Curiosità sul Quartiere Latino di Parigi: le cose che forse non sapevate

Curiosità sul Quartiere Latino di Parigi: chicche e dettagli che forse non conoscevate e che vi permetteranno di apprezzare ancora di più questa zona della capitale francese.


Il Quartiere Latino di Parigi è uno dei più antichi della capitale e per secoli è stato il centro della vita culturale della città. Tra università e antiche librerie, non ospita solo luoghi iconici come il Pantheon o i Giardini di Lussemburgo, ma anche storie e curiosità che permettono di apprezzarlo ancora di più.

Curiosità sul Quartiere Latino di Parigi

Dopo avervi portato alla scoperta della zona con un itinerario dedicato per scoprirla in tutti i suoi angoli più famosi e importanti, è arrivato il momento di condividere alcune curiosità sul Quartiere Latino di Parigi.

Ecco alcune chicche e dettagli per arricchire il vostro viaggio.

Saint-Étienne-du-Mont, curiosità Quartiere Latino Parigi

La salma di Marat

Jean-Paul Marat fu assassinato a Parigi il 13 luglio 1793 e il suo corpo fu sepolto nel cimitero del Convento dei Cordiglieri, che si trovava in Rue de l’École de Médecine. L’anno successivo, però, la salma fu riesumata e trasferita all’interno del Panthéon.

Dopo la caduta del regime giacobino, nel 1795, il corpo fu trasferito nuovamente, questa volta in una tomba anonima nel cimitero della vicina chiesa di Saint-Étienne-du-Mont, dismesso nell’Ottocento. O almeno questa è la versione ufficiale. Sì, perché secondo altre voci (tra le quali quella dello scrittore Victor Hugo) il corpo fu gettato nelle fogne di Parigi dai Moscardini controrivoluzionari come vendetta per le sue idee.

Saint-Étienne-du-Mont

Il pendolo di Foucault

Non tutti lo sanno, ma il Panthéon è stato teatro di un importante esperimento: quello del pendolo di Foucault.

Il fisico francese, infatti, nel 1851 scelse la chiesa parigina per dimostrare scientificamente il movimento rotatorio della Terra. Il pendolo, lungo più di 67 metri, è visibile ancora oggi e scende dalla cupola centrale dell’edificio.

Panthéon, curiosità Quartiere Latino Parigi

Il Pont Neuf

Il Pont Neuf (Ponte Nuovo) è il più antico di Parigi ancora in piedi, anche se il nome può trarre in inganno, e collega il Quartiere Latino all’Île de la Cité.

Voluto da re Enrico IV, fu costruito in circa 30 anni e fu il primo ad avere un marciapiede nonché il primo della città senza abitazioni; tutti gli altri, infatti, all’epoca ospitavano case e botteghe. Il motivo era totalmente estetico: il re voleva la visuale libera lungo il fiume e fino al Louvre, che in quel modo sarebbe sembrato più aggraziato.


Il Pont Neuf era un posto curioso. Quando ne aveva deciso la costruzione, Enrico IV aveva voluto un ponte che non fosse soffocato da case e attraversasse tutto il fiume dalla riva sinistra alla destra, con l’Île de la Cita quale piattaforma centrale, una sorta di stazione. Aveva voluto qualcosa di bello.
Ma poi l’umanità era arrivata a frotte, da ogni vicolo, ogni taverna, ogni buia cavità della città. E invece di un’affollatissima, stretta arteria, compressa tra le case come gli altri ponti, aveva trovato una larga piattaforma aperta che, piacevolmente piazzata sopra il fiume trafficato, offriva ampio spazio per il divertimento.
Cantanti, ballerini, musicisti, acrobati, giocolieri, donne che vendevano pozioni d’amore, borseggiatori, predicatori… si riunivano tutti sul Pont Neuf. Chiunque lo attraversasse in una giornata di sole avrebbe sicuramente trovato qualcosa che richiamava la sua attenzione, facendolo arrivare in ritardo a un eventuale appuntamento.

Paris*, Edward Rutherfurd

Pont Neuf, curiosità Quartiere Latino Parigi

La statua di Montaigne che porta fortuna

Michel de Montaigne, scrittore e filosofo, visse in pieno Sedicesimo secolo e con le sue opere influenzò il pensiero di altre figure importantissime dei secoli successivi come quelle di Rousseau, Pascal e Nietzsche.

Dal 1933, di fronte alla Sorbona, lungo rue des Ecoles, c’è una statua in bronzo che lo raffigura e che ha una caratteristica particolare: il piede destro è lucido e dorato, segno delle numerose mani che l’hanno consumato con il passare del tempo.

Secondo le leggende parigine, infatti, toccare il piede e porgere omaggio allo scrittore dicendo “salut Montaigne” aiuterebbe a realizzare tutti i desideri. Pare che si tratti di una superstizione studentesca, ma tentar non nuoce.

Statua di Montaigne, curiosità Quartiere Latino Parigi

Il primo café di Parigi

Fondato nel 1686, Le Procope, non distante dall’Abbazia di Saint-Germain-des-Prés, è orgogliosamente il primo vero e proprio café di Parigi e uno dei più antichi d’Europa.

