Chianti: in Toscana tra storia e leggenda (e un indirizzo da segnare sulla mappa)

Il Chianti: alla scoperta della storia e delle leggende legate al celebre vino toscano e un indirizzo da segnare sulla mappa per chi desidera fare una degustazione tra le colline.
Tra le dolci colline toscane, dove i vigneti si estendono a perdita d’occhio, nasce il Chianti, un vino che porta con sé il sapore di una tradizione secolare e che è un connubio perfetto tra natura e maestria dell’uomo. In questo post vi racconto la sua storia, la leggenda del gallo nero e vi accompagno a fare una degustazione in un borgo suggestivo tra le colline di Radda in Chianti.
La storia della zona del Chianti in pillole
Il Chianti è una zona prevalentemente collinare a cavallo tra le province di Siena, Firenze e Arezzo. Nota nell’Ottavo secolo come Clanti, pare che il suo nome risalga all’epoca etrusca, ma il significato è incerto: secondo alcuni studiosi potrebbe derivare da un nome proprio, “Clante”, secondo altri da un termine legato all’acqua, indicando forse un antico corso presente della zona.
Anche se l’area è oggi più estesa, dal punto di vista storico sarebbe limitata ai comuni di Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Castellina in Chianti, tutti in provincia di Siena e un tempo uniti nella Lega del Chianti: un’alleanza politico-militare istituita dai fiorentini nel 1384 per amministrare e difendere il territorio chiantigiano. Oggi, l’antica lega rivive attraverso il suo storico simbolo, quello del gallo nero, adottato come marchio distintivo del territorio e scelto dal consorzio dei produttori come icona del vino più celebre di queste colline.

A questo simbolo è associata anche un’antica leggenda.
Si narra che, per porre fine alle continue guerre che le vedeva impegnate per il controllo del Chianti, Firenze e Siena decisero un giorno di organizzare una sfida insolita: al canto del gallo, due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città andando l’uno incontro all’altro, nel punto di incontro tra i due sarebbe stato posto il confine. I senesi scelsero un gallo bianco e lo rimpinzarono di cibo convinti che all’alba il suo canto sarebbe stato più forte, i fiorentini, invece, scelsero un gallo nero e lo tennero a digiuno. L’animale, in preda alla fame, il mattino dopo cantò molto presto dando così un netto vantaggio al cavaliere fiorentino che riuscì a percorrere più strada, arrivando a circa 12 chilometri dalle mura di Siena. La città di Firenze riuscì così a ottenere tutto il Chianti.
Con il passare dei secoli, però, i confini continuarono a modificarsi, tanto che oggi alcuni comuni del Chianti si trovano in provincia di Siena e altri in provincia di Firenze, come Greve in Chianti e Panzano in Chianti.
Il Chianti: vino rosso DOCG
Oggi, l’area è nota non solo per i suoi borghi dalle atmosfere antiche, ma anche per il suo olio (Chianti Classico DOP) e per l’omonimo vino rosso noto in tutto il mondo e la cui produzione pare risalga al Medioevo: il termine Chianti utilizzato come nome di un vino è infatti riportato per la prima volta in un documento del 1398, anche se per un utilizzo continuativo bisogna aspettare il Seicento (prima di allora pare fosse noto semplicemente come “vermiglio” o “vino di Firenze”).
A incentivare lo sviluppo della coltivazione della vite tra le colline del Chianti fu la famiglia Medici e, in particolare, Cosimo III, che nel 1716 emanò il Bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d’Arno di Sopra, che non solo esplicitava i confini del Chianti, ma li indicava anche come limiti per la zona di produzione di questo specifico vino, in tutto e per tutto una Denominazione di Origine Controllatata ante litteram.

Da allora, però, alcune cose sono cambiate, sia dal punto di vista delle tecniche di produzione che da quello delle composizioni (uvaggi). Fondamentale fu in particolare l’intervento del Barone Bettino Ricasoli, che nell’Ottocento iniziò a usare la tecnica del “governo” (che porta alla realizzazione di un vino più “rotondo” e adatto alla cucina toscana) e a utilizzare uve Canaiolo e Malvasia, oltre al tradizionale Sangiovese, ancora oggi alla base dell’uvaggio (da normativa deve rappresentare almeno l’80%).
Il Chianti, la cui zona di produzione è delimitata da un decreto del 1932, ha attualmente due denominazioni: il Chianti DOCG, che può essere prodotto nelle province di Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato, e il Chianti Classico DOCG, prodotto solo nelle aree storiche delimitate dal bando di Cosimo III e al quale è ancora oggi associato il simbolo del gallo nero.
I comuni di produzione del Chianti Classico si dividono tra le province di Siena e Firenze e sono Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti e Radda in Chianti, ai quali si aggiungono alcuni appezzamenti di terreno nei comuni di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.

Degustazione nel Chianti: Borgo Vescine
Percorrendo le colline del Chianti noterete decine di cantine diverse, tutte pronte ad accogliere visitatori, curiosi e appassionati che vogliono scoprire da vicino le tecniche di vinificazione e i vini del territorio, un calice alla volta. Durante il mio breve soggiorno in Toscana, ho optato per Borgo Vescine, a Radda in Chianti.
Nato come fortezza longobarda, ruolo che mantenne dal Settimo al Nono secolo, divenne poi libero dominio che si sviluppò grazie ai numerosi appezzamenti di terreno tra Radda e Castellina, che attirarono agricoltori e lavoratori da molte altre zone della Toscana. Trasformatosi quindi in borgo contadino, rimase abitato fino al 1952, per poi essere abbandonato.
Oggi, però, lo troverete completamente restaurato nel rispetto della sua storia e del suo passato; passeggiando potete vedere ancora ciò che resta dell’antica torre di vedetta, per esempio. È stato infatti trasformato in un relais esclusivo che vanta numerose camere*, un bistrot, un ristorante, un bar, una piscina con vista sulle colline del Chianti, aree dove rilassarsi (come le eleganti orangerie) e dove vivere l’essenza del borgo grazie agli appuntamenti che vengono organizzati regolarmente, come la Cena in Piazza o la Cena in Uliveta.
A questi si affianca un’affascinante Wine Room allestita nella sala più antica del borgo: uno spazio risalente al 1061 e situato nei sotterranei della vecchia torre che oggi, oltre a una ricca collezione di vini, accoglie anche i visitatori che vogliono intraprendere i percorsi degustazione, che possono essere composti da 3, 4 o 5 vini, a seconda delle vostre preferenze.
I vini di Borgo Vescine sono prodotti a partire da uve coltivate sui terrazzamenti recuperati dopo anni di ricerche e che ora comprendono quindici ettari di storici muretti a secco completamente restaurati. Le viti di Sangiovese, utilizzate per i nuovi impianti, provengono da una selezione massale di viti antiche scoperte durante gli stessi lavori di restauro: una scelta fatta per conservare il patrimonio genetico dei vigneti già presenti nel borgo e portare avanti l’impegno a conservare la memoria storica di questo piccolo angolo chiantigiano.
Tra i vini prodotti il Chianti Classico “Bellincione” e il Chianti Classico Riserva “Il Passionista”, ai quali si affiancano l’Orbacco Supertuscan IGT, il Vin Santo e il Valdobbiadene Prosecco DOCG “Le Vigne di Lucia”, che però viene prodotto in provincia di Treviso (della zona vi parlavo nel post dedicato alle colline del Prosecco) e poi portato qui e proposto agli ospiti in onore della famiglia veneta oggi proprietaria del borgo.
Per tutte le informazioni aggiornate, scoprire le attività proposte, gli eventi in programma e per prenotazioni, vi consiglio di visitare il sito, dove trovate anche tutti i contatti.
Durante la mia breve fuga toscana ho avuto solo un assaggio di quello che Borgo Vescine può offrire — una visita del borgo, alla Wine Room e l’assaggio di alcuni dei vini e del loro olio —, ma è un luogo veramente suggestivo e che vi consiglio di tenere in considerazione per il vostro viaggio tra le colline del Chianti.
Esperienze da vivere tra le colline toscane
Le dolci colline toscane offrono un’infinità di esperienze per tutti i gusti. Non solo degustazioni, potete anche visitare i borghi medievali, percorrere i numerosi sentieri a piedi, a cavallo, in bicicletta o a bordo di una Vespa o di una Fiat 500 e partecipare a corsi di cucina.
Qui di seguito vi lascio alcune idee e alcune attività che potete prenotare comodamente da casa prima di partire e che sono perfette se non avete la vostra macchina o non volete guidare, ma cliccando sui link trovate tante altre proposte, buon viaggio!
- Escursione a San Gimignano, Siena, Chianti e Monteriggioni* (con partenza da Firenze);
- Tour enoturistico nelle colline del Chianti* (con partenza da Firenze);
- Chianti: escursione con pranzo in cantina* (con partenza da Firenze);
- Tour del vino nella valle del Chianti da Firenze* o da San Gimignano*;
- Tour del Chianti in Vespa con partenza da Badesse* o da Firenze*;
- Passeggiata a cavallo nella Valle del Chianti* (con partenza da Poggibonsi);
- Tour del Chianti in Fiat 500 con partenza da Badesse* o da Firenze*.

Se avete dubbi, domande o suggerimenti legati alle colline del Chianti, lasciate un commento!
Le foto sono state scattate con iPhone 15 Pro*. Per vederle tutte sfogliate il mio album su Flickr.
Un grazie particolare a Borgo Vescine per avermi permesso di scoprire la sua realtà e per l’accoglienza. #gifted
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