Cosa mangiare in Giappone: i piatti da assaggiare (e dove trovarli)

Una delle voci della mia Travel Bucket List, la lista delle esperienze di viaggio da fare almeno una volta nella vita, era “mangiare giapponese in Giappone”. Una volta arrivata dall’altra parte del mondo, quindi, ho cercato di assaggiare il più possibile di quello la cucina giapponese poteva offrirmi: dal dolce al salato, passando per le bevande. È lì che ho scoperto che il matcha, il tè verde che in tanti decantano, non mi piace, ma anche che ci sono tantissimi altri cibi che, invece, adoro.
La cucina giapponese non è solo quella che si trova nei ristoranti delle nostre città e non è fatta di solo sushi. Ci sono tantissimi piatti meno noti che meritano di essere provati almeno una volta e altri che, invece, hanno aromi completamente diversi e sono molto più saporiti. In questo post ho raccolto tutti i cibi che secondo me bisogna assaggiare e alcuni suggerimenti su dove trovarli, da Tokyo a Osaka. Ecco cosa mangiare in Giappone. Buon appetito!
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Cosa mangiare in Giappone: i grandi immancabili
Iniziamo dai pilastri. Questi sono i piatti che hanno reso la cucina giapponese famosa nel mondo, ma che una volta assaggiati “a casa loro” vi sembreranno una scoperta completamente nuova. Dimenticate le imitazioni occidentali: qui la freschezza della materia prima e la secolare maestria nella preparazione trasformano ogni pasto in un rito.
Sushi e sashimi
Il sushi non ha bisogno di presentazioni: è un delicato equilibrio di riso acidulato (shari) e pesce freschissimo (neta), spesso accompagnato da una punta di wasabi. Il sashimi, invece, celebra la purezza del pesce crudo, servito senza riso, tagliato in fette precise che variano di spessore a seconda della consistenza della carne.
Una nota: in Giappone, il sushi non è solo “all you can eat”. Provate l’esperienza dei Kaiten-zushi (i ristoranti con il nastro trasportatore) per un pasto divertente e informale, cercate un piccolo bancone per un’esperienza più intima o partecipate a un laboratorio dove potete farlo con le vostre mani (come questo che potete prenotare su Civitatis*). E ricordate: il sushi va mangiato in un sol boccone!
DOVE MANGIARLI: l’esperienza definitiva rimane il mercato del pesce. Sebbene il mercato all’ingrosso si sia spostato a Toyosu, il Mercato Esterno di Tsukiji a Tokyo pullula ancora di banchi storici. Vi consiglio di perdervi tra i vicoli e scegliere i banchi che preparano le porzioni al momento. Mangiare un set di sushi freschissimo sui tavolini della terrazza del mercato coperto è il modo migliore per godersi l’atmosfera autentica senza spendere una fortuna come nei ristoranti stellati di Ginza.
Ramen
Dimenticate le bustine istantanee. Il ramen è una religione: un brodo denso e saporitissimo che richiede ore di preparazione, servito con noodles di frumento e guarnizioni come chashu (maiale brasato), ajitama (uovo marinato dal cuore cremoso), alghe e cipollotto. Ogni regione ha la sua specialità: dal cremoso Tonkotsu di Kyushu al saporito Miso di Hokkaido. E, al contrario di altri contesti in cui il silenzio è d’oro (ne parlavo nel post dedicato alle curiosità sul Giappone), quando mangiate non abbiate paura di fare rumore (slurping): è un segno di apprezzamento per lo chef!
Molti dei locali migliori utilizzano le macchinette automatiche all’ingresso per l’ordinazione. Non fatevi spaventare: basta pagare, premere il tasto del piatto scelto e consegnare il ticket al cuoco. Accettano quasi tutte carte Contactless, IC Cards (Suica/Pasmo su Apple Wallet) o QR code.
