São Miguel: cosa vedere e cosa fare sulla più grande isola delle Azzorre

São Miguel è la più grande e la più popolosa delle isole Azzorre e, insieme a Santa Maria, forma il Gruppo Orientale dell’arcipelago. In questo post vi racconto la sua storia e vi porto a scoprirla, tra luoghi da non perdere ed esperienze da vivere in quest’angolo remoto d’Europa in mezzo all’Atlantico.
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La storia di São Miguel in pillole
Inizialmente nota come Ilha Verde (Isola Verde), São Miguel pare sia stata scoperta dai navigatori europei nel 1427. Il suo popolamento, però, iniziò qualche anno dopo, con la prima messa celebrata nella piccola chiesa di Santa Bárbara il 29 settembre 1444, giorno di San Michele Arcangelo, al quale poi fu dedicata l’intera isola.
I nuovi insediamenti furono guidati dal capitano portoghese Gonçalo Velho Cabral, che amministrava anche la capitaneria della vicina Santa Maria, e videro la nascita del primo centro abitato in quella che è oggi Vila Franca do Campo, sulla costa meridionale.

Data la lontananza dal continente, non era semplice trovare nuovi abitanti e così il governo portoghese offrì maggiori incentivi, a partire dall’eliminazione delle tasse sui beni di prima necessità, come pane, vino, pesce, frutta e ortaggi. Arrivarono così persone dalla Spagna e dal Portogallo, ma anche dalla Francia e da altri Paesi del Mediterraneo dando vita a una comunità estremamente variegata che si dedicò principalmente all’agricoltura.
Complice anche la posizione strategica che la rendeva una tappa importante durante i viaggi nell’Oceano Atlantico, São Miguel si sviluppò rapidamente e le località di Vila do Porto e Vila Franca do Campo ottennero in un paio di decenni lo statuto di città, con la seconda eletta prima capitale dell’isola.
A cambiare le carte in tavola fu però il terremoto del 22 ottobre 1522, che causò la morte di oltre 4.000 persone e distrusse completamente Vila Franca rendendo impraticabile il suo importante porto commerciale. I sopravvissuti si trasferirono nel piccolo villaggio di Ponta Delgada, poi elevato a città e nuova capitale a partire dal 1546, ruolo che ha tuttora.

Nel corso della Guerra di Successione portoghese del 1580, l’isola fu teatro di alcune delle più accese lotte dell’arcipelago, culminate nella battaglia navale di Vila Franca il 26 luglio dello stesso anno e nell’impiccagione di circa 800 prigionieri francesi e portoghesi a opera di Don Álvaro de Bazán, marchese di Santa Cruz de Mudela. L’evento è ricordato come il più grande massacro umano avvenuto alle Azzorre La guerra si concluse con l’unificazione di Spagna e Portogallo sotto Filippo II di Spagna.
Nei secoli successivi, l’isola e l’intero arcipelago si ritrovarono ad affrontare numerosi attacchi corsari e persero così il loro ruolo commerciale a favore delle colonie storicamente spagnole, sia dell’Atlantico che del Nuovo Continente. Nel 1640, con la restaurazione dell’indipendenza portoghese São Miguel e le Azzorre riacquistarono però la loro posizione, rafforzando i contatti con il Brasile e con le colonie oltreoceano.

Meno di due secoli dopo, scoppiò la Guerra civile portoghese (1828-1834), che vide scontrarsi da una parte la monarchia assoluta sostenuta da Michele I e dall’altra quella costituzionale voluta da Maria II. Alle Azzorre, mentre la capitale portoghese veniva momentaneamente spostata a Terceira, nella liberale Angra Do Heroísmo, a São Miguel si stanziava la resistenza assolutista, uscita poi sconfitta dal conflitto.
São Miguel non fu risparmiata neanche dalla Prima Guerra Mondiale, quando Ponta Delgada fu attaccata dai tedeschi. Per far fronte a nuovi possibili attacchi, in città fu installata una base navale americana che rimase attiva fino al settembre 1919 e che fece la fortuna dell’isola: molte navi, infatti, richiesero di sostare presso il porto, favorendo il via vai di marinai, soldati, beni e denaro, preservando l’economia dell’isola dalle difficoltà della guerra e favorendo l’apertura di nuovi locali, ristoranti e luoghi di intrattenimento, così come di nuove fabbriche impegnate nel settore marittimo.

