 23.00), scale aperte dalle 9.00 alle 0.30 (ultima salita prima di mezzanotte);
  • Dal 30 agosto al 12 giugno: ascensore aperto dalle 9.30 alle 23.45 (ultima salita alle 23.00 e per la sommità alle 22.30), scale aperte dalle 9.30 alle 18.30 (ultima salita prima delle 18.00)
La Tour Eiffel.

Alcune curiosità sulla Torre Eiffel

La Torre Eiffel è un’opera incredibile dal punto di vista strutturale e ha tantissime storie da raccontare e alcune curiosità che forse non tutti conoscono. Eccone alcune.


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La Tour Eiffel.

È stata pensata per combattere il vento

Quando l’ingegnere Eiffel iniziò a progettare la Torre, conosceva il suo più grande nemico: il vento. Per questo motivo scelse di realizzarla con travi di ferro a reticolo aperto e di erigere una struttura solida, ma leggera.

Non solo, la forma della torre e la sua curvatura slanciata sono pensate per compensare perfettamente la spinta del vento, indipendentemente dalla provenienza. Una vera e propria opera d’arte matematica.


Se mettessimo la torre all’interno di una scatola cilindrica, come quelle in cui a volte vengono vendute le bottiglie di vino, l’aria contenuta nella scatola peserebbe quasi quanto la torre stessa. Strano, ma vero.

Paris*, Edward Rutherfurd

Avrebbe dovuto avere vita breve

La Torre Eiffel avrebbe dovuto rimanere in piedi solo per 20 anni, ma grazie alla sua altezza si rivelò utile sia nel campo delle comunicazioni che in quello degli esperimenti scientifici. È per questo che oggi svetta ancora sui tetti della capitale francese, salutando impassibile visitatori e cittadini.

Parigi dall'alto dell'Arco di Trionfo

I primi visitatori della Torre Eiffel

Uno dei primi fu il suo creatore, Gustave Eiffel, che in occasione dell’inaugurazione decise di salire a piedi per issare la bandiera francese sulla punta.

Poco dopo i primi ospiti veri e propri furono alcuni membri della famiglia reale inglese e l’attore e cacciatore statunitense Buffalo Bill.

Hitler qui non sale!

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Hitler visitò Parigi e decise di salire sulla cima della torre. I francesi, però, disattivarono gli ascensori e spiegarono al dittatore tedesco che si trattava di un guasto: necessitavano di un preciso pezzo di ricambio che però, a causa della guerra, era irreperibile. Hitler, piuttosto che salire più di mille gradini, rimase a terra.


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La Tour Eiffel.

Le luci intermittenti della Torre Eiffel

La sera, allo scoccare di ogni ora, la Tour Eiffel brilla per cinque minuti grazie alle lampadine intermittenti che sono sparse sulla sua struttura metallica.

Posizionata nel 2000, anche questa installazione, come la torre stessa, avrebbe dovuto essere temporanea: un modo luminoso per festeggiare il nuovo millennio.

Le luci della Torre Eiffel cambiano colore

Come accade per il newyorkese Empire State Building, anche le luci della torre parigina cambiano colore a seconda dei periodi e delle celebrazioni. Per esempio, nel 2008, per omaggiare il turno di presidenza francese dell’Unione Europea, la Tour Eiffel fu decorata con le stelle dell’UE e i colori della bandiera, che resero il simbolo parigino ancora più suggestivo.

I numeri della Torre Eiffel

La Torre Eiffel ogni anno è visitata da oltre 7 milioni di visitatori e vanta il titolo di monumento a pagamento più visitato al mondo. Non solo, tra i numeri da record ci sono anche le 50 tonnellate di colore che ogni 5 anni vengono usate per ridipingerla e i 100 mila chilometri che i suoi ascensori percorrono in un anno.

Eiffel l’ha pagata in parte di tasca propria

Il monumento francese per eccellenza fu pagato solo per un quarto dalla Francia, il resto del denaro fu messo a disposizione in gran parte dal suo stesso ideatore: Gustave Eiffel.


“Il tuo amico Eiffel ha un problema” aveva annunciato. “La città gli ha detto di costruire la sua torre, ma gli darà solo un quarto del denaro necessario”.
“E allora chi pagherà?”
“Lui stesso. Dovrà pagare la torre di tasca sua.”
Era una situazione straordinaria. Per celebrare il centenario della Rivoluzione, la città di Parigi aveva commissionato un monumento e ora si rifiutava di pagarlo.
Ma se Eiffel era un grande ingegnere, aveva dimostrato di essere anche un imprenditore coraggioso con una visione. “Concedetemi i diritti sui primi vent’anni di proventi della torre” aveva detto” e io troverò il denaro.”
Quindi, mentre si avvicinava al cantiere deserto, Thomas sapeva che ciò che aveva davanti a sé sarebbe stato nn solo l’orgoglio della Francia, ma anche il trionfo o la rovina finanziaria dello stesso Monsieur Eiffel.

Paris*, Edward Rutherfurd

Torre Eiffel

Dove dormire a Parigi

Hotel a Parigi

Durante la mia settimana a Parigi ho soggiornato all’Aparthotel Adagio Paris Centre*, che regalava una splendida vista sulla Torre Eiffel.

Non è distante dalla Senna e dal centro città e le camere sono dei mini appartamenti dotati di cucina, l’ideale se volete essere indipendenti per i pasti o se viaggiate in quattro e volete stare tutti insieme in una camera spaziosa.


Se avete dubbi, domande o suggerimenti,
lasciate un commento!

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Media

La Tour Eiffel è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Le linee metropolitane più comode sono la 6, stazione di Bir-Hakeim (consigliata perché non corre sotto terra e sarà così possibile ammirare la Torre prima di raggiungerla) e la linea 9, stazione Trocadéro.

Le foto sono state scattate con una Nikon Coolpix S210* e una Canon 80D*, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.


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10 Comments

  1. 1

    Devo dire che la prima volta che l’ho vista sono rimasta un pò delusa.
    Forse perchè l’avevo così tanto idealizzata che la immaginavo più grande.
    Non ci sono salita, ma l’ho vista una sera illuminata.

    Tra meno di un mesetto tornerò a Parigi per la seconda volta, chissà che la viva diversamente!
    Vorrei salire fino in cima, ovviamente con l’ascensore 😀
    L’aneddoto di Hitler lo sapevo anche iooo ma non ricordo dove l’avevo sentito.. Geniale.

    Silvia
    http://andoutcomesthegirl.wordpress.com

    • 2

      Credo che la sua bellezza stia nell’essere un simbolo, perché oggettivamente ho visto cose molto più belle. Comunque nche io me la immaginavo più grande, ma da lontano ha il suo fascino. 😉
      Buon viaggio a Parigi, Silvia!! 😀

  2. 3
  3. 7
  4. 9

    La prima volta che vidi la Tour Eiffel mi stavo per mettere a piangere. Parigi era da sempre il mio sogno. Sfortuna volle che nel periodo in cui ero lì, Pasqua 2012, gli ascensori erano veramente guasti/fuori uso – 3 su 4 – e nell’unico disponibile ci fosse una fila incredibile. Allora decidemmo di salire a piedi. Inutile dire che tra tutti gli scalini e i km macinati, tornai a casa con un ginocchio distrutto!

    • 10

      So che vuol dire quando una città diventa un sogno, quando per viverla torni a casa senza gambe e ti capisco quando mi dici che quasi ti sei messa a piangere! 🙂 …che sfortuna per gli ascensori, però mi fa piacere che tu ci sia salita comunque! 🙂

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