DOVE MANGIARLO: a Tokyo, Hakata Furyu a Shibuya è ancora un’istituzione per chi cerca un ramen eccellente, veloce e con la possibilità del kaedama (il bis gratuito di noodles). Se vi trovate a Osaka, Human Beings Everybody Noodles vicino alla stazione di Shin-Osaka resta una tappa obbligatoria: il loro brodo a base di pesce è leggendario, ma armatevi di pazienza, perché è sempre pieno; se possibile, prenotate in anticipo.
Udon e soba
Questi sono i due volti della pasta giapponese. Gli udon sono spessi, bianchi e gommosi (fatti con farina di frumento), perfetti per i brodi caldi. La soba è sottile e scura (fatta con grano saraceno), dal sapore più nocciolato e terroso. Entrambi possono essere serviti kake (in brodo caldo) o zaru (freddi, da intingere in una salsa a parte).
Se cercate qualcosa di veloce e tipico, provate la yakisoba: soba saltata sulla piastra con salsa agrodolce, carne e verdure. È il re dello street food durante i festival (matsuri).
DOVE MANGIARLI: le stazioni ferroviarie in Giappone nascondono tesori gastronomici. Il piccolo locale all’interno della stazione di Kamakura è ancora una scelta ottima per un pasto rapido e genuino prima di visitare i templi. È il posto ideale per testare la differenza tra udon e soba nello stesso contesto.
Tempura
Lontana dall’essere una semplice frittura, la tempura è un’arte basata sul contrasto termico. La pastella di farina e acqua ghiacciata, a contatto con l’olio bollente, crea un guscio leggerissimo e quasi trasparente intorno a gamberi, radici di loto, zucca e foglie di shiso. Il segreto? La tempura non deve “ungere” le dita.
DOVE MANGIARLA: per un’ottima tempura dal rapporto qualità-prezzo imbattibile, la catena Tempura Tendon Tenya (presente anche vicino al Parco di Ueno a Tokyo) è una garanzia. Potete ordinare un tendon (una ciotola di riso coperta di tempura mista) per avere un pasto completo, croccante e leggero in pieno stile giapponese.
Piatti di carne e specialità alla piastra
Se pensate che il Giappone sia solo pesce, preparatevi a ricredervi. La maestria giapponese nel trattare la carne e l’uso sapiente della piastra (teppan) creano sapori intensi e avvolgenti. Ecco cosa non potete saltare.
Carne di Kobe
Parlare di carne di Kobe significa toccare l’apice della gastronomia nipponica. Si tratta di una selezione specifica di manzo di razza Wagyu (razza giapponese), celebre per la sua marezzatura, ossia le venature di grasso intramuscolare che si sciolgono letteralmente in bocca. Non cercate però solo la “carne di Kobe”; ogni regione ha la sua eccellenza. Provate anche il manzo di Hida (se andate a Takayama) o quello di Matsusaka: sono altrettanto eccelsi e spesso leggermente più economici.
DOVE MANGIARLA: se volete vivere l’esperienza completa, la città di Kobe è la meta d’obbligo. Il ristorante Wakkoqu rimane un punto di riferimento: qui il cuoco cucina sulla piastra davanti a voi, trasformando il pasto in una performance. Vi guiderà lui, consigliandovi di accostare ogni pezzetto di carne a scaglie d’aglio fritto, sale o pepe per esaltarne le diverse sfumature di sapore. È un investimento, ma ne vale ogni centesimo.

Tonkatsu
Il tonkatsu è la prova di quanto i giapponesi amino la frittura perfetta. È una cotoletta di maiale alta, tenerissima all’interno e ricoperta di panko, un pangrattato speciale che non assorbe l’olio e rimane incredibilmente croccante. Se la trovate servita in una ciotola su un letto di riso con uovo e cipolla, state mangiando un katsudon, ma se è accompagnata da una densa e profumata salsa scura, si tratta del celebre katsu Curry.
