Leonardo da Vinci a Milano: i luoghi meneghini legati al genio toscano

Quello tra Leonardo da Vinci e Milano — e, in particolare, la corte degli Sforza — è un sodalizio che ha portato alla nascita di alcune delle opere più importanti del genio toscano. In questo post vi porto a scoprirle, vi racconto l’eredità meneghina dell’artista e vi accompagno nei luoghi e nei musei a lui dedicati.
Leonardo da Vinci a Milano
Nato il 14 aprile 1452 ad Anchiano, una piccola frazione del comune di Vinci, Leonardo arrivò a Milano nel 1482, inviato, secondo alcuni, da Lorenzo il Magnifico come “ambasciatore” del predominio culturale e artistico di Firenze.
All’epoca, Milano era una delle poche città europee a superare i centomila abitanti — seconda solo a Parigi — e vantava una corte aperta alle novità scientifiche e tecnologiche, d’interesse soprattutto per le campagne militari. Un ambiente, quindi, molto distante dalla più letteraria e filosofica realtà medicea, meno in sintonia con la mente del genio toscano. A dimostrarlo è anche la “lettera d’impiego” scritta agli Sforza, nella quale Leonardo parlò soprattutto dei suoi numerosi progetti ingegneristici e militari, lasciando ben poco spazio a quelli artistici.

Nonostante le iniziali difficoltà linguistiche — il milanese-lombardo e il toscano-fiorentino erano molto diversi — e le mancate commissioni, Leonardo decise di rimanere a Milano, in zona Porta Ticinese, ospite dei pittori Evangelista e Giovanni Ambrogio de Predis. La pazienza venne ripagata e il 25 aprile 1483 ottenne un primo incarico: la realizzazione di una pala d’altare da collocare nella cappella della Confraternita dell’Immacolata Concezione, nella chiesa di San Francesco Grande (edificio distrutto nel 1806 e non distante dall’attuale Sant’Ambrogio).
È in quell’occasione che Leonardo dipinse la Vergine delle Rocce: un dipinto oggi conservato al Louvre di Parigi dopo che lo stesso artista lo vendette al re di Francia Luigi XII a causa del mancato pagamento da parte dei frati, che, data l’originale interpretazione del soggetto, lo ritennero incompiuto. Oggi, una copia fedele dell’originale, forse realizzata da Francesco Melzi — uno dei fedelissimi nonché esecutore testamentario di Leonardo —, è conservata nella chiesa milanese di San Michele al Dosso, a due passi da Sant’Ambrogio.

Poco dopo, nel 1485, Leonardo riuscì a entrare nella cerchia di Ludovico il Moro, per il quale realizzò numerosi progetti ingegneristici e architettonici — come quello per il tiburio del Duomo di Milano, per il quale fu consulente —, anche se non mancarono sculture e dipinti. Tra questi ultimi ci furono numerosi ritratti, come il Ritratto di Musico e il Ritratto di Cecilia Gallerani, tela più nota come la Dama con l’ermellino. Per i suoi lavori gli fu assegnata anche un’officina in Corte Vecchia, dove oggi sorge Palazzo Reale.
Dopo un breve soggiorno tra Pavia, Como e le valli delle attuali province di Lecco e Sondrio, Leonardo tornò in pianta stabile a Milano nel 1493, ricevendo, l’anno successivo, una delle sue più importanti commissioni milanesi: quella dell’affresco del refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo.

Il 6 ottobre 1499, Milano fu conquistata dalle truppe di Luigi XII e il 14 dicembre dello stesso anno Leonardo lasciò la città per recarsi a Firenze. In quegli anni, Ludovico il Moro fu fatto prigioniero e rinchiuso in Francia, nel castello di Loches, dove morì nel 1508.
Su richiesta del governatore francese di Milano, Charles d’Amboise, Leonardo tornò in Lombardia nel luglio del 1508, dove rimase, vivendo non lontano da San Babila, fino al 1513. Durante il secondo soggiorno milanese, il genio toscano si occupò, come aveva fatto per gli Sforza, di progetti artistici e ingegneristici, ma tutto terminò con la morte del suo nuovo mecenate, nel 1511.
Nel 1514, con l’inizio della guerra che portò alla riconquista della città da parte delle truppe sforzesche, Leonardo decise di lasciare nuovamente Milano. Iniziò così per lui un periodo errabondo che terminò in Francia, ad Amboise, dove morì il 2 maggio 1519.

