Gallerie d’Italia di Milano: un viaggio nell’arte tra Ottocento e Novecento

Le Gallerie d’Italia di Milano, a due passi dal Duomo e all’interno del Quadrilatero della Moda, sono uno scrigno di opere che spaziano dalla fine del Settecento ai giorni nostri raccontando protagonisti e correnti artistiche italiane. In questo post vi accompagno a scoprire i palazzi storici che le ospitano e tutti gli spazi espositivi, compreso il Giardino di Alessandro Manzoni.
La storia delle Gallerie d’Italia di Milano
Le Gallerie d’Italia sono un polo museale creato da Intesa Sanpaolo per esporre le proprie collezioni artistiche, oggi suddivise tra quattro diverse sedi: Torino, Napoli, Vicenza e Milano. Quest’ultima, inaugurata il 3 novembre 2011, ospita anche le opere appartenenti alla Fondazione Cariplo, partner del progetto.
Le Gallerie d’Italia di Milano, a due passi dal Teatro alla Scala e da Piazza Duomo, si trovano all’interno di un complesso architettonico che comprende tre diversi edifici, ognuno con storia, curiosità e caratteristiche proprie: Palazzo Anguissola Antona Traversi, Palazzo Brentani Greppi e il Palazzo della Banca Commerciale d’Italia (noto anche come Palazzo Beltrami). Vi porto a scoprirli.

Palazzo Anguissola Antona Traversi
Palazzo Anguissola Antona Traversi (via Manzoni, 10), definito da Luigi Zucoli “la casa forse più ammirata di Milano” (1841), fu costruito tra il 1775 e il 1778 su commissione del conte Antonio Anguissola. Il progetto fu affidato a Carlo Felice Soave, che qualche anno dopo diventò architetto capo del Duomo di Milano.
Nel 1817, il conte vendette la dimora all’avvocato Giovanni Battista Traversi, che nel 1829 commissionò all’architetto Luigi Canonica un ampio progetto che apportò numerose modifiche all’edificio, come la creazione del nuovo scalone d’onore e quella del chiostro, poi chiuso da una vetrata negli anni Novanta del Novecento e che oggi ospita l’opera Disco in forma di rosa del deserto di Arnaldo Pomodoro.

Palazzo Brentani Greppi
Palazzo Brentani Greppi, menzionato come Ca’ Brentana anche in un sonetto del poeta milanese Carlo Porta e restaurato nel 1935, fu costruito nel 1720 su commissione del conte Giuseppe Brentano e della sua famiglia, che ci abitò fino all’inizio dell’Ottocento per voi venderlo ai conti Greppi. Furono loro, nel 1829, a commissionare all’architetto Luigi Canonica una profonda ristrutturazione che diede al palazzo l’aspetto attuale.
L’edificio è caratterizzato da una facciata sulla quale sono stati posti alcuni medaglioni rappresentanti figure illustri della storia, dell’arte e della scienza italiana (da Leonardo Da Vinci ad Alessandro Volta) e un balcone di rappresentanza pensato per assistere a processioni e sfilate. Quest’ultimo fu teatro di un evento chiave durante la prima guerra di indipendenza italiana.
Reduce dalla battaglia di Custoza contro gli austriaci guidati da Josef Radetzky, il 4 agosto 1848 Carlo Alberto di Savoia si rifugiò sconfitto a casa dell’amico Giuseppe Greppi. Quando la notizia si diffuse, una folla si radunò ai piedi del palazzo per protestare contro l’imminente armistizio con l’esercito austriaco. Il Re di Sardegna si affacciò da quel balcone per placare il disordine e in quel momento, dalla calca, partì un colpo di fucile, che però lo mancò.

Il palazzo della Banca Commerciale Italiana
Il Palazzo della Banca Commerciale Italiana, anche noto come Palazzo Beltrami dal nome dell’architetto che lo progettò, fu costruito tra il 1905 e il 1911 in quello che doveva essere il nuovo centro finanziario meneghino. Affacciato su piazza della Scala, presenta forme e caratteristiche neoclassiche che si ispirano proprio a quelle del teatro milanese, creando così continuità tra i due edifici.
Il palazzo sorge dove un tempo si trovavano la chiesa di San Giovanni Decollato alle Case Rotte, risalente al 1390, ma sconsacrata e adibita ad Archivio Municipale nel 1874, e il Caffè Martini (ex Caffè del Teatro), aperto nel 1832 e punto di ritrovo di patrioti e artisti milanesi. Di loro vi parlerò più nel dettaglio nel post interamente dedicato a Piazza della Scala.

Visitare le Gallerie d’Italia di Milano
Visitare le Gallerie d’Italia di Milano significa compiere un viaggio nell’arte che spazia dalla fine del Settecento ai giorni nostri. Tre le aree visitabili: quella dedicata all’Ottocento, con qualche parentesi di fine Settecento e di inizio Novecento; quella dedicata interamente al Novecento, che comprende anche il Caveau della banca; e il Giardino di Alessandro Manzoni.

