Check in | Dormire in un ryokan giapponese: la mia esperienza a Takayama

Dormire in un ryokan giapponese è una delle cose da provare durante un viaggio nel Paese del Sol Levante. Vi racconto la mia esperienza a Takayama.

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In molti dicono che dormire in un ryokan giapponese sia una delle esperienze da fare almeno una volta se si visita questa nazione. Ci si avvicina di più alla cultura del luogo e permette di scoprire un altro dei tanti volti del Paese del Sol Levante, quello più tradizionale e ospitale.

A me è successo a Takayama, una cittadina tra le Alpi. Vi ho già parlato di lei, vi ho accompagnato tra le vie del quartiere di Sanmachi Suji e vi ho raccontato cosa sono i Sarubobo. Ora è arrivato il momento di condividere la seconda parte della storia.


 Leggi anche: Cosa vedere a Takayama: breve guida e informazioni utili


Ryokan Tanabe

Cos’è un ryokan?

Un ryokan è un albergo tradizionale giapponese. Le stanze hanno pavimenti ricoperti di tatami, le stuoie tipiche, e sono abbastanza spoglie se si escludono i pochi pezzi decorativi. Solitamente hanno un solo tavolino, con due piccoli posti a sedere in legno, dove si consumano i pasti e che viene spostato prima di dormire per fare spazio ai letti. Questi ultimi non sono altro che futon che vengono preparati per la notte e poi rimossi la mattina dopo prima della colazione.

A seconda dei ryokan le stanze possono essere più o meno ampie e arredate. Solitamente è presente anche un piccolo spazio, con due sedie o poltrone e un piccolo tavolino d’appoggio, diviso dalla zona di riposo da una leggera porta scorrevole.

Ryokan Tanabe

Il bagno è privato, ma normalmente si trova al di fuori della stanza, separato da un’anticamera. A seconda dell’albergo è possibile avere lo spazio con la vasca da bagno e il lavandino collegato alla zona letto.

La maggior parte dei ryokan ha anche un onsen, un bagno termale, nelle aree comuni e a disposizione degli ospiti.

Ryokan Tanabe

La mia esperienza in un ryokan giapponese: il Tanabe di Takayama

Il ryokan Tanabe di Takayama è gestito da un’allegra signora anziana di un’età indefinita. Mastica un po’ di inglese ed è una cosa che mi ha colpito molto, visto che in questo Paese è una lingua che parlano in pochi, come vi ho detto quando vi ho raccontato alcune delle cose da sapere prima di partire per il Giappone.


 Leggi anche: Le cose da sapere prima di partire per il Giappone


Appena si arriva bisogna lasciare le proprie scarpe all’ingresso, perché l’intero albergo è ricoperto di tatami, che si possono calpestare solo senza calzature (eccetto pantofole o geta forniti dall’albergo).

Prima di essere accompagnata in stanza, mi viene chiesto di scegliere uno yukata. Si tratta di una versione semplificata del kimono: più leggera, più semplice da indossare e che viene chiusa con una fascia in vita. È una delle cose che ho preferito.

Yukata

Ad ogni stanza vengono assegnate due o tre cameriere esperte che si occupano di seguire gli ospiti. Portano il tè sencha, uno dei tè verdi giapponesi, la cena e la colazione e sistemano i letti subito dopo il pasto principale.

Ryokan Tanabe

Le portate, tutte servite su piattini e ciotole di piccole dimensioni e spesso decorate con motivi tradizionali, sono tutte locali e giapponesissime. Alcune non le avevo mai viste e ancora oggi non ho idea di cosa fossero, lo ammetto, però le ho mangiate volentieri perché mi hanno permesso di avvicinarmi ancora di più alla cucina locale.

Per la colazione, invece, non ero pronta psicologicamente. In viaggio mi era già capitato di iniziare la giornata con un pasto salato o diverso dal solito, ma il pesce alle sette del mattino non fa proprio per me. Ora posso dirlo.

Cena al Ryokan Tanabe

Dormire su un tatami invece è più comodo di quanto pensassi. Il materasso che viene steso non è molto spesso, ma non fa sentire la mancanza di un letto “normale” e ho trascorso la notte in maniera tranquilla nonostante la luce e gli spifferi che si intrufolavano tra le fessure delle leggere pareti.

Ryokan Tanabe

Il ryokan Tanabe: quello che mi è piaciuto

  • Il servizio è eccezionale, pieno di attenzioni per gli ospiti e libertà di orari per quanto riguarda i pasti che vengono portati in camera.
  • Ottima posizione, non distante dalla stazione dei treni e dei bus di Takayama, che sono facilmente raggiungibili a piedi.
  • C’è l’onsen, anche se io non l’ho provato.
  • Ottima connessone Wi-Fi.
  • Si parla inglese.

Il ryokan Tanabe: quello che mi è piaciuto un po’ meno

  • Come ho scritto anche nel post, la mia camera non era del tutto isolata e durante la notte si può essere disturbati dalle luci esterne se si ha il sonno estremamente leggero. In caso consiglio una mascherina.
  • C’erano un po’ di spifferi (io ci sono stata a inizio primavera, quando fuori c’era ancora la neve). Non mi hanno infastidita, anche perché sotto la coperta si stava benissimo, ma so che a qualcuno possono dare fastidio, soprattutto considerando che si dorme a terra.

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Ryokan Tanabe

Ti piacerebbe dormire in un ryokan? Hai mai fatto questa esperienza in Giappone? Lascia un commento 🙂

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Informazioni

Il ryokan Tanabe di Takayama si trova al 58 Aioi-cho, la via principale del centro città.

Le immagini con il nome del blog sono state scattate con una Canon 1100D* e un iPhone 6s*, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.


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Chūbu

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10 Comments

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  3. 5

    Silvia mi ha rubato il commento: anche io volevo dire che la prima cosa che ho pensato vedendo le prime fotografie e’ stata: “Uh! Kiss me Licia!” 😀 A parte scherzi, deve essere davvero interessante fare questa esperienza perche’ ti immerge completamente nella cultura giapponese! E no, nemmeno io mangerei il pesce alle 7 del mattino! 😀

  4. 7

    Questa esperienza mi fa tornare in mente le immagini dei cartoni animati che guardavo da bambina, e in effetti è così che mi immagino una casa giapponese. Mi sembra tutto molto essenziale, come mi aspetterei in Giappone. Mi piacerebbe provare a dormire in una ryokan, perché deve essere una cosa speciale. Carinissimo il kimono ❤️

  5. 9

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