
Le cantine delle Langhe rappresentano il cuore pulsante di una delle zone vinicole più celebri d’Italia, un luogo dove la viticoltura è arte, storia e passione. In questo articolo vi suggerisco alcune realtà da scoprire se vi trovate in quest’angolo di Piemonte, tra visite e degustazioni.
Fa un sole su questi bricchi, un riverbero di grillai e di tufi che mi ero dimenticato. Qui il caldo più che scendere dal cielo esce da sotto – dalla terra, dal fondo tra le viti che sembra si sia mangiato ogni verde per andare tutti in tralcio.
Casare pavese, La luna e i falò*
Le cantine delle Langhe da visitare
Nessun viaggio nella Langhe è completo se non si visita almeno una delle tante cantine che costellano il territorio. Sono moltissime e tutte diverse, ognuna con un proprio tratto distintivo, la propria storia e la propria specialità e visitarne almeno un paio significa capire più a fondo una tradizione lunga secoli e tutte le sue possibili sfumature, soprattutto se quelle che scegliete di visitare si trovano in zone differenti.
Dagli anfiteatri di vigne alle cattedrali sotterranee, passando per le eccellenze di Brunate e i tappi in vetro, ecco quindi le cantine delle Langhe da scoprire e le loro eccellenze (e non parliamo solo di vini rossi).

Azienda Agricola Giampiero Marrone, La Morra
Nel cuore delle Langhe, a La Morra, l’Azienda Agricola Marrone rappresenta una delle realtà più autentiche e accoglienti del panorama vitivinicolo piemontese e forse la mia preferita tra quelle visitate.
Fondata nel 1887 da Pietro Marrone, la cantina è oggi guidata dalla quarta generazione: le sorelle Valentina, Serena e Denise, che portano avanti con passione e competenza l’eredità di famiglia. La filosofia aziendale si basa su un profondo rispetto per la terra e le tradizioni, unito a una costante ricerca della qualità. Nei vigneti di proprietà, situati tra La Morra e Madonna di Como, si coltivano varietà autoctone come Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis e Favorita, affiancate da Chardonnay e Moscato, che danno vita a eccellenti vini bianchi e rossi, oltre a un interessantissimo rosato.
Oltre alla produzione di vini di eccellenza, l’Azienda Agricola Marrone offre esperienze enoturistiche coinvolgenti: dalla visita con degustazione fino ai corsi di viticoltura e cucina, passando per i pranzi e le cene nel suo ristorante con vista panoramica sulle colline, dove si mangia divinamente. Super consigliato, ma ricordatevi di prenotare con largo anticipo, soprattutto se volete vivere l’esperienza nel fine settimana.
La cantina è disponibile anche su Winedering*, dove potete prenotare la sola degustazione o l’abbinamento con il pranzo.
G. D. Vajra, Barolo
Nel cuore delle Langhe, a Barolo, G.D. Vajra è una di quelle cantine capaci di raccontare un territorio attraverso scelte coraggiose e una visione tutt’altro che omologata. Fondata da Aldo Vaira, che nel 1971 fu tra i pionieri dell’agricoltura biologica in Piemonte, la cantina nasce da una filosofia controcorrente: meno legno francese, più finezza ed eleganza; uno stile che nel tempo gli è valso la definizione di “più moderno dei tradizionalisti e più tradizionale dei modernisti”. Oggi la conduzione è condivisa, oltre che con la moglie Milena, anche con i figli Giuseppe, Francesca e Isidoro, che portano avanti con coerenza l’eredità del padre. È stata proprio Francesca ad accompagnarmi a scoprire la cantina durante il mio ultimo viaggio nelle Langhe.
La gamma dei vini è ampia e di grande qualità: dai Barolo DOCG nelle versioni Albe, Bricco delle Viole, Ravera e Coste di Rose, alle etichette più curiose come il Riesling Pétracine, primo Riesling renano piantato in Piemonte, e la Freisa Kyè, fino al raffinato Barolo Chinato. Alcune delle proposte sono tra le più buone assaggiate nelle Langhe.
A rendere la visita ancora più memorabile è un dettaglio inaspettato: le vetrate colorate che ornano la cantina, realizzate da Padre Costantino su richiesta di Milena, che per quell’incarico aveva pensato nientemeno che a Chagall. Una scelta che dice molto dello spirito di questa famiglia: cercare sempre il meglio, anche dove non te lo aspetti.

