Piccardia: alla scoperta della Baie de la Somme a bordo di un treno a vapore

La Piccardia ĆØ una di quelle regioni francesi che non finiscono mai nei sogni di chi pianifica un viaggio in Francia. Si va a Parigi, si va in Provenza, si va in Bretagna e la Piccardia resta lƬ, a nord della capitale, con le sue cattedrali gotiche più alte dāEuropa, la sua costa battuta dal vento e una baia che due volte al giorno sparisce sotto la marea e altrettante torna, trasformando il paesaggio in qualcosa di completamente diverso.
In questa guida troverete tutto quello che vi serve per organizzare un viaggio in Piccardia: la storia della regione, le informazioni pratiche su quando andare e come arrivare e un itinerario che si concentra sulla Baia della Somme e sui due borghi che la raccontano meglio di tutti, Le Crotoy* e Saint-Valery-sur-Somme*, con una tappa dāobbligo a bordo del treno a vapore che li collega.
La storia della Piccardia in pillole
Le prime tracce umane in Piccardia risalgono a 500.000 anni fa, quando nacquero i primi insediamenti sulle terrazze alluvionali della valle della Somme. Ć proprio qui (più precisamente a Saint-Acheul di Amiens), grazie agli scavi di Boucher de Perthes, che che nel Diciannovesimo secolo nacque ufficialmente la preistoria come disciplina scientifica. Poi, nel Neolitico, con lāarrivo delle prime civiltĆ agricole, il territorio cominciò a strutturarsi: a La ChaussĆ©e-Tirancourt sopravvive ancora oggi una delle sepolture megalitiche collettive più importanti dāEuropa, capace di accogliere in più secoli di utilizzo quasi 350 defunti.
Nel Terzo secolo a.C. il territorio era abitato dai Belgi, un popolo gallico diviso in tribù ā Ambiani, Bellovaci, Suessioni, Viromandui ā che sfruttavano densamente la terra e intrattenevano scambi commerciali con il Mediterraneo. Poi arrivarono i Romani, con Giulio Cesare che trascorse lāinverno del 54-53 a.C. a Samarobriva, lāodierna Amiens, citandola nel De Bello Gallico: ĆØ da quel campo militare che nacque la capitale della cittĆ degli Ambiani. E sempre ai Romani si devono le prime vere cittĆ della regione, come Beauvais, Soissons, Senlis, Saint-Quentin, tutte attraversate dalla Via Agrippa, che collegava Lione a Boulogne-sur-Mer.
Con le invasioni barbariche del Quinto secolo cominciò il Medioevo, un periodo che diede grande slancio a tutta la Piccardia: Soissons diventò capitale del regno di Neustria per poi ospitare lāincoronazione di Pipino il Breve nel 752; Noyon vide la proclamazione di Carlo Magno a re dei Franchi nel 768; fiorƬ unāindustria tessile di rilevanza europea; e, soprattutto, si sviluppò lāarte gotica, che in questa regione trovò terreno fertilissimo, ancora oggi testimoniata dalla cattedrale di Amiens e da quella di Beauvais.
Il Basso Medioevo fu invece segnato dalla Guerra dei CentāAnni, che devastò la regione: qui si combattĆ© la battaglia di CrĆ©cy (1346) e Giovanna dāArco conobbe il suo destino più crudele, catturata alle porte di CompiĆØgne nel 1430 e ceduta agli Inglesi dal castello di Crotoy. Nel 1477, con la morte di Carlo il Temerario, la Piccardia fu definitivamente annessa al regno di Francia.
Dopo due secoli di invasione spagnola, nel 1659, con il Trattato dei Pirenei che sanciva la pace tra Spagna e Francia, la regione potĆØ tirare un sospiro di sollievo e ricostruirsi: nacquero manifatture prestigiose (come la Manufacture de tapisserie de Beauvais nel 1664 e quella degli specchi di Saint-Gobain nel 1665) e il territorio divenne una vera fucina di scienziati e intellettuali, ospitando, tra gli altri, anche Jean-Jacques Rousseau.