DOVE MANGIARLO: per il Katsu Curry, la catena Go-Go Curry (con il logo del gorilla) è un classico intramontabile, veloce e saporito. Per un Katsudon autentico a Takayama, il locale Kotaro è una scelta eccellente: piccolo, intimo e molto amato dai locali. A Osaka, la zona di Shin-Osaka nasconde piccoli tesori; lasciatevi ispirare.
Okonomiyaki
Spesso definito “la pizza del Giappone”, l’okonomiyaki è in realtà un’esplosione di sapori alla piastra. La base è un impasto di farina, uova e verza, a cui si aggiunge “quello che vuoi” (che è il significato letterale del nome): carne, gamberi, calamari o formaggio. Esistono due scuole di pensiero: quella di Osaka (dove tutto viene mescolato) e quella di Hiroshima (dove gli ingredienti sono disposti a strati, solitamente con l’aggiunta di noodles).
DOVE MANGIARLI: l’esperienza di cuocerlo da soli sulla piastra al tavolo è divertente, ma se volete un risultato perfetto, lasciate fare agli esperti. A Tokyo, a Shinjuku, il locale Okonomiyaki Monjaya è un’ottima opzione per l’atmosfera. A Kyoto, il ristorante al sesto piano dello store Yodobashi è comodissimo e offre standard qualitativi molto alti nonostante la posizione commerciale.
Issen yoshoku
Considerato l’antenato dell’okonomiyaki, lo issen yoshoku è una sorta di crêpe salata sottile, ripiegata e farcita con cipollotto, zenzero, uova, konjac e gamberetti secchi. È un sapore molto particolare, più speziato e deciso rispetto alla versione moderna.
DOVE MANGIARLO: questo piatto è un’esclusiva storica di Kyoto. Esiste un solo locale iconico che porta lo stesso nome, Issen Yoshoku, situato nel cuore del quartiere di Gion. Lo riconoscerete subito per la statua divertente (e un po’ bizzarra) all’ingresso. È il posto perfetto per uno spuntino veloce mentre esplorate le strade delle Geisha.

Cosa mangiare in Giappone: street food e spuntini veloci
Il Giappone è il paradiso del “mordi e fuggi” di qualità. Che vi troviate tra le bancarelle di un mercato centenario o tra le corsie di un konbini (i minimarket aperti 24h), troverete sempre qualcosa di pronto, caldo e delizioso. Ecco i piccoli tesori gastronomici da non perdere durante le vostre passeggiate.
Takoyaki
I takoyaki sono forse lo street food più iconico, resi celebri in tutto il mondo anche grazie a innumerevoli anime e manga. Si tratta di polpettine di pastella cotte in speciali piastre imburrate, con un cuore morbido che nasconde un pezzetto di polpo (tako). Vengono condite con una salsa agrodolce dedicata, maionese giapponese e una pioggia di katsuobushi (sottilissime scaglie di tonnetto essiccato) che, per via del calore, sembrano quasi danzare.
DOVE MANGIARLI: se siete a Tokyo, fate tappa da Gindaco nel quartiere di Akihabara: è una garanzia per croccantezza e sapore. Ma la vera patria è Osaka: dirigetevi da Takoyaki Juhachiban nell’area di Dotonbori o al mercato Kuromon*.
Senbei
Il senbei è il classico cracker di riso giapponese, spesso tostato sulla brace e spennellato con abbondante salsa di soia. Attenzione: è incredibilmente saporito e croccante! Il sapore della soia tostata è molto intenso e vi farà venire molta sete. Sono perfetti da dividere con i compagni di viaggio per stemperare la sapidità.
DOVE MANGIARLO: nel quartiere tradizionale di Sanmachi Suji a Takayama. Vedere gli artigiani che li grigliano al momento lungo la strada è uno spettacolo ipnotico e l’odore della soia che brucia sulla brace è uno dei ricordi olfattivi più forti che porterete a casa.
