Bicocca e Niguarda, a Milano: cosa vedere tra mostre d’arte, ville storiche e parchi

Tra Bicocca e Niguarda: alla scoperta dei due quartieri nord-orientali di Milano. I luoghi da vedere tra mostre d’arte, ville storiche e aree verdi.
Nel quadrante nord-orientale di Milano ci sono due quartieri che raccontano il passato industriale e rurale della città: da una parte Bicocca, un tempo sede di alcune delle più importanti aziende lombarde e oggi punto di riferimento artistico e culturale; dall’altro Niguarda, meta di villeggiatura prediletta dei nobili del Settecento. In questo post vi racconto la loro storia e vi suggerisco i luoghi da non perdere.
La storia di Bicocca e Niguarda in pillole
Come molte altre zone oggi parte di Milano, per esempio quella di San Siro, i due quartieri erano un tempo comuni autonomi. A perdere per primo la sua autonomia fu quello di Bicocca, che nel 1841 fu aggregato in parte a quello di Niguarda e in parte a quello di Greco Milanese.
Entrambi i quartieri entrarono poi ufficialmente a far parte del capoluogo nel 1923, nonostante una prima e brevissima annessione nel 1808 per volere di Napoleone, annullata con il ritorno degli austriaci nel 1816.

Il passato e il presente di Bicocca
L’area di Bicocca, che deve il suo nome al villino noto come Bicocca degli Arcimboldi e del quale vi parlerò tra qualche paragrafo, è passata alla storia per la Battaglia della Bicocca, avvenuta il 27 aprile 1522 e che vide scontrarsi l’esercito spagnolo di Carlo V d’Asburgo e quello francese di Francesco I di Valois, che ne uscì pesantemente sconfitto; è da qui che deriva il detto francese “C’est une bicoque“, usato per indicare una disfatta. Una rappresentazione pittorica dello scontro è stata realizzata nella cappella di Sant’Antonino in Segnano, poco più a sud del limite meridionale del quartiere.
Per secoli, la zona, che mantenne come centro la villa, rimase scarsamente popolata, ma tutto cambiò con l’industrializzazione avvenuta tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima del Novecento, che trovò in quella di Bicocca un’area adatta alla realizzazione di nuovi stabilimenti (come quelli della Pirelli), così come di aree residenziali e servizi destinati ai lavoratori.

Proprio per la sua natura industriale, Bicocca fu uno dei luoghi simbolo delle lotte operaie avvenute nel corso della Seconda Guerra Mondiale: scioperi indetti sia per rivendicare aumenti di salari e condizioni di lavoro più umane, sia come atto politico contro il regime fascista. Il 23 novembre 1944, uno di questi culminò con l’arresto, da parte delle truppe naziste, di 183 lavoratori: 156 di loro furono deportati e uccisi.
I sopravvissuti a questo e ad altri massacri contribuirono alla lotta di Liberazione e difesero gli impianti industriali minacciati dai nazi-fascisti che, durante la ritirata, tentarono di danneggiarli. Episodio chiave è quello del 25 aprile 1945, che vide scontrarsi un gruppo di baschi neri della milizia francese e alcuni operai degli stabilimenti Pirelli. Questi ultimi, armati, si lanciarono contro i nemici a bordo di una locomotiva blindata e fecero fuoco: i francesi si arresero subito, consegnando armi e prigionieri.
Dopo il conflitto, ci si avviò verso un fenomeno contrario a quello che aveva caratterizzato la prima metà del secolo. Con la deindustrializzazione, tra gli anni Settanta e Ottanta, il quartiere iniziò infatti a svuotarsi e gli stabilimenti rischiarono l’abbandono. Fu così creato un progetto di sviluppo e riqualificazione che portò alla nascita dell’Università Bicocca (nel 1991 si inaugurò il primo corso di laurea in Scienze Ambientali), di nuovi complessi residenziali, di spazi espositivi e commerciali, di laboratori di ricerca, di uffici e di un teatro: il Teatro degli Arcimboldi.

Il passato e il presente di Niguarda
Il termine Niguarda, invece, pare abbia origine latina e germanica: una prima ipotesi lo vede come il risultato dell’unione dei termini nova (“nuova”) e warda (ossia “luogo di vedetta” o “posizione di guardia”), una seconda fa riferimento al nome germanico Niward, forse in riferimento a una proprietà.
Il quartiere, abitato fin dal Quarto secolo, come hanno dimostrato i reperti archeologici paleocristiani trovati in zona, rimase un piccolo villaggio agricolo fino all’Ottocento, quando divenne un luogo di soggiorno per le famiglie nobili milanesi che volevano trascorrere un po’ di tempo in campagna. A testimonianza di questo passato ci sono ancora le numerose ville che costellano la zona, come Villa Clerici, Villa Lonati e Villa Corio.
Con l’annessione di Bicocca del 1841, però, anche i residenti aumentarono, trasformando quello che per secoli era stato un borgo di nemmeno mille abitanti in una vera e propria cittadina, poi parte del Comune di Milano. La storia dei due quartieri corre da allora su binari paralleli ed è accomunata in particolare dall’impegno politico e sociale di metà Novecento: Niguarda fu infatti il primo quartiere milanese a insorgere contro l’occupazione nazi-fascista, liberandosi la sera del 24 aprile 1945.