La Prima Guerra Mondiale fu per la Piccardia una catastrofe senza precedenti, con la zona compresa tra Amiens, Montdidier, Noyon e Saint-Quentin che fu letteralmente annientata, con centinaia di villaggi rasi al suolo e battaglie importantissime come quella della Somme. SeguƬ una faticosa ricostruzione, interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale: nel 1940 la regione fu occupata dai Tedeschi, la Somme divenne confine tra zone dāoccupazione e la Resistenza scrisse importanti capitoli della storia di Francia.

Informazioni pratiche per visitare la Piccardia
Oggi, la Piccardia come entitĆ amministrativa autonoma non esiste più: dal 1° gennaio 2016 ĆØ stata fusa con la regione Nord-Passo di Calais per formare gli Hauts-de-France (lāAlta Francia). Prima di partire, ecco qualche informazione utile per organizzare il viaggio nel modo migliore: dalla stagione giusta alla logistica sul posto: ecco tutto quello che cāĆØ da sapere.
Quando andare in Piccardia?
La primavera e lāestate sono i momenti migliori per visitare la regione: nel primo caso le massime si aggirano intorno ai 17-21 °C, con minime fresche intorno ai 7-9 °C; nel secondo, le massime sono tra i 22 e i 24 °C. Io lāho visitata a luglio e non ho mai trovato un caldo eccessivo. Lāautunno, invece, regala luce radente e paesaggi suggestivi, con temperature ancora accettabili fino a ottobre, mentre lāinverno ĆØ freddo e ventoso: nelle zone interne le temperature minime toccano lo zero nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, anche se gli episodi di freddo intenso sono rari.
Costanti di tutte le stagioni sono il vento, che non manca mai, e le piogge, che sono più o meno equamente distribuite nel corso dellāanno. Portate sempre un impermeabile, in qualsiasi periodo scegliate di partire.
Quanti giorni servono per un viaggio in Piccardia?
La Piccardia ĆØ una regione relativamente compatta, ma ricca di mete diverse tra loro: cattedrali gotiche, campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, castelli, borghi medievali e la natura straordinaria della Baia della Somme. Per un itinerario soddisfacente che tocchi i punti principali, considerate almeno 4-5 giorni.
Con una settimana si ha il tempo di esplorare con calma sia lāinterno sia la costa, dedicando almeno un giorno e mezzo alla Baia della Somme. Se volete aggiungere qualche escursione sui luoghi della Grande Guerra o spingervi verso Laon e il dipartimento dellāAisne, meglio contare su 7-10 giorni.
Come arrivare in Piccardia dallāItalia?
Esistono diverse opzioni, a seconda della cittĆ di partenza e del budget.
In aereo: lāopzione più comoda ĆØ volare su Parigi Charles de Gaulle e proseguire in treno o in auto (potete noleggiarne una suĀ DiscoverCars*). In alternativa, lāaeroporto di Parigi-Beauvais ĆØ servito da voli Ryanair e Wizz Air da diverse cittĆ italiane (ve ne parlavo nel post dedicato agli aeroporti di Parigi). Amiens si trova a 45 minuti dāauto dallāaeroporto di Beauvais TillĆ©, raggiungibile anche con autobus regionali.
In treno: dallāItalia si raggiunge Parigi in TGV (da Milano in circa 7 ore), e da Parigi Nord partono treni frequenti per Amiens, con un tempo di percorrenza di circa unāora e dieci minuti e almeno un treno allāora. Ć anche possibile arrivare direttamente allāaeroporto Charles de Gaulle e prendere da lƬ un treno per Amiens: i convogli più veloci impiegano circa unāora e venti minuti, con 23 treni al giorno. Per orari e prezzi aggiornati, il sito di riferimento ĆØ SNCF Connect*, di cui vi parlavo nel post dedicato al viaggiare in treno in Europa.
In auto: il self drive dallāItalia ĆØ fattibile (da Milano ad Amiens, per esempio, si percorrono circa 970 km) e ha senso se si vuole massima libertĆ fin dalla partenza o se si pianifica un itinerario più ampio che includa altre regioni francesi.
Come muoversi in Piccardia?
Lāauto ĆØ il mezzo più consigliato: le strade e le autostrade (A1, A16, A26, A28, A29) sono numerose e di buona qualitĆ . Per le mete fuori dai centri urbani (come la Baia della Somme, i siti della Grande Guerra, i borghi dellāOise) ĆØ praticamente indispensabile.