Nikuman
I nikuman sono soffici panini bianchi cotti al vapore sono il “comfort food” per eccellenza. L’impasto è leggermente gommoso e dolce, creando un contrasto perfetto con il ripieno saporito di carne di maiale e verdure. Li riconoscerete subito: sono sempre esposti in teche riscaldate che ne mantengono intatta la morbidezza.
DOVE ASSAGGIARLI: li troverete ovunque, ma mangiarne uno mentre passeggiate tra le bancarelle del quartiere di Asakusa a Tokyo, a pochi passi dal maestoso tempio Senso-ji, ha un fascino tutto particolare.
Oden
L’oden è tipico dei mesi freddi, un brodo leggero in cui vengono cucinati ingredienti a scelta, spesso serviti su spiedini: troverete uova sode, radici di daikon, torte di pesce e molto altro. È un piatto che si “compone” al momento scegliendo i propri pezzi preferiti dal bancone.
DOVE MANGIARLO: se visitate Kanazawa, cercate l’oden tra i banchi del mercato coperto Omi-Cho. È il modo migliore per scaldarsi durante l’esplorazione, con spiedini dai prezzi molto contenuti che permettono di assaggiare diverse combinazioni.
Onigiri
Lonigiri è il compagno di viaggio perfetto: un triangolo di riso avvolto in alga nori con un ripieno saporito. È lo spuntino preferito per i picnic o per un pranzo al volo, incredibilmente saziante nella sua semplicità. Se lo acquistate nei minimarket, seguite i numeri (1, 2, 3) sulla confezione per scartarlo senza rompere l’alga!
DOVE MANGIARLI: al mercato del pesce di Tsukiji a Tokyo c’è un banco che vale il viaggio, si chiama Marutoyo. Preparano onigiri artigianali enormi e farciti generosamente; quello con maguro (tonno) e alga kombu è un’esplosione di sapore che vi farà venire voglia di tornare il giorno dopo. Per non perdere il meglio del mercato, potete partecipare anche a un tour guidato, come quello proposto su Civitatis*.

Bentō
Più che un pasto, il bentō è un rito. È la celebre scatola divisa in scomparti che contiene un pranzo completo e bilanciato: riso, proteine, verdure sottaceto e piccoli contorni. È la soluzione ideale per i lunghi viaggi in treno (in questo caso si chiama Ekiben) o per un pranzo all’aperto.
DOVE MANGIARLO: le stazioni ferroviarie, come quella di Kyoto, offrono una scelta infinita di box esteticamente bellissime. Compratene uno e cercate un angolo di pace, magari nei giardini esterni del Castello Nijō: è il modo perfetto per godersi la cucina locale immersi nella storia. Una volta finito, la scatola decorata diventerà un bellissimo souvenir del vostro viaggio.

Piatti da assaggiare in Giappone: dolci tradizionali e moderni
La pasticceria giapponese (wagashi) è un mondo a sé, dove la consistenza conta quanto il sapore. Molti dolci si basano sul riso e sui legumi (come i fagioli rossi), offrendo un’esperienza molto diversa dai dessert occidentali. Che siate amanti dei sapori delicati o delle consistenze gommose, ecco cosa dovete provare.
Dango
Gli spiedini di gnocchetti di riso che vedete spesso nelle mani dei protagonisti dei cartoni animati sono i dango. Hanno una consistenza simile ai marshmallow ma più soda e gommosa. I più famosi sono i Sanshoku Dango (o Hanami Dango), nei classici colori rosa, bianco e verde, che celebrano la primavera. Se riuscite, provate anche i Mitarashi Dango, ricoperti da una glassa lucida di salsa di soia dolce: il contrasto tra dolce e salato vi stupirà.
DOVE MANGIARLI: sono il cibo dei matsuri (i festival) per eccellenza. Li troverete in vendita in banchetti all’aperto nei parchi (come il parco di Ueno a Tokyo) o lungo le strade che portano ai templi. Sono economici, divertenti da mangiare e perfetti per una foto ricordo molto “local”.
