Harlem, New York: seguendo le orme del gospel

Gospel tour a Harlem, New York. Le informazioni utili per assistere a una messa e vivere il cuore del jazz e della cultura afroamericana di Manhattan. 

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Spesso si pensa a New York come alla Manhattan dalla 110st Street in giù, dalla parte più settentrionale di Central Park alla Statua della Libertà, in mezzo all’acqua dell’Hudson e dell’East River. Eppure a nord del parco c’è di più di quanto si possa immaginare. A nord del parco c’è Harlem.


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Harlem

Questa zona di Manhattan, spesso ingiustamente ignorata, è ricca di storia, di luoghi da vedere e da vivere. Anche se viene associata frequentemente al mondo afroamericano newyorkese, è in realtà un caleidoscopio di culture, usi e costumi differenti.

Harlem

Uno dei modi per scoprirla, soprattutto se come me avete poco tempo, è partecipare ad uno dei gospel tour a Harlem. Vi racconto la mia esperienza.

Gospel Tour ad Harlem

Normalmente si parte da Midtown – io sono salita su un autobus poco distante da Times Square – e si prosegue poi verso nord, costeggiando Central Park.


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Da lì si percorrono poi le vie di Morningside Heights, dove sorgono la prestigiosa Columbia University e la straordinaria cattedrale di Saint John The Divine, il più grande edificio di culto degli Stati Uniti.

Durante il tour, la guida racconta un po’ la storia di questa parte di Manhattan. Si scopre così che l’area di East Harlem è abitata soprattutto da una compatta popolazione ispanoamericana, tanto da essere definita anche El Barrio (il quartiere in spagnolo).

Washington Heights, invece, è il punto più alto di Manhattan. È una zona tranquilla, piena di case che hanno poco a che fare con i grattacieli di downtown, e che offre una splendida vista su tutta New York. Si vede anche il Bronx, al di là del fiume, con lo Yankee Stadium in primo piano.

Washington Heights, Harlem.

Proprio in questa zona si trova la Morris-Jumel Mansion, la casa più antica di Manhattan ancora in piedi. Costruita nel 1765, venne utilizzata inizialmente come quartier generale dell’Esercito Continentale di George Washington durante le battaglie tra inglesi e americani che proprio ad Harlem videro il loro culmine.

La casa conserva numerosi arredi originali: il più famoso è un letto che si dice essere appartenuto a Napoleone Bonaparte. Su questo colle, con la sua casa ricca di storia, sembra riecheggiare l’inno degli Stati Uniti, anche se i suoni di questo quartiere sono ben altri.

Morris-Jumel Mansion, Harlem.

Al di là di tutto questo, infatti, se Harlem viene associata alla cultura afroamericana un motivo c’è. Fin dagli anni Venti del Novecento è stata il cuore della cultura nera newyorkese, con luoghi come l’Apollo Theatre, il Cotton Club e le sue chiese piene di musica. Ed è proprio la musica a regnare in questo quartiere: una musica piena di ritmo, di fede e di speranza.

Cotton Club show, Harlem.

C’è la musica dell’Apollo Theatre, uno dei teatri musicali americani più famosi, non solo per la sua lunga storia, ma anche per aver lanciato artisti del calibro di Ella Fitzgerald e Michael Jackson. È un simbolo di Harlem e di New York, del jazz e del blues, dell’emancipazione e dello spettacolo.

Apollo Theatre, Harlem.

C’è la musica delle numerosissime chiese che riempie le mattine domenicali, quando tutti vanno a messa e anche parcheggiare la macchina in doppia fila è lecito. Le strade si riempiono non solo di veicoli, ma anche di eleganti signore con le teste coperte da insoliti cappellini.

La domenica è il giorno in cui una preghiera diventa un canto, in cui la fede è così forte da riuscire a far entrare in una sorta di trans, in cui le voci si alzano in coro e sembra di essere nel bel mezzo di un concerto.

Assistere ad una messa ricca di canti Gospel ti fa capire quanti modi diversi e straordinari ci siano per gridare al mondo la propria fede. L’importante, durante il tour, è farlo in silenzio e in modo rispettoso, senza scattare fotografie o registrare video.

Halerm.

