Curiosità su Bucarest: le cose che forse non sapevate sulla capitale rumena

Le curiosità su Bucarest che ho raccolto durante il mio viaggio svelano un volto inaspettato di questa vibrante capitale europea: una città ricca di aneddoti affascinanti e di racconti a metà tra realtà e leggenda, come quello legato alle origini del suo nome. In questo post vi accompagno a scoprirle.
Curiosità su Bucarest
La capitale rumena è ricca di dettagli affascinanti che intrecciano storia, leggenda e tradizione. Dalla suggestiva Biserica “Domnița Bălașa” alla storica locanda Hanu’ lui Manuc, nel cuore del centro storico, ogni angolo della città racconta qualcosa di unico: vi porto a scoprire alcune curiosità su Bucarest che vi aiuteranno ad arricchire il vostro viaggio.

Le origini del nome: tra storia e leggenda
L’origine del toponimo Bucarest rimane avvolta nel mistero, con diverse teorie che si intrecciano tra storia e leggenda.
Una delle ipotesi lega il nome della città alla parola rumena “bucurie“, che significa “gioia” o “felicità”, suggerendo una traduzione poetica come “città della gioia”. Un’altra, invece, attribuisce la fondazione della capitale a un leggendario pastore di nome Bucur, il cui nome stesso significa “felice” in rumeno. Secondo questa leggenda, Bucur avrebbe condotto il suo gregge attraverso le pianure della Valacchia, fermandosi dove ora sorge la capitale colpito dalla bellezza del luogo. Questa teoria sarebbe confermata dalla struttura linguistica rumena, che vede molti toponimi terminare con “-ești” (plurale di “-escu”), un suffisso spesso associato al nome di un fondatore.

È una delle poche capitali europee a non avere mai avuto una cinta muraria
Bucarest si distingue nel panorama delle capitali europee per una caratteristica singolare: la sua storia è priva di una cinta muraria difensiva.
Mentre molte città del continente si sono protette nel corso dei secoli con fortificazioni imponenti, Bucarest ha infatti sviluppato una strategia di difesa diversa, sfruttando le peculiarità del territorio circostante: in caso di conflitto, gli abitanti non si affidavano a mura, ma cercavano rifugio in luoghi naturali difficilmente accessibili. Tra questi, la vasta e impenetrabile foresta di Vlăsia, situata nei dintorni della città, o le paludi di Călugăreni, che rappresentavano un vero e proprio ostacolo naturale per qualsiasi esercito invasore.

L’unica chiesa con le statue: Biserica “Domnița Bălașa”
La religione cristiano ortodossa, a differenza di quella cattolica, non prevede nei luoghi di culto la presenza di statue, ma solo di icone bidimensionali. A Bucarest, però, c’è una chiesa che fa eccezione: la Biserica “Domnița Bălașa”.
Costruita nel Diciottesimo secolo per volere di Domnița Bălașa, la figlia del principe Constantin Brâncoveanu, la chiesa vanta al suo interno ben due statue in marmo bianco: una per la tomba della stessa Domnița (morta nel 1752) — un’opera scultorea realizzata da Gheorghe Bibescu e ribattezzata “La Tristezza” — e una che funge da monumento dedicato alla madre di lei, Domnița Zoe Brâncoveanu, dello scultore francese Jules Roulleau.
Questa, però, non è l’unica curiosità su Bucarest dedicata alla chiesa. Una cosa che non tutti sanno, per esempio, è che l’edificio è destinato solo a celebrazioni gioiose: qui, infatti, non si tengono funerali, ma solo matrimoni e altre occasioni festose; un dettaglio che la rende un simbolo di speranza e felicità per molti fedeli, che scelgono questo luogo per celebrare i momenti più significativi della loro vita.

Hanu’ lui Manuc
Nel cuore di Lipscani, il centro storico di Bucarest, sorge Hanu’ lui Manuc, la locanda più antica della città.
Costruita nel 1808 per volere di Manuc Bei, un ricco mercante armeno, la locanda, con il suo grande cortile interno circondato da gallerie in legno, fu per decenni un importante centro di commercio e incontro per viaggiatori, diplomatici e mercanti provenienti da tutto l’Impero Ottomano e da tutta Europa. Non solo luogo di ristoro però, perché Hanu’ lui Manuc ha avuto anche un ruolo significativo nella storia e nella politica rumena. Nel 1812, per esempio, fu proprio nelle sue stanze che si tennero i negoziati per la firma del Trattato di Bucarest tra l’Impero Russo e l’Impero Ottomano, che sancì la pace e la fine della guerra russo-turca, iniziata nel 1806.
Nel corso dei secoli, l’edificio ha subito numerosi restauri, ma ha sempre mantenuto il suo fascino originario, adattandosi ai cambiamenti della città e continuando a essere un vero e proprio punto di riferimento. Oggi, è un ristorante che conserva l’atmosfera delle antiche locande balcaniche, offrendo piatti della tradizione rumena. Consigliato!