I luoghi di Leonardo a Milano
Il passaggio di Leonardo da Vinci a Milano è testimoniato ancora oggi da opere e progetti da lui realizzati o a lui dedicati. Ecco l’itinerario con tutti i luoghi da non perdere e tutte le informazioni utili per visitare il capoluogo lombardo seguendo le orme del genio toscano.

Il Cenacolo Vinciano a Santa Maria delle Grazie
Il Cenacolo di Santa Maria delle Grazie è forse l’opera che più rappresenta Leonardo da Vinci a Milano, oltre che uno dei suoi capolavori assoluti. Ve ne parlavo anche nel post dedicato a Borgo delle Grazie.
A commissionarla fu Ludovico il Moro che, dopo aver affidato al Bramante il progetto della chiesa, che sarebbe dovuta diventare un vero e proprio mausoleo dedicato agli Sforza, chiese a Leonardo di decorare il refettorio con una rappresentazione dell’Ultima Cena. L’artista scelse di dipingere il momento in cui Gesù afferma «Qualcuno di voi mi tradirà», immortalando per sempre le espressioni turbate degli apostoli e stravolgendo l’iconografia tradizionale che voleva Giuda sul lato opposto del tavolo rispetto a Cristo.
La matina a buon’hora a montar su’l ponte, perché il Cenacolo è alquanto da terra alto; soleva dal nascente Sole sino all’imbrunita sera non levarsi mai il pennello di mano, ma scordatosi il mangiare et il bere, di continovo dipingere. Se ne sarebbe poi stato dui, tre e quattro dì, che non v’averebbe messo mano, e tuttavia dimorava talhora una o due ore al giorno e solamente contemplava, considerava et essaminando tra sé, le sue figure giudicava. L’ho anche veduto (secondo che il capriccio o ghiribizzo lo toccava) partirsi da mezzogiorno, quando il Sole è in Leone, da Corte Vecchia ove quel stupendo Cavallo di terra componeva, e venirsene dritto a le Gratie: et asceso sul ponte pigliar il pennello, et una o due pennellate dar ad una di quelle figure e di subito partirse et andare altrove.
Matteo Bandello, Novella LVIII (1497)
Per l’opera, realizzata tra il 1494 e il 1498, Leonardo inventò una nuova tecnica: un misto tra tempera e olio che gli permise di rallentare i tempi di esecuzione, negli affreschi solitamente più rapidi rispetto a quelli previsti dalle tele o dalle tavole. Fu proprio questa decisione a rendere il dipinto estremamente fragile, soprattutto in un ambiente umido come quello del refettorio, tanto che nel 1517 già si registravano perdite di colore.
Oggi, dopo un lungo e importantissimo restauro, il cenacolo si può ammirare nuovamente in tutta la sua bellezza. L’opera e il complesso di Santa Maria delle Grazie rientrano tra i patrimoni UNESCO della Lombardia.
Biglietti per il Cenacolo: qui*. La prima domenica del mese, previa prenotazione, la visita è gratuita; la prenotazione può avvenire a partire dalle 12.00 del mercoledì precedente.
Come raggiungerlo: Piazza Santa Maria delle Grazie, 2. Fermata metropolitana Conciliazione (M1) o Cadorna (M1 e M2); tram linee 1, 16, 19; bus linee 50, 58, 94.

La vigna di Leonardo
La vigna di Leonardo è un vero e proprio vigneto nato da una donazione di Ludovico il Moro a Leonardo da Vinci nel 1498: un riconoscimento per le “svariate e mirabili opere da lui eseguite per il duca” e testimoniato da un documento notarile del 26 aprile 1499.
Nel cuore di Borgo delle Grazie e a due passi dalla chiesa omonima, il terreno si estendeva per circa un ettaro ed era talmente caro a Leonardo da comparire anche nel suo testamento. Con il passare dei secoli, però, la vigna originaria perse importanza e nei primi anni del Novecento rischiò di andare perduta.
Oggi, grazie a importanti studi svolti nel 1920 e nel 2015, un reimpianto filologico della vigna di Leonardo è presente all’interno del giardino di Casa degli Atellani, una dimora quattrocentesca appartenuta a Ludovico il Moro e a due passi dalla vigna originaria. Ve ne ho parlato più nel dettaglio nell’articolo dedicato alla Vigna di Leonardo.
Biglietti per visitare la Vigna di Leonardo: attualmente Casa degli Atellani è chiusa al pubblico.
Come raggiungerla: Corso Magenta, 65. Fermata metropolitana Conciliazione (M1) o Cadorna (M1 e M2); tram linee 1, 16, 19; bus linee 50, 58, 94.

La Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana
La Pinacoteca Ambrosiana, con la sua Biblioteca e la Cripta San Sepolcro, è una delle gemme di Milano e, per il prezioso tesoro custodito al suo interno, è uno dei più importanti luoghi leonardeschi del capoluogo meneghino.
All’interno della Sala Federiciana della Biblioteca Ambrosiana, infatti, è possibile ammirare da vicino il Codice Atlantico, considerato la più ampia collezione di fogli vinciani. Donato alla biblioteca nel 1637 da Galeazzo Arconati, il codice fu sottratto da Napoleone e temporaneamente portato a Parigi tra il Settecento e l’Ottocento, per poi tornare a Milano anche grazie all’intervento di Antonio Canova e Pietro Benvenuti.

Non solo la Biblioteca però, perché anche la Pinacoteca e la Cripta San Sepolcro sono in qualche modo legate al genio toscano: la prima, infatti, conserva al suo interno la tela Ritratto di Musico, dipinta nel 1485 proprio da Leonardo, mentre la seconda è stata visitata da Da Vinci e poi riprodotta in alcuni suoi disegni, oggi conservati a Parigi.
Di questi luoghi ho parlato nel dettaglio nell’articolo dedicato alla Pinacoteca Ambrosiana, dove trovate anche tutte le informazioni per la visita.
Biglietti per visitare la Pinacoteca e la Biblioteca Ambrosiana: qui* o, se volete visitare anche la vicina Cripta San Sepolcro, qui* (esistono anche dei biglietti combinati per visitare altri luoghi leonardeschi a prezzo scontato, ve ne parlo alla fine del post).
Come raggiungerla: Piazza Pio XI, 2. Fermata metropolitana Duomo (M1 e M2) o Cordusio (M1); tram linee 1, 2, 3, 12, 14, 15, 16 e 19.
La Conca dell’Incoronata
Genio poliedrico, Leonardo non si limitò solo alla pittura e al disegno, ma spaziò tra diversi campi, come quello dell’ingegneria idraulica.
A Milano, in particolare, si occupò della progettazione delle chiuse dei Navigli (o conche di navigazione), che permettevano alle imbarcazioni di superare i dislivelli dei corsi d’acqua grazie a un sistema di “cancelli” in legno che si aprivano e chiudevano grazie a valvole a farfalla progettate interamente da Leonardo.
Oggi, una delle meglio conservate è la Conca dell’Incoronata (o “delle Gabelle”), a due passi da Piazza Gae Aulenti e dalla zona Garibaldi, dove un tempo le imbarcazioni si fermavano per pagare il dazio (gabella) al limite nord orientale della città. La conca deve il suo nome alla vicina chiesa di Santa Maria Incoronata e al ponte delle Gabelle, dal quale è possibile ammirare la chiusa.

