Palazzi e grattacieli di New York: Manhattan nel Novecento

I grattacieli di New York e alcuni dei suoi palazzi più importanti sono stati costruiti nel Novecento. Vi porto a scoprirli attraverso il romanzo di Edward Rutherfurd.

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Alcuni palazzi e grattacieli di New York hanno fatto la storia. Molti di loro sono diventati dei simboli, altri hanno storie pubbliche da raccontare e quando si visita la città non si può non notarli, visitarli o anche solo limitarsi ad ammirarli dalla strada.

Molti di questi sono stati costruiti nel Novecento o hanno fatto parlare di sé nel Ventesimo secolo. Attraverso le pagine del romanzo New York, di Edward Rutherfurd, andiamo a scoprirli.

I grattacieli di New York

Waldorf-Astoria Hotel

Il Waldor-Astoria è un albergo 5 stelle luxury di New York che si trova oggi su Park Avenue. In origine però occupava lo spazio dove sorge l’Empire State Building.

«Stavano sfilando dinanzi al Waldorf-Astoria Hotel.
[…] “Quando penso al modo in cui la signora [n.d.r. Caroline] Astor fu trattata dalla sua stessa famiglia, mi ribolle il sangue” disse Rose a Hetty Master.
Il colpevole era stato il giovane nipote della signora Astor. Viveva nella casa a fianco. Poiché suo padre era morto e tecnicamente poteva reclamare di essere il capofamiglia, aveva chiesto che sua moglie fosse chiamata signora Astor, e che Caroline ritornasse all’appellativo meno nobile di signora William Astor.
[…] La signora Astor aveva rifiutato, probabilmente non a torto. Età e reputazione dovevano pur contare qualcosa. Così, stizzito, il giovane Astor era partito per l’Inghilterra e non era più tornato.
[…] Ma si era preso lo stesso la sua rivincita sulla zia. Aveva trasformato la sua vecchia casa di New York in un albergo, alto tredici piani. Torreggiava sopra la residenza di Caroline, distruggendo tutta la sua privacy. Lo aveva chiamato Waldorf.
Quattro anni dopo lei aveva riconosciuto la sconfitta e si era trasferita nei quartieri alti. La famiglia Astor aveva trasformato la sua casa in un secondo albergo, l’Astoria, e presto i due erano stati uniti, dal magnifico Peacock Alley, in un unico edificio».

New York Public Library

La New York Public Library è la biblioteca pubblica di New York e la terza più grande degli Stati Uniti. Si trova sulla Fifth Avenue, all’altezza della 42esima Strada.

«Il 23 maggio 1911 arrivò a New York nientemeno che il presidente degli Stati Uniti per presenziare a un’importante cerimonia. Sul sito del vecchio serbatoio simile a una fortezza, veniva finalmente aperta al pubblico la grande biblioteca sulla Quinta Avenue.
La collezione, prodotto della fusione delle biblioteche Astor e Lenox, era enorme. Finanziato con i lasciti di Qatts e Tilden, lo splendido nuovo edificio in stile Beaux-Arts, progettato da Carrère e Hastings, si allungava tra due isolati, dalla Quarantesima alla Quarantaduesima. Ci era voluto un tempo infinito per completarlo, ma ne era valsa la pena. La facciata in marmo e l’ampia scalinata, fiancheggiata da due leoni, non avrebbero potuto essere più grandiose, e tuttavia il posto restava comunque accogliente».

New York Public Library

Triangle Shirtwaist Company

La Triangle Shirtwaist Company era un’azienda tessile che si trovava a New York, all’interno dell’Asch Building. Il 25 marzo 1911 gli ultimi tre piani dell’edificio vennero divorati da un incendio. Morirono 146 persone, per la maggior parte giovani donne italiane ed ebree.

Oggi l’edificio fa parte del campus della New York University e si trova al 23-29 di Washington Place, non distante da Washington Square Park.

«La Triangle Factory si trovava in una strada acciottolata appena a est di Washington Square Park, ai piedi della Quinta Avenue. […] occupava gli ultimi tre dei dieci piani di un grande edificio squadrato. La fabbrica produceva soprattutto le gonne lunghe alle caviglie e le camicette alla Gibson Girl, bianche e strette in vita, chiamate shirtwaists, che andavano molto di moda in quel periodo tra le ragazze e le donne che lavoravano».

French Building

Il Fred F. French Building si trova sulla Fifth Avenue. Venne costruito nel 1927 e oggi è sede principalmente di uffici.

«Il cantiere […] sorgeva all’angolo tra la Quinta e la Quarantacinquesima. L’agente immobiliare era il signor French, che aveva deciso che l’edificio avrebbe dovuto portare il suo nome: non aveva tutti i torti, dal momento che sarebbe diventato uno dei grattacieli più belli mai costruiti.
Per evitare che New York si trasformasse in una grande rete di canyon scuri, le autorità cittadine avevano insistito affinché i grattacieli non s’innalzassero in verticale dai limiti dei loro siti, ma che ad altezze prestabilite vi fossero delle interruzioni per lasciare filtrare la luce […]. Il French Building […] con la sua entrata in bronzo intagliata ispirata all’Ishtar Gate, e le sue alte terrazze simili a giardini pensili, sembrava provenire direttamente dall’antica Babilonia. Attraversare i suoi atri art déco era come entrare in un tempio. Ma la cosa che piaceva di più […] era la facciata torreggiante di mattoni di un colore arancione caldo, decorata ai bordi in rosso scuro e nero. A New York non esistevano altri lavori in mattoni come quello».