I collegamenti ferroviari esistono ma sono quasi tutti orientati in senso nord-sud, il che rende difficile spostarsi trasversalmente tra le diverse aree della regione. Amiens funziona bene come base centrale da cui muoversi: è collegata in treno con Parigi, Beauvais, Saint-Quentin e Compiègne e da lì è possibile raggiungere molte mete in auto a noleggio.
Dove dormire in Piccardia?
Durante il mio viaggio in Piccardia ho soggiornato a Le Crotoy* alĀ RĆ©sidence Pierre & Vacances La Plage*. La struttura offre diverse tipologie di alloggio, dalla classica camera ai mini appartamenti dotati di cucina, lāideale se volete essere completamente autonomi o se viaggiate in gruppo. Il residence si affaccia sulla baia e ha una grande piscina esterna, oltre che una interna.

Cosa vedere in Piccardia
La Piccardia ĆØ una regione ricca di mete diverse tra loro: cattedrali gotiche, castelli, borghi medievali, campi di battaglia e paesaggi naturali di grande bellezza. Il mio viaggio, però, si ĆØ concentrato su unāarea specifica, la costa e la Baia della Somme, e sarĆ lƬ che vi porterò, attraverso due piccoli paesi che ne racchiudono lāanima più autentica e un mezzo di trasporto davvero speciale.

La Baie de la Somme
La Baia della Somme è uno di quei luoghi che bisogna vedere almeno una volta se si ama la Francia, non perché sia particolarmente famosa, ma perché riserva uno spettacolo naturale che non ci si aspetta. Tecnicamente non è nemmeno una baia: è un estuario, il più grande della costa piccarda, dove il fiume Somme si getta nella Manica aprendo uno spazio di circa 70 chilometri quadrati tra la punta del Hourdel a sud e quella di Saint-Quentin-en-Tourmont a nord.
Come accade per Mont Saint-Michel, in Normandia, anche qui la marea ĆØ protagonista assoluta. Quando si ritira, trasforma lāintera distesa dāacqua in unāimmensa spiaggia: al posto del fiume compare una pianura di sabbia umida punteggiata di granchi e conchiglie, mentre le barche che fino a qualche ora prima dondolavano al ritmo della corrente si adagiano pigramente sul fondo. Lāeffetto ĆØ quasi surreale e camminare in quel paesaggio che cambia forma due volte al giorno ha qualcosa di ipnotico.
La baia ĆØ anche un paradiso naturalistico riconosciuto a livello internazionale: con 400 specie vegetali e 335 specie di uccelli registrate, ĆØ considerata la āCamargue del Nordā e rientra in diversi programmi europei di protezione ambientale. Oggi, inoltre, nelle sue acque vivono stabilmente colonie di foche (la foca comune e la foca grigia) tornate a popolare la baia dopo decenni di assenza grazie alle azioni di tutela dellāassociazione Picardie Nature. Quando la marea ĆØ bassa si vedono da lontano, schiacciate sulle banche di sabbia in quella che i locali chiamano āposizione bananaā; quando lāacqua sale, ricompaiono in mare con la testa che spunta dalle onde. Io purtroppo non ho avuto la fortuna di vederle.
Io in Piccardia mi sono allontanata dalla modernitĆ e ho passeggiato su e giù per la baia alla ricerca dei granchi. Ho scoperto cosa vuol dire avere freddo a luglio, dipendere totalmente dalla natura e cosāĆØ la salicornia: una pianta che cresce proprio qui, nelle zone di marea, e che ĆØ buonissima sia sotto aceto che bollita. La baia produce il 90% della produzione nazionale francese di salicornia, ed ĆØ anche la culla di una razza equina tutta sua: il cavallo Henson, nato e allevato tra queste molliĆØres.

Il Chemin de Fer de la Baie de Somme
E a proposito di allontanarsi dalla modernitĆ , qui ĆØ possibile fare unāesperienza davvero insolita: salire a bordo di un treno a vapore, con vagoni che sembrano usciti dalla fine dellāOttocento. Grazie ai quasi trenta chilometri di rotaie, si può partire da Le Crotoy per percorrere il Chemin de Fer de la Baie de Somme, la ferrovia collega la cittadina a Cayeux-sur-Mer, dallāaltra parte della baia, attraversando Noyelles-sur-Mer e Saint-Valery-sur-Somme. Un treno belle Ć©poque che attraversa paludi e prati al ritmo lento del vapore, seguendo il percorso che compivano i bagnanti di fine Ottocento per spostarsi da un luogo di villeggiatura allāaltro della Piccardia: non a caso la linea si chiamava āRĆ©seau des Bains de Merā, la rete delle stazioni balneari.