A queste realizzazioni è legata anche una storia molto curiosa: per ottenere un lavoro come consulente per la canalizzazione delle acque, Da Vinci mandò una sorta di curriculum a Ludovico il Moro. Nel 1482 il genio toscano si ritrovò così a scrivere una “lettera d’impiego” nella quale elencava tutte le sue capacità nell’ambito.
L’opera idraulica venne poi realizzata nel 1496 dagli ingegneri Giuliano Guasconi e Bartolomeo della Valle, sotto la supervisione di Leonardo. Ve ne ho parlato anche nell’articolo dedicato alle curiosità su Milano.
Come raggiungerla: via San Marco. Fermata metropolitana Moscova (M2), Garibaldi (M2 o M5) o Turati (M3); tram linee 1, 2, 4, 12, 14; autobus linee 43, 57, 61, 94.
Il Castello Sforzesco
La storia del Castello Sforzesco e quella di Leonardo si incrociarono ufficialmente nel 1489, quando, in occasione delle nozze di Gian Galeazzo Maria Sforza e Isabella d’Aragona, al genio furono commissionate le decorazioni per la cerimonia, poi rimandata all’anno successivo a causa della morte della madre della sposa.
Per il matrimonio, Leonardo aveva fabbricato un meccanismo ricco di effetti speciali che aveva come protagonisti il paradiso e sette pianeti — Luna compresa, all’epoca considerata un pianeta —, rappresentati da altrettanti uomini. L’opera non è giunta fino a noi, ma è ricordata in un documento conservato nella Biblioteca estense universitaria di Modena.
El Paradiso era facto a similitudine de uno mezzo uovo, el quale dal lato dentro era tottu messo a horo, con grandissimo numero de lumi ricontro le stelle, con certi fessi dove stava li sette pianeti, segondo el loro grado alti e bassi. A torno l’orlo de sopra del dito mezo tondo era li XII signi, con certi lumi dentro del vedro, che facevano un galante et bel vedere: nel qual Paradiso era molti canti et soni molto dolci et suavi.
Non si tratta però dell’unica realizzazione di Leonardo legata al Castello Sforzesco: il suo passaggio è infatti ricordato anche dalla decorazione della Sala delle Asse e dal Codice Trivulziano.
Biglietti per visitare Castello Sforzesco: qui* (esistono anche dei biglietti combinati per visitare altri luoghi leonardeschi a prezzo scontato, ve ne parlo alla fine del post)
Come raggiungerlo: Piazza Castello. Fermata metropolitana Cairoli (M1) o Lanza (M2); tram linee 3, 4, 7, 12 e 14; bus linee 50, 57, 58, 61 e 94.

La Sala delle Asse
Poco prima della conquista francese di Milano, Leonardo da Vinci si occupò della realizzazione di alcuni affreschi del Castello Sforzesco, in particolare quelli della stanza nota come “Sala delle asse“, al piano terra della Torre Falconiera, che deve il suo nome alle assi di legno un tempo poste lungo le pareti per regolare la temperatura dell’ambiente.
Il progetto, commissionato da Gian Galeazzo Maria Visconti, fratello di Ludovico, prevedeva la raffigurazione di un pergolato alberato, con rami e foglie che, riempiendo il soffitto, dovevano creare l’illusione di trovarsi in mezzo alla natura. Agli elementi arborei e ai motivi araldici, vennero affiancate tre targhe che celebravano altrettanti episodi chiave del governo del Moro: l’alleanza con l’Imperatore Massimiliano, la conferma del titolo ducale e il supporto dell’Imperatore nella lotta contro Carlo VIII di Francia. Una quarta, che ricordava la sconfitta del Moro, fu aggiunta come sfregio dai francesi nel 1499.
Dopo secoli di incuria, grazie al lavoro svolto dall’architetto Luca Beltrami e dallo storico tedesco Paul Müller-Valde, la sala fu riscoperta nel 1893, anche se l’affresco fu riportato alla luce solo grazie a un restauro avvenuto nel 1902. Ne seguirono altri tre: uno nel 1953, uno nel 2018, dal quale sono emersi anche i disegni preparatori in carboncino, e uno attualmente in corso.
Dal 14 febbraio 2023 al 31 dicembre 2024, la Sala delle Asse è chiusa al pubblico per un progetto di restauro. È possibile fare un tour virtuale collegandosi al sito Saladelleassecastello.it.
Il Codice Trivulziano 2162
Alla sala, tra i luoghi di Leonardo da Vinci a Milano, si affianca la Biblioteca Trivulziana, nel Cortile della Rocchetta, dove è conservato il Codice Trivulziano 2162: un libretto d’appunti appartenuto a Leonardo e datato intorno al 1487. Al suo interno sono visibili disegni anatomici, bozzetti architettonici di edifici milanesi — in primis il Duomo —, ma anche macchine e progetti bellici.
Alla Biblioteca si può accedere solo su appuntamento.