Mochi
I mochi sono il simbolo della tradizione: piccoli panetti di riso glutinoso pestato fino a diventare una pasta elastica e gommosa. Spesso sono ripieni di anko (marmellata di fagioli rossi azuki) o, nelle versioni più moderne, di fragole fresche (Ichigo Daifuku) o gelato. La loro consistenza è molto particolare (molto “sticky”) e richiede un po’ di abitudine, ma sono il cuore della cultura dolciaria nipponica.
DOVE MANGIARLI: se volete unire il gusto allo spettacolo, dovete andare a Nara. Presso il celebre negozio Nakatanidou, potrete assistere alla cerimonia del mochitsuki: i pasticceri pestano il riso con enormi martelli di legno a un ritmo frenetico e coordinato.
Melonpan
Se esiste un dolce capace di creare dipendenza, quello è il melonpan. Nonostante il nome, non sempre sa di melone: si chiama così per la sua forma che ricorda il melone reticolato. Si tratta di un soffice panino dolce ricoperto da uno strato di pasta frolla croccante e zuccherata. Il contrasto tra l’interno morbido e l’esterno fragrante è pura poesia.
DOVE MANGIARLO: a Tokyo, la zona di Asakusa vicino al tempio Senso-ji è famosa per i suoi forni storici. Ma è Osaka, nella zona di Shinsaibashi, che si nasconde una chicca, un laboratorio che sforna melonpan caldi a ciclo continuo: cercate il piccolo forno di fronte all’Hotel Asahi Plaza per un assaggio che non dimenticherete.
Taiyaki
Il taiyaki è il dolce “da passeggio” più fotogenico del Giappone: una cialda a forma di pesce (il dentice, simbolo di buon auspicio) farcita tradizionalmente con azuki, ma disponibile anche con crema pasticcera, cioccolato o matcha. L’impasto ricorda quello dei waffle o dei pancake, ma più croccante sui bordi.
DOVE MANGIARLO: se siete ad Akihabara per un tour tra i negozi di elettronica e manga, fate una sosta da Kurikoan. È uno degli store più famosi e offre spesso edizioni limitate (a volte anche a tema Pokémon!). È lo spuntino perfetto per ricaricare le energie tra una camminata e l’altra.
Bevande da assaggiare in Giappone
In Giappone, l’esperienza gastronomica passa anche attraverso il bicchiere. Dalle bevande calde servite nei templi ai distributori automatici (Jidohanbaiki) presenti in ogni angolo di strada, c’è un intero mondo da sorseggiare. Ecco cosa vi consiglio di assaggiare.
- Tè verde (Matcha e non solo): il matcha è il re delle cerimonie, dal sapore erbaceo e molto intenso. Se come me non lo amate, non disperate: provate il Hojicha (tè verde tostato), che ha un sapore di nocciola e caramello molto più delicato, o il Genmaicha, arricchito con chicchi di riso soffiato. Il tè è anche parte integrante del kaiseki, un pasto basato sulla successione di piccoli piatti presentati con grande cura estetica, realizzati con ingredienti locali e di stagione; ve ne parlavo nel post dedicato ai ryokan giapponesi. Volete vivere l’esperienza della cerimonia del tè? Potete farla in tutte le principali città, come Tokyo* o Miyajima*.
- Sake (Nihonshu): spesso chiamato erroneamente “vino di riso”, è la bevanda alcolica nazionale. Può essere servito caldo o freddo a seconda della tipologia e della stagione. Se siete alle prime armi, chiedete un sake “Junmai” per assaporare la purezza del riso senza alcol aggiunto. Durante il vostro viaggio potete anche visitare una distilleria*.
- Whisky giapponese: il Giappone è diventato uno dei principali produttori mondiali di Whisky di altissima qualità. Anche se non siete esperti, provate un Highball: whisky allungato con acqua gassata e molto ghiaccio, la bevanda preferita dai giapponesi durante le cene a base di carne o okonomiyaki.