Il treno ĆØ gestito dallāAssociazione del Chemin de Fer de la Baie de Somme dal 1971 e viaggia a una velocitĆ di circa 25 chilometri orari. Il panorama ĆØ costante, con il tracĆ© storico che non costeggia direttamente il mare: la baia compare e scompare a seconda della natura che la circonda, in primavera vi riempirete gli occhi con le molliĆØres fiorite e incrocerete i moutons de prĆ©s-salĆ©s (gli agnelli allevati nei prati salati della baia, tra le specialitĆ gastronomiche più apprezzate della zona) che pascolano indifferenti vicino ai binari, il tutto sovrastato dal cielo spesso coperto del nord della Francia.
Le tappe principali sono Noyelles-sur-Mer*, dove cāĆØ la corrispondenza con la linea SNCF Parigi-Boulogne-Calais, e Saint-Valery-sur-Somme*, che ĆØ la destinazione più interessante dal punto di vista storico e paesaggistico. Il percorso di andata e ritorno tra Le Crotoy e Saint-Valery dura circa due ore (con dieci minuti di sosta a Noyelles), ma ĆØ possibile scegliere anche la sola andata. Per orari e prenotazioni (consigliata in alta stagione) il sito di riferimento ĆØ chemindefer-baiedesomme.fr.
Le Crotoy
Meno di tremila abitanti, strade poco trafficate, case di mattoni a vista con le ante corrose dalla salsedine e un porto di pescatori che dipende interamente dal ritmo delle maree. Le Crotoy ā che mi ha accolta con dodici gradi in pieno luglio, un cielo grigio e la pioggia e con lāodore pungente del mare della Manica ā non ha grandi monumenti da visitare, eppure ha qualcosa di magnetico: quellāaria da luogo rimasto a metĆ tra il passato e il presente.
Oggi, Le Crotoy ĆØ soprattutto un porto di pescatori e un punto di partenza per esplorare la baia, ma la sua storia ĆØ più densa di quanto il suo aspetto tranquillo lasci immaginare. Nel 1346, Edoardo III dāInghilterra saccheggiò e incendiò il paese durante la sua spedizione verso CrĆ©cy, mentre nel novembre 1430 Giovanna dāArco fu rinchiusa nel suo castello per un mese, prima di attraversare la baia e raggiungere Rouen per il processo che lāavrebbe condannata; dellāedificio non restano che i ruderi di una torre e alcuni tratti di mura medievali, ma una statua nella piazza principale le rende omaggio ancora oggi.
Il Diciannovesimo secolo portò invece leggerezza e mondanitĆ . La costruzione della linea ferroviaria Parigi-Boulogne nel 1847 rese il paese facilmente raggiungibile dalla capitale, trasformandolo in una stazione balnĆ©aire in voga. La famiglia Guerlain ci investƬ, Victor Hugo lo visitò nel 1837 disegnando la baia e Jules Verne vi trascorse quasi otto anni, in una villa chiamata āLa Solitudeā che esiste ancora oggi (non ĆØ visitabile, ma si può passare davanti). Proprio qui Verne scrisse parte di Ventimila leghe sotto i mari*. A loro si agginsero Toulouse-Lautrec, Colette e Georges Seurat, che ci dipinse due tele nel 1889. Le Crotoy era, a modo suo, una piccola colonia di artisti affacciata sul Canale della Manica.
Ma il paese ha anche un primato inatteso: ĆØ uno dei luoghi di nascita dellāaviazione. I fratelli Caudron, pionieri del volo e oggi ricordati con un monumento dedicato, scelsero la spiaggia di Le Crotoy per i loro esperimenti e nel 1910 fondarono qui la prima scuola di pilotaggio del mondo: furono 4.700 i piloti che ricevettero il brevetto in questa scuola e tra loro ci fu anche Bessie Coleman, la prima donna afroamericana a ottenere il brevetto di volo, cosa che negli Stati Uniti le era stata negata per via della segregazione razziale.

