Leggende di Edimburgo: città di fantasmi e di misteri

Cinque leggende di Edimburgo: storie di fantasmi ed esseri fantastici che vi porteranno tra i racconti e i misteri della città scozzese.  

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Edimburgo è una delle città più affascinanti d’Europa, sarà per la sua atmosfera suggestiva o per i racconti che si tramandano da generazioni. È così ricca di storie e di misteri che si potrebbe dedicare loro un intero viaggio e io starei ore ad ascoltarle.

Vista dal National Museum of Scotland

Si dice sia addirittura uno dei luoghi più infestati di fantasmi del nostro continente e molti di loro sembra siano stati visti o avvertiti più di una volta.

Gli spiriti, però, non sono gli unici protagonisti e in città si tramandano anche storie di draghi, streghe e fate e ve ne parlo proprio in questo post dove ho raccolto le cinque leggende di Edimburgo che mi hanno colpita di più: dal cimitero di Greyfriars all’Arthur’s Seat.


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Warriston's Close

Il fantasma di Mackenzie al cimitero di Greyfriars

Parlare delle leggende di Edimburgo senza nominare il Greyfriars Kirkyard è impossibile. Si dice sia uno dei cimiteri più infestati del mondo, nonché il luogo con la maggior concentrazione di fantasmi di tutta la città.

Greyfriars Kirkyard

Uno dei più celebri e, apparentemente, dei più pericolosi è quello di Sir George MacKenzie di Rosehaugh, un avvocato di sua maestà Carlo II d’Inghilterra vissuto nel Seicento.

Proprio il sovrano gli diede il compito di perseguitare i covenanti, gli appartenenti a un movimento politico e religioso a favore del Presbiterianesimo e contrari all’Episcopalismo voluto invece dalla monarchia. I suoi modi sanguinari e gli oltre 18.000 morti per suo ordine gli valsero l’appellativo di “Bluidy MacKenzie” (MacKenzie il sanguinario, bloody in inglese).

Morì nel 1691 e fu ironicamente sepolto nel Black Mausoleum, una struttura che conteneva i resti della maggior parte delle sue vittime.

Greyfriars Kirkyard

Dopo oltre 300 anni di riposo, nel 1999 accadde qualcosa che sembra aver risvegliato il suo spirito crudele.

In una notte durante la quale vento e pioggia stavano tormentando la città, un senzatetto decise di trovare riparo proprio all’interno del mausoleo, approfittandone per andare alla ricerca di qualche piccolo tesoro all’interno delle tombe.

Quando provò ad aprire quella del sanguinario avvocato, un ampio buco si aprì sul pavimento e lui vi cadde dentro seguito da ciò che rimaneva delle casse e dei corpi al loro interno.

Da quel giorno sono stati registrati oltre 500 presunti attacchi e molti sono certi siano opera proprio di MacKenzie, che per vendetta o rabbia provoca ustioni, sensazioni spiacevoli, graffi ed ematomi a chiunque si avvicini al mausoleo.

A rincarare la dose ci pensa la storia dell’esorcista Colin Grant, che nel 2000, dopo un fallito tentativo di riportare la pace nel luogo sacro, morì improvvisamente d’infarto.

Greyfriars Kirkyard

Il suonatore di cornamusa del castello di Edimburgo

Il Castello di Edimburgo è forse uno dei luoghi più infestati di fantasmi di tutta la città dopo il cimitero di Greyfriars, probabilmente anche a causa dei numerosi prigionieri morti all’interno delle sue carceri.


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Uno dei suoi fantasmi più famosi, però, non è quello di un detenuto, ma quello di un suonatore di cornamusa, il Lone Piper.

L'entrata del Castello di Edimburgo

Secondo la leggenda, quando gli antichi tunnel sotto il castello furono scoperti, nessuno si offrì per scoprire dove portassero con precisione. Si pensava collegassero la fortezza con altre aree della città, ma la paura si rivelò più forte della curiosità.

Per portare a termine il compito fu scelto quindi un suonatore di cornamusa: attraverso la musica sarebbe stato più semplice seguirlo dall’esterno e annotare il percorso dei cunicoli. Ad un certo punto però, a missione avviata, il suono scomparve e con lui il giovane musicista.

Da quel giorno pare che in molti abbiano sentito il suono di una cornamusa provenire dalle profondità del castello.

Castello di Edimburgo

Il bambino delle fate di Calton Hill

Si racconta che nel Seicento vivesse a Edimburgo un bambino con il potere di vedere le fate e di comunicare con loro. Il dono gli era stato dato dagli stessi esseri fantastici che lo avevano scelto come tamburino per allietare le loro serate sulla cima di Calton Hill. L’appuntamento era per ogni giovedì a mezzanotte.

