Bilanciamento del bianco e temperatura in fotografia: basi, impostazioni e consigli

A volte i bianchi nelle foto risultano giallognoli, altre volte tendono all’azzurro. Tutto ciò dipende dal bilanciamento del bianco e dalla temperatura colore, due concetti fondamentali in fotografia che determinano la resa cromatica delle nostre immagini. In questo articolo condivido con voi le basi, le impostazioni da conoscere nella fotocamera per equilibrare lo scatto e che cosa si intende con “Golden hour” e “Blue hour”.
La temperatura
La luce non è sempre “neutra”. La sua tonalità varia infatti a seconda della fonte luminosa e, in caso quest’ultima sia naturale, del momento della giornata o delle condizioni climatiche; basti pensare alla differenza tra i colori del tramonto e quelli di una giornata uggiosa, per esempio. Ne parlavamo anche nell’articolo dedicato a luce e fotografia.
Quando si parla di queste variazioni, si fa riferimento alla temperatura colore: una luce viene definita “calda” quando tende a colori come il rosso o l’arancione e “fredda” quando tende invece a tonalità come il grigio, il viola o il blu.
Per capire meglio il concetto, bisogna rispolverare un po’ di fisica e osservare i corpi incandescenti. Prendendo come esempio un pezzo di metallo riscaldato, questo emetterà luce di colori diversi a seconda dei gradi raggiunti: a bassa temperatura emetterà luce rossa, a temperatura più alta, invece, blu.
Lo stesso vale per una qualsiasi fonte luminosa: una candela o una lampadina a incandescenza non raggiungono temperature relativamente elevate ed emettono quindi luce calda; il sole di mezzogiorno, al contrario, essendo al suo apice, raggiunge temperature più alte emettendo una luce più fredda rispetto al sole delle sei di pomeriggio, per esempio.

Valori tipici della temperatura colore
La temperatura, quando si parla di luce, viene misurata in gradi Kelvin (K): una luce calda ha una temperatura che generalmente varia tra i 2000K e i 4000K, mentre una luce fredda supera i 5000K.
Parlando di fonti luminose e fotografia, si possono distinguere sei diverse fasce:
- 1000-2000K: una luce estremamente calda, con un tono arancio-rosso, come può essere una luce di candela o quella delle prime ore dell’alba o all’imbrunire;
- 2500-3500K: una luce calda e gialla, tipica delle illuminazioni domestiche e delle lampadine a incandescenza, ma anche del tramonto;
- 4000-5000K: una luce neutra, bilanciata tra caldo e freddo, spesso usata negli interni e data dalla luce a LED;
- 5000-6000K: una luce più fredda, bianca e intensa, simile a quella del sole in una giornata limpida o a mezzogiorno;
- 6000-8000K: una luce fredda, tendente al blu, spesso usata per creare atmosfere più distaccate e malinconiche e tipica delle giornate uggiose (in questo caso intervengono le nuvole, che aiutano a disperdere la luce e a renderla più fredda);
- 9000K e oltre: una luce estremamente fredda e blu, tipica dei giorni molto luminosi o delle altitudini elevate.

Bilanciamento del bianco: adattarsi alla temperatura della luce
In alcuni casi, i colori che vediamo a occhio nudo sono gli stessi che vogliamo immortalare, in altri, però, abbiamo bisogno di correggerli, perché le fonti luminose o il colore delle pareti o degli oggetti circostanti interferiscono con quelli naturali. È qui che entra in gioco il bilanciamento del bianco.
Il bilanciamento del bianco (in inglese white balance, abbreviato spesso come WB) è una funzione della fotocamera che ricalibra le dominanti di colore presenti in una scena. Per esempio, se scattate una foto in interni illuminati da una lampadina a incandescenza, che emette una luce calda, l’immagine potrebbe apparire troppo gialla o arancione. Allo stesso modo, se fotografate in ombra sotto un cielo nuvoloso, la luce può essere fredda e dare alla foto una tonalità bluastra.
Ma come bilanciare il bianco nelle fotografie? Potete farlo attraverso le impostazioni della fotocamera (in modalità automatica, semiautomatica o manuale, di queste vi parlavo nel post dedicato alle modalità di scatto) o in post-produzione.

Bilanciamento del bianco automatico o semi-automatico
Le fotocamere moderne dispongono di una funzione automatica di bilanciamento del bianco (la trovate spesso come AWB – Auto White Balance). In questo caso, se la fotocamera “capisce” che il bianco nella scena è influenzato da una luce calda, ridurrà la tonalità gialla, mentre se la luce è troppo fredda, aggiungerà calore alla scena per rendere il bianco più neutro.
La funzione automatica, però, non sempre corregge correttamente i colori. Per ovviare il problema potete intervenire in fase di editing oppure cambiare le impostazioni selezionando prima dello scatto una delle impostazioni offerte dalla fotocamera, solitamente indicate con delle icone:
- luce diurna (daylight): questa modalità è impostata per lavorare con la luce naturale del sole ed è quindi utile per scatti all’aperto in giornate soleggiate;
- nuvoloso (cloudy): aumenta leggermente la temperatura per compensare la luce fredda del cielo nuvoloso ed è utile per evitare che le foto appaiano troppo bluastre in condizioni di cielo coperto;
- ombra (shade): la luce in ombra tende a essere più fredda, quindi questa modalità riscalda i toni per rendere i colori più naturali;
- incandescenza (tungsten): progettata per correggere la luce calda delle lampadine a incandescenza (che tende a dare una dominante gialla o arancione), questa modalità raffredda quindi l’immagine, aggiungendo toni blu per bilanciare l’eccesso di calore;
- fluorescente (fluorescent): le luci fluorescenti possono dare una dominante verde o blu, questa modalità compensa questa caratteristica, regolando i toni verso una temperatura colore più calda o neutra;
- flash: quando si usa il flash, la luce emessa è fredda, quindi la fotocamera corregge leggermente questa tonalità, riportandola verso un bianco più neutro.