Cosa vedere a São Miguel
Oggi, la fortuna di São Miguel è data in particolare dal turismo, anche se non mancano le industrie e le attività agricole, come quelle destinate alla coltivazione degli ananas o delle piante di tè, che vi suggerisco caldamente di inserire nel vostro itinerario di viaggio e delle quali vi parlo tra poco. Ecco quindi i luoghi da non perdere e le esperienze da vivere sulla più grande delle isole Azzorre.

Ponta Delgada
Ponta Delgada è la capitale delle Azzorre e, molto probabilmente, la prima città che, con le sue Portas da Cidade (le porte cittadine ottocentesche oggi considerate simbolicamente il “cancello dell’arcipelago”), vi accoglierà in questo angolo remoto dell’Atlantico
Qui potrete passeggiare lungo Avenida Infante Don Henrique, un percorso fronte oceano che si estende dal Forte de São Brás (che ospita il museo militare) a Calheta; visitare il Santuário de Senhor Santo Cristo dos Milagres, costruito nel 1541 e oggi l’edificio religioso più importante di tutto l’arcipelago; o scoprire le profondità della terra alla Gruta do Carvão, il più grande tunnel di lava di São Miguel (anche se, dovendo scegliere, vi suggerisco di dedicarvi alla geologia su Terceira, ve ne parlavo nel post dedicato).
A questi potete aggiungere la Igreja Mãe de Deus, una chiesa eretta in basalto e un tempo affiancata dai bastioni che difendevano la città; il Mercado da Graça, il mercato cittadino attivo dal lunedì al sabato (che durante il mio viaggio era però in fase di ristrutturazione); e il Jardim António Borges, un’oasi verde arricchita da laghetti, sentieri e tantissime varietà di piante. E ancora laIgreja Matriz de São Sebastião, affacciata su una piazza lastricata di stelle, e il parco di Pinhal da Paz. Trovate tanti altri spunti su VisitPontaDelgada.pt. Se, invece, preferite scoprirla con una guida locale, potete prenotare questo tour*.
La piantagione di ananas Arruda
A pochi chilometri dal centro di Ponta Delgada potete visitare la piantagione di Ananas Arruda, aperta gratuitamente al pubblico. Qui potete scoprire come gli ananas, originari dell’America centrale e meridionale e oggi principale coltura d’esportazione dell’isola, vengono coltivati a São Miguel dalla metà del Diciannovesimo secolo, quando la loro produzione sostituì quella delle arance messa in ginocchio da una pericolosissima malattia; ve ne ho parlato anche nel post dedicato alle curiosità sulle Azzorre.
Durante la visita potete entrare nelle serre di vetro imbiancato, dove vengono ricreate le condizioni naturali tipiche del clima caldo-umido del Centro e Sud America, e vedere tutte le fasi di crescita, dalle più piccole piantine ai frutti pronti per essere raccolti. Lungo il percorso vedrete anche come trucioli e foglie vengono bruciati per produrre un fumo denso che riempie l’intera serra e dona ai frutti le loro caratteristiche uniche.
Alla fine del giro potete rilassarvi nel piccolo café, che offre bevande e dolci a base di ananas, e fare un po’ di shopping nel negozio dedicato, dove vengono anche messi in vendita i gambi da piantare a casa propria. Io ne ho preso uno e le prime foglie sono comparse dopo poche settimane; l’ho ribattezzato Miguel. Trovate tutte le informazioni per la visita sul sito Ananases Arruda.