Dugald Stewart Monument e vista su Edimburgo

La voce cominciò a spargersi in città e un giorno un uomo particolarmente incuriosito e certamente invidioso decise di avvicinarlo e di fare in modo che il ragazzo non si presentasse all’incontro.

Un primo giovedì lo invitò a cena e tentò di distrarlo, ma il bambino riuscì ugualmente a raggiungere Calton Hill in tempo. La settimana successiva la scena si ripetè, ma questa volta riuscì a trattenerlo quasi fino a mezzanotte.

Quando il bambino uscì di casa, l’uomo lo seguì fino a destinazione, ma poco prima di raggiungere la cima della collina udì le urla del giovane e quando gli corse incontro non lo trovò. Il ragazzino non era arrivato puntuale e le fate avevano deciso di farlo sparire nel nulla come punizione per non aver mantenuto la sua promessa.

Ancora oggi pare che camminando nei pressi di Calton Hill i giovedì a mezzanotte si possa sentire il suono di un piccolo tamburo provenire dalla cima della collina.

Dugald Stewart Monument

Le streghe e l’anziana signora del North Bridge

Il North Bridge (Ponte Nord) collega la New Town con la Old Town all’altezza della centralissima stazione di Waverley e se oggi permette di superare i binari sottostanti, un tempo serviva per unire le due aree della città divise dalla palude di Nor Loch.

Si racconta che, durante l’Inquisizione, da lì venissero lanciate le donne sospettate di stregoneria o legate in qualche modo al demonio ed è per questo che è anche conosciuto come Ponte del Diavolo.

Nel Diciannovesimo secolo la prima struttura fu abbattuta per lasciare il posto a una più moderna e resistente, ma al momento dell’inaugurazione gli antichi racconti sulle streghe intimorirono gli abitanti, spaventati da possibili vendette, e nessuno volle attraversarlo per primo.

Alla fine si decise che il compito sarebbe spettato alla persona più anziana della città, una donna di 100 anni che sfortunatamente, però, morì proprio la notte prima dell’evento.

Gli organizzatori, per non spaventare i cittadini, che avrebbero sicuramente pensato a una maledizione, decisero che il corpo dell’anziana, posizionato all’interno di una carrozza come se fosse ancora in vita, avrebbe attraversato e inaugurato il nuovo ponte.

Così fu, ma qualcuno se ne accorse e da quel giorno il North Bridge fu soprannominato anche il Ponte dei Morti e per scaramanzia in molti si rifiutano ancora oggi di attraversarlo, soprattutto a piedi.

Sappiate che a pochi metri di distanza c’è il Waverley Bridge. Così, tanto per dire.

North Bridge, Edinburgh Old Town

Il drago di Arthur’s Seat

Edimburgo si appoggia su antiche colline, ciò che rimane di alcuni vulcani spenti ormai migliaia di anni fa. Una di queste è Arthur’s Seat, oggi uno splendido punto panoramico dal quale ammirare la città dall’alto.


 Leggi anche: Quattro luoghi dai quali ammirare Edimburgo dall’alto


Le leggende che vi ruotano intorno sono molte, prima fra tutte quella legata al suo nome, che secondo alcuni deriva dal fatto che il pendio sarebbe stato il cuore dell’antica Camelot. Ce n’è un’altra, però, che mi ha colpito e sembra essere una delle più antiche.

Holyrood Park

Si narra che, secoli e secoli fa, Edimburgo fosse flagellata da un enorme drago. L’animale sorvolava i tetti della città senza sosta, distruggeva, incendiava e mangiava con ingordigia bestiame e persone.

Un giorno, dopo quello che probabilmente era stato un pasto più abbondante del solito, decise di fermarsi sulla collina per riposare e si addormentò per sempre.

Nessuno osò muoverlo per paura che si risvegliasse e con il passare dei secoli il vento lo ricoprì di terra e la natura di muschio e di erba trasformandolo nella cima di Arthur’s Seat.

Guardando il pendio dal Castello sembra quasi di vedere l’animale con la testa appoggiata alle Salisbury Crags, le falesie, ma forse è solo suggestione. O forse no.

Vista dal Castello di Edimburgo

Conoscete altre leggende di Edimburgo? Quale di queste vi affascina di più? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.

Dove dormire a Edimburgo

Durante il mio viaggio a Edimburgo ho soggiornato all’hotel 28 York Place*, a due passi dal centro città e da Princes Street. Mi sono trovata molto bene, la camera era grande e comoda, unica pecca, anche se io non ne ho avuto bisogno, la mancanza dell’ascensore.


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