Oderzo: cosa vedere nell’antica città romana in provincia di Treviso

Oderzo e una passeggiata per il centro storico per scoprire il passato della città. Da Palazzo Foscolo all’antico Foro Romano, passando per Piazza Grande.

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Oderzo si trova a pochi chilometri da Treviso e da Venezia, dalle Dolomiti e dal mare Adriatico, una posizione che, fin dall’antichità, ne ha favorito lo sviluppo economico.

Vista dal ponte del Torresin a Oderzo

Non è mai facile parlare della propria città, tentare di vederla con gli occhi di chi non la conosce, ma ci voglio provare, perché non ho mai considerato Oderzo come una meta, ma sempre come un punto di partenza.

Il ponte della piazza a Oderzo

L’ho sempre vista con gli occhi di chi crede di saperla a memoria, anche se poi non è mai così, perché, anche se le strade cambiano di rado, i dettagli lo fanno in fretta e molto spesso. Non l’ho mai ammirata o guardata, guardata davvero, l’ho sempre e solo vista.

Ora voglio mostrarvela e voglio guardarla bene insieme a voi. Vi accompagno per le strade della mia città, vi presento Oderzo e vi suggerisco cosa vedere se capitate qui.

 

 

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La storia di Oderzo

Op Terg (letteralmente “area del mercato”) è stata fondata intorno al 1000 a.C. dai Veneti, che occupavano il territorio dal fiume Tagliamento, oggi in Friuli Venezia Giulia, a Mantova.

La parola Terg è un termine che ancora oggi si trova in alcune lingue slave (il croato o lo sloveno, per esempio) come trg, piazza, appunto. Io non avevo mai notato questa affascinante connessione, forse perché da sempre Oderzo viene presentata come città romana.

I resti romani sotto la piramide

La storia dell’antica Opitergium, questo il suo nome romano, è strettamente legata a quella della via Postumia e a quella di Giulio Cesare. La prima fu costruita nel 148 a.C. per collegare Genova e Aquileia e ancora oggi passa per la città, il secondo fu colui che donò il titolo di municipium alla cittadina.

Era l’epoca della guerra civile tra Cesare e Pompeo e gli abitanti erano fedeli al primo. Durante una delle tante battaglie navali nell’Adriatico, il tribuno Volteio Capitone, ormai sconfitto, decise di suicidarsi insieme a circa mille opitergini piuttosto che essere fatto prigioniero dalla flotta avversaria.

Cesare premiò la città per la sua fedeltà dando a Oderzo il titolo di municipio e decretando per i cittadini l’esenzione dal servizio militare per vent’anni. Questa decisione causò una vera e propria esplosione demografica e urbana, durante la quale vennero costruiti tantissimi nuovi edifici e risistemato il Foro.

Qualche secolo dopo, però, arrivarono i barbari. Durante le invasioni, moltissimi opitergini e altri abitanti della zona si rifugiarono nelle isole della laguna, prima fra tutte Torcello, fondando poi la città di Venezia. Solo dopo il passaggio dei Longobardi alcuni degli abitanti tornarono nell’entroterra dando nuova vita alla città.

Antico Foro Romano

Cosa vedere a Oderzo

Oderzo è una vera e propria città archeologica e la seconda città veneta per importanza di reperti di età romana dopo Verona.

Non solo, è anche la città più porticata d’Italia e durante le giornate di pioggia questa è una benedizione: si può continuare a vagare per le vie e per i negozi senza quasi prendere una goccia d’acqua. Tutto questo rimanendo all’interno del centro storico.

Ma ora vi accompagno per le vie della città, ecco cosa vedere a Oderzo (nell’ordine suggerito per la visita).


 Leggi anche: Cosa vedere a Verona in un giorno per innamorarvene


 

 

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Palazzo Foscolo

Questo percorso inizia in via Garibaldi, una delle vie storiche della città e una delle sue arterie principali. Su di lei si affaccia Palazzo Foscolo che, con il suo bel parco, è il cuore culturale di Oderzo.

Museo Archeologico "Eno Bellis"

Al suo interno sono ospitati il Museo Archeologico (uno dei più antichi d’Italia ancora aperti al pubblico), la Pinacoteca e la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Non mi dilungherò troppo, perché a loro ho già dedicato un post completo sul blog.