- Birra giapponese: leggera, freschissima e perfetta con il cibo fritto (come la tempura). I marchi storici come Asahi, Kirin e Sapporo si trovano ovunque, ma negli ultimi anni sta esplodendo anche la moda delle birre artigianali locali.
- Melon Soda: se volete sentirvi un po’ bambini o vivere l’atmosfera dei coloratissimi Family Restaurant, dovete ordinare una Melon Soda. È una bevanda gassata verde fosforescente, spesso servita con una pallina di gelato alla vaniglia sopra (il “Melon Soda Float”).
- Bevande calde dai distributori: una delle magie del Giappone è poter comprare un caffè o un tè caldo in lattina direttamente dai distributori automatici per strada. Cercate l’etichetta rossa (Atsui – Caldo) per riscaldarvi le mani e lo spirito durante le passeggiate invernali.

Mangiare in Giappone: domande frequenti (FAQ)
Dopo aver scoperto cosa mangiare, è normale che sorgano mille dubbi pratici: come si ordina? Quanto costa davvero mangiare fuori? E se non amo il pesce crudo? In questa sezione ho raccolto le risposte alle domande che mi sono fatta io stessa prima di partire e a quelle che ricevo più spesso, per aiutarvi a vivere l’esperienza gastronomica giapponese senza stress e, soprattutto, senza gaffe!
È difficile mangiare in Giappone se sono vegetariano o vegano?
Non è impossibile, ma richiede un po’ di pianificazione. Molti piatti che sembrano “di verdure” utilizzano il dashi (un brodo a base di pesce) come base. Il mio consiglio è di cercare i ristoranti che offrono la Shojin Ryori (la cucina tradizionale dei monaci buddisti), che è interamente vegana o utilizzare app come HappyCow per trovare locali specializzati nelle grandi città come Tokyo e Kyoto.
Niente panico! Il Giappone è il re dei menù fotografici. In molti locali troverete le shokuhin, ovvero riproduzioni in cera dei piatti ultra-realistiche esposte in vetrina: vi basterà indicare quella che preferite. Inoltre, molti ristoranti economici (come quelli di ramen) utilizzano macchinette automatiche all’ingresso con i tasti illustrati: pagate, premete l’immagine del piatto e consegnate il ticket al bancone.
Quanto costa mediamente mangiare fuori in Giappone?
Il Giappone offre opzioni per tutte le tasche. Potete fare un pasto eccellente e saziante (come un ramen o un gyudon) con circa ¥800 – ¥1.200 (circa 5-8€). Se puntate ai ristoranti di fascia media o alle cene a base di sushi seduti al tavolo, calcolate tra i ¥3.000 e i ¥5.000. Ricordate che a pranzo molti ristoranti offrono i “Lunch Set” a prezzi scontatissimi rispetto alla cena.
Devo lasciare la mancia al ristorante?
No, mai. In Giappone la mancia non è prevista e può essere interpretata come un gesto di confusione o addirittura di maleducazione. Il servizio eccellente è considerato parte integrante dell’ospitalità. In alcuni ristoranti più eleganti potreste trovare un costo fisso per il coperto (chiamato Otoshi), che spesso include un piccolo antipasto di benvenuto.
L’acqua al ristorante si paga a parte?
In quasi tutti i ristoranti giapponesi l’acqua e il tè verde caldo (o freddo) sono gratuiti e serviti non appena vi sedete. Spesso troverete una caraffa direttamente al tavolo per servirvi da soli. Le bevande a pagamento sono solitamente bibite gassate, birra o sakè.

Informazioni utili per viaggiare in Giappone
Come ho suggerito anche in altre occasioni, prima di partire vi consiglio di stipulare un’assicurazione di viaggio per evitare spiacevoli inconvenienti. È importante in particolar modo se state per intraprendere un’esperienza più lunga di una settimana e in un Paese così diverso dal nostro. Una volta in Giappone non ho mai avuto problemi, né relativi al cibo, né di altro tipo, ma non si sa mai, meglio partire tranquilli, soprattutto dal punto di vista sanitario.