The Gin Library
The Gin Library, un’altra tappa a pochi chilometri dal cuore di Ponta Delgada, è un piccolo spazio che vanta la più ricca collezione europea di gin. Ad aver creato questa chicca, composta da bottiglie provenienti da tutto il mondo, è l’inglese Ali Bullock, un vero e proprio appassionato che dal 2020 si è trasferito alle Azzorre e che qui ha dato vita anche alla Solar Branco Eco Estate*: una tenuta eco-luxury attentissima al tema della sostenibilità
Attualmente, la “biblioteca” conta oltre 1.000 gin diversi e si arricchisce continuamente grazie ai tanti visitatori provenienti da tutto il mondo che giungono qui con una bottiglia della loro zona per scambiarla per una di gin The Ghosts of the Ocean (o di Mother Vaca Vegan Vodka) prodotto proprio dal proprietario di questa curiosissima realtà. Il gin può anche essere acquistato (sia qui che al duty free dell’aeroporto) e parte del ricavato è destinato alla The Ocean Azores Foundation, che si occupa di preservare la fauna marina.
Durante la visita potete assistere alla preparazione di drink, partecipare a workshop e fare un brindisi con un ottimo gin tonic, un’esperienza che vi consiglio caldamente. La prenotazione è obbligatoria, ma sappiate che Ali è estremamente accogliente: se vi presentate senza preavviso e la biblioteca non è troppo affollata, potete unirvi senza problemi al gruppo. Trovate maggiori informazioni sull’impegno ambientale, le caratteristiche che le bottiglie regalate devono rispettare e tutte le informazioni per la visita sul Gin-library.com.
Sete Cidades
Sete Cidades è una località che sorge nel cratere di un antico vulcano e in un territorio caratterizzato da numerosi laghi ospitati all’interno di altrettante caldere nate dall’attività vulcanica e dalle eruzioni avvenute nel corso dei secoli. La zona è considerata una delle 7 meraviglie naturali del Portogallo insieme ai paesaggi vulcanici dell’isola di Pico.
Fulcro della zona è la Lagoa das Sete Cidades, composta da due laghi gemelli con acque di diversi colori: uno è infatti azzurro, mentre l’altro è verde; una differenza che si fa più o meno notare a seconda delle condizioni climatiche e che si mostra in tutta la sua bellezza quando il cielo è completamente sgombro di nuvole e il sole è alto, una situazione che pare presentarsi solo il 20% dell’anno. Da non perdere, a due passi dai laghi, la piccola chiesa di São Nicolau, alla quale si accede percorrendo a piedi un breve viale alberato. La zona può essere scoperta in autonomia o con un trekking organizzato con partenza da Ponta Delgada, lo trovate qui*. Alla zona è legata anche una leggenda, che trovate nel post dedicato alle curiosità sulle Azzorre.
Il modo migliore per godere appieno della bellezza dei due laghi — ai quali è legata anche una leggenda che vi racconterò in un altro post — è però salire leggermente in quota, inserendo nell’itinerario due celebri punti panoramici. Il Miradouro da Vista do Rei è comodamente raggiungibile in auto e vi permette di vedere perfettamente il punto d’unione dei due laghi. Il Miradouro da Boca do Inferno, per me il più bello tra i due perché offre un panorama più ampio, è invece raggiungibile dopo una breve passeggiata in mezzo alla natura che costeggia anche un altro lago, la Lagoa do Canario.

Mosteiros
La piccola località di Mosteiros è nota per le sue spiagge di sabbia nera e per i suoi faraglioni di origine vulcanica ai quali è legata una particolare leggenda. Secondo i racconti di Gaspar Frutuoso, le due rocce sarebbero infatti le dita di un piede del gigante Almoural, mentre l’isola di São Miguel sarebbe il suo corpo.
Mosteiros si trova a pochi chilometri da Sete Cidades ed è una tappa particolarmente consigliata al tramonto, visto che la spiaggia si affaccia verso ovest.