L’Ottocento: la collezione Da Canova a Boccioni
La collezione Da Canova a Boccioni. Le collezioni della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo si sviluppa attraverso un percorso espositivo organizzato in tredici sezioni diverse, a partire da quella dedicata ai bassorilievi in gesso di Antonio Canova (Sezione I), seguita da quella che espone le tele di Francesco Hayez (Sezione II).
La Sezione III e la IV, invece, sono dedicate rispettivamente alle vedute ottocentesche e al Risorgimento italiano, mentre la Sezione V e la VI accompagnano alla scoperta della vecchia Milano grazie a tele che raffigurano la città nel Diciannovesimo secolo, con focus particolare sul Duomo e sui Navigli. Con la Sezione VII si compie invece una gita nella Lombardia dell’Ottocento e del primo decennio del Novecento.
Con la Sezione VIII si scoprono le tele dedicate alla vita borghese, mentre con la IX si passa alla pittura di genere e alle scene di vita popolare. La Sezione X, invece, parla di sperimentazione attraverso i dipinti dei macchiaioli e degli altri movimenti ottocenteschi. Con la Sezione XI, si ritorna in mezzo alla natura, tra decine di panorami montuosi; seguono la Sezione XII, dedicata al simbolismo, e la Sezione XIII, nella quale protagonisti sono Umberto Boccioni, il divisionismo e il futurismo.

Il Novecento: Cantiere del ‘900 e il Caveau delle Gallerie d’Italia
L’ultima parte indoor della visita, che si sviluppa all’interno del Palazzo della Banca Commerciale Italiana, accompagna invece nel pieno del Ventesimo secolo (con una piccola parentesi contemporanea) attraverso parte della collezione Cantiere del ‘900 (le altre opere si trovano alle Gallerie d’Italia di Napoli).
Protagonisti sono in particolare gli artisti del secondo dopoguerra, come Fontana, Manzoni e Burri, solo per citarne alcuni, le cui opere sono suddivise in cinque diverse sezioni che ruotano intorno all’ampio salone centrale dell’edificio. Altre opere (circa 500) sono infine conservate all’interno del Caveau, visitabile solo su prenotazione e con visite guidate.

Il Giardino di Alessandro Manzoni
Il Giardino di Alessandro Manzoni, aperto al pubblico nel 2015, si trova tra la Casa del Manzoni (alla quale un tempo apparteneva) e Palazzo Anguissola Antona Traversi e oggi completa la visita alle Gallerie d’Italia di Milano.
Al suo interno, tra tigli, magnolie e una fontana a edicola decorata con il busto di Alessandro Magno (voluta dalla famiglia Anguissola), sono esposte opere di artisti italiani moderni e contemporanei, come una delle sfere di Arnaldo Pomodoro.
“Per quanto mi riguarda sono tra la famiglia gli alberi e i versi. Abbiamo comprato una casa dove c’è un grande giardino di quasi un decimo di arpento, nel quale non ho mancato di piantare dei liquidambar, dei sophora, dei tuia, degli abeti, i quali, se vivo abbastanza, verranno un giorno a trovarmi dalla finestra.”
Alessandro Manzoni a Claude Fauriel, 9 febbraio 1814

Informazioni utili per la visita
Le Gallerie d’Italia di Milano si trovano in Piazza della Scala 6. Per raggiungerle potete prendere la metropolitana con fermata Duomo (linea M1, rossa, e linea M3, gialla) o con fermata Montenapoleone (linea 3), il bus della linea 61 con fermata via Verdi – via dell’Orso, o i tram con fermata Teatro alla Scala (linee 1 e 2) o con fermata via Orefici – Piazza Cordusio (linee 2, 12, 14, 16 e 27).
Il museo è aperto tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 9.30 alle 19.30, il giovedì l’orario di apertura è prolungato fino alle 22.30. L’ultimo ingresso è previsto fino a un’ora prima della chiusura.
Il biglietto costa 10€ a tariffa intera, 8€ a tariffa ridotta per over 65 e 5€ a tariffa ridotta per under 26 e clienti Gruppo Intesa Sanpaolo. L’ingresso è gratuito per gli under 18, per le scolaresche e per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia; per tutti la prima domenica del mese. Si consiglia la prenotazione online.
All’interno sono disponibili una connessione WiFi gratuita, fasciatoi (in tutti i servizi, maschili e femminili), il servizio dog sitting e dog walking per chi viaggia con gli amici a quattro zampe e un guardaroba gratuito. Sul sito ufficiale trovate tutte le altre informazioni utili per la visita, gli orari e i giorni con minor affluenza al pubblico e il calendario aggiornato con gli eventi e le mostre temporanee.

INFORMAZIONI UTILI PER UN VIAGGIO A MILANO:
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Se avete dubbi, domande o suggerimenti sulle Gallerie d’Italia di Milano, lasciate un commento!
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