Oggi, la zona, confinante con il Parco Nord, è nota in particolare per l’Ospedale Maggiore, nato nel 1939 e oggi tra i più importanti poli ospedalieri nazionali, e per la Cittadella degli Archivi, polo archivistico del Comune di Milano.
Tra i luoghi più curiosi c’è invece Cascina California, oggi una trattoria con pizzeria che pare debba il suo nome a una vicenda che vede coinvolto anche Buffalo Bill, che visitò Milano prima nel 1891, quando si esibì con uno spettacolo western nella piazza d’armi di Castello Sforzesco, e poi nel 1906, in occasione dell’Esposizione del Sempione. Secondo la leggenda, in una delle due occasioni, un cowboy del suo entourage si innamorò di una ragazza di Niguarda e decise di stabilirsi in zona dando vita alla cascina. Secondo alcuni, il cowboy non era un uomo qualsiasi, ma Buffalo Bill in persona.
Cosa vedere tra Bicocca e Niguarda
Nonostante la loro unione avvenuta nel 1841, le aree di Bicocca e Niguarda hanno mantenuto negli anni due anime profondamente diverse: prevalentemente industriale una, più residenziale l’altra. Visitandole, si possono scoprire entrambe, passando da ville storiche a magazzini riqualificati, da aree verdi a poli culturali.
Se volete scoprire un volto un po’ diverso di Milano, ecco i luoghi da non perderle e cosa vedere a Bicocca e Niguarda.
Bicocca degli Arcimboldi
La Bicocca degli Arcimboldi — il termine bicocca indica un piccolo castello posto in posizione sopraelevata — nacque intorno al 1450 come dimora di campagna della famiglia parmense degli Arcimboldi.
Nel 1727, con la morte del marchese Guido Antonio, la casata si estinse e la villa passò poi di mano in mano, dagli Arconati ai Sormani, passando per i Busca: inizialmente rimase dimora privata, ma poi, dopo un importante restauro svolto nei primi anni del Novecento, fu trasformata in una scuola per i bambini di salute cagionevole, che qui potevano passare tempo all’aperto; l’istituto era gestito da un comitato guidato dalla contessa Carla Visconti di Modrone e da Maria Giovanna Pirelli.
Diventata definitivamente proprietà della famiglia Pirelli nel 1918, la casa fu trasformata in sede del Museo storico industriale della gomma e poi in scuola per i figli dei lavoratori dell’azienda, per diventare infine sede di rappresentanza del gruppo a partire dalla seconda metà del secolo.
La visita, che vi permette di vedere da vicino preziosissimi affreschi risalenti al Quindicesimo secolo, è possibile sono con tour guidati o su prenotazione (le informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione Pirelli), ma sul sito è disponibile anche un virtual tour, se intanto volete dare un’occhiata.

Pirelli HangarBicocca
Pirelli HangarBicocca è una fondazione no profit e uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea, risultato della riqualificazione delle aree industriali del quartiere. Nato come stabilimento industriale della Società Italiana Ernesto Breda, tra le principali del settore metalmeccanico e ferroviario a cavallo tra Ottocento e Novecento, nel 2004 il complesso passò in mano alla Pirelli, che lo riconvertì dando vita a oltre 1.500 metri quadri destinati all’arte e che, negli anni, hanno ospitato artisti del calibro di Marina Abramović e Bruce Nauman.
L’edificio è stato riqualificato, ma non stravolto: sono ancora visibili i pavimenti e i soffitti originali e, in alcuni punti, anche le tracce delle rotaie dove venivano testati i convogli ferroviari. A comporre lo stabile tre diverse aree espositive: lo Shed, un tempo destinato alla fabbricazione e all’assemblaggio delle locomotive, dei treni e delle macchine agricole; il Cubo, uno spazio usato per testare le turbine elettriche; e le Navate, in passato il reparto trasformatori.
Oggi, tutti e tre accolgono eventi e mostre temporanee, a esclusione delle Navate, che ospitano anche l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti (2004) dell’artista Anselm Kiefer; la seconda e ultima opera permanente del Pirelli HangarBicocca è La Sequenza (1981), di Fausto Melotti, che accoglie i visitatori all’ingresso, appena superati i cancelli. Tutte le informazioni sulle mostre in corso sono disponibili sul sito.

