Il Muro di Berlino: i luoghi da vedere lungo il suo percorso

Cosa vedere nella capitale tedesca seguendo il Muro di Berlino. Un itinerario con i luoghi da non perdere nel centro città per scoprire un pezzo della sua storia.  

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Oggi il Muro di Berlino è una cicatrice che taglia in due la capitale. In alcuni punti la ferita è scomparsa, ma in altri è ancora ben visibile: pezzi di cemento e anime in metallo che vanno verso il cielo e che a tratti si sgretolano.


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Muro a Potsdamer Platz

Fino a pochi anni fa, però, era una realtà fredda e crudele che tagliava in due quella che fino a pochi anni prima era una delle città più potenti d’Europa.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

La storia del Muro di Berlino (Berliner Mauer, in tedesco) inizia nel 1945, quando Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito e Francia si riunirono alla conferenza di Jalta. In quell’occasione decisero di dividere la città, da poco conquistata, in quattro settori: Berlino Est (il più grande) all’URSS, Berlino Ovest alle altre tre potenze.


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Berlino Ovest diventò così l’unico territorio non sovietico all’interno della Germania dell’Est (la Repubblica Democratica Tedesca, DDR) e per questo moltissime persone cercarono di raggiungerla portando con sé ciò che potevano.

Checkpoint Charlie

Quando per il governo orientale la situazione diventò ingestibile, comparve il Muro. Fu costruito a partire dalla notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 e da quel giorno case, famiglie, amici e strade rimasero ufficialmente divisi fino al 9 novembre 1989, quando la DDR decise di riaprire le frontiere.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

Quando si parla del Muro di Berlino, però, non si deve pensare a una semplice barriera. Era composto, infatti, da due pareti in cemento con anime in ferro alte più di 3 metri, una interna (Hinterlandmauer), che guardava Berlino Est, e una esterna, che guardava invece Berlino Ovest.

Nel mezzo, tra le due, la striscia della morte, uno spazio (spesso minato) largo fino a 10 metri sul quale non vigevano regole, ma un unico ordine dato ai soldati: sparare a chiunque avesse provato ad attraversarlo.

Qualcuno riuscì a fuggire, a superare i posti di blocco o il Muro stesso, ma ci vollero ventotto anni e più di 130 vittime (per alcuni più di 200) per farlo cadere.

Due persone sono riuscite a fuggire in questo punto

Oggi, come dicevo, è una cicatrice che taglia in due la città. Targhe, pezzi rimasti in piedi e sampietrini ricordano il suo percorso ed è possibile seguirlo camminando in luoghi dove fino a trent’anni fa non era possibile camminare.


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Lungofiume Kapelle-Ufer

Io l’ho seguito dall’Oberbaumbrücke, il ponte sulla Sprea tra i quartieri di Friedrichshain e Kreuzberg, al Memoriale del Muro in Bernauerstraße, nella parte settentrionale del distretto di Mitte. Nel mezzo tappe importanti della sua storia e di quella della capitale: ecco cosa vedere seguendo il Muro di Berlino.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

Oberbaumbrücke

L’Oberbaumbrücke è uno dei ponti più riconoscibili di Berlino e negli anni di divisione permetteva il passaggio da Berlino Est (quartiere di Friedrichschain), al quale apparteneva dal punto di vista territoriale, a Berlino Ovest (quartiere di Kreuzberg).

Oberbaumbrücke

Inizialmente costruito in legno nel 1724, fu eretto poi in pietra nel 1894, ma il 23 aprile 1945 Hitler lo distrusse per ostacolare l’esercito sovietico.

Il ponte a due piani fu ricostruito poi nel 1963, ma allora poteva essere attraversato solo a piedi dopo aver superato il posto di blocco. Bisogna aspettare il 1995 per il transito delle auto e della linea U1 della metropolitana, che scorre sui binari posti tra una merlatura e l’altra.

Oggi è un simbolo della riunificazione della città e della Germania intera.

Oberbaumbrücke

La zona di fiume vicina all’Oberbaumbrücke è tristemente nota per essere stato il luogo dove hanno perso la vita quasi tutti i bambini morti indirettamente a causa del Muro.

Avevano tutti tra i 5 e i 9 anni e si parla di vittime indirette perché nessuno di loro aveva intenzione di attraversare il confine, ma morirono annegati a causa del ritardo o dei limiti imposti a militari e soccorritori.

Durante gli anni di divisione, infatti, i vigili del fuoco o gli agenti di Berlino Ovest non potevano intervenire in acque orientali (e viceversa) nemmeno in casi estremi. I militari della Berlino Est, inoltre, avevano l’obbligo di sparare a chiunque si tuffasse in acqua: quindi i civili, quando e se presenti, non rischiarono mai la propria vita per provare a salvare quella dei piccoli berlinesi.

Sprea dall'Oberbaumbrücke

Come raggiungerlo: l’Oberbaumbrücke può essere raggiunto in metropolitana (linee U1 e U3 con fermata a Schlesisches Tor) o in autobus (linee 165, 265, N1 e N65, stessa fermata).

Sprea dall'Oberbaumbrücke

East Side Gallery

La East Side Gallery è uno dei luoghi più famosi della capitale tedesca, probabilmente il più noto tra quelli legati al Berliner Mauer e non potrebbe essere altrimenti, visto che è una parte del Muro originale.

East Side Gallery

Si tratta del pezzo più lungo rimasto in piedi (1,3 km) e oggi è un simbolo di libertà sia per la sua storia che per le decine di immagini che vi sono state dipinte e che parlano di pace, tolleranza e unione.

Gli artisti coinvolti dal 1990 sono oltre 100 e provengono da 21 Paesi diversi. Hanno realizzato in totale 106 graffiti, l’uno di fianco all’altro, divisi solo dal soggetto e dallo stile.

East Side Gallery

Tra i più famosi ci sono quello che raffigura il bacio tra Erich Honecker (politico tedesco appartenente alla Germania Est) e Leonid Brežnev (uomo di stato sovietico), quello con la Trabant (Trabi) che sembra sfondare la parete, e quello della marea umana che attraversa il Muro.

East Side Gallery

Seguendolo arriverete all’An der Schillingbrücke passeggiando in quella che una volta era Berlino Est. Soprattutto lo farete senza poter vedere Berlino Ovest, appena al di là del fiume, proprio come accadeva fino a qualche decennio fa.

Come raggiungerla: la East Side Gallery si trova lungo Mühlenstrasse, inizia a due passi dall’Oberbaumbrücke e termina non distante dalla Berlin Ostbahnhof (o viceversa, a seconda del vostro percorso). Se decidete di partire da quest’ultima, sappiate che potete raggiungerla in autobus (linee 140, 142, 147, 240, 248, 347, N40) o con i treni della S-Bahn (S5, S9, S3, S7…).

East Side Gallery

Engelbecken e la S. Michael Kirche

Dove un tempo scorreva il Luisenstadt Canal, realizzato tra il 1848 e il 1852, che univa il Landwehrkanal con la Sprea, oggi c’è Engelbecken (il Bacino dell’Angelo).

Engelbecken

Il letto del canale è stato prosciugato e riempito di terra e ora è uno spazio verde che regala una piacevole passeggiata tra fiori ed elementi decorativi come la Indischer Brunnen, la fontana indiana.

Indischer Brunnen, Engelbecken

Appena al di là del laghetto c’è la Sankt Michael Kirche, o almeno quello che resta di lei. Costruita tra il 1851 e il 1861 fu completamente sventrata durante la Seconda Guerra Mondiale e oggi l’unica parte utilizzabile è quella del transetto, sotto la cupola.

St. Michael Kirche

La linea di divisione della città dal 1961 al 1989, dopo aver superato il fiume attraversando An Der Schillingbrücke, continuava proprio in quest’area. L’Engelbecken si trovava in quella che era nota come la striscia della morte, che correva lungo Leuschnerdamm, e la chiesa, invece, era a Berlino Est.

Vista dall'An der Schillingbrücke

Come raggiungerlo: il mezzo più comodo è l’autobus (linea 147 con fermata a Heinrich-Heine-Platz, oppure M29 o N8 con fermata a Oranienplatz). Le due fermate più vicine della metropolitana sono quelle di Kottbusser Tor (linee U1, U3 e U8) e Heinrich-Heine-Straße (linea U8), entrambe a circa 10 minuti a piedi. Camminando, lo potete raggiungere in circa 15 minuti a piedi dalla East Side Gallery.

St. Michael Kirche

Checkpoint Charlie

Checkpoint Charlie era uno dei più importanti posti di blocco e permetteva a funzionari, militari e visitatori stranieri di passare da Berlino Est e dal quartiere di Mitte a Berlino Ovest e al quartiere di Kreuzberg.

Checkpoint Charlie

Questo punto, oggi diventato un luogo da cartolina grazie alla fedele ricostruzione della cabina statunitense posta lì nel 2000, fu teatro di alcuni scontri tra le due potenze protagoniste della Guerra Fredda.