C’è infine la musica del nuovo Cotton Club, che ripercorre le orme del famosissimo club attivo durante il proibizionismo, nel quale si esibivano artisti jazz come Duke Ellington.

Entrare al Cotton Club, oggi, aiuta a capire l’ambiente, il clima e l’atmosfera del night club di un tempo. Le luci calde e soffuse, la musica vibrante che riesce a coinvolgere chiunque, i tavoli tutti vicini, gli spazi ristretti e le candele accese. È proprio qui che ho pranzato durante il mio gospel tour a Harlem.

«Il Cotton Club era un locale di prim’ordine. Dalla strada, posizionato all’angolo di Lenox Avenue, grande e con l’ingresso bene illuminato, lo si poteva scambiare per una sala cinematografica. Soltanto i clienti in abito da sera che scendevano dalle loro costose automobili fornivano qualche indizio di che cosa si celasse davvero al suo interno.
Il club era grande ed elegante. Gli avventori si accomodavano intorno ai tavolini rotondi, al centro dei quali, sopra una tovaglia di lino bianca, era posata una candela. C’era spazio per ballare, ma il segreto del posto era lo spettacolo. Il proscenio era largo e illuminato da luci su ogni lato».

New York*, Edward Rutherfurd. Traduzione di Stefano Viviani.


 Leggi anche: Alla scoperta della storia di New York con Edward Rutherfurd


Cotton Club, Harlem.

La musica però non si può esprimere veramente a parole. Bisogna sentirla, bisogna lasciare che a parlare siano il ritmo e le note, entrambe cose che riescono ad unire chiunque. Non importa se sei francese, come i miei vicini di tavolo, italiano o americano, non importa se sei timido, le mani le batterai comunque e magari muoverai pure le spalle.


 Leggi anche: New York: cosa vedere e cosa fare se la visitate per la prima volta


Per questo vi lascio con questo video, che credo esprima al meglio le note di Harlem. Un quartiere che sa stupire, che sa dare più di quanto non riceva: il quartiere più musicale di Manhattan.

Un consiglio per fare il vostro gospel tour ad Harlem

A New York esistono diverse associazioni che propongono jazz e gospel tour a Harlem. Per assistere ad una messa Gospel in una Chiesa Battista (con eventuale brunch domenicale al Cotton Club) consiglio, per esperienza personale, Harlem Spirituals*, che offre tour in diverse lingue. Io mi sono trovata molto bene, la guida era preparata e il pranzo è stato delizioso, abbondante e accompagnato da ottima musica.


Dove dormire a New York


Dove dormire a New YorkDurante il mio viaggio a New York ho soggiornato all’Hotel Mela*, a due passi da Times Square.

Le camere sono pulite e comode, leggermente più spaziose rispetto ad altre di Manhattan. In più l’albergo si trova in una posizione strategica per scoprire l’intera città perché Times Square non è solo centrale, ma è anche servita da molte linee della metropolitana.


Vi piacerebbe fare un Gospel Tour a Harlem? Ne avete mai fatto uno? Lasciate un pensiero tra i commenti 🙂

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Informazioni

Harlem è il quartiere più settentrionale di Manhattan e si estende dalla 110st Street verso nord, fino al limite dell’isola.

Per raggiungere Washington Heights e la Morris-Jumel Mansion, che si trova al 65 di Jumal Terrace, all’altezza della 160esima Strada, il mezzo più comodo è la metropolitana della linea blu (C) con fermata local a 163 St-Amsterdam Av.

L’Apollo Theatre si trova al 253 della 125th Street West, all’altezza di Frederick Douglass Boulevard. Il mezzo più comodo per raggiungerlo è la metropolitana (linea blu A, B, C, D) con fermata express 125th St.

Il Cotton Club si trova invece al 656 della 125th Street West, vicino all’incrocio con Riverside Drive. La linea della metropolitana più comoda è la rossa (1) con fermata local a 125 St.


 Leggi anche: Come muoversi a New York: metropolitana, autobus e taxi


Le immagini sono state scattate con una Canon 1100D*. Per vedere le altre potete sfogliare il mio album su Flickr.

Se state organizzando il percorso per la vostra prima volta a New York vi consiglio di dare un’occhiata alla pagina con tutti gli articoli su New York.


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