La collina dei ciliegi
La Collina dei Ciliegi è una collinetta artificiale realizzata con i materiali di scarto della demolizioni delle vicine fabbriche di Borgo Pirelli. Oggi parco cittadino, deve il suo nome agli alberi piantati qui — tra Prunus serrulata “Kanzan”, Prunus serrulata avium e il Prunus subhirtelle —, che in primavera la tingono di rosa.
Con i suoi 25 metri d’altezza, la collina è anche un affascinante punto panoramico dal quale ammirare il quartiere e le zone circostanti da un nuovo punto di vista. Raggiungendo la cima attraverso i percorsi pedonali circolari, si possono infatti vedere in lontananza anche i grattacieli dell’area di Garibaldi e Porta Nuova.

Cineteca Milano MIC: il Museo Interattivo del Cinema
La Cineteca Milano MIC, con il Museo Interattivo del Cinema, è uno spazio che ospita numerosi eventi e proiezioni e che racconta la storia del cinema dalle origini ai giorni nostri. Il museo è ospitato all’interno dell’ex Manifattura Tabacchi ed è un altro prezioso esempio di riqualificazione industriale.
Per accompagnare i visitatori in questo viaggio nel tempo, il museo utilizza le più recenti tecnologie, che permettono di interagire in maniera innovativa con i pezzi esposti: grazie ai tablet potete veder muovere gli oggetti all’interno delle teche, con i tavoli interattivi potete scoprire nel dettaglio i set più famosi e con le app e gli schermi touch messi a disposizione potete divertirvi a montare e sonorizzare film, creare disegni e manifesti, solo per fare qualche esempio.
A questo si aggiungono, al piano superiore, le postazioni di virtual reality e gli spazi dedicati ai videogiochi, dove mettervi alla prova con alcuni dei giochi famosi, e, al piano terra, lo spazio dedicato alle mostre temporanee; durante la mia visita era in corso un’esposizione interamente dedicata a E.T., per esempio. Tutte le informazioni per visitarlo e sulle mostre e gli eventi in corso sono disponibili sul sito.

Villa Clerici
Villa Clerici, nel quartiere di Niguarda, deve il suo nome alla famiglia che la fece costruire nella prima metà del Settecento: una casata originaria della zona di Como, attiva nel commercio della seta e alla quale si devono anche i due Palazzo Clerici di Milano e Cuggiono e Villa Carlotta, affacciata sul Lago di Como. A commissionarla, come “villa di delizia”, fu Anton Giorgio Clerici, che affidò l’incarico all’architetto Francesco Croce, che si era da poco occupato anche della realizzazione della principale guglia del Duomo di Milano e di Palazzo Sormani.
Oggi, Villa Clerici è sede della Galleria di Arte Sacra dei Contemporanei (GASC), che vede esposte oltre 130 opere di artisti contemporanei di diverse nazionalità; come si può intuire dal nome, tutti i soggetti attingono alla religione e alla spiritualità. Il suo ampio e affascinante giardino all’italiana, ricco di statue e decorazioni, durante la bella stagione ospita invece concerti di musica classica ed eventi, come il Candlelight*.
Tutte le informazioni per la visita sono disponibili sul sito ufficiale; l’ingresso è gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia, tessera della quale vi ho parlato nell’articolo dedicato.

Informazioni utili per visitare Bicocca e Niguarda
Il quartiere Bicocca si può raggiungere con la metropolitana lilla M5 (scendendo alle fermate Ca’ Granda, Bicocca, Ponale e Bignami) oppure con tram (lungo Viale Testi corrono quelli della linea 31) o autobus, a seconda della vostra destinazione. In alternativa, ci sono anche i treni delle linee S7, S8, S9 e S11 che fermano alla vicina stazione di Milano Greco Pirelli.
Quello di Niguarda, invece, non è raggiunto direttamente dalla metropolitana, anche se le fermate che permettono di visitare Bicocca sono ugualmente comode. Se volete arrivare direttamente a Villa Clerici, potete salire a bordo dei tram della linea 4 o degli autobus delle linee 52 e 172, che fermano non lontani dall’ingresso.
INFORMAZIONI UTILI PER UN VIAGGIO A MILANO:
- Dove dormire a Milano: vivendo non lontano da Milano non ho mai avuto bisogno di un alloggio in città, ma sono sicura che su Booking* riuscirete a trovare l’alloggio più adatto alle vostre esigenze.
- Come spostarsi a Milano: trovate tutte le informazioni utili nel post dedicato a come muoversi a Milano.
- Da mettere in valigia: una borraccia, che potrete riempire alle fontanelle. Per sapere dove trovarle potete scaricare l’app “Fontanelle”.
- Documenti: assicurazione viaggio, non obbligatoria, ma consigliata; nel link o nell’immagine sottostante trovate un 10% di sconto per voi).

Se avete dubbi, domande o suggerimenti sui quartieri di Bicocca e Niguarda, lasciate un commento!
Per vedere tutte le foto scattate a Milano (con un iPhone 11 Pro*, una Canon 1100D*, una Canon 80D* e una Canon EOS 6D Mark II*), sfogliate il mio album su Flickr.
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