Cara New York. Una lettera a lei e una a me

Una lettera a New York e una lettera alla me del futuro che sicuramente ci tornerà. Un post personale per parlare con la città che amo di più al mondo. 

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Ho sempre amato New York ed è sempre stato quel tipo di amore cieco e idealizzato, rivolto a qualcosa di lontano e apparentemente irraggiungibile.

Poi, finalmente, ho passeggiato tra le vie di Manhattan, mi sono riempita le orecchie dei suoi suoni e gli occhi dei riflessi dei suoi grattacieli. In quel momento l’amore idealizzato è diventato concreto. Un amore consapevole dei difetti, ma né scalfito, né scheggiato.


 Leggi anche: New York: cosa vedere e cosa fare se la visitate per la prima volta


La prima volta che ho visto Manhattan

Da quando sono tornata da New York ho raccolto foto, ricordi, sensazioni e ho cominciato a scriverle prima sul diario, poi qui sul blog. Ora però mi fermo un attimo. Mi fermo perché la città che amo non lo fa mai e ho bisogno di uno spazio per mettere nero su bianco i miei pensieri.

New York si sta modificando e, se nel corso della sua vita lo ha fatto di continuo in maniera più o meno impercettibile, ora che l’ho conosciuta quei cambiamenti li sento vicini. Sono quasi invadenti e mi sembra stiano rubando anche un po’ dei miei ricordi.

Statua della Libertà da Battery Park

Mi ricordo una mattina di marzo, fredda, ma senza pioggia. Mi ricordo il suono di un campanello, una porta che si apre e il profumo dei libri insinuarsi nelle mie narici. Entrare nella libreria The Complete Traveller Antiquarian Bookstore era come fare un viaggio tra continenti impressi su carta e mappe ingiallite dal tempo.

La libreria, questo posto incredibile che mi ha riempito il cuore pur essendo minuscolo, ha chiuso alla fine del 2014.

Complete Traveller Antiquarian Bookstore

Poi ci sono state altre due giornate, molto fredde anche quelle, durante le quali sono tornata un po’ bambina. Prima da Toys ‘R’ US con la ruota panoramica e i personaggi dei fumetti e dei cartoni animati a grandezza naturale, poi da FAO Schwarz, più elegante, con la tastiera di pianoforte gigante sul pavimento e i soldatini rossi all’ingresso. Entrambi hanno chiuso, anche se pare che il secondo stia per riaprire.

Willy Wonka a Toys"R"US

Un altro ricordo è quello delle scale antincendio che si arrampicano sugli edifici in mattoni rossi: iconiche, comparse in film e libri e modelle di alcune mie fotografie. Sembra che, piano piano, verranno eliminate una a una, spogliando così le case di Manhattan dei loro gioielli di ferro.

Food in Little Italy.

Insomma, New York cambia in fretta, a volte troppo. Non sta mai ferma e a me è sempre piaciuta anche per questo, ma, ora che l’ho conosciuta, i suoi dettagli e i suoi angoli sono un po’ anche parte di me.

Scoprire che quei luoghi impressi nella mia memoria non ci saranno più quando ci tornerò (perché so che prima o poi lo farò) un po’ mi rattrista. Di loro mi rimangono solo i ricordi e starò attenta a non perderli, li chiuderò in una cassaforte, magari insieme a quello dell’uomo che lucidava le scarpe sulla Quarantaduesima, altro simbolo di una New York che non c’è quasi più.

Memories from New York City.

Per questo ho deciso di scrivere questo post. Una lettera e lei, che cambia, e a me, che sicuramente ritornerò tra le sue strade per viverla in maniera più spontanea, magari non infilando più il naso tra Google Maps e la Lonely Planet per far combaciare tutto alla perfezione.


 Leggi anche: I libri per organizzare (e sognare) un viaggio a New York


Pianificazione

Mi piacerebbe tornarci in un’altra stagione, magari l’autunno, quando i colori sono straordinari soprattutto a Central Park, un luogo che ho amato. Vorrei poi salire sulla Freedom Tower, che era in costruzione nel marzo 2014, o sul Top of the Rock e, sicuramente, sulla terrazza del Metropolitan che si affaccia sul parco. E poi, perché no, tra i corridoi e le sale del bellissimo American Museum of Natural History.


 Leggi anche: Visita al Museo di Storia Naturale di New York: dove tutto prende vita


American Natural History Museum.

Sarebbe bello curiosare tra le bancarelle di uno dei mercatini delle pulci, i flea markets, e andare a Coney Island, mangiare un hot dog e divertirmi lì, a due passi dal mare. Vorrei mangiare un bagel e fare colazione con i pancake almeno una volta, esplorare Brooklyn e raggiungere poi il South Street Port una volta tornata a Manhattan.


 Leggi anche: Cosa mangiare a New York: 4 indirizzi per gli amanti dei dolci


View from the Brooklyn Bridge.

Vorrei scoprire tutte le altre cose che ha da dirmi. Sì, perché New York non rimane in silenzio neanche quando il silenzio c’è davvero. È una città che non perde tempo, se deve dire qualcosa la dice. Un po’ come tutte le grandi città, solo che lì, tra grattacieli e ponti, è tutto amplificato.

Love Yourself.

New York non esclude nessuno, ad ogni angolo è pronta a dirti qualcosa, devi solo tendere le orecchie e aprire gli occhi per cogliere i messaggi perché lei comunica in mille modi. Con le immagini ironiche delle targhe di latta in vendita lungo la Broadway, con le pubblicità accecanti di Times Square, quelle nascoste nei tunnel della metropolitana, quelle ammiccanti delle vetrine dei negozi.