Questo è un ottimo punto di partenza per scoprire Oderzo non solo per la sua posizione, ma anche perché all’interno del palazzo potrete scoprire la storia della città dall’epoca preromana in avanti. Ne uscirete con un’infarinatura generale che vi permetterà di visitare il centro storico con un occhio più attento e allenato.


Leggi anche: Palazzo Foscolo: visita ai musei di Oderzo tra storia e arte


Museo Archeologico "Eno Bellis"

La chiesa di Santa Maria Maddalena

La chiesa di Santa Maria Maddalena, a pochi metri da Palazzo Foscolo, è una delle più antiche di Oderzo. La sua fondazione risale all’anno Mille, ma nel corso dei secoli fu restaurata e modificata più volte. Una delle sue parti più antiche, oggi, è il campanile, che spicca anche per la differenza cromatica che lo distacca visivamente dal resto dell’edificio.

Nel Sedicesimo secolo divenne proprietà delle monache dell’ordine domenicano, che vi affiancarono un monastero attivo fino alla soppressione dell’ordine da parte di Napoleone.

 

 

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Via Umberto I

Via Umberto I abbraccia una parte importante del centro storico di Oderzo, quella che conduce alla piazza.

Nel Cinquecento divenne dimora di alcuni proprietari terrieri della zona che decisero di costruirvi le loro eleganti abitazioni e ancora oggi molti di questi edifici sono affrescati sia all’interno che all’esterno.

Mentre si passeggia è inevitabile alzare lo sguardo verso i dettagli colorati o le figure, soprattutto religiose, che compaiono dipinte sotto i portici.

Casa rinascimentale affrescata in via Umberto I a Oderzo

Piazza Grande

Piazza Grande, un tempo nota come Piazza Vittorio Emanuele II, è la principale della città e su di lei si affacciano eleganti palazzi, anch’essi affrescati, e il Duomo di San Giovanni Battista.

È una delle più famose del Veneto per la sua forma a palcoscenico e ogni anno, in piena estate, si trasforma in un teatro dove va in scena l’opera, un appuntamento fisso che richiama visitatori nazionali e internazionali.

Una delle caratteristiche principali della piazza è il suo analemma: un calendario a forma di otto che funziona come una meridiana. È tra i più grandi del nostro Paese e lungo il suo percorso sono sono disegnati i segni zodiacali. Grazie all’ombra del pinnacolo del duomo, a mezzogiorno, permette di orientarsi durante l’anno.

Piazza Grande a Oderzo

Il Torresin

L’entrata principale della piazza è il Torresin, l’antica porta cittadina medievale (Porta Trevisana) sotto la quale passava la Callalta, la strada che portava a Treviso.


 Leggi anche: Un giorno a Treviso: cosa vedere all’interno delle mura


Quando Oderzo diventò dominio veneziano, il Torresin divenne la dimora del podestà. Oggi, invece, è sede della polizia municipale e l’attuale edificio è il risultato di una ricostruzione avvenuta negli anni Trenta del Novecento.

Il Torresin a Oderzo

Il Duomo di San Giovanni Battista

Il vicino Duomo di San Giovanni Battista, con il suo campanile storto, è la chiesa più importante della città e la sua costruzione risale all’Undicesimo secolo. Fu eretto sulle rovine di un tempio romano dedicato a Marte e negli ultimi secoli ha subìto tantissime modifiche.

Al suo interno conserva opere Domenico Tintoretto, Jacopo Palma il Giovane, di Pomponio Amalteo e la copia di una pala di Cima da Conegliano, il cui originale è conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano.


 Leggi anche: Visita alla Pinacoteca di Brera di Milano: scoprire la collezione


Ristorante Gellius

Proprio di fronte al Duomo c’è poi il Ristorante Gellius, che, in questo caso, non è una tappa legata all’enogastronomia, ma alla storia.

Ristorante Gellius

È stato creato all’interno delle antiche carceri (attive fino al 1955) e ai piedi della torre bizantina e del castello medievale. Di queste due strutture si vedono ancora delle porzioni di pareti, realizzate con un mix di pietre, sassi e resti romani trovati in città.

Il locale ha preso il nome da una parola incisa in una delle pietre ritrovate proprio in quest’area e oggi, al suo interno, si possono ammirare alcuni reperti. Tra questi un bassorilievo con delle donne danzanti, oggi logo del ristorante.

