Cosa vedere a Rimini: storia, arte e cultura

Cosa vedere a Rimini in un giorno tra storia, arte e cultura. Alla scoperta della città dall’epoca romana a quella contemporanea.

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Rimini è uno di quei luoghi dei quali si sente spesso parlare, per un motivo o per l’altro. Fino a due anni fa la associavo al mare, alla spiaggia e all’estate sull’Adriatico, da quando ho aperto il blog invece la mia attenzione si è spostata sulla Fiera del Turismo di ottobre. Deformazione (chiamiamola) professionale.

Grazie al blog tour #AtSanSalvadorHotel ho invece scoperto un altro volto della città e dei tre è quello che preferisco. Ho scoperto la sua storia e le sue opere d’arte, alcune architettoniche e antiche, altre pittoriche e moderne.

In questo post vi do qualche consiglio, basato sulla mia esperienza, su cosa non perdere se passate dal capoluogo romagnolo: ecco cosa vedere a Rimini.

Rimini

La Rimini romana

Ariminum venne fondata nel 268 a.C. e ancora oggi è possibile esplorare alcuni luoghi e monumenti eretti in epoca Romana.

Primo fra tutti uno dei simboli più famosi della città: il Ponte di Tiberio. Realizzato in pietra d’Istria tra il 14 e il 21 d.C., era il punto di partenza della via Emilia (che collegava la città a Piacenza) e della via Popilia (che la collegava invece ad Aquileia).

Rimini

Dall’altra parte della città c’è l’Arco di Augusto, costruito in onore di Ottaviano nel 27 a.C. al posto della più antica Porta Romana. Un tempo era inserito nella cinta muraria in pietra e sormontato da una statua dell’imperatore, oggi invece ciò che resta è la merlatura medievale.

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Quella che oggi è Piazza Tre Martiri (intitolata a tre partigiani impiccati qui il 16 agosto 1944) era una volta l’antico Foro Romano, nato all’incrocio tra il cardo e il decumano.

Passeggiando per la piazza è possibile vedere una statua in bronzo di Giulio Cesare e un cippo in pietra a lui dedicato: secondo la tradizione questo è il punto in cui egli avrebbe parlato al proprio esercito dopo aver attraversato il Rubicone.

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Ultima, ma non meno importante, la Domus del Chirurgo, che io però ho visto solo dall’esterno. È emersa da uno scavo in piazza Ferrari e si chiama così perché tra le sue stanze sono stati ritrovati oltre 150 antichi strumenti chirurgici. Sono ancora evidenti i pavimenti a mosaico e alcune pareti, anche se è stata distrutta da un incendio nel III secolo.

Piazza Tre Martiri, Rimini

La Rimini medievale e rinascimentale

La città diventa Comune nel 1204 e la piazza principale si trasferisce dal Foro Romano a Piazza Cavour, sede dell’amministrazione cittadina. Qui sorge da quell’anno il Palazzo Comunale, noto anche perché sotto i suoi portici c’era il pietrone sul quale chiunque avesse un debito doveva battere pubblicamente tre volte il sedere nudo.

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Nella stessa piazza ci sono altri monumenti di interesse, anche se risalenti ad epoche più recenti, come la statua dedicata a Papa Paolo V (1614), il Teatro Galli (alle spalle della statua) e l’antica pescheria, dove ci sono ancora i banconi in pietra sui quali viene esposta la merce. 

Di epoca romana, ma ristrutturata nel Cinquecento, è invece la Fontana della Pigna.

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Rimini

Altro simbolo della città è il Tempio Malatestiano (1450), progettato da Leon Battista Alberti, che al suo interno è riccamente decorato e custodisce un Crocefisso di Giotto e un affresco di Piero della Francesca.

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La cattedrale è un’opera autocelebrativa voluta da Sigismondo Malatesta, tanto che le sue iniziali sono presenti in più punti della chiesa. Il tempio rimase incompiuto a causa della scomunica e della sconfitta di Sigismondo.


 Leggi anche: Santarcangelo di Romagna: cosa vedere un passo alla volta


Rimini

Rimini

La Rimini contemporanea

Passeggiando per la città si scoprono moltissime opere di street art, alcune più nascoste di altre. Basterà esplorarla a piedi per ritrovarsi davanti a veri e propri capolavori, come quelli di Davide Salvadei, in arte Eron.

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Nella foto, per esempio, potete vedere un muro, dipinto come fosse un pezzo del ponte romano, che ha una finta macchia di muschio a forma d’Italia. Si trova proprio davanti al Ponte di Tiberio.

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A pochi passi c’è il quartiere di Borgo San Giuliano, un’antica zona che un tempo era abitata principalmente da marinai e pescatori e che oggi è famosa per le sue case colorate e decorate con murales di vario genere.


 Leggi anche: Bellaria Igea Marina: 5 cose da fare a due passi da Rimini


Il luogo, amato anche da Fellini, è perfetto per concludere la vostra passeggiata alla scoperta di Rimini.

Siete mai stati a Rimini? Quali altri luoghi consigliereste? Lasciate un commento 🙂

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Informazioni

Le visite:

  • Il Tempio Malatestiano è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30, il sabato dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00, la domenica dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. Ingresso gratuito.
  • La Domus del Chirurgo e il Museo della Città sono aperti dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.00, il sabato, la domenica e i festivi fino alle 21.00. L’ingresso è a pagamento, maggiori informazioni sul sito www.museicomunalirimini.it.

Per chi fosse interessato a visitare la città, segnalo l’offerta “promozione arte e cultura” creata da Best Western che prevede, per chi prenota due notti in albergo, un biglietto per persona per l’accesso a mostre e musei in città o lo sconto del 50% su city card o city sightseeing. L’offerta è disponibile anche negli hotel a Rimini della catena.

Come arrivare a Rimini:

  • in aereo: Aeroporto Internazionale “Federico Fellini” di Rimini, a 4,5 chilometri dal centro città, oppure Forlì (40 km), Ancona (90 km) o Bologna (100 km).
  • in auto: Autostrada A14 che collega Rimini a Bologna/Milano (nord) e Bari(sud).
  • in treno: linea ferroviaria Milano-Bologna-Bari o Ferrara-Ravenna-Rimini.

Le foto sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*, per vedere le altre potete sfogliare il mio album Flickr.


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