Il Cavallo di Leonardo all’Ippodromo di San Siro
Il Cavallo di Leonardo, di fronte all’Ippodromo del galoppo di San Siro, è una realizzazione contemporanea di uno dei più importanti progetti meneghini del genio toscano: un’opera commissionata da Ludovico il Moro in memoria del padre Francesco e che avrebbe dovuto essere la più grande statua equestre del mondo. Il progetto iniziale, infatti, vedeva la realizzazione di un animale quattro volte più grande di un cavallo vero, di oltre sette metri d’altezza e creato con più di 100 tonnellate di bronzo.
Per il primo progetto, che prevedeva un cavallo impennato pronto ad attaccare il nemico, Leonardo trascorse moltissime ore nelle scuderie ducali, così da studiare tutti i dettagli anatomici dell’animale e prendere spunto dagli esemplari migliori per rappresentare un equino “ideale”, degno della casata. Molti disegni preparatori e appunti sono oggi conservati al Castello di Windsor.

I lavori, però, furono prima rallentati da due nozze — quelle tra Anna Maria Sforza e Alfonso I d’Este e quelle tra Ludovico il Moro e Beatrice d’Este — e poi dalla carenza di fonditori, che spinsero il Duca a chiedere a Lorenzo il Magnifico l’invio di maestranze fiorentine a Milano, richiesta che rimase inascoltata.
Un maestro o due apti a tale opera et benché gli abbi commesso questa cosa in Leonardo da Vinci, non mi pare molto la sappia condurre.
Dal Carteggio mediceo, Archivio di Stato di Firenze
Viste le difficoltà tecniche, si passò a un secondo progetto: il cavallo rampante venne sostituito da uno al passo, molto più semplice da realizzare. Leonardo preparò così un modello in creta, poi esposto pubblicamente al Castello Sforzesco nel 1493, e ci si avviò verso la fusione.
Sorse però un altro problema: il bronzo, nel frattempo, era stato utilizzato per realizzare i cannoni necessari per difendere il ducato dall’invasione francese a opera di Luigi XII. In mancanza della materia prima e a causa dell’imminente guerra, dopo anni di lavoro, Leonardo abbandonò il progetto e lasciò Milano. Durante l’attacco, nel 1499, il modello in creta fu completamente distrutto.
Tornato a Milano nel 1506, Leonardo accettò una seconda sfida legata all’animale: realizzare una statua equestre in bronzo da porre sulla tomba monumentare di Gian Giacomo Trivulzio, milanese d’origine ma a capo delle truppe francesi in Italia. Anche in questo caso l’opera non fu mai realizzata.

Quasi cinque secoli dopo, l’artista Charles Dent decise di provare a trasformare in realtà il sogno di Leonardo, realizzando l’opera equestre in bronzo. A un passo dal completamento, nel 1994, Dent morì e il progetto fu quasi abbandonato: a salvarlo fu l’intervento di Frederik Meijer, imprenditore statunitense che finanziò il progetto a patto che ne venissero realizzate due copie: una per Milano e una per il Frederik Meijer Park di Grand Rapids (nel Michigan).
A portare a termine l’impresa fu la scultrice Nina Akamu: l’opera, di circa 8 metri, fu posta nel settembre 1999 all’ingresso dell’ippodromo del galoppo di San Siro; nello stesso anno la seconda copia arrivò negli Stati Uniti. Dal 2001 il Cavallo di Leonardo è il simbolo dei MIFF Awards, il Festival del Cinema internazionale di Milano.
Come raggiungerlo: Piazzale dello Sport, 6. Fermata metropolitana Bignami o San Siro Ippodromo (M5) o Lotto (M1); tram linea 16; bus linee 49 e 78.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”
Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano è il più ampio museo tecnico-scientifico del nostro Paese e uno dei più grandi e importanti in Europa nel suo genere.
Inaugurato nel 1953, vanta la più ricca collezione al mondo di modelli di macchine realizzati a partire dai disegni del genio al quale è intitolato, ai quali si affiancano numerosi altri materiali, oggetti e disegni legati all’inventore toscano: dai modelli della gru girevole fino agli studi di architettura passando per i diari e gli appunti, rigorosamente scritti speculari.

Oltre a questi, il museo vanta una raccolta di più di 19.000 beni e oggetti che raccontano la storia e l’evoluzione della scienza, della tecnologia e dell’industria italiana dal Diciannovesimo secolo a oggi.
Ve ne ho parlato in maniera più approfondita nel post interamente dedicato al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, dove trovate anche tutte le informazioni per la visita.
Biglietti per visitare il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia: qui* (esistono anche dei biglietti combinati per visitare altri luoghi leonardeschi a prezzo scontato, ve ne parlo alla fine del post)
Come raggiungerlo: via San Vittore 21, Fermata metropolitana Sant’Ambrogio (M2); bus linea 94.