Chrysler Building

Il Chrysler Building è una delle figure più note dello skyline di Manhattan. Si trova al 405 di Lexington Avenue ed è alto 319 metri. Non è distante dalla Grand Central Station.

«Bisognava riconoscere che Walter Chrysler aveva stile. Quando l’uomo dell’automobile aveva preso in mano il progetto dell’edificio che ora portava il suo nome, aveva insistito per la realizzazione di arditi disegni art déco che incorporassero immagini di ruote, tappi di radiatore e molto altro ancora. La punta dell’edificio, ancora in costruzione, consisteva in una serie di archi che salivano a una chiave di volta, progettati per essere ricoperti di acciaio inossidabile. Di un’eleganza suprema, una volta completato non ci sarebbe stato niente di simile al mondo.
E poi c’era la questione dell’altezza. L’edificio più alto al mondo era ancora la Tour Eiffel di Parigi. Ma gli arditi newyorkesi si stavano avvicinando. Un finanziere di nome Ohrstrom stava costruendo una torre imponente al 40 di Wall Street [n.d.r. oggi Trump Building, originariamente The Bank of the Manhattan Company Building] per competere con il Chrysler e girava voce che, anche se non sarebbe stata altrettanto elegante, l’avrebbe superato in altezza, sovrastando qualunque altro grattacielo della città. Un altro edificio sulla Trentaquattresima avrebbe potuto contendergli lo scettro, ma i lavori in quel caso non erano ancora cominciati».

Chrysler Building

Empire State Building

L’Empire State Building è il simbolo di Manhattan e uno degli edifici più famosi. Si trova sulla Fifth Avenue e, con la sua antenna, supera i 443 metri d’altezza. È uno dei luoghi migliori dai quali vedere New York dall’alto.

«Tutto in quel progetto era esagerato. […]
Se Walter Chrysler era convinto che la sua ingegnosa guglia di acciaio inossidabile avrebbe fatto di lui il re dello skyline di New York, si sarebbe presto ricreduto. L’Empire State Building si stava preparando a dominarlo, e presto.
[…] I materiali giungevano dai luoghi più diversi. Le grandi travi a T da Pittsburgh, la pietra calcarea dall’Indiana, il legname dalla costa pacifica, il marmo da Italia e Francia e, quando queste forniture non furono sufficienti, gli appaltatori acquistarono un’intera cava in Germania.
La cosa in assoluto più impressionante era la velocità dei lavori. Mentre la grande struttura in acciaio si arrampicava con regolarità nel cielo, i muratori e i marmisti seguivano dappresso. L’Empire State Building stava crescendo quasi di un piano al giorno.
[…] Venerdì 19 settembre [n.d.r. 1929] la grande gabbia d’acciaio dell’Empire State Building era quasi completa. I muratori avevano tenuto il passo e ormai mancavano soltanto dieci piani da terminare. Ottantacinque piani in sei mesi dall’inizio della costruzione».

Empire State Building, from the Brooklyn Bridge.

Rockefeller Center

Rockefeller Center è un complesso architettonico nel centro di Manhattan. Comprende 19 edifici, molti dei quali adibiti a uffici. È famoso per il GE Building, sul quale c’è una bella piattaforma panoramica, per il Radio City Music Hall e la pista di pattinaggio. Ogni anno ospita anche l’albero di Natale più famoso di New York, che dà ufficialmente il via ai festeggiamenti in città.

«Al momento [n.d.r. 1929], la città appariva piuttosto caotica, sembravano esserci cantieri in ogni direzione si guardasse. Giù sulla Trentaquattresima, l’Empire State Building era l’edificio più alto in costruzione, ma il cantiere più grande era di sicuro l’enorme complesso che John D. Rockefeller Jr stava sviluppando da solo e che si allungava per tre isolati, dalla Quinta Avenue alla Sesta. […] una volta finita, l’opera sarebbe stata di un’eleganza meravigliosa, ma ci sarebbero voluti anni per completarla e, fino ad allora, l’area di fronte alla St. Patrick sarebbe stata una gran confusione.

[…] Poco prima del crollo del ’29, John D. Rockefeller Jr aveva stipulato un contratto di affitto per un terreno di ventidue acri sul lato ovest della Quinta Avenue per edificare un complesso art déco di palazzi per uffici e un teatro lirico. Dopo il crollo, l’idea del teatro lirico aveva dovuto essere abbandonata. Ma ciò non aveva impedito a Rockefeller di portare a termine il resto del progetto. Da sola, la famiglia più ricca del mondo aveva eretto non una, ma quattordici torri per uffici, con giardini pensili e una piazza centrale, creando lo spazio stradale più elegante della città. La sua deliziosa corte centrale fungeva da ristorante all’aperto in estate e da piccola pista da pattinaggio su ghiaccio in inverno. Alla fine di un decennio di lavori di costruzione, alcuni operai, un dicembre, avevano deciso di sistemare nella piazza un albero di Natale».

Rockefeller Center.

Quale di queste storie sui palazzi o i grattacieli di New York vi incuriosisce di più? Ce n’è uno che preferite? Lasciate un pensiero tra i commenti 🙂

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INFORMAZIONI

Il libro New York, scritto da Edward Rutherfurd e tradotto da Stefano Viviani, è pubblicato da Mondadori. Racconta la storia romanzata della Grande Mela seguendo le storie di famiglie e personaggi inventati dall’autore.

Nelle tappe precedenti di questo viaggio tra le pagine abbiamo visitato la Manhattan del Seicento, del Settecento, dell’Ottocento e del Novecento.

Questo articolo non può in alcun modo sostituire la lettura del romanzo.

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