L’Upper West Side di Manhattan: cosa vedere tra parchi, musei ed edifici storici

Upper West Side: la sua storia e cosa vedere, da Columbus Circle al Museo di storia naturale, passando per Riverside park. Tutte le informazioni utili per la visita.
L’Upper West Side, a ovest di Central Park e limitato a sud dalla 59esima e a nord dalla 110ma Strada, è una zona prevalentemente residenziale, ma vanta alcuni poli culturali di importanza internazionale, come l’American Museum of Natural History o il Lincoln Center. In questo post vi racconto la sua storia e vi porto a scoprirlo.
La storia dell’Upper West Side in pillole
La zona occupata oggi dalle eleganti dimore dell’Upper West Side cominciò a svilupparsi solo alla fine del Diciottesimo secolo, quando la crescita esponenziale della città, per oltre cent’anni limitata a Lower Manhattan, portò alle prime bonifiche di un’area estremamente paludosa.
Inizialmente nota come Bloomingdale District — un nome lasciato in eredità dai coloni olandesi, che avevano battezzato quest’area Bloemendaal in onore di un piccolo villaggio nel Vecchio Continente —, la zona ospitò per decenni alcune fattorie, affiancate nell’Ottocento da taverne, pensioni, un manicomio e case destinate alla popolazione più povera e agli immigrati.
A cambiare tutto, nella seconda metà del secolo, furono la costruzione della Hudson River Railroad, ossia la ferrovia che collegava New York ad Albany, e del nuovissimo Central Park, che portarono alla riqualificazione dell’intera zona, al trasferimento (poco più a nord) della Columbia University e all’apertura, nel 1904, della prima linea metropolitana.

Tra il 1885 e il 1910, l’Upper West Side conobbe così una crescita senza precedenti che trasformò il quartiere in un’area residenziale che, dagli anni Trenta, iniziò ad attrarre alcune delle famiglie più abbienti. Questo portò però a uno spostamento verso nord delle comunità che fino ad allora avevano abitato la zona, come quelle afro-americane e caraibiche, poi stanziatesi nel quartiere che oggi è noto come Harlem.
Ai ricchi newyorkesi si affiancarono, sia a est che a ovest del parco, molte delle ricche famiglie ebree in fuga dall’Europa, che qui diedero vita a quella che è attualmente la più grande comunità dell’Ebraismo ortodosso moderno al di fuori di Israele. Un evento, questo, che è dimostrato ancora oggi dall’elevato numero di sinagoghe, di botteghe e di deli, paragonabili per quantità forse solo a quelli presenti nel Lower East Side, dove invece si trasferirono le famiglie ebree più povere.
Cosa vedere nell’Upper West Side
Oggi, l’Upper West Side è una delle zone più ricche di Manhattan, un’area residenziale che però, come anticipavo, vanta alcuni importanti poli artistici e culturali. Ecco cosa vedere tra le sue strade, i luoghi da non perdere e tutte le informazioni per la visita.

Columbus Circle
Columbus Circle è considerata la porta d’ingresso all’Upper West Side e si trova al limite sud-occidentale di Central Park. Battezzata in onore del suo monumento dedicato a Cristoforo Colombo, questa piazza circolare fu progettata nel 1857 parallelamente alla progettazione del parco e fu completata nel 1892 con l’installazione della colonna centrale di 23 metri sormontata da una statua dell’esploratore italiano.
Modificata più volte nel corso degli anni per migliorare la circolazione lungo le sempre più trafficate strade di Manhattan e apparsa in decine di film ambientati a New York — da Taxi Driver a Ghostbusters —, Columbus Circle è nota anche per essere il punto dal quale vengono misurate tutte le distanze da New York City.
Lincoln Center for the Performing Arts
Sede della New York Philharmonic, della Metropolitan Opera, del New York City Ballet, della Juilliard School e della Chamber Music Society, il Lincoln Center for the Performing Arts è uno dei poli artistici e musicali più importanti di New York.
Costruito tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, il campus aprì ufficialmente le sue porte nel 1962 con l’inaugurazione della David Geffen Hall, cuore del complesso, seguita da quella del David H. Koch Theatre (1964) e della Metropolitan Opera House (1966). Da allora il Lincoln Center è diventato un vero e proprio punto di riferimento e oggi ospita ben 30 spazi, tra teatri e sale, dedicati a eventi e performance per un totale di oltre 13.000 posti a sedere.