Il Leonardo3 Museum – Il mondo di Leonardo
Nata come mostra temporanea nel 2013, Leonardo3 Museum – Il mondo di Leonardo è un’esposizione che, dopo essere stata più volte prorogata, è diventata permanente e che si propone come un vero e proprio viaggio interattivo nel mondo leonardesco.
Al suo interno è infatti possibile ammirare le ricostruzioni e i modelli funzionanti di alcune macchine progettate da Leonardo da Vinci, molte delle quali uniche al mondo; è il caso del Grande Nibbio, della Balestra Veloce, della Calvi-Viola, dell’Aquila Meccanica, della Macchina del Tempo, del Cannone Musicale e della Vite Area.

Le oltre 200 macchine interattive e i restauri digitali di alcuni dei più importanti dipinti del maestro rinascimentale sono esposti in sei diverse sale che si affiancano a una stanza interamente dedicata all’Ultima Cena e nella quale è possibile ammirare, attraverso la realtà virtuale, la ricostruzione del cantiere che ha portato alla realizzazione del capolavoro di Santa Maria delle Grazie.
Biglietti per visitare Leonardo3 Museum: qui* (esistono anche dei biglietti combinati per visitare altri luoghi leonardeschi a prezzo scontato, ve ne parlo alla fine del post)
Come raggiungerlo: ingresso Galleria Vittorio Emanuele da Piazza della Scala. Fermata metropolitana Duomo (M1 e M3); bus linea 61, con fermata “Verdi – via dell’Orso”; tram linee 1 e 2, con fermata “Manzoni – Scala”.
Il monumento a Leonardo da Vinci in Piazza della Scala
A due passi dal Leonardo3 Museum, di fronte al Teatro alla Scala, c’è il monumento a Leonardo da Vinci: un gruppo scultoreo in marmo di Carrara, realizzato da Pietro Magni e inaugurato nel 1872, che vede al centro proprio il genio toscano.
Ai piedi della statua, alta circa 4,40 metri, ci sono alcuni degli allievi del maestro, che vivevano con lui a Milano: Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Cesare da Sesto e Gian Giacomo Caprotti. Il basamento, invece, vede quattro bassorilievi che ritraggono la vita dell’artista, in particolare gli anni trascorsi a Milano: Leonardo pittore, intento a dipingere il Cenacolo; Leonardo scultore, che modella la statua equestre; Leonardo architetto e stratega, che dirige le fortificazioni dei castelli romagnoli del Duca Valentino; e Leonardo idraulico, intento a supervisionare i lavori delle conche dei Navigli. A questi si affianca una scritta:
Al rinnovatore delle arti e delle scienze nato in Vinci di Valdarno nel MCCCCLII [1452] morto in Cloux presso Amboise nel MDXIX [1519] lungamente ospite invidiato in Milano, dove ebbe amici, discepoli, gloria
Il giorno IV [4] di settembre del MDCCCLXXII [1872] questo monumento fu posto.
Come raggiungerlo: Piazza della Scala. Fermata metropolitana Duomo (M1 e M3); bus linea 61, con fermata “Verdi – via dell’Orso”; tram linee 1 e 2, con fermata “Manzoni – Scala”.

Informazioni per visitare i luoghi di Leonardo da Vinci a Milano
Come anticipato, se avete intenzione di visitare i luoghi di Leonardo da Vinci a Milano, potete usufruire dei biglietti combinati che vi permettono di risparmiare un po’ sul costo dei ticket. Vi lascio qui sotto alcune opzioni disponibili:
- Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia + Leonardo3 Museum – qui*
- Santa Maria delle Grazie + Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – qui*
- Santa Maria delle Grazie + Leonardo3 Museum – qui*

Conoscete altri luoghi legati al passaggio di Leonardo da Vinci a Milano? Se avete dubbi, domande o suggerimenti, lasciate un commento!

Per vedere tutte le foto scattate a Milano (con un iPhone 11 Pro*, una Canon 1100D*, una Canon 80D* e una Canon Mark 6 II*), sfogliate il mio album su Flickr.
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