#LoveMyLand: vi presento Oderzo, la mia città

Con il progetto #LoveMyLand, vi presento Oderzo: una piccola città del Veneto. Un luogo tutto da scoprire, che sa stupire anche chi ci vive, come me.

Divisore tag

Quando Erika mi ha passato il testimone per il progetto #LoveMyLand, mi sono sentita spiazzata. E ora di che parlo? Intendiamoci, non che la mia zona sia priva di piccoli paesi da scoprire, meraviglie della natura o città splendide.

Vista dal ponte del Torresin

Mi trovo a pochi chilometri da Treviso, da Venezia (e solo a questa si potrebbe dedicare un blog intero), dalle Dolomiti e dal mare. Insomma, di cose da dire ce ne sono, ma sarebbe stato troppo facile. Volevo raccontarvi qualcosa di cui non era facile parlare. Non per me, almeno.

Il ponte della piazza

Ho preso questo progetto come una sfida. Ho deciso di provare a guardare il luogo in cui vivo con gli occhi di un viaggiatore che ci è finito per caso o seguendo una mappa, ma ammetto che non è stato facile.

Il Torresin

Vivo qui da più di vent’anni, quando studiavo a Verona tornavo a casa nei weekend e non ho mai considerato Oderzo come una meta, ma come un punto di partenza. L’ho sempre vista con gli occhi di chi crede di saperla a memoria, anche se poi non è mai così, perché, anche se le strade cambiano di rado, i dettagli lo fanno in fretta e molto spesso. Insomma, non l’ho mai ammirata o guardata, guardata davvero. L’ho sempre e solo vista.

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Questa è una di quelle cittadine di provincia, che non è piccola, ma neanche grande. Una di quelle che non sai definire. Troppo piccola per essere una delle classiche città, ma troppo grande per essere un paese. Alla fine la chiamiamo città.

Il Parco Ca' Diedo

Questo è un posto dove quasi tutti sanno tutto di quasi tutti, ma credono di essere delle piccole isole immuni al gossip della piazza della domenica o del mercoledì, quando c’è il mercato. È un posto dove se giri con una macchinetta fotografica in mano, vieni guardata come un qualche strano essere di un qualche strano pianeta, e puoi leggere chiaramente i pensieri della gente che ti guarda, incuriosita, incredula e dubbiosa. Ma cosa ci fa un turista qui? Ma cosa c’è da fotografare lì?  E ammetto che queste cose le ho sempre pensate anche io. E non mi davo mai una risposta.

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Poi però sento che chi viene da fuori fa i complimenti a questo puntino sulla mappa. Ammira la piazza, ammira le rovine e i mosaici romani e io mi chiedo se forse non è stata l’abitudine a rendermi cieca. Allora ho cominciato a pormi delle domande e a cercare delle risposte. Ho strofinato gli occhi, come dopo un lungo sonno, e ho visto quello che c’è sempre stato, ma che io davo per scontato e non riuscivo a vedere.

Museo Archeologico "Eno Bellis"

Mi sono sempre piaciuti gli alberi sparsi in giro, tra i mattoni e il cemento, la natura che sbuca, che c’è, anche se non è più la protagonista indiscussa dell’ambiente che mi circonda. Qui di alberi ce ne sono, e pure tanti. Non avevo mai fatto caso a tutti i tronchi e a tutti i rami che sbucano qua e là. Non avevo fatto caso alle foglie verdissime dell’estate, al parco che, anche se anche la sera ti tiene lontano, di giorno ti attira con la sua ombra, il cinguettare allegro dei passeri, il rumore dei picchi e il frinire delle cicale.

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Mi piacciono i ponti e, anche se non ce ne sono tantissimi, sono comunque belli. Adoro quelli pieni di gerani, che fanno sembrare tutto una bomboniera, e quello pedonale, costruito pochi anni fa, un luogo che mi rilassa e che, da lontano, mi permette di ammirare una città che è effettivamente bella. A volte bisogna prendere le distanze per vedere il vero valore delle cose che ci circondano.

Oderzo vista dal ponte sul Monticano

Dopo averla guardata, divento curiosa, voglio saperne di più. Così scopro che Oderzo è la seconda città veneta per importanza di reperti archeologici di età romana. La prima è Verona.

Ha invece un primato: è la città più porticata d’Italia. È vero, di portici ce ne sono proprio tanti. Durante le giornate di pioggia sono una benedizione. Si può continuare a vagare per le vie e per i negozi senza quasi prendere una goccia d’acqua.

