Sei libri ambientati a New York: vivere la città tra le pagine

Sei romanzi per viaggiare da casa e immergersi nelle strade della Grande Mela. I libri ambientati a New York che vi racconteranno storie vissute in una città in continua evoluzione. 

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A volte per viaggiare servono biglietti aerei, prenotazioni, mappe. Altre volte, invece, basta immergersi nelle pagine di libri e romanzi, in perfetto stile Exploreading.

Ci sono autori che non solo ambientano le loro storie in città e luoghi ben precisi, ma inseriscono tra le pagine anche tanti piccoli dettagli, strade, parchi, negozi, café, che ci trasportano immediatamente lì e ci permettono di viverli a distanza.

Dopo avervi parlato delle guide e dei libri per sognare e organizzare un viaggio nella Grande Mela, in questo post ho raccolto i romanzi ambientati a New York che mi hanno fatto viaggiare stando comodamente tra le mura di casa. Sei storie completamente diverse che ci catapultano oltreoceano.

Sei romanzi ambientati a New York

Una casa a New York, Adam Gopnik

Di Una casa a New York ho già parlato in un altro post, dedicato alle cose che ho imparato su New York proprio immergendomi nella lettura delle sue pagine.

Non è un romanzo con un vero inizio e una vera fine, è più una sorta di diario nel quale l’autore riversa i suoi pensieri, riflessioni e istantanee di una città in continuo mutamento.

Dopo aver vissuto a Parigi, Adam Gopnik torna a Manhattan con la sua famiglia e la racconta attraverso le corse di un padre per accompagnare i figli a scuola, i parrocchetti di Brooklyn, la musica di Bill Evans, caffè presi al volo e brunch domenicali.

Un’ottima lettura per chi vuole scoprire la Grande Mela dall’interno, senza troppi filtri.

«Più di qualsiasi altra città, New York esiste al tempo stesso come una città di simboli e associazioni letterari e artistici e come una città di cose reali. Questa è una verità emotiva, naturalmente – New York è una città di sogni eccentrici e di realtà che disilludono. Tuttavia, essa è anche una verità architettonica semplice e ovvia, una verità visiva, una verità materiale. Da lontano, la città appare in un modo – come un profilo pieno di simboli che invita pellegrini e visigoti – e più da vicino appare in un altro modo, come una città piena di gente. […]
Il piacere di vivere a New York è sempre stato il piacere di vivere contemporaneamente in entrambe le città: la città simbolica delle affermazioni simboliche (questo è grande, io sono ricca, prendimi) e la città quotidiana delle necessità, della tessera dei mezzi pubblici, dei caffè, delle lunge attese e delle scarpinate ancora più lunghe. […]
È la città simbolica che ci attira qui, ma è la città reale che ci fa restare».

Adam Gopnik, traduzione di Isabella C. Blum

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Una casa a New York, Adam Gopnik

Vintage dream, Erica Stephens

In questo romanzo di Erica Stephens New York rimane sullo sfondo, anche se ogni tanto l’autrice inserisce alcuni scorci che ci permettono di scoprirla e di riscoprirla.

Vintage dream racconta la storia di due donne, una vissuta all’inizio del Novecento e una contemporanea, e attraverso le loro vite mette a confronto anche le due Manhattan: quella dei primi grandi magazzini e quella dei grattacieli sempre più alti.

È una lettura leggera, ma piacevole, perfetta per chi ha una forte passione per la moda vintage, proprio come la protagonista.

«New York cambia e si espande continuamente, e se non ci fosse l’architettura moderna, quali edifici rappresenterebbero questa generazione tra cent’anni? Però dovremmo fare in modo di conservare almeno in parte il passato».

Erica Stephens, traduzione di Adria Tissoni

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Vintage Dream, Erica Stephens

New York, Edward Rutherfurd

Di New York ho parlato ampiamente sul blog, perché mi ha permesso di scoprire la città come mai prima d’ora: dal Seicento a oggi. Una panoramica completa su una metropoli giovane e in continua evoluzione.

Edward Rutherfurd crea tantissimi personaggi e le loro vite si intrecciano le une alle altre formando una matassa intricata come solo la vita reale può essere. Ci si affeziona alle famiglie che si incontrano tra le pagine senza quasi rendersene conto e solo alla fine, con l’ultimo punto, si capisce quanto ci mancherà seguire le loro storie.

Una lettura lunga, di quasi mille pagine, che però non risulta mai pesante e che è perfetta per chi New York la conosce bene, ma anche per chi non vede l’ora di visitarla di persona per la prima volta.

