Il Castello di Himeji: l’airone bianco e le sue storie

Il Castello di Himeji: La vista sulla città dall’alto, una storia d’amore e una di sopravvivenza. In visita al Castello dell’Airone Bianco tra i fiori di ciliegio.

Divisore tagIl Castello di Himeji occupa un posto particolare tra i ricordi del mio viaggio in Giappone. Arrivavo da Kobe e ricordo la corsa fatta dalla stazione per riuscire ad entrare un’ora prima della chiusura, l’ultima occasione. Soprattutto, però, ricordo la fioritura dei ciliegi.

Castello di Himeji

Purtroppo il viaggio non è stato fortunato da quel punto di vista. I rami hanno cominciato a colorarsi come si deve solo verso la fine della mia settimana a Tokyo, mentre ero nel Chūbu faceva troppo freddo e sono riuscita a intravederli solo a Kanazawa. Infine, una volta arrivata a Osaka e a Kyoto ho scoperto che la fioritura era in ritardo a causa del brutto tempo delle settimane precedenti. O almeno così mi hanno detto.

A Himeji, invece, mi sono ritrovata nel bel mezzo di un parco dove i fiori trasformavano gli alberi in splendidi bouquet e il vento ogni tanto li staccava e li faceva cadere come neve.

Castello di Himeji

Il Castello è circondato da questo splendido parco, separato dal resto della città da un fossato. È considerato un capolavoro, il re dei castelli del Paese del Sol Levante, e la sua costruzione iniziò nel 1300.

Viene chiamato anche il Castello dell’airone bianco per il suo colore e l’eleganza con il quale si erge verso l’alto. Non stupisce sia stato il primo sito patrimonio UNESCO in Giappone.

Castello di Himeji

Dopo aver superato la Hishi-no-Mon, la porta che permette di varcare le prime mura, ci si trova di fronte ad un altro fossato, il Sangoku-Bori. Da lì inizia un percorso che porta all’interno del castello.

Castello di Himeji

Una volta entrati ci si ritrova in ambienti abbastanza spogli, dove però ogni tanto compaiono dei dettagli particolari, come scritte, intarsi o piccole decorazioni, molti dei quali però rischiano di passare inosservati soprattutto se, come me, avete poco tempo a disposizione.

Castello di Himeji

La visita è spesso limitata ai corridoi esterni e bisogna seguire un percorso prestabilito (e unidirezionale, si sale da una parte e si scende dall’altra) fino all’ultimo piano. Dopo aver salito un numero imprecisato di piccoli gradini in legno, ci si ritrova nell’ultima sala. Lì c’è un piccolo santuario dedicato a Osakabe, il kami (la divinità) protettore di tutta la zona e, soprattutto, del castello.

Castello di Himeji

L’ultimo piano, però, regala anche una splendida vista su tutta la città e l’area circostante. Da lì, inoltre, si possono vedere anche le belle tegole da un’altro punto di vista. Alcune sono semplici, ma altre sono decorate con gli stemmi dei padroni del castello che si sono succeduti nei secoli.

Castello di Himeji

Castello di Himeji

Lungo il perimetro delle mura, poi, si possono incontrare i sama, i buchi scavati nelle pareti che fungevano da feritoie. Ce ne sono di quattro tipi diversi e spesso si alternano lungo la stessa parete: quadrati, rettangolari, triangolari e tondi.

Castello di Himeji

Quando si pensa al Castello di Himeji, però, non si devono ricordare solo i suoi dettagli militari. All’edificio, infatti, è legata anche una famosa storia d’amore.

Senhime era nipote dello Shogun Tokugawa Ieyasu, comandante dell’esercito giapponese e del Paese durante i primi anni del 1600. All’età di 7 anni, per ragioni politiche, fu data in sposa a Toyotomi Hideyori, figlio di Toyotomi Hideyoshi, colui che unì il Paese e figura centrale del Castello di Osaka.

Durante una feroce battaglia Hideyori morì e Senhime venne salvata e riportata a Edo, l’attuale Tokyo. Lungo il tragitto si innamorò di Honda Tadatoki, futuro signore del castello di Himeji, e quando Ieyasu lo venne a sapere, decise che non avrebbe impedito questo amore e avrebbe donato alla ragazza la felicità che le aveva tolto da bambina. I due vissero qui felici e contenti.

Il loro matrimonio fu uno dei pochi nato da amore reciproco, cosa rara nel periodo Sengoku, l’era “degli stati belligeranti” che caratterizzò il Giappone del 1467 al 1603.

Castello di Himeji

Il Castello di Himeji, comparso anche nel film di James Bond Si vive solo due volte, è un edificio che viene definito da molti come “miracolato“. Non solo è sopravvissuto a battaglie e invasioni, ma anche ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando l’intera città venne distrutta. Si salvò magicamente: una bomba, caduta all’interno delle sue mura, non esplose facendolo così uscire illeso dal conflitto.

Castello di Himeji

Questo castello sarà anche spoglio all’interno, ma è pieno di storie da raccontare. Vicende positive che, in mezzo a tutti quei ciliegi, sembrano ancora più belle.

Vi piacerebbe visitare il Castello di Himeji? Lo conoscevate? Lasciate un commento 🙂

Castello di Himeji

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Informazioni

Il Castello di Himeji è aperto dal 1 settembre al 26 aprile dalle 9.00 alle 17.00, nel resto dell’anno, invece, chiude alle 18.00. L’ultimo ingresso è possibile fino ad un’ora prima della chiusura. Chiuso il 29 e 30 dicembre.

Il biglietto costa ¥1000 per gli adulti e ¥300 per i bambini e i ragazzi (dalle elementari alle scuole superiori).

Io ho raggiunto Himeji da Kobe (stazione Shin-Kobe), con uno shinkansen diretto che collega le due città in meno di mezz’ora. Il costo del viaggio è di ¥970. Se invece arrivate da Kyoto, il costo della tratta in Shinkansen è di ¥2270 e il viaggio dura poco meno di un’ora (o quarantacinque minuti, a seconda del treno). In entrambi i casi, se avete un Japan Rail Pass, il viaggio è gratuito.

Le foto sono state scattate con una Canon 1100D, per vedere le altre sfogliate il mio album su Flickr.

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