Cappella funeraria al Ristorante Gellius

Scopro anche che Piazza Grande è una delle più famose del Veneto per la sua forma a palcoscenico e che il museo civico archeologico è uno dei più antichi d’Italia, fondato nel 1876.

Poi vengo a sapere che la statua di quel signore barbuto che andavo a salutare da piccola, senza motivo, con la nonna, prima di andare a giocare al parco, è stato il Presidente del Consiglio dal 1910 al 1911 e che prima di arrivare a Roma era deputato della circoscrizione di Oderzo. Per me era solo un signore barbuto che di sicuro aveva fatto qualcosa, ma non sapevo cosa. Perché, alla fine, le statue mica te le dedicano per niente.

Piazza Grande

Scopro che qui ci è venuto anche re Juan Carlos di Spagna e che ha alloggiato a poche centinaia di metri da casa mia, nel 2003. Vengo a sapere che il Duomo di San Giovanni Battista, con il suo campanile storto, conserva molta opere di Pomponio Amalteo, una delle quali è copia di una tela originale conservata alla Pinacoteca di Brera, a Milano.

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Qui è nato anche Alberto Martini, un artista surrealista, ma questo lo sapevo già, perché la pinacoteca era tappa obbligatoria, insieme al museo, durante i cinque anni di elementari. Per fortuna, aggiungerei.

Pinacoteca Alberto Martini

Ripensando a tutti gli scorci, a tutti gli angoli che per me sono ovvi, mi accorgo che hanno un senso. Quel canale non è messo a caso, era l’antico fossato del castello. Il Torresin, che fino ad oggi per me era un arco sovrastato da una torre, non è solo la porta della piazza, ma anche l’antica porta della città, e che quei mattoni a vista di quel palazzo del centro non sono stati messi lì da un architetto amante dei laterizi, ma sono le antiche mura cittadine inglobate in un edificio moderno. Beata ignoranza.

Invece sapete una cosa di cui, da piccola, andavo fiera? La piramide di vetro che protegge un piccolo angolo di storia della città e che, ovvio, era stato il Louvre a copiare a noi e non viceversa.

Piramide di vetro e resti dell'antica cinta muraria

Oderzo è una città da scoprire passeggiando, da ammirare a trecentosessanta gradi: con il naso all’insù, verso le pareti affrescate dei palazzi di via Umberto I, e all’ingiù, verso i mosaici della zona del Foro Romano. Da conoscere un passo dopo l’altro, sotto i portici o lungo il fiume, accompagnati da due cigni che mi piace pensare siano sempre gli stessi da ventidue anni (magari lo sono sul serio).

Casa rinascimentale affrescata in via Umberto I

Questo è il puntino sulla mappa dove aspetti tutto l’anno le Fiere della Maddalena, a luglio, con le giostre e i fuochi d’artificio, dove c’è il solito bar in cui fare due chiacchiere con la tua migliore amica, dove ogni angolo diventa familiare, diventa ovvio, anche se ovvio non lo è.

Un post condiviso da Martinaway (@martinasgorlon) in data:

Siete mai stati a Oderzo? Vi ho incuriosito? Lasciate un commento 🙂
Divisore tag
Informazioni

Il comune di Oderzo si trova in Veneto, non distante dal confine con il Friuli Venezia Giulia, a 30 chilometri da Treviso e a circa 55 da Venezia.

Oderzo è un comune low cost, per chi lo visita. I mosaici del centro sono inglobati nell’architettura cittadina moderna e visibili a tutti, a tutte le ore del giorno, senza bisogno di un biglietto. Il museo e la pinacoteca propongono invece un biglietto cumulativo, che permette di visitarli entrambi (intero 6,00€ e ridotto 4,00€), oltre a quello singolo (intero 4,00€ e ridotto 3,00€).

Per vedere altre foto di Oderzo, sfogliate il mio album su Flickr.