Saint-Valery-Sur-Somme
Saint-Valery-sur-Somme è la Piccardia: un intreccio di periodi storici e di stili, un orologio che si è fermato in epoche diverse a seconda del percorso che si sceglie, un luogo che dipende dalla sua natura quanto dalla sua storia e che non si è mai lasciato affascinare troppo dal Ventunesimo secolo. Come Le Crotoy, ha attratto artisti per secoli: Eugène Boudin vi dipinse numerose tele, Edgar Degas la ritrasse, Victor Hugo datò da qui un suo poema, Oceano Nox*; solo per citarne alcuni.
La cittĆ si snoda fra stradine strette, che costringono spesso a cambiare percorso, e passeggiate rilassanti lungo il fiume Somme, accompagnate dallāacqua e dalle barche ormeggiate da un lato e da splendide case ottocentesche dallāaltro. Ć un posto fatto di contrasti, diviso tra due realtĆ storiche ben distinte, quella medievale e quella del Diciannovesimo secolo, eppure tutto sembra incastrarsi perfettamente.
La storia che pesa di più su Saint-Valery ĆØ quella del 1066, quando Guglielmo il Conquistatore salpò dal suo porto alla volta dellāInghilterra. Lāarmata normanna, partita dalla Normandia con venti sfavorevoli, aveva trovato rifugio nella baia e atteso qui per settimane il momento propizio per attraversare la Manica: partƬ a fine settembre e oggi una stele sul lungomare ricorda ancora quellāepisodio. Meno di quattro secoli dopo, nel dicembre 1430, toccò a Giovanna dāArco attraversare la baia in senso opposto: prigioniera dei Bourguignons, fu trasportata da Le Crotoy a Saint-Valery e da lƬ verso Rouen, per il processo che lāavrebbe condannata. Nella cittĆ alta si vedono ancora i resti della torre in cui, secondo la tradizione, fu rinchiusa.
Oggi, il porto ospita piccole barche che sono ben lontane dal poter servire un esercito, ma che donano comunque fascino alla cittadina: ci sono quelle moderne e quelle che sembrano galleggiare sulla Somme da anni, minuscole e in legno, tipiche dei pescatori di fiume. Il quartiere dei pescatori si chiama il Courtgain ā un nome che in piccardo allude ai magri guadagni di chi viveva di mare ā e scende verso il porto tra vicoli stretti e case basse. Da notare, affacciato sul porto basso, lāantico entrepĆ“t des sels, un magazzino del 1738 dove veniva stoccato il sale diretto verso la Piccardia, lāArtois, la Champagne e la Borgogna.
Nella cittĆ alta, invece, si può camminare lungo i bastioni e attraversare le due porte medievali ancora in piedi: la Porte Guillaume e la Porte de Nevers, entrambe ben conservate, che un tempo regolavano lāaccesso alla cittĆ fortifiicata. Dentro le mura si trovano la chiesa di Saint-Martin, costruita nel Tredicesimo secolo in tipico stile piccardo, e la cappella dei marinai sul promontorio del Cap Hornu, da cui si gode una delle viste migliori sulla baia.
Passeggiare per Saint-Valery dona una pace che ĆØ difficile trovare nel mondo moderno. Si entra in un negozietto dal profumo di mare, si passa a mangiare una crĆŖpe da Sel & Sucre ā un piccolo gioiellino con pochissimi posti a sedere e unāatmosfera incredibilmente accogliente ā e poi si torna a camminare sul lungo fiume o tra le stradine di pietra che improvvisamente sbucano su quelle asfaltate. Ć un posto che non ha fretta e che in qualche modo riesce a trasmettere calma a chi lo visita.
Altri luoghi da vedere in Piccardia
Quelli che vi ho raccontato finora sono i luoghi che ho visitato in prima persona, ma sarebbe un torto alla Piccardia presentarla come una regione da esplorare solo lungo la costa. I tre dipartimenti che la compongono ā Somme, Oise e Aisne ā nascondono mete che meriterebbero un articolo a parte e che non ho avuto modo di vedere in questo viaggio.