Fábrica de Chá Gorreana
La Fábrica de Chá Gorreana, fondata nel 1883 da Ermelinda Pacheco Gago da Câmara, è la più antica fabbrica di tè in Europa tra quelle ancora in funzione ed è ancora oggi un’azienda a conduzione familiare. Le aree di produzione sono circondate da piantagioni che coprono un’area di 32 ettari e che permettono di dare vita a tè verdi e tè neri particolarmente pregiati.
Tutto questo è reso possibile dal terreno acido e vulcanico e dal clima mite e piovoso delle Azzorre. Quest’ultimo, in particolare, impedisce inoltre la proliferazione dei normali parassiti che colpiscono la Camellia sinensis (la pianta del tè), consentendo così di coltivare un prodotto biologico al 100% e che non è sottoposto ad alcun uso di erbicidi, fungicidi o pesticidi.
Nella piantagione, l’unica in Europa (le altre si trovano quasi tutte in Asia), la raccolta si esegue ancora a mano tra aprile e ottobre, quindi, se vi capita di visitare São Miguel in questi mesi, sarà facile incrociare lungo il percorso gli operai addetti alla potatura e alla raccolta.
La piantagione si può esplorare liberamente, mentre per scoprire il processo di produzione e la differenza tra i principali tè è possibile partecipare a una delle tante visite guidate gratuite che vengono organizzate in loco e che si concludono con una degustazione. Trovate tutte le informazioni utili su Gorreana.pt.

Parque Natural da Ribeira dos Caldeirões
Il Parque Natural da Ribeira dos Caldeirões è un’oasi verde formata da sentieri che costeggiano cascate, numerosissime varietà di piante e scorci da cartolina arricchiti da vecchi mulini ad acqua. All’interno sono inoltre presenti uno shop (dove potrete prendere bibite e gelati, ma anche souvenir) e aree pic nic dove fare una sosta totalmente immersi nella natura.
L’area è protetta, ma l’accesso è gratuito. Da qui partono anche numerose escursioni, come quelle che vi accompagneranno a fare rafting o canyoning in mezzo ai canyon scavati dai corsi d’acqua nel corso dei millenni. L’esperienza si può prenotare comodamente da casa qui* o qui*.
Furnas
Furnas è una delle principali località dell’isola ed è nota soprattutto per l’intensa attività vulcanica che la caratterizza e che ha dato vita a uno spettacolo davvero affascinante. Da non perdere la zona intorno alla Lagoa das Furnas: un lago che bagna il cratere del vulcano e dove sono presenti numerose fumarole, geyser, sorgenti di acqua calda e pozze di fango che ribolle a causa delle elevate temperature, che vanno dai 70° ai 100°.
Proprio queste temperature permettono inoltre la preparazione di uno dei piatti più famosi dell’isola di São Miguel: il Cozido das Furnas, uno stufato di carne e verdure che viene cotto mettendo sotto terra (per ore) gli appositi pentoloni. Lungo la riva del lago, sono tantissimi i ristoranti che hanno riservato il proprio posto e che ogni giorno posizionano e poi vanno a recuperare (prima di mezzogiorno) le loro preparazioni. Tra loro c’è anche il celeberrimo Tony’s, ma di questo vi ho parlato più nel dettaglio nel post dedicato a cosa mangiare alle Azzorre.
Per la vicinanza del centro abitato, il vulcano di Furnas è considerato uno dei più pericolosi di tutto l’arcipelago. Potete ammirare l’intera zona dall’alto raggiungendo (in macchina) il punto panoramico Pico do Ferro. Tra gli altri luoghi da non perdere anche la chiesa neogotica di Nossa Senhora das Vitórias e la Casa Invertida, una “casa sottosopra”.