Vietti, Castiglione Falletto
Nel cuore delle Langhe, a Castiglione Falletto, la cantina Vietti rappresenta un punto di riferimento nella produzione vinicola piemontese. Fondata alla fine del Diciannovesimo secolo da Carlo Vietti, l’azienda ha visto succedersi generazioni di viticoltori appassionati, tra cui Luciana Vietti e suo marito Alfredo Currado, enologo visionario che ha introdotto innovazioni significative, come la vinificazione di singoli cru e la valorizzazione dell’Arneis, contribuendo a definire lo stile distintivo della cantina.
Negli anni Settanta, la passione per l’arte di Luciana e Alfredo ha dato vita al progetto “Etichette d’Autore“, illustrate da artisti contemporanei e applicate in serie limitata alle bottiglie del Barolo Riserva Villero. Ogni annata diventa così una piccola opera da collezione, in cui l’arte visiva celebra e accompagna quella enologica. A questo si affianca la produzione dei “Manifesti d’Autore“, opere su carta commissionate ad artisti che interpretano lo spirito e i valori della cantina, diventando parte integrante della sua identità visiva e culturale.
Oggi, sotto la guida della famiglia Krause, Vietti continua a produrre vini di alta qualità, mantenendo viva la tradizione e l’innovazione che l’hanno resa celebre. Tra le etichette più apprezzate si annoverano il Barolo Castiglione DOCG e il Langhe Nebbiolo “Perbacco”, espressioni dell’eccellenza enologica delle Langhe.
Azienda Agricola Giuseppe Cortese, Barbaresco
Da tre generazioni, l’Azienda Agricola Giuseppe Cortese si prende cura dei suoi vigneti nel comune di Barbaresco e, in particolare, nella zona detta Rabajà, cru storico e pregiato di quest’angolo di Piemonte. È proprio lì che si trova la cantina, una struttura affacciata su quello che è un vero e proprio anfiteatro di vigne e su pendii che vantano un’esposizione particolarmente favorevole a sud e sud-ovest, dando così vita a un prodotto d’eccellenza.
La realtà, parte del Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, vanta vigneti che superano i 60 anni d’età, frutto della lavorazione tradizionale e di una cura particolare di tutto il processo produttivo, dalla potatura alla vinificazione vera e propria. All’eccellente materia prima si affianca poi un sapiente mix di strumenti che uniscono l’innovazione alla tradizione: dalle botti in cemento, che garantiscono una maggior pulizia, fino alle botti in rovere di Slavonia, passando per le anfore in terracotta, dedicate invece alla piccola percentuale di uve Chardonnay.
La prima bottiglia, datata 1971, ha fatto da apripista agli otto vini che oggi compongono il catalogo dell’azienda: un bianco (il Langhe Bianco “Scapulin”) e sette rossi (Langhe Dolcetto, Barbera d’Alba e Barbera d’Alba “Morassina”, Langhe Nebbiolo, Barbaresco, Barbaresco Rabajà e Barbaresco Riserva Rabajà). Potete assaggiarli tutti durante la visita e la degustazione.

Azienda Agricola Brezza, Barolo
A due passi dal centro storico e dal Museo del Vino di Barolo, sorge l’Azienda Agricola Brezza, una realtà storica e attiva sul territorio dal 1885, anno nel quale Antonio e Giacomo Brezza, padre e figlio, iniziarono a coltivare i primi vigneti. Oggi, la cantina è condotta in agricoltura biologica certificata e produce i suoi vini seguendo la tradizione, ma con un occhio sempre rivolto all’innovazione per tutelare le proprie proposte, l’ambiente e le tipicità che rendono tanto particolari i vini prodotti nelle Langhe.
I vigneti, alcuni con piante che superano i 70 anni, si estendono su circa 20,5 ettari, di cui 16,5 nella zona di Barolo (divisi tra il comune vero e proprio e le vicine località di Monforte d’Alba e Novello) e 3,5 nelle aree di Diano d’Alba e Alba, zone celebri per la produzione del Nebbiolo. I vini rossi rappresentano il 95% della produzione e vengono realizzati con uve autoctone come Dolcetto, Freisa, Barbera e Nebbiolo, ma l’azienda propone anche un vino bianco: il Langhe Chardonnay, che è anche l’unico che ha alla base un’uva non piemontese.
A parte per le sue proposte, questa cantina mi ha colpito fin da subito per un piccolo particolare che la distingue da tutte le altre: i tappi in vetro, realizzati in Repubblica Ceca e nati dall’idea di un medico tedesco appassionato di vini, che si è ispirato alle chiusure delle ampolle delle antiche farmacie. Il loro utilizzo, secondo Brezza, fornisce maggiori garanzie e, grazie alla maggiore tenuta, aiuta a rispettare le caratteristiche tipiche dei vini nel tempo.

Azienda Agricola Francesco Borgogno, La Morra
Dal 1930, anno di apertura della cantina, la famiglia Borgogno ha trasmesso di padre in figlio l’amore e la passione per la vinificazione e per il territorio, utilizzando la propria esperienza per ottenere non solo vini di qualità, ma anche rispettosi dell’ambiente e delle tradizioni. L’Azienda Agricola Francesco Borgogno, infatti, basa il proprio lavoro su una lavorazione che mantiene inalterati tutti i passaggi tradizionali che permettono di trasformare l’uva in vino, proponendo vini genuini e seguendo personalmente ogni fase della produzione, dal lavoro tra le viti alla vendita.
I vigneti di proprietà, che si estendono per circa 7 ettari, si trovano a La Morra, alle spalle della cantina e in una tra le più rinomate zone del territorio: “Brunate”. Lì, l’uva viene raccolta e trasportata in sede, dove viene poi lavorata fino all’invecchiamento nelle grandi botti di rovere di Slavonia (senza passaggi in barrique) che si possono ammirare durante la visita guidata da Silvia. È lei che, insieme a Francesco, Giancarlo e Claudio Borgogno, oggi gestisce l’Azienda Agricola.
La cantina rientra tra i produttori di Barolo DOCG, ma tra le proposte ci sono anche il Dolcetto d’Alba DOC, il Barbera d’Alba DOC, il Langhe Nebbiolo DOC e il Fata d’Oro, un vino bianco da tavola realizzato con uve Favorita provenienti da un piccolo appezzamento di terreno nel Roero. Durante la visita chiedete a Silvia il significato della colomba, logo dell’azienda, ne varrà la pena.

Cantina Contratto, Canelli
Fondata a Canelli, territorio di confine tra Langhe e Monferrato, nel 1867 da Giuseppe Contratto, la Cantina Contratto è tra le più antiche produttrici di spumanti nel nostro Paese e la prima, nel 1919, ad aver realizzato e commercializzato un vino “Metodo Classico” all’interno dei confini nazionali.
Anche se è specializzata in vini frizzanti, in oltre 150 anni di attività la realtà ha arricchito il suo catalogo con vini rossi, bianchi fermi, vini dolci, vermouth, tonici e sciroppi con i quali si è fatta conoscere in tutto il mondo, entrando tra le sale del Vaticano e nei palazzi reali d’Europa.
Il segreto del successo è da ritrovarsi nelle eccellenti materie prime, nella lunga esperienza sul campo e in una struttura quasi unica nel suo genere, che vanta un labirinto di cantine sotterranee che è il vero tesoro dell’azienda e il primo motivo che vi dovrebbe spingere a inserirla nel vostro itinerario dedicato alle Langhe.