Cappella funeraria al Ristorante Gellius

Il Parco Ca’ Diedo

Il Parco Ca’ Diedo è il parco cittadino, il vero polmone verde della città. Se passate di qui, date un’occhiata alla statua vicino all’ingresso principale. Raffigura Luigi Luzzatti, Presidente del Consiglio dal 1910 al 1911 che, prima di arrivare a Roma, era deputato della circoscrizione di Oderzo.

 

 

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L’antico Foro Romano

Se al Museo Archeologico avete visto i reperti all’interno di teche o ben posizionati e ripuliti, nell’antico Foro Romano potete vederli nella loro posizione originale, dove sono stati ritrovati.

Il Foro è il cuore dell’antica Opitergium e il punto più alto della città. Quasi tutti i resti romani che si possono ammirare qui risalgono al periodo tra la fine del I secolo a.C. e la metà del II secolo d.C., questo perché nel 166 d.C. le invasioni barbariche rasero al suo l’intera città.

Casa patrizia dell'antico Foro Romano

Tra i ritrovamenti più importanti ci sono le antiche domus patrizie vicine al Foro. È ancora possibile vedere la suddivisione delle stanze (dove un tempo c’erano i muri oggi ci sono sassolini di argilla) e la pavimentazione a battuto, realizzata con coccio pesto, acqua, sabbia, calce e tessere di mosaico. Alcune aree mostrano ancora i segni degli incendi appiccati dai barbari.

Antico Foro Romano

Molti dei reperti romani rimasti sono stati poi distrutti durante il Medioevo o riutilizzati per costruire la cinta muraria della città, nel 700 d.C.. Oggi la parte superiore della fortificazione è visibile vicino alla piramide di vetro, a pochi passi dal Foro, la parte inferiore, invece, solo partecipando a una delle passeggiate storiche organizzate dall’Associazione ATHENA.

Piramide di vetro e resti dell'antica cinta muraria

Informazioni sulle passeggiate storiche

Le passeggiate storiche sono gratuite, anche se è gradita un’offerta che verrà utilizzata per acquisti di sussidi per il Museo Archeologico e per la Pinacoteca.

Le passeggiate si tengono ogni prima domenica del mese da marzo a giugno e nei mesi di settembre e ottobre. Iniziano alle 15.30, con ritrovo in Piazza del Foro Romano. L’intero giro dura circa due ore.

Molte delle aree del Foro sono normalmente chiuse al pubblico e si possono ammirare solo dall’alto. Durante le passeggiate, invece, in compagnia di una guida, è possibile vederle da vicino mentre si ascolta la loro storia e quella della città.

Antico Foro Romano

Ponte donatori di Sangue

Questa potrebbe sembrare una tappa insolita, ma vi consiglio di raggiungerlo se volete ammirare Oderzo da un altro punto di vista.

Il ponte pedonale dedicato ai donatori di sangue fu costruito pochi anni fa e regala uno splendido scorcio sul fiume Monticano, che attraversa Oderzo.

Oderzo vista dal ponte sul Monticano

Oderzo è una città da scoprire passeggiando, da ammirare a trecentosessanta gradi: con il naso all’insù, verso le pareti affrescate dei palazzi di via Umberto I, e all’ingiù, verso i mosaici della zona del Foro Romano.

È una cittadina conoscere un passo dopo l’altro, sotto i portici o lungo il fiume, accompagnati da due cigni che mi piace pensare siano sempre gli stessi da più di vent’anni (magari lo sono sul serio).

 

 

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Siete mai stati a Oderzo? Vi ho incuriosito? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Il comune di Oderzo si trova in Veneto, non distante dal confine con il Friuli Venezia Giulia, a 30 chilometri da Treviso e a circa 55 da Venezia.

Oderzo è un comune low cost, per chi lo visita. I mosaici del centro sono inglobati nell’architettura cittadina moderna e visibili a tutti, a tutte le ore del giorno, senza bisogno di un biglietto. Il Museo e la Pinacoteca, invece, propongono un biglietto cumulativo che permette di visitarli entrambi (intero 6,00€ e ridotto 4,00€), oltre a quello singolo (intero 4,00€ e ridotto 3,00€).

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*, per vedere altre foto di Oderzo, sfogliate il mio album su Flickr.

Questo post è stato realizzato per il progetto #LoveMyLand nato dall’idea di due blogger, Federico di Masterpiece Travel e Liz di Travelling with Liz, per valorizzare e far conoscere le bellezze e le particolarità della proprio regione di provenienza. Il tutto funziona in maniera molto semplice:


“Ogni blogger nominato da qualche altro avrà la possibilità di scrivere su un luogo, un evento, una sagra, una leggenda o qualunque altra cosa riguardi la sua regione di provenienza e che possa in qualche modo incuriosire il lettore tanto da fargli pensare di visitarla. Successivamente l’autore dell’articolo nominerà altri due blogger che dovranno fare altrettanto, e non importa se si nomina qualcuno della stessa regione o che è già stato nominato…”


*All’interno di questo post sono presenti dei link di affiliazione. Questo significa che se decidete di effettuare una prenotazione o di fare un acquisto e utilizzerete questi link, i siti mi riconosceranno una percentuale. Per voi non ci sono costi aggiuntivi, ma così facendo supporterete questo blog e il lavoro che si nasconde dietro ogni articolo pubblicato. Grazie ❤

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23 Comments

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    Che bella iniziativa! Mi piace moltissimo il tuo modo di raccontare i luoghi con le parole e le immagini e anche stavolta sei riuscita a rendere speciale un posto normale. Perché in fondo ognuno tende a considerare normale la propria città natale, a meno di essere nati a Firenze, Roma o Venezia. Mi segno lo spunto magari per raccontare la mia Piacenza.

    • 4

      Ciao Laura! L’iniziativa mi era piaciuta davvero tanto, anche perché, come dici anche tu, è facile considerare “normale” la propria città o il proprio paese. In caso fammi sapere, sarei curiosa di leggere qualcosa su Piacenza scritto da una persona che ci vive o ci è nata 🙂
      A presto ❤

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    Cara Martina, grazie innanzitutto per il gradimento espresso sul mio articolo su Lisbona in cieloeterra. Per la verità la destinazione vera dell’articolo è un’altra e cioè la rivista web succedeoggi.it per la quale sono corrispondente da Lisbona. Volevo dirti però che nel guardare il tuo blog mi sono sentito letteralmente battere il cuore. La descrizione e le bellissime immagini della tua Oderzo (ora dovrò visitarla per forza!), ed anche la menzione che fai di Lovemyland, mi rinviano al vero motivo per cui scrivo su Lisbona : e cioè che amo alla follia la mia terra, Napoli! Ed è cosa difficilissima, visto che Napoli è per natura fatta per essere non solo amata ma anche profondamente odiata. Che bello però aver constatato con te un motivo in più per continuare ad amarla! Grazie infinite!.
    Tra l’altro le tue immagini mi riportano istintivamente (perdonami se sbaglio) ad un libro, un autore ed un mondo che ho sempre amato molto, e cioè la Marcia di Radetzky di Joseph Roth.
    Insomma grazie di tutto, Vincenzo

    • 10

      Ciao Vincenzo,
      grazie infinite per le tue belle parole. A volte è più facile trovare dei motivi per non apprezzare le nostre città natali, eppure trovare qualcosa che ce le faccia amare, ci avvicina a loro più di quanto si possa immaginare.
      Non conosco quel libro, ma mi informerò.
      Grazie a te per essere passato di qui e per aver speso qualche minuto a scrivere i tuoi pensieri. <3

      • 11

        Si, è proprio come dici. Saggissime parole : …più di quanto possiamo immaginare!.
        Ah quanto sarebbe migliore il mondo se tornassimo a scoprirlo, e smettessimo così di percorrerlo come mosche impazzite!. Il mondo di Roth di cui ti parlavo, e di cui egli però descriveva la malinconica morte (entro la letteratura della Finis Austriae), era proprio così : provvidenzialmente fermo! Nel male, ma anche nel bene! Ma io parlo così forse solo perché sono vecchio. Tu di certo non lo sei. Quindi : buona e felice vita!
        Un caro saluto, Vincenzo

  6. 12

    Io.vivo ad Oderzo da soli 4 anni e sono innamorata di questo angolino di mondo in cui sto crescendo i miei due figli.
    Pensa.che fino a 5 anni fa.non ci ero neppure mai passata essendo originaria della.parte.destra del.fiume Piave.
    Grazie per questo post sulla affascinante piccola incantevole viva e.naturale Oderzo.

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