Il progetto #LoveMyLand è nato dall’idea di due blogger, Federico di Masterpiece Travel e Liz di Travelling with Liz, per valorizzare e far conoscere le bellezze e le particolarità della proprio regione di provenienza. Il tutto funziona in maniera molto semplice:

“Ogni blogger nominato da qualche altro avrà la possibilità di scrivere su un luogo, un evento, una sagra, una leggenda o qualunque altra cosa riguardi la sua regione di provenienza e che possa in qualche modo incuriosire il lettore tanto da fargli pensare di visitarla. Successivamente l’autore dell’articolo nominerà altri due blogger che dovranno fare altrettanto, e non importa se si nomina qualcuno della stessa regione o che è già stato nominato…”

Io ho deciso di non nominare nessuno in particolare, ma di passare il testimone a chiunque leggerà questo post e vorrà fare lo stesso con il suo paese, la sua provincia o la sua regione. Lasciatevi incuriosire dal vostro luogo ovvio, come ho fatto io, o parlate di qualcosa di cui andate fieri, sono curiosa di leggere i vostri post.

[ubergooglemaps name=”Oderzo”]

Ti piacciono i miei contenuti? Puoi trovare nuovi post, codici sconto e anteprime tutti in una sola mail! Iscriviti ❤

Cliccando su "Iscriviti" accetti automaticamente alla raccolta dei dati da te forniti. Questi dati verranno utilizzati nel più completo rispetto della privacy. Qui maggiori informazioni

Condividi questo viaggio

Treviso

Potrebbero interessarti:

23 Comments

  1. 1
  2. 3

    Che bella iniziativa! Mi piace moltissimo il tuo modo di raccontare i luoghi con le parole e le immagini e anche stavolta sei riuscita a rendere speciale un posto normale. Perché in fondo ognuno tende a considerare normale la propria città natale, a meno di essere nati a Firenze, Roma o Venezia. Mi segno lo spunto magari per raccontare la mia Piacenza.

    • 4

      Ciao Laura! L’iniziativa mi era piaciuta davvero tanto, anche perché, come dici anche tu, è facile considerare “normale” la propria città o il proprio paese. In caso fammi sapere, sarei curiosa di leggere qualcosa su Piacenza scritto da una persona che ci vive o ci è nata 🙂
      A presto ❤

  3. 5
  4. 7
  5. 9

    Cara Martina, grazie innanzitutto per il gradimento espresso sul mio articolo su Lisbona in cieloeterra. Per la verità la destinazione vera dell’articolo è un’altra e cioè la rivista web succedeoggi.it per la quale sono corrispondente da Lisbona. Volevo dirti però che nel guardare il tuo blog mi sono sentito letteralmente battere il cuore. La descrizione e le bellissime immagini della tua Oderzo (ora dovrò visitarla per forza!), ed anche la menzione che fai di Lovemyland, mi rinviano al vero motivo per cui scrivo su Lisbona : e cioè che amo alla follia la mia terra, Napoli! Ed è cosa difficilissima, visto che Napoli è per natura fatta per essere non solo amata ma anche profondamente odiata. Che bello però aver constatato con te un motivo in più per continuare ad amarla! Grazie infinite!.
    Tra l’altro le tue immagini mi riportano istintivamente (perdonami se sbaglio) ad un libro, un autore ed un mondo che ho sempre amato molto, e cioè la Marcia di Radetzky di Joseph Roth.
    Insomma grazie di tutto, Vincenzo

    • 10

      Ciao Vincenzo,
      grazie infinite per le tue belle parole. A volte è più facile trovare dei motivi per non apprezzare le nostre città natali, eppure trovare qualcosa che ce le faccia amare, ci avvicina a loro più di quanto si possa immaginare.
      Non conosco quel libro, ma mi informerò.
      Grazie a te per essere passato di qui e per aver speso qualche minuto a scrivere i tuoi pensieri. <3

      • 11

        Si, è proprio come dici. Saggissime parole : …più di quanto possiamo immaginare!.
        Ah quanto sarebbe migliore il mondo se tornassimo a scoprirlo, e smettessimo così di percorrerlo come mosche impazzite!. Il mondo di Roth di cui ti parlavo, e di cui egli però descriveva la malinconica morte (entro la letteratura della Finis Austriae), era proprio così : provvidenzialmente fermo! Nel male, ma anche nel bene! Ma io parlo così forse solo perché sono vecchio. Tu di certo non lo sei. Quindi : buona e felice vita!
        Un caro saluto, Vincenzo

  6. 12

    Io.vivo ad Oderzo da soli 4 anni e sono innamorata di questo angolino di mondo in cui sto crescendo i miei due figli.
    Pensa.che fino a 5 anni fa.non ci ero neppure mai passata essendo originaria della.parte.destra del.fiume Piave.
    Grazie per questo post sulla affascinante piccola incantevole viva e.naturale Oderzo.

  7. 14
  8. 18
  9. 20
  10. 22

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *