Il Castello di Zak: street art e bellezza alle porte di Milano

Il Castello di Zak: a nord di Milano per scoprire un paradiso della street art. La Casa di Zakaria Jemai tra bellezza, rinascita e libertà. 


Un palazzo dove tutto e tutti hanno una seconda possibilità, dove la bellezza è data dalle cose semplici. Vi porto a scoprire il Castello di Zak, un luogo surreale e affascinante alle porte di Milano nato dalla mente e dal cuore di Zakaria Jemai.

Il Castello di Zak

Chi è Zakaria Jemai

Zakaria Jemai nasce in Tunisia negli anni Cinquanta da due genitori che lavorano nel mondo dell’istruzione e che lo avvicinano alla cultura in ogni sua forma: dall’arte ai classici.

Con in mano una laurea in Diritto Amministrativo e l’ottima conoscenza di quattro lingue (arabo tunisino, inglese, italiano e francese), lo zio Zak, come si fa chiamare, inizia a girare il mondo grazie alla carriera di chef. Arrivato in Italia negli anni Ottanta, qui crea una famiglia e dal suo matrimonio nascono due figli dei quali va estremamente fiero: un maschio, oggi chef in Danimarca, e una femmina, atleta tricolore.

Zakaria Jemai
Foto © Elena Stafano

Il suo mondo, però, crolla all’improvviso in seguito a un tragico evento e tutto ciò che ha costruito negli anni scompare, trasformandolo in un clandestino; non è nato in Italia e ha commesso un errore, il resto non conta più.

Zakaria decide di rialzarsi, ma di farlo a modo suo e senza aiuti. Trova un edificio abbandonato a nord di Milano e lo trasforma piano piano nella sua casa; una scelta, non solo una necessità. I proprietari e le autorità lo sanno e lo lasciano lì, in quello che è diventato il Castello di Zak.


A un certo punto della mia vita sono diventato un clandestino. Due erano le strade: o diventare delinquente o barbone, o rialzarsi soffrendo. Ho scelto la seconda. Ho visto questo palazzo e, non so come mai, ho deciso di farlo diventare casa mia. E dopo 10 anni di sofferenza è nato il Castello con tutte le sfumature della mia vita disegnate su muri crepati, esattamente come è successo a me.

Zakaria Jemai

Il Castello di Zak

Il Castello di Zak

Il Castello di Zak è nato dallo scheletro di un ex edificio abbandonato al confine tra Cormano e Comasina, a nord di Milano, all’interno di una vecchia fabbrica ormai in disuso sfiorata dalla A4.

In dieci anni Zak lo ha ripulito, ha tolto una buona parte dei calcinacci e ha imparato, guardando video su internet, a tenere lontano gli insetti grazie alle tecniche usate nei villaggi africani. Ha recuperato mobili e arredi gettati tra i rifiuti, ha trovato un sistema per riciclare l’acqua piovana e, grazie a un vecchio pannello fotovoltaico, è riuscito a creare una piccola fonte di energia grazie alla quale, tra le varie cose, ascolta anche un po’ di musica.

Il Castello da fuori

Insomma, Zakaria ha scelto di non accontentarsi, ma con umiltà, trasformando come può il brutto in bello, di trarre il massimo da quello che ha e da quello che trova.

Ecco perché oggi, in questo luogo con tutte le finestre rotte e che da fuori sembra abbandonato, ci sono non solo una piccola cucina e altre stanze di prima necessità, ma anche un salotto estivo e uno invernale, riscaldato. In più lo zio Zak si è già messo al lavoro per creare anche una sala da ballo, con tanto di pittura fluorescente.

Il Castello di Zak

Paradiso della street art

È proprio la street art che ha reso famoso questo luogo e il tutto è iniziato per caso, come nelle migliori storie.

Un giorno alcuni street artist (Canemorto e Tenia), passando di qui, decisero di entrare e lasciare un segno. Zio Zak li accolse con un caffè e qualcosa da mangiare e da allora, grazie a un intenso passaparola, il Castello ha accolto writer internazionali che lo hanno colorato e ricoperto di storie.

Il Castello di Zak

Su questo edificio sono state fatte tesi di laurea dedicate proprio all’arte muraria e contemporanea e, durante le visite, non è difficile incontrare artisti all’opera, alcuni più schivi di altri.

Soprattutto, è un luogo in continua evoluzione, ricco di colore, dove la libertà e l’arte si incontrano, dove a tutto viene data una seconda possibilità e dove la bellezza regna sovrana.

Il Castello di Zak

Le donne del Castello di Zak

Camminando per le stanze è impossibile non notare la quantità di donne dipinte o disegnate sui muri. Zakaria ha scelto di celebrare l’universo femminile in questo modo, con colori e linee, sguardi e mani che raccontano quella che secondo lui è una delle cose più belle e straordinarie del mondo.

Una delle donne del castello

Le donne sono rappresentata anche dalle rose incastrate tra i mattoni e il cemento. I fiori simboleggiano la bellezza, la delicatezza e la forza, ma servono anche a ricordare che qui dentro è importante guardare bene dove si mette i piedi. Dopotutto l’edificio è stato abbandonato per anni e può capitare di incontrare ancora qualche buco o qualche detrito.

Le rose

Il Castello come luogo di ritrovo

Il Castello di Zak non è solo un luogo di ritrovo per gli street artist o per gli appassionati, ma anche per i bambini e le scolaresche che qui imparano a sfruttare l’arte nelle sue forme contemporanee, utilizzando le pareti come tele bianche da riempire.

Non solo, Zakaria accoglie anche gruppi di bambini e ragazzi affetti da Disturbi dello Spettro Autistico e i loro accompagnatori. In queste particolari giornate la street art si trasforma in una terapia e nella forma più potente di libertà d’espressione.

Il Castello di Zak

Il Castello di Zak nella cultura pop

Anche se è un po’ nascosto e si trova lontano dai classici itinerari dedicati alla città lombarda, il Castello di Zak da qualche anno ha fatto capolino anche nella cultura pop, tra shooting di moda e riprese.

Qui, per esempio, è stato girato il video del singolo “Habibi” di Ghali, ma anche uno spot di Timberland che vede come protagonista il calligrafo italiano Luca Barcellona, del quale rimane ancora l’opera all’ultimo piano del Castello.

Visitare il Castello di Zak

Come ormai avrete capito, il Castello è la casa di Zak e come in ogni casa, affinché le porte si aprano, è necessario parlare con chi la abita.

Se volete scoprire da vicino questo posto straordinario e insolito, potete contattare Zak attraverso il suo profilo Facebook o il suo account Instagram, presentandovi e organizzando un incontro a seconda della sua disponibilità, oppure potete partecipare a uno degli eventi organizzati da Elena Stafano del blog Milanosguardinediti, proprio come ho fatto io. Potrete venire a conoscenza dei nuovi appuntamenti iscrivendovi alla sua newsletter.

Il corridoio dell'Hip Hop

Per entrare al Castello non esiste un biglietto. Come suggerisce Elena, però, non si arriva mai a casa di qualcuno a mani vuote, quindi potete portare con voi acqua o beni di prima necessità, oppure potete lasciare un piccolo contributo (l’ideale sarebbe circa 10€ a persona).

Grazie alle offerte Zak potrà acquistare ciò che gli serve o una batteria più grande per avere un po’ di energia in più, per esempio.

Il Castello di Zak

Come raggiungere il Castello di Zak

L’edificio si può trovare facilmente su Google Maps cercandolo proprio come “Castello di Zak”. Se arrivate in auto potete trovare parcheggio lì intorno, ma se arrivate con la metropolitana dovete usare la linea gialla e scendere al capolinea Comasina. Da lì sono solo un paio di minuti a piedi.

Il Castello di Zak

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Conoscevate il Castello di Zak? Se avete dubbi, domande o suggerimenti, lasciate un commento!

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Le citazioni inserite nel testo sono tratte dal blog di Elena o sono state raccolte durante la visita al Castello.

Le immagini sono state scattate con un iPhone 6s* e una Canon 1100D*, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr. La foto di Zak è di gentile concessione di Elena Stafano.


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