Tutti i piatti e i locali menzionati sono frutto della mia esperienza personale e il post non vuole essere in alcun modo una guida definitiva, ma solo un insieme di consigli per chi sta per partire per il Paese del Sol Levante.

Quali altri piatti della cucina giapponese consigliereste a chi sta per fare un viaggio in questo Paese? Quale vi ha incuriosito di più? Lasciate un commento!

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Fabrizio
Un bel fondamentale della cucina giapponese! Posso suggerire l’aggiunta dell’Oyakodon? Può sembrare ridondante nella lista che hai pubblicato ma la semplicità di questo piatto (fondamentalmente uova e riso) è la sua forza, un vero comfort food.
Martina Sgorlon
FabrizioCiao Fabrizio! Certo, ogni suggerimento è ben accetto. Grazie mille! 🙂
VadoInGiappone
Un altro piatto tradizionale di moltissime città giapponesi, secondo me da provare assolutamente, è l’Unagi, ovvero l’anguilla. All’inizio ero restio ad assaggiarla, però devo dire che è veramente ottima, dolce e morbida, molto meno grassa di quello che immaginavo 🙂
Martina Sgorlon
VadoInGiapponeGrazie del suggerimento 🙂 Io l’ho assaggiata solo in Italia, in ristoranti giapponesi, ma rimedierò se tornerò in Giappone 😉
Giulia M.
Ho provato molte di queste pietanze ma ancora mi manca la carne di Kobe, sembra che sia squisita e vorrei davvero assaggiarla durante il prossimo viaggio!
Martina Sgorlon
Giulia M.Ciao Giulia! La carne di Kobe è molto buona, a me è piaciuta l’esperienza in ristorante perché mi ha permesso di accostare ogni pezzo al condimento più adatto o di lasciarlo al naturale: il modo perfetto per gustarla come si deve 🙂
Stefania Ciocconi
Dovessi mai andare in Giappone tornerò a leggere il tuo post perché molti di questi piatti mi attirano mentre altri per la mia dieta non potrei assaggiarli. A me piacciono molto gli udon e mi attira la crepes salata ma forse è fatta con le uova.
Martina Sgorlon
Stefania CiocconiCiao Stefania! La crêpe salata ha sicuramente le uova all’interno, tra i condimenti, nell’impasto invece non lo so, ma è molto probabile 🙁
Frances
Pensa che la cosa che amo di più del Giappone (anche se l’ho mangiata in Corea del Sud) è proprio la marmellata di fagioli rossi.
Martina Sgorlon
FrancesCiao! A me la marmellata piace, è l’impasto esterno che non mi ha convinta, ma è proprio una questione di gusti personali 🙂
Frances
Martina SgorlonL’impasto in effetti sembra un po’ strano! Un’altra cosa che avevo provato erano gli okonimiyaki ma li ho trovati un po’ pesanti… dovrò provarli in Giappone!
Martina Sgorlon
FrancesAssolutamente! Alcuni li preparano anche con la soba nell’impasto, ma io ti consiglio quelli semplici 🙂
Silvia The Food Traveler
Ammetto la mia ignoranza: pensavo che in Giappone si mangiasse principalmente pesce crudo e la cosa mi spaventava non poco perché nonostante io ami il pesce, quello crudo non mi fa impazzire… E finora ho sempre “lasciato da parte” il Giappone come meta anche per questo motivo, per cui le tue parole mi riempiono di interesse verso questo paese. Ora aggiungo pure il Giappone alla lista infinita dei posti da vedere 😉
Bellissimo il dolce a forma di pesce!
Martina Sgorlon
Silvia The Food TravelerCiao Silvia 🙂
pensa che io ho mangiato sushi e sashimi solo una volta in tre settimane di viaggio! Sono davvero felice che il mio post ti abbia fatto ripensare al Giappone come destinazione 🙂 A presto!