Gli spazi esterni si possono visitare in autonomia, ma per vedere da vicino i teatri e i palchi è necessario partecipare a una visita guidata, un’esperienza che sarà di nuovo disponibile da luglio 2023. Trovate tutte le informazioni aggiornate sul sito ufficiale, dove sono elencati anche tutti gli eventi in corso.
Se, invece, durante il vostro viaggio a New York volete assistere a uno degli spettacoli della Metropolitan Opera, potete acquistare i biglietti seguendo questo link*.
American Folk Art Museum
L’American Folk Art Museum, fondato da Joseph B. Martinson e Adele Earnest con il nome di Museum of Early American Folk Arts, è uno spazio espositivo dedicato interamente all’arte folk e all’Art Brut e dove sono conservate, tra le tante, opere di Sheldon Peck, Asa Ames e Henry Darger, del quale il museo possiede la più ricca collezione a livello globale.
Nato nel 1961 senza una vera e propria sede espositiva — la prima fu scelta solo nel 1979 —, il museo iniziò ad ampliarsi a partire dal 1966 e dagli anni Novanta cominciò a includere anche opere realizzate da artisti afro e latino americani e da figure internazionali. Dopo aver venduto parte della sua collezione al MoMA, il museo si trasferì nella sua sede attuale al civico 2 di Lincoln Square nel 2001, dove da allora organizza ogni mese mostre temporanee ed eventi a tema.
Oggi conta oltre 8.000 pezzi, tra disegni, sculture, opere tessili, documenti, video, dipinti, ceramiche e mobili, tutte opere risalenti a un periodo che spazia dal Diciottesimo secolo ai giorni nostri.
Gli spazi sono aperti dal mercoledì alla domenica dalle 11.30 alle 18.00 e l’ingresso è gratuito; per maggiori informazioni sulle esposizioni in corso vi consiglio di visitare il sito ufficiale.

American Museum of Natural History
Il Museo Americano di Storia Naturale aprì le sue porte al pubblico nel 1877 e oggi conta oltre 30 milioni di reperti e oggetti (molti dei quali non esposti) raccolti in oltre 40 sale distribuite su 4 piani. Tra diorami, ricostruzioni e animali impagliati, qui è possibile scoprire la storia del nostro pianeta e della sua incredibile varietà dalle origini della Terra ai giorni nostri, spaziando dall’affascinante mondo dei mammiferi africani al cosmo.
Il museo è un vero e proprio must se si visita New York per la prima volta e può richiedere anche più di mezza giornata per essere scoperto nel dettaglio e in maniera approfondita. Trovate la sua storia e tutte le informazioni per la visita (compreso il link per acquistare i biglietti e saltare la coda all’ingresso) nell’articolo dedicato interamente al Museo di Storia Naturale di New York.

Riverside Park
Affacciato sul fiume Hudson, Riverside Park nacque negli anni Settanta dell’Ottocento tra la 72esima e la 125esima strada, per poi estendersi sia verso nord che verso sud nei decenni successivi; oggi l’area tra la 59esima e la 72esima è nota come Riverside South.
Dopo anni di incuria, nel 1979, il parco è stato completamente riqualificato e oggi l’area verde è attraversata da numerosi sentieri e costellata di aree dedicate allo sport e al gioco, piccoli chioschi e locali, giardini fioriti e monumenti. Tra questi ultimi ci sono per esempio il Soldiers’ and Sailors’ Monument (89th Street), l’Eleanor Roosevelt Monument (72nd Street), il Firemen’s Monument (100th Street) e la tomba del diciottesimo presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant (122nd Street), che si trova però all’interno dei confini di Harlem.