I centri termali
L’attività vulcanica ha reso Furnas un’importante località termale caratterizzata da sorgenti di acqua calda ricche di proprietà benefiche, di ferro (che rende le acque della zona arancioni) e di minerali. Due i principali centri termali: il Parque Terra Nostra e la Poça da Dona Beija.
Il Parque Terra Nostra nacque intorno al 1775 come spazio privato del commerciante statunitense Thomas Hickling, all’epoca console onorario degli Stati Uniti a São Miguel, ma iniziò a trasformarsi in quello che è oggi solamente a partire dalla fine dell’Ottocento. Il parco, dal 1935 parte di una più ampia proprietà che comprende anche il vicino Terra Nostra Garden Hotel*, vanta una ricco giardino botanico con piante provenienti da tutto il mondo e acque con temperature comprese tra i 35° e i 40°. Potete visitarlo dalle 10.30 alle 16.30, ma se soggiornate nell’hotel potete immergervi nelle sue acque anche in altri orari. Trovate tutte le informazioni utili su Parqueterranostra.com.
Il Poça da Dona Beija, invece, vanta cinque piscine all’aria aperta con acque che vanno dai 25° ai 39°. Gli spazi sono aperti dalle 8.30 alle 23.00, con ultimo ingresso alle 22.00 e uscita dalle vasche alle 22.30, per dare il tempo di sistemarsi. Sono presenti bagni e armadietti per riporre le proprie cose. Trovate tutte le informazioni utili sul sito Pocadadonabeija.com.
La zona si può scoprire anche partecipando a tour guidati che prevedono l’ingresso ai parchi termali, come quelli che trovate qui*, qui* o qui*. Se volete immergervi, vi consiglio di portare con voi un vecchio costume al quale non tenete troppo, gli indumenti potrebbero infatti macchiarsi e rovinarsi.

I miradouros (i punti panoramici)
Lungo la strada, tra una tappa e l’altra, vi consiglio di non perdere alcuni punti panoramici che vi faranno apprezzare appieno la costa e l’entroterra di São Miguel.
Tra questi, oltre a quelli già citati nel post, ci sono il Miradouro do Salto do Cavalo, non lontano da Furnas; il Miradouro da Nossa Senhora da Paz, a Vila Franca do Campo; il Miradouro de Santa Iria, sulla costa settentrionale, e il Miradouro da Ponta do Sossego, affacciato invece sul litorale orientale, verso il Continente.

Altri luoghi da vedere a São Miguel
Questi sono quelli che, secondo me e sulla base della mia esperienza, sono i luoghi da non perdere a São Miguel, ma l’isola offre molto di più.
Per esempio, potete camminare fino al Poço Azul, noto per le sue acque turchesi; immergervi nelle sorgenti termali di Ponta da Ferraria o in quelle di Caldeira Velha; lasciarvi incantare dalle cascate di Salto do Prego e di Salto do Cabrito (qui* è disponibile un trekking organizzato); rilassarvi lungo la spiaggia di Santa Bárbara; raggiungere il faro di Arnel, il più antico delle Azzorre, o la Lagoa do Fogo, oggi Riserva Naturale protetta raggiungibile solo con delle navette apposite a pagamento o con escursioni programmate (come il trekking con partenza da Ponta Delgada che trovate qui*).
Ultimo, ma non meno importante, l’isolotto di Vila Franca do Campo, con la sua forma inconfondibile data dalla sua origine vulcanica. A breve distanza dalla costa, è noto per la sua ricca biodiversità marina ed è aperto ai visitatori solo d’estate, con un limite di 400 persone al giorno. Le escursioni partono da Vila Franca ed è caldamente consigliata la prenotazione; per scoprirlo potete anche partecipare ad attività che prevedono anche il whale watching (qui*).
Informazioni utili per visitare São Miguel
Durante il mio viaggio alle Azzorre sono riuscita a dedicare a São Miguel appena tre giorni (complice anche il ritardo dell’aereo): un tempo sufficiente per vedere i luoghi più importanti e per vivere le esperienze più belle, ma non abbastanza per scoprirla in maniera approfondita, quindi vi consiglio di prevedere almeno un giorno in più.
Se visitate l’isola la domenica dopo Pasqua, vi segnalo che potreste incappare nei festeggiamenti do Senhor Santo Cristo dos Milagres, che riempiono Ponta Delgada di fiori e musica, mentre il secondo fine settimana di luglio si celebrano Las Grandes Festas do Espírito Santo de Ponta Delgada.
Trovate tutti i consigli su cosa mangiare a São Miguel nel post dedicato a cosa mangiare alle Azzorre. Per un consiglio su dove dormire, invece, vi rimando alla fine dell’articolo.

Come raggiungere l’isola di São Miguel?
Quello di São Miguel (PDL) è il principale aeroporto delle Azzorre e prevede collegamenti sia con Lisbona che con molte destinazioni internazionali, oltre a quelli con le altre isole dell’arcipelago (a esclusione di Corvo e Graciosa). In futuro l’aeroporto sarà collegato direttamente anche con quello di Milano.
Come muoversi a São Miguel?
Una volta sull’isola, viste le sue dimensioni, il mio consiglio è quello di noleggiare un’auto: per esperienza diretta sappiate che avere un mezzo proprio è fondamentale per non essere in balia degli scarsi mezzi pubblici e per non spendere più del dovuto spostandosi continuamente in taxi. I luoghi da vedere sono davvero tanti e tutti distanti fra loro, meglio quindi essere autonomi. Ve lo avevo anticipato anche nel post dedicato a come muoversi alle Azzorre.
Se, però, preferite spostarvi con gli autobus, sappiate che a São Miguel operano tre compagnie diverse, attive in altrettante zone: Auto Viação Micaelense, che copre principalmente la parte occidentale; Caetano Raposo e Pereira, che raggiunge invece anche la costa nord-orientale; e Varela e Ca LDA, che corre lungo la costa sud-orientale. L’unica tappa in comune tra le tre è Ponta Delgada. Di tutte trovate orari e informazioni su VisitAzores.com.
Dove dormire sull’isola di São Miguel?
Durante il mio soggiorno ho pernottato all’Arrivillage* di Arrife, non lontano dal centro di Ponta Delgada, una struttura (con parcheggio) gestita da José Maria, un host estremamente accogliente e disponibile e sempre pronto a dare consigli su cosa fare e cosa vedere sulla sua isola. La camera, ampia e con bagno privato, è adiacente alla casa di José, ma è provvista di un ingresso separato; la cucina e la sala da pranzo sono invece in comune con gli altri ospiti. In caso di bisogno è disponibile anche una lavatrice. Mi sento di consigliarvela, sia per l’ospitalità che per la qualità del servizio.

Tour organizzati
In alternativa, potete sempre valutare di prendere parte a tour organizzati con trasporti inclusi e con partenza da Ponta Delgada, così da evitare il noleggio e i mezzi senza però rinunciare alla scoperta dell’isola. Qui di seguito vi lascio alcune opzioni, ma cliccando sui link trovate tante idee. Buon viaggio!
- Tour completo di São Miguel in due giorni – qui*
- Escursione a Sete Cidades e a Lagoa do Fogo – qui*
- Escursione a Furnas + Piantagioni di té – qui* o qui*
- Tour privato di São Miguel – qui*
- Avvistamento di cetacei + Tour di São Miguel in fuoristrada – qui*
- Isola di São Miguel: tour guidato dell’isola di 2 giorni con pasti – qui*
- São Miguel: tour di 1 giorno nella parte ovest con pranzo – qui*

Se avete domande o suggerimenti su cosa vedere e cosa fare a São Miguel, lasciate un commento!
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