Nell’ottobre del 1961, infatti, quando i leader della Germania Orientale cercarono di limitare i diritti dei cittadini nell’area occidentale, gli Stati Uniti posizionarono qui alcuni carri armati. L’Unione Sovietica rispose con lo stesso spiegamento di forze  facendo temere lo scoppio di un nuovo conflitto armato.

Checkpoint Charlie

Come raggiungerlo: Checkpoint Charlie può essere raggiunto in metropolitana (fermata Kochstraße/Checkpoint Charlie della linea U6) o in autobus (linee M29 o N6 scendendo alla stessa fermata).

Dall’Engelbecken è circa mezz’ora a piedi, ma potete anche prendere il bus M29 su Oranienplatz, vi porterà a Checkpoint Charlie in circa 15 minuti.

Checkpoint Charlie

La Topografia del Terrore

La Topografia del Terrore (Topographie des Terrors) è un’esposizione che racconta la salita al potere del regime nazista in Germania. Le prime fotografie e i primi documenti risalgono al 1933 e gli ultimi al 1945.

Topographie des Terrors

Questo progetto, nato nel 1987 nel settore americano, sorge sul luogo dove un tempo si trovava il quartier generale della Gestapo e a lato del Muro del Berlino, del quale una parte è ancora in piedi.

Il Muro visto da Topographie des Terrors

Personalmente credo che sia proprio la sua posizione a dare ancora più forza al messaggio trasmesso, oltre alle incredibili testimonianze esposte, ed è stata una delle tappe più interessanti di questo percorso seguendo il Muro di Berlino.

Topographie des Terrors

Come raggiungerla: la Topografia del Terrore può essere raggiunta a piedi da Checkpoint Charlie (meno di cinque minuti) o con i mezzi. Il più comodo è l’autobus (linea M41 con fermata a Abgeordnetenhaus o M29, M41, N6 con fermata a Wilhelmastraße/Kockstraße).

Topographie des Terrors

Potsdamer Platz

Potsdamer Platz, per decenni il centro commerciale e culturale della capitale tedesca, è forse uno dei luoghi che rende di più l’idea se si parla della divisione della città.

La grande piazza, con la sua importante stazione ferroviaria e metropolitana, rimase per ventotto anni tagliata a metà e inutilizzata, nonché caratterizzata da una delle più ampie strisce della morte.

Muro a Potsdamer Platz

Oggi è di nuovo un luogo di shopping e uno dei poli principali delle linee metropolitane e ferroviarie berlinesi, con centri commerciali ed edifici progettati da architetti internazionali come Renzo Piano.

Potsdamer Platz

Come raggiungerla: Potsdamer Platz è uno dei luoghi di Berlino meglio serviti dai mezzi pubblici. Per raggiungerla potete prendere la metropolitana (linea U2), gli autobus (linee 200, M41, M48, M85, N2) o i treni della S-Bahn (RB10, RE3, RE4, RE5, S1, S2, S25, S26). Da Topographie des Terrors sono circa 10 minuti a piedi.

Potsdamer Platz

Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa

Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa non è un luogo direttamente collegato al Muro, ma seguendo il suo percorso da Potsdamer Platz alla prossima tappa, la Porta di Brandeburgo, non si può ignorarlo.

L’appello per la sua realizzazione risale al 1988, ma l’approvazione ufficiale arrivò solo nel 1999. L’area si trovava per metà tra i due muri e per metà in territorio orientale.

I lavori, durati un anno e mezzo, iniziarono nel 2003 dopo che venne scelto il progetto dell’architetto Peter Eisenman e dell’ingegnere Buro Happold.

Denkmal für die ermordeten Juden

Dove sono state poste le 2711 stele di calcestruzzo grigio, un tempo sorgeva un palazzo di proprietà di Joseph Goebbles, Ministro della Propaganda e una delle personalità più influenti del Terzo Reich. Il messaggio trasmesso dalla Berlino contemporanea mi sembra più che chiaro.

Denkmal für die ermordeten Juden

Le stele, di larghezza e lunghezza identiche, hanno tutte altezze differenti (da 20 centimetri a 4 metri), ma se le si guarda dalla strada sembrano tutte più o meno simili. L’illusione ottica è data dal terreno che sale e scende, che sembra inghiottire i visitatori che camminano tra le pietre.

Ciò che gli ideatori del progetto volevano trasmettere è l’idea di un sistema che dall’esterno sembra ordinato, preciso, ma che, una volta visto dall’interno, non solo non lo è, ma fa percepire anche un senso di solitudine.

Denkmal für die ermordeten Juden

All’installazione all’aperto è stato affiancato un centro d’informazione al coperto con ritratti, testimonianze e fotografie. L’ingresso è gratuito ed è possibile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00 (da ottobre a marzo chiude un’ora prima).

Come raggiungerlo: il Memoriale può essere raggiunto in autobus (linee 200 o N2 con fermata a Behrenstraße/Wilhelmstraße) o in metropolitana (linea U2 con fermata a Mohrenstraße). Da Potsdamer Platz è raggiungibile in poco più di 5 minuti a piedi.

Denkmal für die ermordeten Juden

Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo è il simbolo di Berlino e punto di partenza del viale Unter den Linden che porta all’Isola dei Musei. Durante gli anni di divisione si trovava nel territorio di Berlino Est e al centro della striscia della morte, irraggiungibile da entrambe le fazioni.


 Leggi anche: L’Isola dei Musei: cuore della Berlino culturale


Eretta tra il 1788 e il 1791 in stile neoclassico per volere del re Federico Guglielmo II, sulla cima fu posta una quadriga: un cocchio trainato da quattro cavalli che vuole simboleggiare il trionfo del regno.

La statua, però, non rimase sempre al suo posto: nel 1807, infatti, Napoleone Bonaparte la portò a Parigi come trofeo. Tornò a Berlino solo nel 1814.

Brandeburger Tor

Dal 1961 al 1989 fu anche un simbolo di divisione e un luogo che più di altri smosse coscienze e dibattiti proprio per il suo ruolo di monumento rappresentativo di quella che un tempo era una capitale unita.

Nel 1987, proprio di fronte a lei, a Berlino Ovest, si tennero due importanti discorsi che pare portarono poi all’abbattimento del Muro: quello del presidente americano Reagan e quello di Richard von Weizsäcker, sindaco della Berlino occidentale.

«Segretario generale Gorbačëv, se si cerca la pace, se si cerca la prosperità per l’Unione Sovietica e per l’Europa Orientale, se cercate la liberalizzazione, venga qui ad aprire questa porta! Mr. Gorbačëv, apra questa porta! Mr. Gorbačëv, abbatta questo muro!»

Ronald Reagan

Entrambi furono uditi anche a Berlino Est.

«Fintanto che la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa, la questione tedesca resterà aperta».

Richard von Weizsäcker

Brandeburger Tor

Come raggiungerla: la Porta di Brandeburgo può essere raggiunta a piedi dal Memoriale (circa 7 minuti) oppure in autobus (linee 100, 200, TXL) o con la S-Bahn (linee S1, S2, S25, S26), in entrambi i casi la fermata è Brandeburger Tor.

Brandeburger Tor

Palazzo del Reichstag

Il Palazzo del Reichstag di Berlino è un imponente edificio in stile neo-rinascimentale, caratterizzato da una cupola in vetro, costruito tra il 1884 e il 1894.

È uno dei luoghi più significativi non solo della capitale, ma di tutta la Germania. Qui, infatti, venne proclamata la Repubblica di Weimar, la prima esperienza di democrazia liberare in territorio tedesco che durò dal 1919 al 1933, anno della salita al potere di Hitler.

Bundestag

L’edificio non ebbe vita facile. Fu colpito da un terribile incendio (di dubbia natura) il 27 febbraio 1933, al quale seguì poi la sospensione di molti diritti civili ad opera del Terzo Reich. Successivamente fu gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei nel 1945.

Durante gli anni di divisione il palazzo del Reichstag si trovava a Berlino Ovest e nel 1990 ospitò la cerimonia ufficiale della Riunificazione tedesca. Ciò che vediamo oggi è il risultato di un restauro avvenuto negli anni Novanta.

Bundestag

Come raggiungerlo: il Bundestag è a circa cinque minuti a piedi dalla Porta di Brandeburgo. È possibile anche raggiungerlo in autobus con i mezzi della linea 100 (fermata Reichstag/Bundestag).

La struttura è visitabile gratuitamente su appuntamento, nel caso in cui foste interessati vi consiglio di prenotare qualche settimana prima di partire, perché i posti (soprattutto per salire fino alla cupola) sono limitati.

Rathaus

Parlamento degli Alberi

Il Parlamento degli Alberi (Parlament der Bäume) è un luogo di memoria contro ogni violenza e ogni guerra, in particolare contro gli avvenimenti che hanno caratterizzato Berlino nella seconda metà del Novecento.