Nonostante la data sia riportata ovunque, dall’insegna ai menù, in realtà la sua storia inizia qualche anno prima, quando Grégoire, un uomo di origine armena proveniente dall’attuale Iran, aprì il suo locale in rue Mazarine, a due passi dalla sede della Comédie-Française.

Quando la compagnia teatrale, nel 1680, si trasferì in rue des Fossés-Saint-Germain, l’uomo seguì la sua clientela spostando l’attività, ma qualche anno dopo, nel 1686, appunto, la cedette al siciliano Francesco Procopio dei Coltelli, emigrato a Parigi da Acitrezza, in provincia di Catania. È con lui che nasce ufficialmente Le Procope, oggi diventato un elegante ristorante.

Le Procope, curiosità Quartiere Latino Parigi

In poco tempo il locale divenne ritrovo di letterati e artisti e lo rimase anche nei decenni successivi, quando a frequentarlo furono personaggi del calibro di La Fontaine, Voltaire, Honoré de Balzac, Victor Hugo, Robespierre, Danton, Marat e, addirittura, Napoleone. Si dice, inoltre, che qui siano stati scritti pezzi dell’Encyclopédie di Diderot e una prima bozza della futura costituzione degli Stati Uniti a opera di Benjamin Franklin.

Le Procope

Ma perché è considerato il primo café parigino? Perché pare che Francesco Procopio fu il primo a proporre il caffè all’interno del suo locale. La bevanda, infatti, fu introdotta in Francia solo a metà Seicento e fino a quel momento veniva consumata esclusivamente all’interno di salotti privati.

Il caffè, però, non era tra le proposte preferite dalla clientela: in molti venivano qui per gustare deliziosi sorbetti e altre tipicità siciliane, prime fra tutte le “acque gelate”, ossia le granite.


Il Café Procope, con i suoi quadri e gli specchi dorati, dava la sensazione di trovarsi nel XVIII secolo. […]
«È stato inaugurato alla fine del Seicento» disse l’uomo. «È divertente pensare che Voltaire veniva a mangiare qui; il Café molto probabilmente era quasi com’è adesso».

Paris*, Edward Rutherfurd

Le Procope

I libri proibiti

Quando vi ho accompagnato tra le strade del Quartiere Latino vi ho raccontato la storia della libreria Shakespeare and Company, a due passi dalla Senna e dalla Cattedrale di Notre-Dame.

Quello che non vi ho detto, però, è che alla libreria si deve la circolazione o la pubblicazione di alcuni libri che, nel Novecento, erano considerati proibiti in alcuni Paesi anglosassoni; è il caso di L’amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence, ma anche e soprattutto dell’Ulisse di James Joyce, che fu stampato per la prima volta nel 1922 proprio da Sylvia Beach, proprietaria della libreria.


Se la zona della Senna fino al Quartiere Latino era stata per secoli sede delle bancarelle di volumi vari, la recente apertura di due eccentriche librerie in rue de l’Odeon, entrambe gestite da donne, aveva trasformato quella piccola area nella capitale mondiale della letteratura. La prima era la libreria letteraria della cordiale Adrienne Monnier. La seconda, quasi di fronte sull’altro lato della strada, era stata chiamata Shakespeare and Company dalla sua proprietaria, Sylvia Beach. […]
«Gli scrittori francesi vanno prima da Monnier e poi attraversano la strada per andare da Sylvia Beach, gli inglesi e gli americani cominciano con Sylvia e poi vanno in esplorazione anche da Monnier. Sono tutt’e due molto carine e simpatiche. E la cosa più interessante è che si sono innamorate l’una dell’altra e adesso vivono insieme.»
«Oh. Qualcuno è rimasto scioccato?»
«Io credo che non importi a nessuno.» Claire sorrise. «Shakespeare and Company è una specie di club. Oltre a vendere libri, Sylvia ha organizzato una biblioteca itinerante. Inoltre aiuta gli autori. Circa un anno fa ha addirittura pubblicato l’Ulisse di James Joyce, lo scrittore Irlandese, e l’ha fatto a proprie spese, quando in Inghilterra e in Irlanda il manoscritto era virtualmente al bando. Permette perfino alla gente di dormire nella libreria. Le vogliono tutti bene.»

Paris*, Edward Rutherfurd

Shakespeare and Company, curiosità Quartiere Latino Parigi

Conoscete altre curiosità sul Quartiere Latino di Parigi? Se avete dubbi, domande o suggerimenti, lasciate un commento!


Résidence du Pré

Durante il mio ultimo viaggio a Parigi ho soggiornato alla Résidence du Pré*, a pochi minuti a piedi dalla Gare du Nord e in una posizione comodissima per spostarsi in città.

La camera era veramente spaziosa, soprattutto per gli standard parigini, il bagno quasi nuovo e abbastanza ampio per muoversi comodamente. La stanza non dava sulla strada e la notte non si sentivano rumori né auto, ottima per riposare in tranquillità dopo una giornata trascorsa per le strade di Parigi.


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