Chi si trova nella zona non dovrebbe perdere Amiens, il capoluogo: la sua cattedrale gotica di Notre-Dame ĆØ la più grande di tutta la Francia e dal 1981 ĆØ Patrimonio dellāUmanitĆ UNESCO. A pochi passi dalla cattedrale si trovano gli hortillonnages, un sistema di orti galleggianti attraversati da canali che si visitano in barca, e la casa dove Jules Verne visse per ventāanni. Beauvais merita una visita per la sua cattedrale di Saint-Pierre, il cui coro gotico ĆØ il più alto mai costruito: unāambizione che sfidò i limiti della fisica medievale e che ancora oggi si tiene in piedi per miracolo. Poco distante, il villaggio di Gerberoy, con le sue stradine fiorite di rose e le case a graticcio, ĆØ considerato uno dei borghi più belli di Francia.
NellāOise vale la pena fermarsi a Chantilly, famosa per il suo castello*, che pare custodire la seconda collezione di dipinti antichi più importante di Francia dopo il Louvre, o a CompiĆØgne, che offre una sontuosa reggia imperiale circondata da una delle foreste più grandi del nord della Francia e che porta con sĆ© il peso della storia: ĆØ qui che nel 1940 Hitler volle far firmare lāarmistice nel vagone ferroviario simbolo della vittoria francese del 1918. Più a est, nellāAisne, Laon sorprende con la sua cittĆ alta medievale arroccata, con una cattedrale gotica che fu tra le prime costruite in Francia e che ispirò molte delle grandi chiese successive.
Per chi ĆØ appassionato di storia militare, infine, tutta la zona della Somme ĆØ costellata di memoriali, cimiteri di guerra e musei dedicati alla Prima Guerra Mondiale: luoghi sobri e necessari, che raccontano la devastazione subita da questa regione.

Se avete domande, dubbi o suggerimenti per un viaggio in Piccardia, lasciate un commento!
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Anna
Una coccola di paese!! Non sono mai stata nel nord della Francia ma mi ispira moltissimO!
Martina Sgorlon
AnnaCiao Anna! Le Crotoy ĆØ davvero carino. Del nord della Francia io amo soprattutto la Bretagna, ma anche la Piccardia regala dei posti bellissimi. Ti auguro di andarci presto! š
partyepartenze
Il nord della Francia ĆØ una continua scoperta. Ci sono centinaia di scorci, paesi, panorami, spiagge. Mi hai offerto un’altro spunto per tornarci, oltre che per l’ottimo pesce.
Martina Sgorlon
partyepartenzeHai ragione: ogni paesino, per quanto piccolo, regala scorci bellissimi. Se ci torni, fammi sapere š
A presto!
Sabrina
Non avevo mai sentito questo paesino, ma sembra bellissimo!!
Martinaway
SabrinaIn effetti non ĆØ molto conosciuto, ma ĆØ perfetto per una giornata tranquilla e un po’ diversa dal solito š
Erika| Viaggi del taccuino
Marty! Ma che meraviglia eh?! <3
Adoro i piccoli paesini, i particolari, le porticine pastello segnate dal tempo. Grazie di avermi fatto scoprire questo angolo da sogno!
martinaway
Erika| Viaggi del taccuinoMi fa piacere ti sia piaciuto, ĆØ un posto poco conosciuto š un bacione <3
dueingiro.blogspot.it
non conoscevamo la Piccardia e sogniamo la Francia, un giorno, con il camper. Articolo interessante ;-)! Ciao
martinaway
dueingiro.blogspot.itAvere la possibilitĆ di muoversi come voi ĆØ una gran cosa ĆØ la Francia si presta benissimo ai viaggi on the road š
Farah - Viaggi nel Cassetto
ma che posto magnifico marty!
Mi piace moltissimo e non ne avevo mai sentito parlare… potrei seriamente adorarlo š
martinaway
Farah – Viaggi nel CassettoIo non lo conoscevo prima di scoprirlo di persona e, anche se preferisco altre mete, ĆØ stata comunque una sorpresa piacevole š
Chiara - Con un viaggio nella testa
Che bel posto!!
martinaway
Chiara – Con un viaggio nella testasƬ, ĆØ un paesino davvero carino e si scopre in una giornata š