Parlament der Bäume

Questo spazio fu creato nel 1990 da Ben Wagin, artista e attivista ambientale, con 58 parti originali di Muro dipinte e poste qui per l’installazione (originariamente la divisione correva più vicina al fiume).

Su di loro sono ricordati i nomi delle persone morte sul confine interno.

Parlament der Bäume

Con il tempo, agli alberi piantati da Wagin e dai primi ministri della prima Repubblica Federale Tedesca della Germania Unita (sedici piante, tante quanti gli Stati federali), si unirono quelli donati da persone da ogni parte del mondo, tra le quali spicca l’attore Michael Douglas.

Parlament der Bäume

Come raggiungerlo: il Parlamento degli alberi può essere raggiunto a piedi dal Reichstag, basta superare la Sprea attraverso il Kronprinzenbrücke o il Marschallbrücke.

In alternativa, se arrivate da altre zone della città, il mezzo più comodo è l’autobus della linea TXL (quella che porta all’aeroporto Tegel), ma potete anche prendere il 100 scendendo al Parlamento, da lì sono circa 8 minuti a piedi, o il 147 con fermata a Schumannstraße (circa 5 minuti).

Parlament der Bäume

Il lungofiume

A due passi dal Parlamento degli Alberi inizia una splendida passeggiata lungo il fiume Sprea: un percorso che dal 1961 al 1989 non era possibile, perché a due passi dall’acqua correva il Muro.

Lungofiume Kapelle-Ufer

Oggi qui incontrerete delle colonnine informative (con voce registrata anche in italiano) che vi racconteranno cosa è successo in quella zona e, a terra, le pietre che ricordano il luogo esatto dove si trovava il Berliner Mauer.

Lungofiume Kapelle-Ufer

Memoriale del Muro di Berlino

Il Memoriale del Muro di Berlino in Bernauerstraße (Gedenkstätte Berliner Mauer in der Bernauerstraße) è uno dei luoghi che meglio fa capire la struttura del muro. Non solo si è deciso di lasciare alcune delle pareti interne ed esterne, ma è anche possibile intravedere, tra un buco e un altro, ciò che rimane della striscia della morte.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

Fu realizzato nel 1998 e oggi, in questo ampio spazio coperto d’erba, si possono scoprire le storie delle persone che hanno abbandonato le loro case perché divise a metà dal Muro e vedere i volti di chi è venuto a mancare cercando di attraversarlo.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

Ci sono un centro d’informazione, pannelli informativi, fotografie, registrazioni e, a terra, i segni degli edifici distrutti per lasciare spazio alla fascia tra il muro interno e quello esterno. È un’esperienza completa.

Gedenkstätte Bernauerstrasse

Come raggiungerlo: il memoriale può essere raggiunto con il tram M10 (fermata Gedenkstätte Berliner Mauer). In alternativa anche con i mezzi che fermano a Nordbahnhof: S-Bahn linee S1, S2, S25, S26, autobus 12, 247, N40, tram M1, M8, M10.

Dalla tappa precedente vi consiglio di prendere il tram M10 da Hauptbahnhof.

Gedenkstätte Bernauerstrasse


Dove dormire a Berlino


Dove dormire a BerlinoDurante il mio viaggio a Berlino ho soggiornato all’hotel Ivbergs Premium am Kurfürstendamm*, a due passi da Nollendorfplatz, dove fermano ben tre linee della metropolitana.

La camera era spaziosa e pulita e la connessione Wi-Fi veloce. La posizione poi è eccellente, perché la fermata metro è una delle principali, ben collegata con il resto della città.


Avete mai visitato la capitale tedesca? Vi piacerebbe seguire il percorso del Muro di Berlino? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Questo percorso seguendo il Muro di Berlino è lungo 11 chilometri, alcuni dei quali facilmente percorribili con i mezzi pubblici. Il Berliner Mauer, in realtà, iniziava più a sud dell’Oberbaumbrücke e continua verso nord oltre il Memoriale, circondando, ovviamente, tutta Berlino Ovest.

I luoghi citati in questo itinerario sono i più significativi nel centro della capitale tedesca. L’articolo non vuole essere in alcun modo una guida definitiva, ma un insieme di consigli basati sulla mia esperienza personale.

All’interno di questo post ho deciso di non raccontare le storie di tutte le persone venute a mancare nei luoghi inseriti nell’itinerario, per chi volesse approfondire, però, c’è la pagina Wikipedia dedicata ai caduti a causa del Muro.


 Leggi anche: Come muoversi a Berlino: le informazioni utili per spostarsi in città


Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.


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