Nicholas Roerich Museum
Il Nicholas Roerich Museum è un piccolo museo dedicato al lavoro di Nicholas Roerich (1874-1947), artista di origine russa e uomo poliedrico che dedicò la sua vita all’arte, alla scienza e alla spiritualità. Tutti e tre questi aspetti emergono dalla collezione conservata all’interno degli spazi espositivi, che comprende numerosi e coloratissimi dipinti — in gran parte paesaggi ispirati all’Asia Centrale e all’Himalaya e legati al tema della natura e del mito —, statue, libri, ma anche un importante archivio di immagini e documenti.
Inizialmente ospitato in una casa costruita appositamente per Roerich in Riverside Drive e poi trasferito nella sua sede attuale, il museo è oggi anche un importante centro culturale dove vengono organizzati eventi e incontri dedicati all’arte e alla musica. La storia di Roerich e gli eventi in corso sono disponibili sul sito ufficiale.
Il Nicholas Roerich Museum (319 West 107th Street) è aperto dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 16.00, il sabato e la domenica chiude invece alle 17.00. Chiuso il lunedì, il 1 gennaio, il 4 luglio, il Giorno del Ringraziamento e il 25 dicembre. L’ingresso è gratuito.

Barney Greengrass
Barney Greengrass è un deli, con cucina annessa, aperto nel 1908 all’angolo tra la 113esima Strada e St. Nicholas Avenue, ad Harlem. Trasferitosi nella sua sede attuale dell’Upper West Side, tra la 86esima e Amsterdam Avenue, nel 1929, è da sempre specializzato in piatti legati alla tradizione ebraica, ma, soprattutto, è considerato il re dello storione affumicato, tanto da essere noto anche come “Sturgeon King”.
Inserito tra i 50 migliori negozi di alimentari del mondo dal Financial Times e da Michelin tra i migliori deli di New York, oggi il locale è gestito da Gary Greengrass, nipote del fondatore Barney, dal quale l’attività storica prende il nome. Ve ne parlavo anche nel post dedicato a dove mangiare a New York.
Barney Greengrass è aperto dal martedì alla domenica dalle 8.00 alle 18.00, la cucina è aperta dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.00, mentre il sabato e la domenica fino alle 17.00. Il menu è consultabile anche online.
I prezzi sono un po’ alti rispetto alla media newyorkese e personalmente vi sconsiglierei di pranzare qui per il rapporto qualità-prezzo, ma una visita in negozio è più che consigliata.

Il Dakota e il San Remo
Tra i numerosi palazzi residenziali dell’Upper West Side ce ne sono due che spiccano per la loro storia: il San Remo e il Dakota, entrambi affacciati su Central Park e rispettivamente all’altezza della 74esima e della 72esima.
Il San Remo è un edificio risalente al 1929 ed estremamente riconoscibile grazie alle sue due alte torri gemelle. Soprattutto, è noto per le numerose personalità illustri che lo abitano o l’hanno abitato: da Rita Hayworth a Dustin Hoffman, da Bono a Bruce Willis, passando per Dodi Al-Fayed, Glenn Close, Steve Martin e Tiger Woods.

Il Dakota, commissionato dal fondatore della Singer Edward S. Clark e costruito tra il 1880 e il 1884, è invece il più antico tra gli edifici residenziali di New York e al momento della sua costruzione rappresentava una vera e propria novità, perché, all’epoca, vivere in condomini e appartamenti era appannaggio delle fasce più basse della popolazione. È con lui che acquistare o affittare un appartamento in città divenne sinonimo di lusso e ricchezza, un cambiamento che modificò per sempre il modo di vedere dei ricchi newyorkesi.
Quando, un paio di anni prima, il promotore immobiliare Edward Clark aveva costruito un imponente e isolato edificio per appartamenti sul lato ovest di Central Park — su, fino alla Settantaduesima Strada — aveva deciso di chiamarlo il Dakota. […] Nel suo splendido isolamento, con le zone limitrofe vuote a parte alcuni negozietti e qualche baracca, il possente Dakota, per quanto riguardava il suo rapporto con il mondo più alla moda, sarebbe potuto appartenere a un territorio remoto.
NEW YORK*, EDWARD RUTHERFURD. TRADUZIONE DI STEFANO VIVIANI
“Nessuno vive là dentro, per l’amor del cielo” dicevano. “E comunque, chi vuole vivere in un appartamento?”.
La risposta a quella domanda era semplice. Fino a qualche anno prima soltanto i poveri vivevano negli appartamenti — case divise da un pavimento — o negli alloggi popolari, dove erano divisi persino i pavimenti. Appartamenti splendidi potevano essere una caratteristica delle grandi capitali europee come Vienna e Parigi. Ma non di New York. La gente lì viveva in case unifamiliari.
Eppure si registravano segnali di cambiamento. Altri edifici per appartamenti erano comparsi in città, anche se nessuno maestoso come il Dakota.
Con oltre un secolo di storia, il Dakota vanta tra i suoi inquilini — a parte i numerosi fantasmi, come vi raccontavo nel post dedicato ai segreti di New York — il compositore Pëtr Il’ič Čajkovskij, le attrici Lauren Bacall e Judy Garland, la cantante Liza Minelli, il ballerino Rudolf Nureyev, Yōko Ono e John Lennon, che proprio all’ingresso fu assassinato l’8 dicembre 1980. È all’altezza del Dakota, all’interno dei cancelli di Central Park, che si trova Strawberry Fields: il piccolo spiazzo dedicato all’artista e decorato con il mosaico “Imagine”.

Pomander Walk
Passeggiando per l’Upper West Side all’altezza dell’incrocio tra la 95esima e West End vi imbatterete in una piccola casa in mattoni che non ha nulla a che vedere con i palazzi che la circondano. È lei a dare il benvenuto nel piccolo complesso di Pomander Walk, un’area residenziale composta da 27 storybook houses — casette che sembrano uscite da un libro di fiabe — realizzate nel 1921.
La zona, proprietà privata che può essere ammirata solo dalla strada e da un cancello posto sulla 94esima, è stata battezzata in onore di una commedia romantica scritta da Louis N. Parker nel 1910 e che vede la sua storia ambientata in “una mezzaluna ritirata di cinque case molto piccole e antiquate vicino a Chiswick”, in Inghilterra.

Informazioni utili per visitare l’Upper West Side
Oltre ai luoghi menzionati, vi segnalo che nell’Upper West Side c’è anche il Children’s Museum of Manhattan, un museo fondato nel 1973 e interamente dedicato ai bambini, dove i più piccoli possono divertirsi tra attività e giochi.
Se, invece, cercate altri posti dove mangiare vi segnalo Zabar’s (sulla Broadway, all’altezza dell’80esima Strada), fondato nel 1934 e oggi uno dei più famosi deli newyorkesi, e Absolute Bagel (sulla Broadway, tra la 107esima e la 108esima), un locale economico e alla mano dove ho trovato uno dei bagel più buoni tra quelli assaggiati a New York; prevede solo l’acquisto per l’asporto, ma si trova vicino a Riverside Park, dove troverete numerose panchine.

Dove dormire a New York
Durante il mio secondo viaggio a New York ho soggiornato al The Herald*, a due passi da Herald Square e dall’Empire State Building. L’albergo offre solo servizio pernottamento, senza colazione o altri pasti.
La camera non era molto grande, ma rispettava per dimensioni e qualità gli standard newyorkesi. Punto di forza dell’albergo è sicuramente la sua posizione, estremamente strategica per scoprire l’intera città, perché l’area di Herald Square non è solo centrale, ma è anche servita da molte linee della metropolitana.

Se avete domande, dubbi o suggerimenti su cosa vedere nell’Upper West Side, lasciate un commento!
Per vedere le foto scattate a New York (con un iPhone 11 Pro* e una Canon 80D*) sfogliare il mio album su Flickr.
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