Il bilanciamento del bianco manuale
Non solo le modalità automatiche e semi-automatiche, molte fotocamere offrono anche la possibilità di impostare manualmente il bilanciamento del bianco, una funzione particolarmente utile in situazioni in cui le condizioni di luce non corrispondono a nessuna delle preimpostazioni o quando volete ottenere un effetto specifico. In questo caso le modalità tra cui scegliere sono due.
La prima è il bilanciamento del bianco personalizzato, che si esegue puntando la fotocamera su una superficie bianca o grigia neutra (per esempio un foglio di carta bianco) sotto la luce che si sta utilizzando. La fotocamera analizzerà la luce riflessa dalla superficie e regolerà il bilanciamento del bianco in base a quella specifica condizione luminosa.
La seconda è l’impostazione manuale della temperatura colore, che, se sapete esattamente quale è la temperatura della luce nel luogo in cui vi trovate, vi permette di inserire manualmente il valore corretto. Per individuare la temperatura potete usare un colorimetro*, un luxmetro* o alcune applicazioni per smartphone, che però non sempre si rivelano precise.

Il bilanciamento del bianco in post-produzione
In generale, il bilanciamento del bianco può essere regolato facilmente in post-produzione, indipendentemente dal formato scelto o dal programma di editing che utilizzate. Ve ne parlavo anche nell’articolo dedicato a come migliorare le fotografie, dove trovate tanti altri consigli da mettere in pratica prima, durante e dopo lo scatto.
Ricordate però che se scattate in formato RAW, la correzione risulterà più semplice e accurata, perché il RAW conserva tutte le informazioni sulla scena, inclusa la temperatura della luce, permettendovi quindi di bilanciare in modo preciso e senza perdere qualità. Se scattate in JPEG, invece, le informazioni sul bilanciamento del bianco sono già “incorporate” nell’immagine, rendendo più difficile e limitata la correzione successiva.
I software di editing fotografico offrono diverse opzioni per regolare il bilanciamento del bianco, da quelle automatiche a quelle che vi permettono di selezionare un punto di bianco nella foto attraverso il quale il programma può poi bilanciare l’intera immagine. A questi si affiancano le voci “Temperatura”, che vi permette di regolare manualmente la tonalità complessiva dell’immagine (spostandola verso il blu o verso l’arancione), e “Tinta”, che regola la saturazione dei verdi e del magenta e quindi la percezione generale dei colori.

Le “ore magiche” della fotografia: Golden hour e Blue hour
Come anticipato, la temperatura varia significativamente nei diversi orari della giornata e quando si parla di fotografia ci sono due momenti particolarmente suggestivi che non si può non conoscere: la Golden hour e la Blue Hour.
La Golden hour si verifica poco dopo l’alba o al tramonto, quando il sole è basso all’orizzonte. Durante questa fase, la luce ha una temperatura colore bassa (circa 2500-4000K), creando una dominante calda e dorata che risulta perfetta per ritratti, paesaggi e foto di architettura, se volete conferire un’atmosfera accogliente e romantica. In questa fase, inoltre, la luce è anche meno intensa rispetto al pieno giorno, il che facilita l’esposizione corretta senza creare ombre troppo dure (non molto lusinghiere nei ritratti, per esempio).
La Blue hour, invece, si verifica poco prima dell’alba o subito dopo il tramonto, quando il sole è sotto l’orizzonte, ma il cielo non è ancora completamente buio. La temperatura colore è alta (circa 8000-10000K), conferendo una dominante blu che crea un’atmosfera magica e surreale. Questa luce è perfetta per paesaggi urbani, foto di architettura e immagini notturne, in quanto bilancia perfettamente la luce residua del cielo con l’illuminazione artificiale.
Come la temperatura colore influenza le emozioni
Quando scattate, ricordatevi che potete giocare con le impostazioni e che non sempre bisogna essere fedeli alla realtà. Per esempio, nel caso della fotografia di interni, potete scaldare l’immagine per creare un ambiente più accogliente, intimo e confortevole, oppure potete raffreddarla per trasmettere una sensazione di distacco, modernità o freschezza.
Comprendere e conoscere il concetto di temperatura della luce è quindi essenziale per bilanciare i colori in un’immagine, per ottenere l’effetto desiderato e per realizzare foto più emozionanti e suggestive. Siate creativi!


Per approfondire il bilanciamento del bianco (e non solo)
Quando si parla di fotografia, la migliore maestra è la pratica, ma studiare la teoria, le tecniche e il funzionamento dello strumento permette non solo di accelerare i tempi, ma anche di imparare a sfruttare la fotocamera al massimo delle sue potenzialità.
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- La teoria del colore in fotografia*
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Se avete domande, consigli o suggerimenti sul bilanciamento del bianco o la temperatura colore, lasciate un commento!
Alcune delle immagini contenute in questo articolo sono state tratte da Unsplash, dove sono libere per usi commerciali.
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