Estese per un’area di oltre 5000 metri quadri, sono state scavate all’interno della collina, penetrando il tufo calcareo fino a 32 metri di profondità per sfruttare al meglio il tasso di umidità e la temperatura naturale e costante del sottosuolo (13*). Sono queste le due caratteristiche fondamentali che permettono di dare vita a un ambiente ideale non solo per la fermentazione in bottiglia, ma anche per la lenta maturazione dei vini Metodo Classico. Queste “cattedrali sotterranee“, come vengono anche chiamate, sono entrate a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO e, insieme a quelle di altre aziende storiche di Canelli, creano una rete che si estende per oltre 20 chilometri all’interno della collina.
Durante la visita potete esplorarle, scoprire tutti i processi e le tecniche che portano alla realizzazione degli spumanti, come il remuage e il degorgement. Pensate che, fino a poco tempo fa (e a volte ancora oggi), quest’ultimo passaggio veniva eseguito a mano da Mauro Ferrero, un dipendente di Contratto che nel 1978 ha iniziato proprio in quelle “cattedrali” la sua formazione di champagnista e ora gestisce le cantine con dedizione, amore ed esperienza.
Oggi, la Cantina Contratto propone principalmente vini spumanti: Millesimato Brut (prodotto di punta dell’azienda), Bacco d’Oro Brut, For England Pas Dosé (creato nel 1930 per il mercato inglese), For England Rosé Brut, Blanc de Blancs Brut e De Miranda Moscato. A questi si aggiungono i celebri liquori: vermouth bianco e rosso, Americano rosso, Fernet, Aperitif e Bitter.
Ad arricchire ogni bottiglia ci pensano infine le etichette con il marchio originario creato negli anni Venti, delle piccole opere d’arte in Stile Liberty e dall’eleganza senza tempo.

Cantine delle Langhe: informazioni utili
Visitare le Langhe è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Il periodo ideale va da aprile a ottobre, con un picco d’interesse tra settembre e novembre, quando si raccolgono le uve e si celebrano la vendemmia e la stagione del tartufo bianco. Io le ho visitate una volta a settembre e una volta a maggio e sono entrambi due mesi che mi sento di consigliarvi caldamente.
Una volta scelto il periodo, prenotate in anticipo le visite in cantina: l’organizzazione è fondamentale, soprattutto nei weekend e nei periodi di alta stagione. Poi, tra un calice e l’altro, non perdete l’occasione di visitare i borghi storici come Barolo, La Morra, Monforte d’Alba e Neive, o di fare una tappa culturale al WiMu (il Museo del Vino) e al Castello di Grinzane Cavour; trovate tanti spunti nel post dedicato a cosa fare nelle Langhe.
Se volete partire senza pensieri e affidarvi agli esperti del posto, potete anche partecipare ai tour guidati che vi portano alla scoperta delle Cantine delle Langhe, così da non dovervi preoccupare neanche del trasporto tra una luogo e l’altro. Potete prenotare una delle tante esperienze presenti in questa pagina*.
Infine, dove dormire nelle Langhe? Durante il mio primo viaggio ho soggiornato non distante da Neive, nel B&B I Quattro Grappoli*, un alloggio semplice, ma carino, con una vista da favola sulle colline circostanti. Durante il mio secondo viaggio, invece, mi sono spostata nel Roero, a Sommariva del Bosco, non lontano da Bra: qui ho optato per Al Calar della Sera*, una struttura molto carina dotata anche di parcheggio interno.

Se avete domande, dubbi o suggerimenti sulle cantine delle Langhe, lasciate un commento!
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