Il primato delle lampade a olio
Bucarest, nel 1857, fu la prima capitale del mondo a essere illuminata con lampade a olio: una tecnologia che non solo migliorò la vita notturna della città, ma contribuì anche al suo sviluppo industriale, così come a quello della Romania intera, alimentando la sua crescita economica.
Il primato è strettamente legato al ruolo pionieristico del Paese nello sfruttamento delle risorse petrolifere, essendo uno dei primi al mondo a estrarre e lavorare il petrolio: l’anno prima, per esempio, nella zona di Ploiești, aprì la prima raffineria di petrolio del pianeta.

Il Conte Dracula
Bucarest e il Conte Dracula sono legati da un sottile filo di storia e leggenda che ancora oggi affascina visitatori da tutto il mondo.
Sebbene il famoso vampiro di Bram Stoker sia un personaggio di fantasia, la sua ispirazione deriva da Vlad III di Valacchia, conosciuto anche come Vlad l’Impalatore, una figura storica realmente esistita nel Quindicesimo secolo e temuta in particolare per la sua ferocia in battaglia e il metodo brutale con cui puniva i nemici. Pur non avendo una residenza fissa a Bucarest, si dice che nel 1459 sia stato lui a ordinare la costruzione del primo “castello” della capitale (poi Curtea Veche), il che gli conferisce un posto di rilievo nella storia della città, tanto che alcuni lo ritengono il suo fondatore, come vi raccontavo nel post dedicato a cosa vedere a Bucarest.
Nonostante questo forte legame, il castello più associato alla leggenda di Dracula è però quello di Bran, situato a centinaia di chilometri di distanza. Il palazzo si può visitare in autonomia o partecipando a uno dei tanti tour guidati che partono ogni giorno dalla capitale; trovate alcuni opzioni, comodamente prenotatili da casa, qui* o qui*.

Le uova
Passeggiando per Bucarest vi capiterà di incrociare, all’interno dei negozi o sulle bancarelle, delle uova finemente decorate a mano. Si tratta di un elemento tradizionale dell’arte e della cultura rumena, profondamente legato alla celebrazione della Pasqua ortodossa, anche se ormai disponibile tutto l’anno.
Chiamate “ouă încondeiate”, queste uova sono simbolo di rinascita e speranza e sono realizzate con una tecnica antica che prevede la decorazione a mano — su gusci veri o su forme in legno o ceramica — utilizzando cera d’api e colori naturali: il rosso simboleggia il sacrificio e il sangue di Cristo, mentre le altre tonalità — giallo, verde, nero e blu — hanno significati legati alla fertilità, alla natura e alla protezione dagli spiriti maligni. I motivi decorativi variano a seconda della regione di provenienza o dell’estro di chi le ha realizzate e possono includere elementi geometrici, floreali o religiosi.

Altre curiosità su Bucarest
Se volete scoprire altre curiosità su Bucarest, come le tante leggende, le storie di fantasmi e i misteri che si celano tra le sue strade, potete partecipare ai tour guidati dedicati, come quello che trovate a questo link* o a questo link* (sono entrambi in inglese). Buon viaggio!
INFORMAZIONI UTILI PER UN VIAGGIO A BUCAREST:
- Dove dormire: durante il mio soggiorno a Bucarest ho dormito in un piccolo appartamento nel cuore del centro storico, il Cozy Old Town Apartment 9*. L’alloggio era molto piccolo, ma perfetto se si viaggia in due (anche in tre) e si trascorre la maggior parte del tempo in giro per la città. Dotato di una piccola cucina, è l’ideale anche se volete preparare e consumare alcuni pasti a casa.
- I piatti da assaggiare: per scoprire i piatti da non perdere nella capitale, vi consiglio l’articolo dedicato a cosa mangiare a Bucarest.
- Documenti: passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio e assicurazione viaggio (non obbligatoria, ma consigliata, nel link qui sopra o nell’immagine sottostante trovate un 10% di sconto per voi).
- Come raggiungere il centro dall’aeroporto: il centro della città è collegato all’aeroporto internazionale di Bucarest da un autobus diretto, il 100, che impiega circa 45 minuti per raggiungere Lipscani. In alternativa, potete valutare un taxi o un transfer privato, che potete prenotare anche comodamente da casa a questo link* o a questo link*, a seconda delle disponibilità.

Se avete domande, dubbi o suggerimenti o se conoscete altre curiosità su Bucarest, lasciate un commento!
Le foto all’interno del post sono state scattate con iPhone 15 Pro*. Per vederle tutte sfogliate il mio album su Flickr.
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