 Leggi anche: Times Square e dintorni: cosa fare e cosa vedere


Beer.

New York è sarcastica nella sua serietà e nella sua confusione. È un caleidoscopio di emozioni e di pensieri, di critiche, di scherzi, di tristi verità.

New York parla attraverso le persone che la abitano. È un luogo imbottito di desideri, solo che alcuni si realizzano subito ed altri hanno invece bisogno di essere urlati al mondo intero.

Human rights.

New York parla attraverso le frasi sui muri, i cartelloni stampati e quelli scritti a mano apparentemente dimenticati da qualcuno in un angolo della città. È un luogo dove i messaggi sono trasmessi anche attraverso i colori, che sanno andare oltre le parole.

I we all do one random act of kindness..

New York è la città delle mille luci e delle mille parole, e se le prime ci invadono senza accettare opposizioni, le altre invece bisogna essere pronti ad accoglierle, come stelle cadenti.

I wish I had a dollar...


Dove dormire a New York


Dove dormire a New YorkDurante il mio viaggio a New York ho soggiornato all’Hotel Mela*, a due passi da Times Square.

Le camere sono pulite e comode, leggermente più spaziose rispetto ad altre di Manhattan. In più l’albergo si trova in una posizione strategica per scoprire l’intera città perché Times Square non è solo centrale, ma è anche servita da molte linee della metropolitana.


Voi per quale destinazione scrivereste una lettera simile a questa che io ho scritto per New York? Raccontatemelo nei commenti 🙂

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Informazioni

Le immagini sono state scattate con una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.

Se state organizzando il percorso per la vostra prima volta a New York vi consiglio di dare un’occhiata alla pagina con tutti gli articoli su New York.


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Diario

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12 Comments

  1. 1

    Bellissimo questo post, Martina 🙂

    Io sono stata a New York nel 2011 e – da allora – non c’è giorno in cui non penso di tornarci, a quello che non ho visto per mancanza di tempo e a cosa mi piacerebbe fare la prossima volta.
    Generalmente non aspiro a tornare nei posti in cui sono già stata, ma New York è l’unica eccezione, ci tornerei almeno una volta all’anno, se potessi.

    Un bacione 🙂

  2. 3
  3. 5
    • 6

      Ciao Michela 🙂
      Eh sì, mi puoi capire allora! Io a New York sono stata solo una volta, ma sono certa che anche dopo una seconda potrei scrivere una lettera simile. A volte sembra assurdo il numero di cose che una città o un luogo può offrire 🙂
      Sì, devi rimediare il prima possibile 😉
      Un bacione 🙂

  4. 7

    Io sto pensando di andarci il prossimo anno a New York e magari prenderò spunto proprio dalla tua lettera per qualche luogo da visitare 🙂 mi scriverei una lettera simile praticamente per ogni luogo in cui sono stata. Le mie liste sono sempre infinite e anzi aumentano mentre visito i posti! Un abbraccio e ti auguro di tornare presto a New York!

    • 8

      Ciao Giorgia 😀
      Che bello! Ti auguro proprio di andarci! 😀
      Io forse scriverei un’altra lista per Londra, ma questa per New York è nata spontaneamente 🙂
      Un abbraccio anche a te e grazie ❤

  5. 9

    Ciao Martina che sogno NY! Un grande sogno per me ostacolato dalla paura di stare tutte quelle ore (troppe) in volo… 🙁 Ci vorrebbe una botta in testa appena salita a bordo! 😀
    Io comunque opterei assolutamente per l’autunno! L’autunno E’ New York!
    E un’altra cosa: nonostante io sia una 48/72h traveller farei un soggiorno di almeno 10 giorni pieni (escluso il viaggio)!
    Aspetta poi c’è un’altra cosa che sogno da una vita: mi piacerebbe visitare una caserma dei mitici New York City Fire Department e farmi una foto di gruppo con loro! 😀 Ehe…sono le 11:00 del mattino ma sono ancora in fase rem!
    Un saluto
    Daniela

    • 10

      Ciao Daniela 😀
      Vero, le ore non sono poche, ma tra una cosa e l’altra passano velocissime: film, chiacchierate, libri. 🙂
      Io amo l’autunno, indipendentemente dal luogo, figuriamoci a New York! Dico solo una cosa: Central Park ❤
      Ahah bella cosa da mettere in lista, non ci avevo mai pensato 😉
      Un bacione 🙂

  6. 11

    So che sei innamorata di New York, ma New York credo sia una città che entra nel cuore di chiunque la visiti, è inevitabile. Io ci sono stata due volte (e mezzo), e non credo che potrei stancarmene. Ci sono tantissime cose che non ho fatto e che non ho visto, mi piacerebbe tantissimo tornarci! Anzi, se dovessi fare una classifica dei posti già visti in cui tornerei, New York sarebbe sicuramente nella top 3. E forse è proprio a questa città che scriverei una lettera, per non dimenticarmi le cose che devo ancora vedere, proprio come hai fatto te.
    Lettera d’amore spassionata, smielata e senza capo né coda? A Sydney, ovviamente 🙂

    • 12

      Credo tu abbia ragione, anche se so di qualcuno che non è per niente interessato a visitarla! New York è anche nella mia lista, anzi, è in prima posizione, ma io sono di parte! 😉
      Da quando ti conosco ho cominciato a pensare molto di più a Sydney, mi stai contagiando 😉
      Un bacio ❤

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