«Il giardino degli Strawberry Fields dove era appena stato, e la Freedom Tower, la Torre della Libertà, a cui stava pensando: presi insieme, non contenevano forse le due parole che esprimevano tutto di quella città, le due parole che davvero contavano? A lui sembrava fosse così. Due parole: la prima un invito, la seconda un ideale, un’avventura, una necessità. “Immagina” diceva il giardino. “Libertà” diceva la torre. Immagina la libertà. Quello era lo spirito, il messaggio della città che amava. Non c’era davvero bisogno di altro. Sognalo e fallo. Ma prima lo devi sognare».

Edward Rutherfurd, traduzione di Stefano Viviani

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New York

All’improvviso a New York, Melissa Hill

Questo libro unisce tre delle mie cose preferite: i libri, New York e il periodo natalizio. All’improvviso a New York racconta la storia di Darcy, che lavora in una piccola libreria indipendente della città, e di Aidan, che si scontra letteralmente con lei e la sua vita.

È una storia d’amore, un romanzo per chi vuole vivere New York in modo romantico, senza troppe pretese. Uno di quei libri da leggere con una tazza di tè o di cioccolata calda in mano. Magari a Natale.

«Le piaceva particolarmente girare per la città in quel periodo dell’anno, con le vetrine addobbate, i caffè e i bistrot accoglienti illuminati a festa, le lucine bianche e colorate che scintillavano, le candele accesse».

Melissa Hill, traduzione di Roberta Zuppet

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All'improvviso a New York, Melissa Hill

Il Grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald

Il Grande Gatsby non ha bisogno di tante presentazioni. Anche se non è ambientato interamente a New York, ma principalmente a Long Island, questo romanzo di Fitzgerald riesce comunque a regalare un’immagine perfetta della Manhattan degli anni Venti, tra musica, club e feste.

È una storia che riesce a sorprendere e probabilmente una delle più romantiche e, allo stesso tempo, tristi che io abbia mai letto, e non lo dico solo perché è uno dei miei romanzi preferiti.

La lettura ideale per chi vuole immergersi nei ruggenti anni Venti.

«Mi piace New York nei pomeriggi estivi, quando non c’è nessuno. Ha qualcosa di molto sensuale, troppo maturo, come se ogni genere di strani frutti stessero per caderci in mano».

Francis Scott Fitzgerald, traduzione di Fernanda Pivano

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Il Grande Gatsby, F. S. Fitzgerald

Trilogia di New York, Paul Auster

Trilogia di New York è un libro dedicato a chi ama i romanzi un po’ misteriosi, le detective-stories senza indizi, ma attraverso le quali si possono aprire decine di riflessioni.

Al suo interno racchiude tre racconti ambientati in una New York che viene raccontata come una città piena di difetti, tutto fuorché poetica, e nella quale l’autore inserisce molti dettagli quotidiani e nessun cliché.

Ci sono pedinamenti da Grand Central Terminal a Riverside Park, passeggiate lungo la Broadway e bicchieri consumati nei pub.  Paul Auster scioglie ogni nodo attraverso una scrittura cruda, seguendo i movimenti dei personaggi che a volte possono essere seguiti passo dopo passo su una mappa.

Sono venuto a New York perché è il più miserabile, il più abietto di tutti i luoghi. Lo sfacelo è dovunque, la disarmonia è universale. Le basta aprire gli occhi per accorgersene. Persone infrante, cose infrante, pensieri infranti. La città intera è un ammasso di rifiuti. Il che si adatta mirabilmente al mio proposito. Trovo che le strade siano una fonte inesauribile di materiale.

Paul Auster, traduzione di Massimo Bocchiola

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Trilogia di New York, Paul Auster

Avete letto altri libri ambientati a New York? Quali di questi vi incuriosisce di più? Lasciate un commento 🙂

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Le fotografie sono state scattate con una Canon 1100D, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.

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2 Comments

  1. 1

    Che bello questo viaggio letterario tra le strade di New York! Ti consiglio Danny l’Eletto di Chaim Potok per scoprire Brooklyn nel Dopoguerra attraverso gli occhi di due ragazzini ebrei. Complimenti per le foto, sono davvero splendide.

    • 2

      Ciao Laura, grazie mille per il consiglio! Non conosco Brooklyn e quel libro potrebbe essere un’ottima occasione per scoprire qualcosa in più. Per ora ho il comodino pieno, ma me lo segno subito! Felice che il post e le foto ti siano piaciuti 🙂

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